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SALTO CON GLI SCI
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Squadra LhotseGalateo per ragazze da marito: Come non concedersi quasi mai, quasi a nessuno, e riuscire a non sposarsi lo stesso
p.291
(Doverosa premessa. Ho acquistato questo libro 3 volte, quindi Irene Soave è una delle autrici che ho più finanziato negli ultimi anni, soprattutto visto che leggo in digitale e sono mlol dipendente. La prima volta che comprai il libro fu nel lontano 2019, io appena sposata con millemila traversie e libro appena pubblicato. Erano i tempi in cui si poteva leggere in Feltrinelli e non veniva l'anssia a nessuno, quindi dopo aver letto una trentina di pagine ridendo di gusto l'ho acquistato. E visto che non sono più abituata a leggere su carta è rimansto lì. Poi ho acquistato una versione digitale su mlol plus perché insomma volevo leggerlo. E alla fine colta da impulsi insani ho fatto un abbonamento a Storytel dove l'ho trovato in audiobook, e alla fine l'ho ascoltato così...) Molto divertente!!! soldi spesi bene, sia per lo humor con cui l'autrice racconta le peripezie per accasarsi che facciamo noi donne che di un marito abbiamo bisogno come un pesce delle scarpe, sia per la ricorstruzione storica e sociologica dei manuali di galateo in voga fino agli anni '60.
Io consiglio la lettura o l'ascolto se ci si vuole un po' ridere addosso, oppure a persone esasperate da lunghi fidanzamenti con partner titubanti
Squadra: K2Libro: Un uomo tranquillo
N° pagine: 281
Prima volta con Walsh e con la guerra nordirlandese.
All'inizio non mi stava piacendo, più che altro perchè speravo si trattasse di un romanzo incentrato sulla narrazione storica degli scontri tra irlandesi e inglesi e invece mi sono trovata davanti 5 storie d'amore. Ma alla fine Walsh è riuscito nell'intento di immortalare l'identità nazionale irlandese, patriottica e con grande senso dell'onore, attraverso anche la descrizione dei paesaggi e delle tradizioni rurali. E ho apprezzato molto le protagoniste femminili, tutte personificazioni della Patria ovviamente, e tutte donne dotate di carattere e grande ironia.
Squadra: EverestLibro numero 1: La casa sull'abisso
N° pagine: 112
Se dovessi dare una definizione a questo titolo, opterei per:
Lo strano caso di un Wells Lovecraftiano che si risveglia dormiente dalla caduta della casa di Poe.
Gli ingredienti "rubati" a questi autori ci sono tutti: (view spoiler)una discesa verso gli abissi della follia, fino alla stella più lontana e ritorno.
Sebbene non abbia capito appieno quest'opera, posso dire che il finale è stato geniale, tanto da meritare una stella in più rispetto a quanto avrei dato durante la lettura.
Forse è invecchiato male (?), non saprei. Mi rimane comunque un dubbio: se questo racconto l'avesse scritto Lovecraft, avremmo inneggiato al capolavoro?
Squadra:K2Libro: Finché il caffè è caldo
N° pagine:177
Commento:
Prima e ultima volta (credo) con Toshikazu Kawaguchi. Sapevo che non avrei dovuto aspettarmi chissà cosa, come spesso accade quando si crea tanto hype attorno a un libro, e in effetti...
Carina l'idea dell'ambientazione nel bar ma nulla di eclatante. Una favola per adolescenti forse, intrisa dello stile giapponese dove i protagonisti sembrano usciti direttamente da un manga. Parla delle occasioni mancate, di quello che avremmo potuto dire o fare e di come, non potendo cambiare gli eventi, possiamo perlomeno provare a cambiare il nostro atteggiamento. Ma a parte questo non mi ha portato a riflessioni particolarmente profonde. Lo definirei la versione puberale e meno complessata dei romanzi di Banana Yoshimoto.
Squadra LhotseLa via perfetta. Nanga Parbat: sperone Mummery
p.272
Mi ritrovo molto nelle riflessioni che ho letto riguardo al rischio spudorato e incurante delle capacità tecniche che gli alpinisti si prendono, dal momento che gran parte dell'azzardo è nelle condizioni climatiche.
Se poi parliamo di scalare un 8000, di inverno, lungo una via che non è mai stata aperta da nessuno, attrezzando la montagna il meno possibile e provandoci 5 volte... beh, riguardo a questa impresa lo stesso Messner ha detto che ognuno ha il diritti di suicidarsi come preferisce.
Mi rendo conto che ho affrontato questo libro con un pregiudizio nato qualche settimana fa quando ho scoperto che Nardi faceva parte della chiesa di Scientology e una delle ragioni per cui voleva arrivare in vetta in modo così eclatante era per piantare una bandiera di un'associazione legata alla chiesa. Io poi avrei nutrito lo stesso pregiudizio se avesse voluto piantare la bandiera della Caritas, ma il sospetto che sia stato incentivato a correre un rischio simile, nonostante i colleghi alpinisti avessero provato a dissuaderlo rimane. Quando lui parla e condivide le sue riflessioni mi è sembrato insopportabile, un po' sbruffone e sicuramente con un brutto carattere. E lo stesso Daniele non nega di avere un carattere "difficile"
La parte riguardo alle spedizioni è molto coinvolgente ed emozionante, anche se si conosce già la fine. I vari tentativi per aprire la strada, le diverse spedizioni, ma anche le rivalità tra alpinisti, la quantità di materiale che serve... Io non ne sapevo niente e ho dato un'occhiata a un mondo complesso e affascinante, dove la competizione tra alpinisti è serratissima, al limite delle scorrettezze e guerre tra bande, dove i soldi e la popolarità sono limitate e bisogna strapparsele l'uno con l'altro, dove la montagna è lavoro e fatica e dolore, e dove ci si procurano lesioni inimmaginabili: Nardi parla spesso degli edemi polmonari e cerebrali che colpiscono gli alpinisti d'alta quota come di una cosa quasi normale, di arti congelati e persone che vaneggiano per l'ipossia e mi chiedo in che stato arrivano quelli che conquistano la cima e a che prezzo
Squadra: EverestLibro numero 2: Battle Royale
N° pagine: 672
Commento:
Citando un articolo che ho trovato sul web:
Battle Royale è il libro ideale per chi si fa le saghe con Hunger Games
[meglio tornare indietro e rileggere la frase con più calma XD].
- 42 ragazzi

- un'isola evacuata

- il sopravvissuto sarà il vincitore.
Con questi pochi ingredienti l'autore è riuscito a creare un vero e proprio kolossal su carta.
In un Giappone totalitario, nel libro definito come "Repubblica della Grande Asia Orientale", ogni anno, una classe delle medie viene estratta a sorte per partecipare al "Programma", un gioco in cui i ragazzi devono uccidersi per poter concludere il gioco.
In dotazione solo una sacca per viveri, un'arma casuale e un collare che indica la posizione di ciascun giocatore in ogni momento della partita.
Chi sarà il vincitore?
Capostipite del genere survival da cui poi sono seguite altre opere come Hunger Games, Il Labirinto et al., tanto da creare un genere vero e proprio.
Oggi nel mondo videoludico Battle Royale è diventata a tutti gli effetti una definizione per indicare un genere di videogame che ha come obiettivo la sopravvivenza all'interno di un'arena.
Un romanzo violento e crudele, claustrofobico nonostante gli spazi aperti. Un romanzo che non lascia spazio alla speranza perché, in fin dei conti, sappiamo fin dall'inizio quale dovrà essere il finale: 1 unico sopravvissuto.
Squadra: K2Libro: Una famiglia quasi perfetta
N° pagine:340
Commento:
Che angoscia, non vedevo l'ora di finirlo! La scomparsa di un figlio è un evento drammatico per carità, ma la routine di questa famiglia lo è ancora di più!
Troppa carne sul fuoco, il risultato è un mix di stereotipi totalmente privo di credibilità. A partire da Jennifer, il personaggio più insipido attorno ai cui pensieri ruota tutta la trama: classica donna in carriera colpevolizzata per non essere abbastanza presente in famiglia, nonostante il marito faccia altrettanto (view spoiler) Suvvia, certi luoghi comuni erano abbondantemente superati anche nel 2014.
Per non parlare del continuo alternarsi tra presente e passato che ho trovato ai limiti della sopportazione.
31 capitoli di niente.
So che l'autrice ha scritto anche una sorta di spin-off su altri personaggi che compaiono nel romanzo, ma sicuramente mi limiterò a questo.
Squadra: K2Libro: Acido solforico
N° pagine:131
Commento:
Non ho capito se mi sia piaciuto oppure no, nè so dire se sia il libro migliore per approcciare Amélie Nothomb.
Una provocazione per sottolineare la cosiddetta pornografia del dolore messa in atto dai media per spettacolarizzare ormai qualunque cosa.
La Nothomb non offre soluzioni ma spunti di riflessione: spetta poi al lettore decidere come stanno realmente le cose, secondo la sua personale prospettiva.
Ci si chiede chi siano realmente i cattivi: gli organizzatori che hanno concepito questo macabro gioco? I Kapò che si abbassano a qualunque ingiuria pur di ingraziarsi gli spettatori? O il pubblico stesso che, osservando passivamente, sostiene lo scempio? E i prigionieri? Se fossero dall'altra parte della barricata si comporterebbero diversamente?
Ma soprattutto, può il bisogno di condividere i medesimi argomenti per sentirsi parte di una comunità, essere sufficiente a spiegare l'omologazione della massa anche quando questa è palesemente distruttiva?
Il finale mi ha lasciato interdetta: da un lato mi ha deluso, non mi è sembrato all'altezza della storia, ma dall'altro mi ha infastidito l'essere rimasta delusa. Cosa avrei voluto aspettarmi? Francamente non lo so. Quale può essere il giusto finale per una storia che si rivela eccessiva sin dall'inizio?
Sarò buonista, ma sono comunque contenta non si sia spinta oltre con i protagonisti a cui inevitabilmente ci si affeziona, e non perchè gli altri contino di meno ma, perfettamente in linea col principio di disumanizzazione espresso, sono gli unici personaggi di cui si conosce il nome, mentre gli altri si perdono nell'anonimato dei numeri di matricola.
Pannonique è una figura emblematica, forse troppo perfetta per essere vera, mostra come sia importante conservare dignità e civiltà per continuare a sentirsi umani anche nella bestialità. Zdena è l'esatto opposto, è l'incarnazione dell'ignoranza, quanto di più insulso possa esserci, ma sarà anche l'unico personaggio ad evolversi, a riprova che forse un briciolo di umanità sopravvive sempre.
Squadra: EverestLibro numero 3: Finché il caffè è caldo
N° pagine: 177
Commento:
Dopo averne sentito parlare tanto in questo ultimo anno, devo dire che ci sono rimasta un po' male.
Non so di preciso che cosa mi aspettassi - anche perché ultimamente non leggo più le sinossi - ma speravo almeno in un racconto più coinvolgente.
Non sono riuscita ad immedesimarmi nei personaggi, sentendoli distaccati, sebbene le storie (soprattutto (view spoiler) fossero alquanto struggenti.
Non ho molto apprezzato la struttura del romanzo: alla fine sono una serie di racconti, una serie di storie che si intrecciano all'interno del caffé.
E non mi è piaciuta per niente la meccanica della storia: (view spoiler)
Ma soprattutto: (view spoiler)che senso ha quella sedia?
La risposta dell'autore sul finale non mi convince.
Squadra: K2Libro: Come piante tra i sassi. Imma Tataranni e la storia sepolta
N° pagine: 240
Commento:
Ho fatto un po' fatica a seguire la storia, le azioni e i pensieri di Imma si susseguono molto, forse troppo, velocemente per i miei gusti. Per cui, con un po' di delusione, devo ammettere che è uno dei pochi casi in cui tendo a preferire il personaggio televisivo. Anche se, per motivi puramente personali e affettivi, ho apprezzato l'ambientazione a Nova Siri, paese della mia mamma: ho ritrovato nel racconto persino i nomi di alcuni negozi esistenti ancora oggi.
Squadra LhotseSopravvissuta a un gulag cinese - La prima testimonianza di una donna uigura
p.240
Intanto ho imparato che si dice uiguri e non ugiuri come ho sempre pensato. Probabilmente è la paroola che più compare nel testo e anche a essere gnucchi si impara.
io poi non so mai cosa scrivere davanti a queste testimonianze, perché sono così strazianti, così personali e fuori dal nostro ordinario che mi lasciano senza parole e senza nemmeno un'idea precisa. A chi può non piacere Se questo è un uomo? ci sono dei libri che per l'enormità del tema trattato non sono qualificabili. Se poi il genocidio è in corso, nascosto sotto gli occhi di tutti è ancora più sconcertante.
Nascosto perché c'è ma ci dimentichiamo, la Cina è grossa e lontana, ci fornisce di cose, ci fa comodo dimenticare e commerciare, la Cina è il partner indispensabile costi quel che costi e se gli Uiguri scompaiono in silenzio pazienza.
Dopo aver letto questa testimonianza prima di voltare la faccia dall'altra parte vedo gli occhi penetranti di Gulbahar che ci ricorda cosa succede nella sua terra, che ci mette letteralmente la faccia, perché la popolazione uigura è dimenticata dal mondo nonostante le buone intenzioni, perché anche se Biden non va ai giochi olimpici per protesta tutto l'occidente ha commerci per miliardi di euro, perché i container sono pieni di merce a basso costo magari prodotti in uno dei centri di detenzione nello Xinjiang. Gulbahar dopo 3 anni di prigionia è libera perché la sua famiglia vive in Francia, sono rifugiati politici e il ministro degli esteri francese si adoperato per la sua liberazione. Ma quante altre persone sono nella sua situazione? Quante altre vivono a piede libero nello Xinjiang senza essere veramente liberi, sapendo che una parola, un commento di troppo ti può far sparire? La dittatura è questa cosa qui, che ti succhia via i pensieri e la capacità di respirare liberamente
Libro numero 4: Coraline
N° pagine: 156
Commento:
Errata Corrige.
Ho già letto un altro titolo di questo autore.
Francesca wrote: "Squadra: EverestLibro numero 4: Coraline
N° pagine: 156
Commento:
Errata Corrige.
Ho già letto un altro titolo di questo autore."
Impostura, truffa, raggiro! Chiedo 180 punti di penalizzazione per Francesca e la sua squadra 😠
Squadra LhotseMunnu. Un Ragazzo del Kashmir
P.352
Munnu e la storia di Sopravvissuta a un gulag cinese: La prima testimonianza di una donna uigura, che ho letto in contemporanea, per certi drammatici versi si somigliano, una minoranza i cui diritti non sono rispettati e non è garantita loro nemmeno la mera esistenza; il tentativo di una superpotenza di cancellare la cultura e l'identità di un popolo, in entrambi i casi proibendo l'uso della lingua.
Munnu a un certo punto dichiara di essere sostanzialmente analfabeta, dato che non gli è stata insegnata la sua lingua madre e scrive male sia in urdu che hindi. Inoltre più volte racconta di come la sua scuola sia stata spesso chiusa, trasferita, gli insegnanti incarcerati per motivi politici e magari sostituiti con altri più compiacenti. Inoltre non ci risparmia le torture, perché questo sono, che gli insegnanti infliggono agli allievi per minime infrazioni, come avere una camicia stirata male.
Su un punto però le storie differiscono completamente: il Kashmir proclama e richiede la sua indipendenza, ma non viene mai considerato come entità potenzialmente autonoma, e difatti i colloqui sul Kashmir sono bilaterali tra india e pakistan, e ciascuno dei due stati "tira" il Kashmir dalla sua parte, mentre lo Xinjiang non chiede indipendenza, a parte gruppi minoritari.
A prima vista non può che ricordare Maus, per la scelta dell'autore di raffigurare i kashmiri come cervi, autoctoni del Kashmir ma in via d'estinzione.
Sempre con Maus condivide il tratto fitto, dettagliato, che a tratti richiama esplicitamente le decorazione tipiche kashmire e la ricca produzione iconografica della zona.
La storia si può definire di formazione, all'interno di un carcere a cielo aperto, dove le persone sono alla mercé degli occupanti, dove ogni espressione di dissenso è proibita con la tortura e la morte, dove le persone scompaiono e ricompaiono cadaveri, magari in zone lontane o con fantasiosi pretesti. Dove anche solo uscire a comprare da mangiare o le sigarette è a discrezione degli occupanti con coprifuoco che possono durare settimane.
è davvero ammirevole la storia di questo ragazzo che nonostante tutto è riuscito a far emergere il suo talento di vignettista sin da giovanissimo. Davvero consigliato
Squadra LhotseStoria di una balena bianca raccontata da lei stessa
p.107
La storia di Sepulveda è un meraviglioso e triste racconto ambientalista, la mitica balena bianca, chiamata dai balenieri Mocha Dick e ispirazione per la protagonista del romanzo di Melville, scopre gli umani e la loro avidità, la ciecità a distruggere ciò che c'è di bello nella natura per appropriarsi delle risorse senza guardare in faccia a nssuno e sacrificando anche i loro simili in imprese pericolose.
Sepulveda dà voce alla grande balena bianca, finora raccontata esclusivamente dai balenieri suoi carnefici, e anche se si sa già come va a finire la storia non si può non fare l tifo per lei
Squadra: EverestLibro numero 4: Skellig
N° pagine: 151
Commento:
Una bambina nata prematura in fin di vita, una vicina di casa che assomiglia molto a Hermione Granger e un tizio malaticcio che si nasconde nel garage.
Fine.
Sinceramente questo libro non l'ho capito.
Non ho capito perché il personaggio principale debba essere così ripugnante.
Non ho capito il messaggio che l'autore ha voluto dare con questa "favola".
Che gli angeli abitano questa terra e che sono nascosti dietro casa? Che sembrano usciti dal libro di Dracula perché sono tali e quali a un R.M. Renfield con l'artrite?
Boh. Non so cosa dire, se non che sono rimasta abbastanza indifferente.
Squadra: EverestLibro numero 5: Zombie
N° pagine: 184
Commento:
Da brava lettrice che NON legge le sinossi, mi aspettavo che questo libro parlasse di Zombie alla "vecchia maniera", ossia: non morti che spuntano da sotto terra e che vanno in giro a mangiare i vivi.. Beh non vi dico la meraviglia mentre lo leggevo.
Non c'è nulla di tutto ciò..
Il titolo è stato fuorviante, ma non del tutto errato.
La storia viene narrata dal punto di vista del protagonista, un vero e proprio genio del male. Una persona all'apparenza normale, con una famiglia normale e un lavoro normale.
Ma noi siamo nella sua testa e sappiamo che non è così. Attraverso i suoi pensieri veniamo a conoscenza delle sue perversioni, delle sue manie, ma soprattutto veniamo a conoscenza del suo grande sogno: creare uno zombie-bambolotto gonfiabile su cui sfogare le sue pulsioni sessuali.
Guardando solamente il suo punto di vista sembra che la cosa sia così innocente, così Normale, tanto da chiedersi, ad esempio, come mai possa essere in libertà vigilata per aver molestato un minore.
Un libro abbastanza frustrante perché, davanti a tanta violenza, non possiamo far altro che assistere impotenti a quello che succede (view spoiler)
Quentin P. è realmente esistito. L’autrice si riferisce a Jaeffrey Lionel Dahmer, serial killer che negli anni '80 uccideva le proprie vittime, smembrava i cadaveri e ne conservava i pezzi. [dal web]
Squadra:K2Libro: Fontamara
N° pagine:190
Commento:
Questo libro è un vero gioiello della storia e letteratura italiana, mi spiace solo non averlo letto prima.
La prosa dell'intera opera è talmente vivace che, se non fosse per la tragicità del messaggio, a tratti risulterebbe quasi allegra.
Attraverso il racconto delle vicende dei cafoni, contadini abitanti di Fontamara, viene spiegata l'ascesa del fascismo e di come sia riuscito ad affermarsi grazie a soprusi e inganni che hanno trovato terreno fertile nella bassa cultura della massa popolare. Sicuramente un'importante testimonianza di propaganda antifscista ma non solo. L'opera pone l'accento anche sulle mancanze del popolo, fatto di uomini diffidenti e troppo abituati a pensare ognuno per sè, in attesa che fosse sempre qualcun altro a doversi esporre, preoccupati solo di dover sborsare soldi nell'immediato e senza alcuna prospettiva di crescita futura che non fosse quella di avere un piccolo pezzo di terra da coltivare. Ovvio che una mentalità così elementare sia stata sopraffatta dalle burocratizzazione fascista e dall'intensificazione gerarchica. Ma alla fine, grazie al sacrificio del singolo, arrivano a sviluppare quella coscienza civile che li porterà finalmente a reagire in maniera unita e a denunciare le prepotenze subite.
I momenti che ho adorato maggiormente sono il panegirico di Berardo sul ragionare e non ragionare, insieme all'esame in piazza sul Chi evviva?. Assolutamente geniali! L'aspetto atroce è che, aldilà del regime politico, non ho visto molte differenze con le condizioni attuali: dittatura o no, sinistra o destra che sia, la storia non fa che ripetersi. Prima era la corsa al pezzo di terra, oggi al posto fisso. Ma davvero non riusciamo a fare meglio di così?
Squadra: EverestLibro numero 6: Ghiaccio
N° pagine: 177
Commento:
Avete presente l'espressione tira più un pelo di f... che un carro di buoi? beh questo libro ne è il manifesto.
Un uomo che corre a cercare una donna (albina) di cui forse è innamorato. La trova, ma questa è diventata una mezza schiava di un governatore. Fa di tutto per farla scappare. Scappano insieme.
Poi, a un certo punto, decide che non vuole stare con lei e la molla lì e se ne va. Ma poi torna, lei non lo vuole. Ma lui decide che devono stare insieme.
Fin.
Ah, e nel mezzo, qualche descrizione di come il mondo stia morendo a causa di un inverno nucleare (?) devastato dalla guerra.
Boh. Forse non ho capito l'allegoria, il messaggio, il dualismo con la vita dell'autrice (che sarebbe morta di lì ad un anno dalla pubblicazione di questo libro a causa di un'overdose di eroina) o altro che al momento mi sfugge.
Darei una stella.
Ma gliene do due. Un po' perché forse sono io a non aver capito niente di quest'opera. Un po' perché mi sono piaciute molto le (poche) descrizioni dell'ambiente catastrofico che fa da scenografia alla storia.
Squadra:K2Libro: Il libro delle ombre
N° pagine:213
Commento:
E' la storia di Morgan, diciassettenne che viene iniziata alla religione Wicca e scopre così di essere una Strega Ereditaria. L'ambientazione è quella di un liceo, teatro da sempre di amicizie che nascono, che si rafforzano e purtroppo si rompono, ma anche delle prime infatuazioni. Sarà che mi ha ricordato un pò il telefilm Streghe che guardavo con piacere da ragazza ma devo ammettere che, nonostante sia un libro per adolescenti, si è dimostrata una lettura davvero deliziosa, tant'è che l'ho letto tutto d'un fiato in un paio d'ore senza nemmeno rendermene conto!
Mi piacerebbe scoprire come prosegue, ma mi scoraggiano un pò le 15 opere di cui si compone l'intera serie.
Squadra: EverestLibro numero 7: La meccanica del cuore
N° pagine: 147
Commento:
Nonostante qualche diversivo, un po' steampunk, un po' stile Tim Burton, non sono riuscita ad apprezzare quest'opera.
L'ho visto come un Romance YA con i classici cliché di genere: amori sofferti, scaramucce tra innamorati, un triangolo arrabattato e nulla più. Ma io dico.. Hanno 15 anni e fanno cose e si comportano come ne avessero 30.
Perfino l'unica cosa che aveva destato in me interesse (view spoiler)
Squadra: EverestLibro numero 8: Cuore di tenebra
N° pagine: 128
Commento:
Di questo libro ne ho sempre sentito parlare. La prima volta che me l'hanno consigliato ero in terza media perché avevo fatto una tesina sullo Zaire durante il regime di Mobutu. La seconda volta che me l'accennarono è stato durante il cineforum su Coppola e il suo Apocalypse Now. Comprai il libro edito da feltrinelli, ma credo di averlo perduto durante uno dei miei traslochi. O forse se l'è portato via il mio ex assieme alla mia bellissima collezione Fanucci di Dick (?) e ad altri titoli di cui non voglio ricordare.
Il mese scorso ho letto il primo libro del ciclo Maqroll La Neve dell'Ammiraglio e in tutte le recensioni che ho trovato sul web si fa riferimento sempre a questo racconto. Maqroll mi è piaciuto talmente tanto che dovevo inserire Conrad in lettura il prima possibile. E così è stato. E non sono rimasta delusa.
Un viaggio nell'Africa nera alla ricerca di un uomo - Kurtz (che per me ha preso subito le sembianze di Marlon Brando).
Più che un uomo, quello che ne è rimasto. In tutti i sensi.
L’orrore, l’orrore è quello che noi vediamo.
La violenza dei colonialisti, la selvatichezza dei coloniali.
Una risalita lungo il fiume Congo che però sembra, man mano che si avanza, prendere la connotazione di un Acheronte che ci accompagna fino alle porte dell'inferno.
Squadra:K2Libro: La casa stregata
N° pagine:124
Commento:
Immaginavo di non imbattermi in chissà quale racconto ad alta tensione ma non pensavo che avrei addirittura sbadigliato. Capisco che si tratti di un'opera appartenente ad altre epoche ma ho letto libri più antichi (es. Il monaco) che ho apprezzato molto di più.
L'elemento di paura qui è rappresentato principalmente dall'ignoto e dalla mancata conoscenza di un qualcosa che, a mio avviso proprio perchè non viene definito, non riesce ad incutere timore come dovrebbe. A questo si aggiunge la prosa che con descrizioni troppo complesse quasi ti distrae dalla trama principale.
Nella prefazione ho letto che Lovecraft non era spinto da interessi economici per cui, per non subire gli stravolgimenti editoriali, preferiva non pubblicare le sue opere vivendo così nella povertà: comportamento ammirabile ma una correzione, forse, male non avrebbe fatto. (¬_¬ )
Squadra LohtseI diritti nell'Europa multiculturale
p.174
Ho letto questo saggio perché ho avuto la malsana idea di iscrivermi a una seconda laurea, e non so perché mi aspettavo la cosa più facile e veloce -.-
Questo libro paga il fatto di essere del 2001 e quindi raccontare di Europa e di un contesto mondiale molto diverso da quello odierno, da leggi cambiate fino a usi e costumi o percentuale della popolazione migrante in Europa.
In ogni caso è interessante per farsi un'idea di quanto è complicato conciliare il diritti di chi arriva a quello delle popolazioni autoctone, della necessità primaria del rispetto dell'individuo e di come i suoi diritti e la sua libertà siano da anteporre alle usanze e ai diritti della comunità
Squadra: EverestLibro numero 9: Picnic a Hanging Rock
N° pagine: 283
Commento:
All'inizio è stata dura ad ingranare. La presentazione della vicenda e dei personaggi è stata abbastanza noiosa.
Mi aspettavo una maggiore attenzione all'evento, invece l'autrice si è concentrata di più sulle persone che le hanno ruotato attorno.
Nonostante il clima di suspense che mi ha accompagnato per tutta la lettura (non so ancora se fosse perché volevo arrivare in fondo per avere delle risposte o perché lo volesse la Lindsay) mi sono ritrovata a storcere un po' il naso sulle continue descrizioni dettagliate che si alternavano alle poche azioni e altrettanti dialoghi.
Devo dire che il finale mi è piaciuto di più anche se avrei preferito che non fosse stato aperto.
Ovviamente sono andata a cercarmi sul web il fantomatico 18mo capitolo che non è stato inserito nel libro e che riporto qui di seguito:
https://carusopascoski.files.wordpres...
e se prima ero indecisa se dare 2 o 3 stelle, con questo ultimo capitolo ne avrei date ben 4.
Adoro questa scelta di dare un taglio prettamente esoterico alla vicenda - benché abbia letto recensioni nettamente negative.
Per me capitolo 18 da pollici in su!
Sicuramente guarderò sia il film che la serie TV.
Squadra:K2Libro: Il cappotto di astrakan
N° pagine:187
Commento:
E' la storia di un trentottenne che, annoiato da una routine piuttosto mediocre e insipida (fatta eccezione per gli eventi legati alla Grande Guerra), decide di passare un periodo nella capitale francese con l'obiettivo di vivere esperienze da poter raccontare una volta rientrato al suo paese. A Parigi però, per circostanze puramente casuali, si troverà invischiato in un piccolo giallo che gli consentirà, non solo di raccogliere gli aneddotti agognati, ma anche di riflettere su alcuni argomenti esistenziali tra cui in primis l'amore, non solo tra uomo e donna ma anche amore di una madre per il proprio figlio, il cui desiderio può essere talmente ossessivo da spingere a rintanarsi nella menzogna di un'illusione.
Le descrizioni di Parigi e del Lago Maggiore sono davvero splendide ed evocano alla perfezione le atmosfere tipiche dei luoghi. Ed è una delle cose che ho apprezzato di più. Così come alcuni tratti ironici legati in particolare alla figura del gatto Domitien. Per buona parte aveva il potenziale per prendere anche 5 stelle, ma sul finire ha smorzato parecchio il mio entusiasmo. Principalmente per via del finale aperto: nonostante in genere li apprezzi, in questo caso sono rimasta delusa, mi è sembrato un pò inconsistente, dove il protagonista continua a vivere in bilico, in attesa di una risposta che determini gli avvenimenti futuri ma che, allo stesso tempo, sa benissimo potrebbe anche non arrivare mai.
Squadra LhotseArchivio dei bambini perduti
p. 439
Scrivo queste righe solo perché scade il tempo per la sfida, altrimenti sarebbe davvero arduo buttare giù qualcosa.
Non posso dire che non mi sia piaciuto, perché è un libro interessante, attuale e anche toccante.
Ma forse perché parla di cercare e raccogliere echi, dentro di me è rimasta solo un leggero riverbero, alla fine mi ha dato un forte senso di immaterialità che tale è rimasto nella memoria. Il non esserci è quello che secondo me traspare di più dalle pagine di Luiselli: gli Apache morti, i nativi americani che vengono cancellati dalla memoria e dall'attualità, i migranti che svaniscono nel deserto e lasciano solo l'impronta della loro esistenza, la famiglia che mano a mano si sbriciola, anche forse a causa del lungo tempo passato insieme in macchina.
è interessante la divisione dei capitoli, raccontati come le misteriose scatole che si portano dietro nel viaggio (e io continuavo a chiedermi quanto fosse grande il bagagliaio per farci stare tutta quella roba) e che a parte quella della Madre non apriamo mai, una specie di convitati di cartone in macchina.
Anche i personaggi sono irreali, i bambini davvero troppo evoluti, troppo sapiens sapiens. Ascoltano l'audiolibro del signore delle mosche e musica che nemmeno a quarant'anni...
Il padre un'ombra, guida la macchina, racconta degli Apache ma non c'è, la madre un po' di più, ma alla fine le loro motivazioni di fondo non le afferri, non si capisce perché facciano certe cose.
La parte dei bambini migranti è in assoluto la più interessante, io avrei letto solo quella. Tanto che cita spesso un libro Elegie per bambini perduti che ho pure cercato visto che mi sembrava un ottimo spunto, ma purtroppo è un testo inventato. Ecco, avrei letto più volentieri quello
Squadra LhotsePrudenti come serpenti
p.256
Intanto molto divertente, ad avere tempo si legge in un fiato e si sghignazza.
Poi ti fai tante domande, sul matrimonio poligino, sulle donne che magari hanno subito mutilazione genitale (vabbe, ma questo perché l'ho appena studiato, non c'è cenno nel libro) sulla discriminazione delle donne in Nigeria, sul darsi da fare proprio per non essere discriminate e quindi non finire in una condizione di ancora maggiore subalternità.
In una prospettiva muilticulturale è probabilmente un libro femminista, certo, dalla nostra Italia tendenzialmente monogama è un po' difficile discernere, però il matrimonio è messo alla berlina, i sotterfugi per preservare la felicità di coppia pure - e se non gli stessi anche nei matrimoni monogami ci sono stratagemmi per presevare lo status quo e il quieto vivere - , se non avesse avuto un finale (view spoiler) ma anche così è un romanzo che ti prende, ti fa pensare, ridere, rabbrividire, incazzare. E' un romanzo corale, è difficile immedesimarsi in un personaggio, ma così si simpatizza con tutti, a modo loro ognuno è ingabbiato in un costrutto sociale che lo strige.
Prudenti come serpenti ci dicono che è una citazione della Bibbia. In ogni caso titolo azzeccatissimo e romanzo consigliato
Squadra: EverestLibro numero 10: Accabadora
N° pagine: 166
Commento:
Da wiki:
La leggenda narra che le pratiche di uccisione utilizzate dalla femina agabbadora variavano a seconda del luogo: entrare nella stanza del morente vestita di nero, con il volto coperto, e ucciderlo tramite soffocamento con un cuscino, oppure colpendolo sulla fronte tramite un bastone d'olivo (su matzolu) o dietro la nuca con un colpo secco, o ancora strangolandolo ponendo il collo tra le sue gambe.
Sono stata catapultata in un mondo affascinante e allo stesso tempo tremendo. Sapere che la figura dell'Accabadora è esistita veramente mi fa pensare a quanto il nostro mondo sia lontano anni luce da quanto ho appena letto. Nel senso che noi, adesso, siamo mille anni luce indietro. La pratica dell'eutanasia è sempre esistita. Come per aiutare i bimbi a nascere, così si dovevano aiutare i sofferenti a morire.
- Sei nata tu forse da sola, Maria? Sei uscita con le tue forze dal ventre di tua madre? O non sei nata con l'aiuto di qualcuno, come tutti i vivi?
- Ti sei tagliata da sola il cordone ombelicale? Non ti hanno forse lavata e allattata? Non sei nata e cresciuta due volte per grazia di altri, o sei così brava che hai fatto tutto da sola?
- Altri hanno deciso per te allora, e altri decideranno quando servirà di farlo. Non c'è nessun vivo che arrivi al suo giorno senza aver avuto padri e madri a ogni angolo di strada, Maria, e tu dovresti saperlo più di tutti.
Ma questo libro mi ha dato molto di più. Ho vissuto la Sardegna, ne ho sentito i profumi, ne ho assaggiato i sapori, ho scoperto le loro usanze, ho camminato sulla loro terra.
Ora so che ne vorrò di più.
Squadra: EverestLibro numero 11: Il discepolo
N° pagine: 668
Commento:
Se state cercando una storia di Vampiri lasciate perdere, non fa per voi. Se invece cercate una storia sulla storia dei Vampiri allora ve lo consiglio. Non so bene dove finisca la finzione ed inizi la realtà, ma se l'autrice ci ha messo ben 10 anni per pubblicarlo, molto probabilmente qualcosa di vero ci sarà..
Mi sono un po' persa nei continui spostamenti dei personaggi (in un'area che comprende quasi interamente l'Europa), nelle continue interruzioni delle lettere (si perché tutti decidono di mandare lettere a tutti), oltre tutto su diversi piani temporali (quindi gente che scrive lettere molto tempo prima che queste vengano lette, senza sapere che magari nessuno le leggerà.. e invece noi le leggeremo tutte AAAAAH... ).
Il finale, o meglio, la spiegazione di alcuni misteri, era abbastanza telefonato. Boh. Non mi ha entusiasmato molto. Ma do 3 stelle per avermi comunque tenuta incollata fino all'ultima pagina.
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