"Io ho la tendenza congenita a risolvere i problemi che la mia mente mi pone. E questo è uno di quei problemi che mi fanno impazzire". La storia è veramente intricata, con pochi indizi per noi lettori sebbene i personaggi principali siano ben descritti e facilmente memorizzabili.
"ci sono momenti in cui, signor Holderfield, che si possono dire di crisi, in cui tutto, o quasi, va male, nulla ha più senso, e tutto ciò che rimane sono vuote parole". Può sembrare una beffa, una frase retorica messa li, ma si congegna bene con più di un personaggio della nostra storia, anche chi meno ce lo aspettiamo.
Il filosofo Toyfell: "era sereno. Che cosa può un uomo desiderare di meglio? Che cosa non ho che abbia il più ricco dei miei concittadini? Le preoccupazioni. E che cosa ho io che lui non ha? La libertà? Sì, signore, non potrei stare meglio di così....
Il personaggio Toyfell, giardiniere che ci diletta con certe perle, è uno dei protagonisti di solo passaggio? oppure conta qualcosa?
Toyfell: se volete la vostra libertà, preservate il vostro nemico dalla schiavitù. Conosci te stesso l'anima dell'uomo è immortale e imperitura, è stato un pagano a dirlo: Platone, quanto alla religione io adoro Dio in ogni seme, che cosa trovate in una chiesa se non fiori recisi.
"Dovrete trovarvi un lavoro! Perché? Perché mi sarete debitrice! (E via alle danze!!)
Jacquard: stordito dalla fortuna"
"Nella nostra società, dove l'accumulazione di ricchezza è la preoccupazione della maggior parte degli individui, la perdita di essa è la cosa più tragica che possa capitare. Tom Anderson era un povero, più che povero, o piuttosto, meno. Povertà è un termine relativo, come quello di vuoto.
Ecco qui il romanzi di Ellery Queen, con queste frasi, con un racconto avvincente, dei dialoghi impeccabili, delle descrizioni di personaggi e luoghi accurati ma non prolissi e noiosi, con scene concitate impeccabili.
Questo giallo secondo me può rientrare nella categoria dei classici e anche tra i migliori.