Ask the Author: Renato Mite

“Se hai una domanda per me, basta chiedere. Risponderò nel fine settimana.
If you have a question for me, just ask. I will answer during weekend.” Renato Mite

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Renato Mite Ciao, Lisa.
Al momento mi sto occupando della revisione di un racconto di fantascienza ambientato in un futuro non troppo lontano ma su un altro pianeta.
Ho promesso ai miei Lettori di pubblicarlo in quest'anno e sto facendo del mio meglio per mantenere la promessa.
Renato Mite I think this summer I will read "So Long, and Thanks for All the Fish" by Douglas Adams and "Twenty Thousand Leagues Under the Sea" by Jules Verne.
Renato Mite It is Sherlock Holmes and Doctor John Watson, absolutely. They are fantastic and real, each one balances the other, they have a temper with so many peculiarities, they make a perfect symbiosis and solve crimes. That's why.
Renato Mite Sì, un buon incipit è importante, non solo per catturare l'attenzione del lettore, ma anche come introduzione alla storia, una sorta di dormiveglia prima di svegliarsi in un nuovo mondo. Preferisco gli incipit in medias res, quindi di per sé ad effetto. Per citarne uno che mi ha colpito, "Fahrenheit 451" di Ray Bradbury: "Era una gioia appiccare il fuoco. \ Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse. [...]"
Renato Mite L'idea per Apoptosis è maturata piano piano, non è venuta all'improvviso, ma è derivata dall'unione di più considerazioni. Innanzitutto volevo scrivere di una scoperta scientifica, poi c'è stata la considerazione che tutti rincorrono la salute, è uno dei bisogni principali, tanto da arrivare a fidarsi ciecamente di chi poteva garantirla; dal controllo medico e l'anamnesi pubblica ad un sistema informatico il passo è stato breve. Così le mie passioni di scienza e informatica si sono unite per l'idea iniziale di un hacker che scopre i retroscena di una casa farmaceutica che gestisce e spia l'anamnesi della gente. Durante le ricerche, sono scaturite le idee della Patoneuroscopìa come indagine diagnostica preventiva e le relative implicazioni. Poi la storia l'ho scoperta con i personaggi, che mi hanno spinto a scrivere la seconda parte del libro perché c'era ancora molto da scoprire sulla Patoneuroscopìa.
Renato Mite (Dove hai preso l'idea del tuo libro più recente?)
L'idea per il mio libro Apoptosis risale a molto tempo fa e poi si è sviluppata durante la stesura. Non ricordo dove ho preso l'idea, posso dire che è nata dalla mia passione per le scienze ed è maturata mentre facevo ricerche, poi si è trasformata via via che riflettendo sulla storia un'idea nuova si incastrava con l'idea originale come fossero state da sempre un tutt'uno.
In principio l'idea era quella di un sistema di controllo medico che spiasse la salute della gente per creare farmaci mirati, poi il sistema è diventato una rete per la sanità pubblica ed è nata la Patoneuroscopìa come indagine diagnostica preventiva. Il fulcro della storia era ed è un'ideologia accettata con la prospettiva di una vita sana, all'oscuro delle reali implicazioni.
Renato Mite (Come hai l'ispirazione per scrivere?)
Riflettendo su ciò che mi succede intorno, qualsiasi cosa, una notizia o un'immagine. Da lì nasce un pensiero che scatena un'ipotesi, se un personaggio fa questo, se dovesse succedere questo, cosa accadrebbe poi?
Molte sono idee che non permettono uno sviluppo narrativo, altre invece mi prospettano uno sviluppo e mi fanno cominciare a scrivere.
Renato Mite (A cosa stai lavorando al momento?)
Sto lavorando ad un giallo, scritto in prima persona, dove ad indagare c'è una coppia di amici con capacità particolari. Al momento non posso svelare di più.
Renato Mite (Qual è il tuo consiglio per gli aspiranti scrittori?)
Studiare la grammatica. Leggere molti libri guardando sul vocabolario il significato delle parole sconosciute, rileggere i paragrafi che ti colpiscono per come sono scritti. Scrivere con perseveranza.
Se scrivere non è il tuo lavoro e non può essere fatto con regolarità, inutile dire che devi scrivere dieci pagine al giorno. La cosa importante, secondo me, è non smettere mai di scrivere.
Se hai una storia da scrivere, non guardare a quelli che la scrivono in sei mesi, non importa se tu la scrivi in uno, due o in dieci anni. Devi solo preoccuparti di portarla a compimento, poi leggerla e revisionarla finché non fila come vuoi tu. Dopo tutto questo, potrai leggere la storia e godertela come qualsiasi altro libro. In quel momento ti sentirai uno scrittore che comincia a respirare in modo regolare.
Renato Mite (Qual è la cosa migliore dell'essere scrittore?)
Io credo che la cosa migliore dell'essere scrittore sia la possibilità di lasciar correre la fantasia e immaginare mondi diversi, immaginare storie che incrociano la vita dei personaggi e la sconvolgono, immaginare eventi che si susseguono con una catena di causa ed effetto sorprendenti.
Renato Mite (Come affronti il blocco dello scrittore?)
Smetto di voler scrivere, faccio altro, leggo oppure penso a cosa succederà nella storia dopo.
Molto spesso, così, quando meno me lo aspetto, arriva l'idea per riprendere a scrivere da dove avevo lasciato.

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