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“Quando ci si trova nel mezzo di un naufragio, se c’è qualcuno che si salva, è chi sa nuotare o chi impara a farlo al momento. E tra coloro che sopravvivono spesso si sente dire: non credevo che ce l’avrei fatta.”
― Ma la vita è un'altra cosa
― Ma la vita è un'altra cosa
“Cioè, credo che in generale le persone sbaglino l’unità di misura. Non penso che la vita possa essere valutata nell’ordine di mesi o di anni; la vita è fatta di attimi. E io ci credo. La felicità non dura un anno e poi se ne va per due. Dura un attimo e poi magari ti lascia un po’ felice per qualche giorno... Poi basta. No?
Cioè, il dolore non dura un mese, dura un po’ di più della felicità perché agli uomini piace piangersi addosso, ma comunque è sempre una questione di attimi. Le sensazioni importanti, diciamo le emozioni di serie A, tipo gioia, dolore, amore... sono tutte questione di un attimo. Poi si trasformano in qualcos’altro che dura un po’ di più: la gioia diventa serenità, il dolore ansia o malinconia e l’amore affetto. Non sono sentimenti puri, e comunque dopo un po’ finiscono pure quelli e devi aspettare nuovi attimi.”
― Ma la vita è un'altra cosa
Cioè, il dolore non dura un mese, dura un po’ di più della felicità perché agli uomini piace piangersi addosso, ma comunque è sempre una questione di attimi. Le sensazioni importanti, diciamo le emozioni di serie A, tipo gioia, dolore, amore... sono tutte questione di un attimo. Poi si trasformano in qualcos’altro che dura un po’ di più: la gioia diventa serenità, il dolore ansia o malinconia e l’amore affetto. Non sono sentimenti puri, e comunque dopo un po’ finiscono pure quelli e devi aspettare nuovi attimi.”
― Ma la vita è un'altra cosa
“A volte, quando si investe tante energie in qualcosa, si rischia di innamorarsi più dello sforzo che si è fatto, che di quello che si è ottenuto, e in quei casi si ha paura di buttare via tutto.”
― Ma la vita è un'altra cosa
― Ma la vita è un'altra cosa
“Chi scrive, normalmente, ha il brutto vizio di pensare troppo in fretta al finale. Qualcosa che dia un senso alla storia che hai in mente. Spesso gli scrittori, così come i cantanti, o gli sceneggiatori si dannano l’anima per giustificare un’idea. Hanno bisogno di una chiusa, di una risoluzione, di un timbro che assolva la loro colpa. Quella di aver avuto il bisogno di raccontare qualcosa... E allora cercano, ancora prima della fine, che forse già esiste, un finale.”
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