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In questa vita

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Quattro racconti per un libro malinconico e a volte persino crudele sui capricci di un destino che sembra prendersi gioco delle nostre vite, fatte di incontri e separazioni, di oblio e perdite che non ammettono consolazione.

90 pages, Paperback

First published April 1, 2004

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Anna Ruchat

48 books

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Profile Image for Telarak Amuna.
217 reviews3 followers
May 29, 2024
Raccolta di racconti molto coesa e coerente, impostata sulla medesima tematica ampia (non tanto la morte, quanto l’indadeguatezza alla vita, che può risolversi in suicidio, ma non forzatamente) e sul medesimo stile. Quest’ultimo, abbastanza classico a livello linguistico e sintattico, si smarca per la frammentarietà e l’intercalarsi di voci/fonti diverse. In ogni racconto, infatti, alla narrazione principale (in prima persona tranne che per In questa vita) si alternano frammenti in corsivo (tranne il primo racconto, dove ad alternarsi sono le due voci delle protagoniste): una canzone di Brassens, delle lettere e un pensiero ricorrente. Questi frammenti fungono da cornice al testo, forniscono chiavi di lettura, organizzano il contenuto (soprattutto la canzone che separa frammenti di racconto con personaggi diversi), conferiscono maggiore profondità e incrementano la polifonia, dialogando con il narratore principale. Ma la frammentarietà è sistemica, poiché il testo costruisce il senso a tessere, poco a poco, senza fornire subito al lettore o alla lettrice tutte le informazioni, lasciandolə spaesatə. Capiamo che c’è un dramma, che c’è sofferenza, ma lì entriamo a poco a poco, sempre tenuti un po’ a distanza, come d’altra parte avviene nella realtà. Insomma, i racconti sono spigolosi e taglienti anche nello stile e non solo nel contenuto, ma come per quest’ultimo un esile tentativo consolatorio è effettuato: una leggera patina poetica nobilita, a tratti, la lingua, conferisce una solennità malinconica.
Il contenuto, per quanto imperniato sul medesimo tema, si declina in ciascun racconto in modo diverso, Il primo racconto affronta la morte di una neonata durante il parto, ma lo fa in modo coraggioso, introducendo la variante di un difetto genetico e tutti i pensieri e sentimenti contrastanti che genera nelle madri (la vicenda si duplica su due protagoniste, due voci diverse). Affiora quindi il contrasto tra l’amore materno e il desiderio che la neonata muoia, tra la paura che la figlia muoia e il desiderio di sopravvivere anche a scapito suo, … E tutte queste contraddizioni interne si inseriscono e interagiscono con la rete sociale circostante, che ovviamente non le può davvero capire e quindi resta distante, nei propri gesti tradizionali che sembrano così futili e ridicoli, ma soprattutto così falsi rispetto al sentire delle due protagoniste.
Il racconto successivo ha sempre un piglio coraggioso, poiché le protagoniste sono sempre persone che, in determinati momenti, sono state vicine alla persona inadatta per qualche aspetto della vita, profondamente infelice, ma che poi hanno preso altre strade e si sono parzialmente disinteressate, prese dalla propria quotidianità e quindi solo parzialmente in grado/con la volontà di investire energie e tempo nel dolore dell’altra persona. Trovo il testo interessante perché è come ci comportiamo un po’ tutta (tranne per le persone che ci sono più vicine), ma leggerlo nero su bianco, con quindi un risalto così netto, ci rende molto più consapevoli. Non è un’accusa, anche perché quel comportamento un po’ egoistico spesso è una difesa necessaria, ma vuole appunto renderci consapevoli di queste scelte, responsabilizzandoci.
Gli ultimi due racconti li ho trovati molto meno interessanti: entrambi sono comunque basati sulla solitudine, sul non sfruttato incontro con una persona che riusciva a lenirla, sull’accontentarsi di una vita più spenta, parte per paura, parte per inerzia e parte per mal riposta convinzione.
Nell’insieme la raccolta, per quanto apprezzabile, non mi ha particolarmente convinto/coinvolto.
Profile Image for Paola.
761 reviews156 followers
December 14, 2010
La Ruchat ha una prosa lieve, parole come fiocchi di neve, fiocchi, parole, assieme creano una spessa coltre, che pesa sull'anima.
Sono racconti che parlano di morti, di morte.
Di vuoti e mancanze. Di vite non vissute, dei morti perché non più o mai stati, la bambina nata morta del primo racconto, ma anche di vite mancate e di morti che fanno affiorare rimpianti e occasioni mai colte.
Bello. Lieve, parole come tanti fiocchi di neve, leggeri, ma tutti assieme creano una coltre, sotto alla quale può mancare il respiro.
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