In ognuno di questi stravaganti racconti, d'improvviso, irrompe lo scarto impensato, il guizzo inatteso, il fatto imprevedibile, il personaggio curioso o bizzarro che scombina la trama, travolge i protagonisti, dà una sterzata alla più piatta normalità trasformando il destino dei personaggi. È la mano sinistra dell'autrice che cattura così il lettore, lo trascina nella sua storia con un sorriso accattivante e a tratti anche un po' perverso, e gli sciorina vicende e protagonisti con una leggerezza di tocco che vela appena di un ghigno malefico l'intrecciarsi degli avvenimenti sulla scena del mondo, dei tanti oscuri e commoventi mondi degli uomini.
Laura Mancinelli (Udine, 18 dicembre 1933 – Torino, 7 luglio 2016) è stata una germanista, medievista e scrittrice italiana. Docente universitaria, traduttrice e autrice di romanzi storici, si è laureata nel 1956 in lettere moderne all'Università di Torino, con una tesi in letteratura tedesca.
un approssimato esercizio di scrittura. sembrano appunti per racconti brevi, messi insieme perché l'editore chiedeva un libro da pubblicare. banali e scontati, molti simili tra loro nello svolgimento. un racconto breve è sensato se condensa la profondità, l'imprevisto, la sorpresa in poche pagine. se è scontato e finisce ottimisticamente come un film americano, non funziona. la mancinelli ha scritto come una ragazzina di liceo che prende appunti sul suo diarietto. e per quanto mi sia sforzato di leggerlo tutto, ho saltato l'ultimo dei racconti, per poter dire di non averlo finito. di solito dò una seconda possibilità agli autori che mi sono piaciuti, ma stavolta quello che non mi è piaciuto è il secondo. che fare? il meglio del libro è il titolo. che è tutto dire.