Da un po’ di tempo m’è venuta voglia di leggere Gianfranco Calligarich e prima di affrontare L’ultima estate in città o Privati abissi, mi è capitato tra le mani questo Posta prioritaria.
Si tratta di brevi racconti narrati attraverso lettere o sms, messaggi in forma varia, e l’inizio dimostra subito una buona personalità: scrittura brillante, idee fresche, snodi improvvisi, struttura in forma di epistolario…
Il secondo mini racconto è leggermente inferiore, ma sempre notevole. Il terzo regge ancora abbastanza bene, anche se le prime avvisaglie di banalità preoccupano.
Poi, comincia un campionato di discesa libera, via via, sempre più giù.
Affondando presto nella pura goliardia, nella barzelletta, per giunta quella lunga e troppo articolata (come faceva un nostro ex primo ministro - cavaliere appiedato?). Un esempio a caso: il capitolo dedicato alla polizza assicurativa per M.E. (Mancata Erezione) ha come protagonisti l’assicurando G. Verga e l’assicuratrice S. Nonladò.
C’è una risalita, difficilmente due - La vita è fantastica, il racconto numero 9 è indubbiamente il migliore - questa è l'unica cosa che condivido con la recensione di Irene Bignardi apparsa all'uscita del libro: ma sono sprazzi senza seguito.
Grande delusione. Nulla di prioritario.
PS Per di più, una riedizione di questo libro uscita nel momento storico sbagliato: proprio mentre l’Italia era da troppo tempo devastata da uno (a questo punto, grazieadio, ex primo ministro - cavaliere appiedato?) che raccontava barzellette lunghe scurrili e penose, spacciandole per comunicazione politica o diplomazia.