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“Come per tutto quel poco che sappiamo della sua vita, anche la data di morte di Dante è riferita da fonti contraddittorie. Secondo il Boccaccio morì il giorno dell’Esaltazione della Santa Croce, che corrisponde al 14 settembre, ma gli epitaffi che i letterati fecero a gara a scrivere per l’occasione datano la morte del poeta alle idi di settembre, cioè il 1319. Siccome uno di questi epitaffi, composto da Giovanni del Virgilio, è trascritto dal Boccaccio stesso, parrebbe che il biografo non ci vedesse nessuna contraddizione; e in effetti basta ricordare che le feste cristiane, in continuità con la tradizione ebraica, cominciano al tramonto della vigilia per concludere che Dante dev’essere morto nelle prime ore della notte fra il 13 e il 14. Quella notte, il profeta andò a scoprire se quanto aveva immaginato in tutti quegli anni era vero.”
― Dante
― Dante
“Per sistemare il figlio di Dante intervennero dunque protezioni al massimo livello, che ricucivano l’ospitalità del signore con legami intessuti quindici o vent’anni prima, e dimenticavano signorilmente le invettive profuse a piene mani dal poeta nella Commedia: fra l’altro proprio contro i conti di Bagnacavallo, a cui Dante augurava caritatevolmente di estinguersi, per evitare che una nuova generazione finisse di disonorarli”
― Dante
― Dante
“È una cosa che succede: le grandi amicizie e i grandi legami dell’adolescenza sono difficili da riannodare in seguito, anche tra fratello e sorella. Ci rimasero malissimo tutti e due, ognuno ebbe l’impressione che l’altro fosse cambiato e che ci fosse qualcosa che non andava.”
― Federico il Grande
― Federico il Grande
“Fiorenza, la mia terra, / che fuor di sé mi serra, / vota d’amore e nuda di pietate” e ripeta ai cittadini, così sordi ai suoi appelli, che Dante ormai non è più un nemico: Se vi vai dentro, va’ dicendo: “Omai non vi può fare il mio fattor più guerra”. Dante continuava a chiamarla Fiorenza, perché era un dotto, e anche perché in tutta Italia la chiamavano così; ma Remigio del Chiaro Girolami, il grande domenicano, predicatore in Santa Maria Novella proprio in quegli anni, ci dice non senza irritazione che ormai erano solo gli stranieri a usare quel nome: i cittadini non la chiamavano più così, ma nel loro linguaggio corrotto la chiamavano Firençe. Senza saperlo, Dante si stava trasformando in un forestiero”
― Dante
― Dante
“A tutti l’“humilis ytalus Dantes Alagherii florentinus et exul inmeritus”, esule cioè senza colpa, come ormai da tempo amava definirsi, augurava la pace; li invitava a rallegrarsi per il sorgere di un nuovo giorno e l’arrivo di un nuovo Mosè; ed esortava i discendenti dei Longobardi a ricordarsi di essere innanzitutto Troiani e Romani.”
― Dante
― Dante
“Più di recente, nel XIV del Purgatorio, Dante era tornato a compiangere la Romagna e a inveire contro i suoi nobili; ed era riuscito a menzionare Ravenna solo per dolersene, perché le famiglie che un tempo avevano fatto regnare lì “amore e cortesia” erano tutte estinte. Chissà se avrà ripensato con imbarazzo a quei versi quando gli giunse l’invito di Guido da Polenta? Ma il signore di Ravenna era anche lui un poeta, autore di canzoni, alcune delle quali sono conservate; e può darsi che abbia giudicato da poeta quei canti in cui comparivano la sua città e la sua famiglia – a partire dal terzo dell’Inferno, di cui era protagonista sua zia Francesca, assassinata dal marito quando lui era bambino.”
― Dante
― Dante
“AD 476, the year when Romulus Augustulus, the last Roman emperor of the West, was deposed. But in fact the removal of Romulus was only the final, inevitable step in a process that had begun long before. By 476, the emperor was a puppet without any effective power; the empire had already broken up and was losing one piece after another; barbarians were dominant in Gaul, in Spain, in Africa, and even in Italy; and Rome had been sacked more than once, by the Goths in 410 and again by the Vandals in 455. In short, the dissolution of the empire was already so far advanced that the deposition of the last Western emperor was not very important news. A famous essay by Arnaldo Momigliano titled "An Empire's Silent Fall" demonstrates that the so-called great event of 476, the dethronement of Romulus Augustulus, was noted by few at the time. But if things had reached this point, if the western half of the Roman Empire had been reduced to an empty shell that a barbarian chieftain could sweep aside without eliciting a protest, it was because of a series of traumas that had begun exactly a century before. In 376, an unforeseen flood of refugees at the frontiers of the empire, and the inability of the Roman authorities to manage this emergency properly, gave rise to a dramatic conflict that was to culminate in Rome's most disastrous military defeat since Hannibal's Carthaginians destroyed the Roman army at Cannae in 216 BC.”
― The Day of the Barbarians: The Battle That Led to the Fall of the Roman Empire
― The Day of the Barbarians: The Battle That Led to the Fall of the Roman Empire
“Il soggiorno veronese è davvero il primo momento in cui Dante dovette rendersi conto di ...come sa di sale lo pane altrui, e come è duro calle lo scendere e ’l salir per l’altrui scale.”
― Dante
― Dante
“en ciertos casos es necesaria, se declara la guerra para alcanzar la paz.”
― Benditas guerras. Cruzadas y yihad
― Benditas guerras. Cruzadas y yihad
“Il successo del poema deve aver costituito un poderoso motivo di fiducia per Dante, fino a dettargli i versi del XXV del Paradiso, in cui si augura che proprio la fama letteraria gli permetta un giorno di tornare a Firenze, ed essere incoronato d’alloro in San Giovanni: Se mai continga che ’l poema sacro al quale ha posto mano e cielo e terra, sì che m’ha fatto per molti anni macro, vinca la crudeltà che fuor mi serra del bello ovile ov’io dormi’ agnello, nimico ai lupi che li danno guerra; con altra voce omai, con altro vello ritornerò poeta, e in sul fonte del mio battesmo prenderò ’l cappello. Dove è difficile non cogliere un rovesciamento sarcastico dell’offerta pelosa che gli era stata fatta, di rientrare a Firenze facendosi offrire come penitente in San Giovanni”
― Dante
― Dante
“Ma Ravenna era anche un prospero centro commerciale, capoluogo di un entroterra ricco di pascoli e vigneti, vicino al mare e circondato di saline e peschiere, che garantivano al comune cospicue entrate daziarie; anche se i traffici, incentrati sull’esportazione di sale, pesce e vino, erano gestiti soprattutto da mercanti veneziani, e veneziana era la moneta corrente”
― Dante
― Dante
“partial contrast to these images of disintegration stands the fact that most of the French combat units managed to maintain a modicum of cohesion and reach safety more or less intact. During the entire pursuit, the Prussians failed to capture even one Eagle, a sign that, at least as far as its regimental standards were concerned, Napoleon’s army did not in fact disintegrate. Moreover, the French brought along on their retreat a large number of Allied prisoners, who were not set free until many days or even weeks later. One of them, Lieutenant Wheatley, had”
― The Battle
― The Battle
“il poema di Pedro Manrique, La victoria (1573), cit. in A. Cioranesco, Un poème inconnu de don Pedro Manrique, in Mélanges Mario Roques, Paris 1982, 37-49, 46: «el tercio qu’es de Napoles famosa – le tray don Pedro illustre de Padilla [...]. El de Siçilia [...] le tray don Diego Enriquez [...]. Va don Miguel antiguo de Moncada – con gente catalana y de Valençia, don Lope con la gente de Granada».”
― Lepanto: La battaglia dei tre imperi
― Lepanto: La battaglia dei tre imperi
“baratteria, il termine con cui genericamente si indicavano corruzione, concussione e peculato. La baratteria era l’incubo della vita politica italiana (nel Medioevo, s’intende)”
― Dante
― Dante
“The morning after the battle, Kincaid came across an acquaintance and asked what had gone on with him and his unit the previous day. The man replied, “I’ll be hanged if I know anything at all about the matter, for I was all day trodden in the mud and galloped over by every scoundrel who had a horse.” He had no other story to tell. Macready,”
― The Battle
― The Battle




