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Alice Basso Alice Basso > Quotes

 

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“Ci sorridiamo. Ci sorridiamo un sacco e a lungo. È una fortuna che siamo da soli. Gli innamorati hanno bisogno di privacy per molte più ragioni di quanto si creda. Il sesso non è la più sconcia delle cose che non vanno fatte in pubblico. Ci sono gli sguardi e i sorrisi, le parole in codice, i giochi, le carezze a tempo perso: tutta roba che, a vederla da fuori, ottiene l’unico e immancabile risultato di farti sembrare un cretino. Gli innamorati hanno bisogno di stare soli per guardarsi come stiamo facendo in questo esatto momento io e il commissario e potersi concedere di essere ridicoli senza che nessuno gli rompa i coglioni.”
Alice Basso, La scrittrice del mistero
“Peggiorerà e finirai per non fidarti proprio per niente e proprio di nessuno, se qualcuno non si prenderà la briga di dimostrarti, possibilmente al più presto, tipo adesso, adesso che ancora puoi impararlo, adesso che sei ancora abbastanza giovane e malleabile da imprimertelo nelle ossa, che a volte ci si può anche fidare. Che fidarsi va bene. Che non deve necessariamente andare poi tutto a puttane.”
Alice Basso, L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
“E' così. Lo sei. Sei acida e sarcastica e lucida e critica e odi tutto e tutti. Ma questa tua capacità di immedesimarti, di vedere le cose con gli occhi delle altre persone, di interpretare il mondo da dentro la loro testa... o il loro cuore. Questa che a te può sembrare una mera abilità professionale, be', si chiama empatia, sai. E tu puoi fingere con tutte le tue forze che sia il contrario, ma la verità è che fa di te la persona più compressiva, più tollerante e persino più clemente, che io abbia mai conosciuto.”
Alice Basso, L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
“Peggiorerà e finirai per non fidarti proprio per niente e proprio di nessuno, se qualcuno non si prenderà la briga di dimostrarti, possibilmente al più presto, tipo adesso, adesso che ancora puoi impararlo, adesso che sei ancora abbastanza giovane e malleabile da imprimertelo nelle ossa, che a volte ci si può anche fidare. Che fidarsi va bene. Che non deve necessariamente andare poi tutto a puttane”
Alice Basso, L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
“Vani Sarca, señores. la mujer que, cuando repartieron la integración social, estaba en casa leyendo a Salinger.”
Alice Basso, Scrivere è un mestiere pericoloso
“En una carta: ¿han recogido de un cojín los ochenta gramos de una nota de despedida? Sí, el papel pesa. Cualquiera que lo ha manejado lo sabe. El tema del peso específico definido podría funcionar para el papel blanco, el papel intacto (sin cortar); la cuestión es que el papel tiene esta propiedad única, esta reactividad químico-emotiva con la cual, apenas escribes algo en é, su peso cambia.”
Alice Basso, Scrivere è un mestiere pericoloso
“A ottantadue anni, Irma ha raggiunto una visione della vita molto chiara: per le cose belle, si ride; per quelle brutte, si piange, se non fosse che piangere non serve a un accidente, quindi tendenzialmente non si piange nemmeno per quelle ma le si incassa con classe e una tazza di tè.”
Alice Basso
“Te sorprendes echando una mirada hacia atrás y preguntándote cuándo comenzaste a no permitir que nadie se te acercara, a decidir que en el fondo la gente no te importa nada. Y sorpresa: todo lo que logras recordar es una cadena de pequeños sinsabores. Ningún terremoto, ningún gigantesco acontecimiento traumático, como en las películas, donde un evento significativo explica toda una personalidad. Ningún papá o mamá que se largó de casa, ningún ex marido sorprendido en la cama con tu mejor amiga. Más bien: nimiedades de niños, si acaso. Minucias, algo que casi es motivo de risa. Pequeñísimos movimientos de indiferencia, de deriva continental, que en realidad no te movieron para nada el piso, pero que, milímetro tras milímetro, grabaron en tu interior la certeza de que es mejor no apoyarse nunca totalmente, porque el piso no es estable, y debes estar siempre lista para saltar antes de que se abra una grieta en el suelo. Y sólo ahora que, por una sola noche, te concediste una tregua, te dejaste llevar y te relajaste, sólo ahora que finalmente permitiste que alguien se acercara y -¡Qué increíble!- no sólo no te moriste, sino que te agradó más de lo que podías imaginar, sólo ahora que te das cuenta de que hasta este momento todo fue terriblemente agotador.”
Alice Basso, L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
“La famiglia è quella che ti ritrovi fino a quando non diventa quella che ti scegli.”
Alice Basso, La scrittrice del mistero
“You get surprised by looking back and wondering when you started not allowing anyone to approach you, to decide that deep down you did not care about anything. And surprise: all you manage to remember is a chain of small troubles. No earthquake, no gigantic traumatic event, as in the movies, where a significant event explains a whole personality. No dad or mom who left home, no surprised ex-husband in bed with your best friend. Rather: trifles of children, if anything. Minutiae, something that is almost laughable. Very small movements of indifference, of continental drift, that did not really move the floor at all, but that, millimeter after millimeter, they recorded inside you the certainty that it is better not to completely support yourself, because the floor is not stable, and You must always be ready to jump before a crack in the ground opens. And only now that, for a single night, you granted yourself a truce, you let yourself go and relaxed, only now that you finally let someone come to you and - How incredible! - not only did you not die, but you liked it more than what you could imagine, only now that you realize that until this moment everything was terribly exhausting.”
Alice Basso, L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
“Un buon libro è per me ciò che una vasca d'acqua fresca è per un cane da slitta spossato in un romanzo di Jack London, ciò che un pasto caldo è per un orfano di Dickens, ciò che una buona battuta di spirito è per una delle sveglie ragazze di Jane Austen. Nella mia personale classifica delle cose per cui vale ancora tutto sommato la pena vivere, la letteratura - bè, quella buona - è al primo posto, poi vengono la birra scura e le patatine al formaggio, poi niente, poi niente, poi niente, e poi gli esseri umani, direte voi, e invece no, e poi certa musica e certi film e avanti così con altre voci prima che nella lista faccia capolino la prima creatura vivente, che comunque è il gatto randagio condominiale e non ha nulla a che fare con la mia famiglia.”
Alice Basso, Nascita di una ghostwriter
“Che arcobaleno. Abbiamo conosciuto una ribelle nel calcio, un ribelle nella pittura, un ribelle nella musica. Dei ribelli nelle normali faccende del commercio, poi i nostri ribelli scout… E mettiamoci che c’eravamo pure noi due, ribelli della stampa…”
Alice Basso, Le aquile della notte
“Perché Clara sarà la roccia di Anita, ma Anita è l’oceano di Clara: sempre in movimento, impetuosa, in preda a imprevedibili moti ed emozioni; […]. Le sbatacchia tutt’attorno le sue onde e da quasi dieci anni le impedisce di annoiarsi un secondo. Clara la roccia, al centro dell’oceano Anita”
Alice Basso, Il grido della rosa
“Si intravede il solito grembiule nero […] che deve mettere anche Anita e che odia da morire: […] coprente come una macchia d’inchiostro sotto la quale non c’è più verso di leggere nulla, dovrebbe conferire decoro e ufficialità alle impiegate […], ma la verità è che è il modo che gli uomini si sono inventati per non farsi tentare dalla presenza delle donne sul luogo di lavoro – ossia imponendo loro di non sembrare neanche donne.”
Alice Basso, Il morso della vipera
“Mi sballa tutte le deduzioni.”
Alice Basso, L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
“<>
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Alice Basso, Le ventisette sveglie di Atena Ferraris
“Clara, che è interessata a tutto ciò che passa per la mente delle persone e se fosse nata uomo sarebbe stata un filosofo favoloso.”
Alice Basso, Una stella senza luce
“Ostetricia invece è stucchevole. Tutte quelle infermiere vestite di rosa che pigolano gioiose e un attimo dopo impartiscono ordini come gerarchi nazisti.”
Alice Basso, La scrittrice del mistero
“«Mamma.»

«Figlia?»

«Ma a te non viene da arrabbiarti quando qualcuno dice delle cose sbagliate e tu gli devi far notare che sono sbagliate e però devi stare attenta a come gliele dici anche se hai ragione tu?»

«Certo. Dentro di me mi viene da urlare.»

«Pure io ho sempre qualcosa che urla dentro di me, mamma.»

«Lo so, figlia. Vieni, andiamo a prendere un gelato.»”
Alice Basso, Le ventisette sveglie di Atena Ferraris
“In molti amano l'odore della carta.
Alcuni ne vanno proprio pazzi. Quando comprano un libro, se lo avvicinano al naso e aspirano forte chiudendo gli occhi. Talvolta mugolano. Se entrano in una biblioteca, inspirano a pieni polmoni come fossere in alta montagna, poi estraggono un vecchio volume dal primo scaffale e ci tuffano la faccia con l'intenzione apparente di baciarlo.
L'odore della carta, in realtà, è odore di morte. E non mi riferisco agli effluvi chimici della carta dei libri nuovi, che sanno all'incirca di bistecca di soia. I libri vecchi, proprio loro, quelli dal profumo inconfondibile, in realtà odorano di cellulosa in decadimento. In pratica, di marcio. Quindi c'è gente che va matta per un puzzo di marcio e morte e nemmeno lo sa.”
Alice Basso, L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
“scrive”
Alice Basso, La scrittrice del mistero

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