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Ermanno Rea Ermanno Rea > Quotes

 

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“أينما يخط الإنسان يميل إلى ترك آثار لا تخطئها العين لتكشف عن مشاعره، واضطرابه، عن أخطائه، وذنوبه.”
Ermanno Rea, الإقالة من الحياة
“إن الروايات هي قوائم للأشياء الضائعة، وحيث إننا نصاب بالألم حينما نفقد شيئا ما، فهي عادة ما تكون قصصا حزينة، ومؤلمة.”
Ermanno Rea, الإقالة من الحياة
“Per me, che provenivo dal cuore della vecchia Napoli, Bagnoli tendeva ad assomigliare sempre più a un paese: non mi era parsa mai così lontana dalla metropoli come in quel momento. Anzi lontana da tutto: un remoto spicchio di umanità a sé stante, un'isola senza bandiera. D'altronde, c'era poco di che meravigliarsi: si era così tanto identificata con la fabbrica che, alla scomparsa di questa, era diventata automaticamente un nulla, un non-luogo, un'assenza. Soprattutto, un'assenza di futuro. C'è forse qualcosa di più volatile della speranza? Era stata a lungo di casa a Bagnoli (grazie appunto alla fabbrica). Poi, di colpo, aveva traslocato e di lei non si era saputo più nulla.”
Ermanno Rea, Démantèlement
“Ma è innegabile che il machiavellismo, in quanto precettistica politica d'autore, è pianta autoctona, e pertanto riguarda soprattutto il nostro modo di essere e di pensare. La fondatezza di questa asserzione ha basi solide. Non è certo per caso, ad esempio, che ancora di recente ben tre presidenti del Consiglio dei ministri italiani abbiano dedicato grande attenzione e perfino scritti esegetici al cinquecentesco Segretario fiorentino: Mussolini, Craxi e Berlusconi, tutti, come dire?, intensamente affascinati dalla figura del suo Principe mezzo angelo e mezzo diavolo. Anzi più diavolo che angelo.”
Ermanno Rea, La fabbrica dell'obbedienza. Il lato oscuro e complice degli italiani
“Tra i suoi ex allievi non manca tuttavia chi non ha propensioni di sorta e alla domanda "convento o suicidio?" si limita ad allargare le braccia collocandosi nel punto di equidistanza tra le due ipotesi, in quel fluttuante vuoto che usiamo chiamare ambiguità. Sotto il profilo intellettuale, e anche ideologico-religioso, l'ambiguità è tutt'altro che connotazione negativa. Federico Caffè è stato, per esempio, da questo punto di vista, un uomo estremamente ambiguo, in maniera perfino struggente: certamente fino al punto da lasciarci come commiato non una qualunque verità, sempre fragile e soggettiva per quanto importante e coinvolgente, ma un mistero, un dubbio. Un ambiguità, appunto.”
Ermanno Rea, L'ultima lezione. La solitudine di Federico Caffè scomparso e mai più ritrovato
“La solidarietà, ecco il messaggio più forte che egli, come maestro, aveva trasmesso al mio animo e attraverso il quale mi sembrava di poterlo riconoscere ormai in qualunque situazione come in un gioco a chiave. Del resto non ce l'aveva indicata come uno dei concetti cardine di qualsiasi decente teoria economica? Su un'economia che ignori l'idea stessa di solidarietà, questo il succo del suo insegnamento, non si costruisce nulla, o meglio si costruiscono soltanto mostri.”
Ermanno Rea, L'ultima lezione. La solitudine di Federico Caffè scomparso e mai più ritrovato
“E dire che a inventare il cittadino responsabile siamo stati noi italiani! Accadde molti secoli fa, tra il Trecento e il Cinquecento, con l'Umanesimo e il Rinascimento. Fu una lunga stagione di gloria che durò non meno di centocinquant'anni; poi, lentamente, furono spente tutte le luci che erano state accese e, tra roghi e altre forme di violenta repressione, la Controriforma espulse dall'Italia quell'homo novus appena plasmato sostituendolo con un suddito deresponsabilizzato, vera e propria maschera della sottomissione e della rinuncia a ogni forma di autonomia di pensiero.”
Ermanno Rea, La fabbrica dell'obbedienza. Il lato oscuro e complice degli italiani
“Ma che cosa è il "suicidio perfetto"? Ragioniamo. Se l'"omicidio perfetto" è per definizione un delitto senza colpevoli, per simmetria anche il "suicidio perfetto" non può ammettere l'esistenza di responsabili. Il che è possibile soltanto in un caso: quello, appunto, della scomparsa, di una morte totalmente misteriosa e inaccessibile. Anzi, tanto inaccessibile da rendere arrischiata e arbitraria la congettura stessa del suicidio. Si potrebbe dire insomma che il "suicidio perfetto" è, più che altro, un suicidio probabile, una mezza verità o, se si preferisce, l'idea sublimata della morte, depurata da tutta la sua ripugnante materialità.”
Ermanno Rea, L'ultima lezione. La solitudine di Federico Caffè scomparso e mai più ritrovato
“Per il Caravaggio è quasi un obbligo etico dare alla Madonna le fattezze di una ragazza di vita. Il che a me pare che valga un intero trattato di sociologia filosofica - altro che pittore "maledetto" tutto istinto e violenza, secondo una vulgata ancora oggi molto diffusa, ma soprattutto diffusa ai suoi tempi.”
Ermanno Rea, La fabbrica dell'obbedienza. Il lato oscuro e complice degli italiani
“Allora gli impianti riuscivano ancora a coprire la vista di Nisida a quanti si affacciavano con le lore case sul grande muro di cinta dello stabilimento, lungo l'asse via Diocleziano-via Bagnoli. Il panorama, da quei balconi e finestre, mutava di ora in ora e tuttavia, per ogni struttura che cadeva, ce n'era sempre un'altra, dietro, a fare da sipario. Ma il gioco, lo capivano tutti, stava per finire: tempo due o tre mesi, il mare sare sarebbe saltato fuori dal suo nascondiglio. I giornali ne parlavano come del miracolo prossimo venturo: avrebbe dovuto risarcire un sacco di gente delle inifite sofferenze patite con quelle case sottovento, esposte alle fuliggini, ai vapori e agli odori di Ferropoli. Il mare come premio. Il mare come simbolo. Il mare che bagna Napoli.”
Ermanno Rea, Démantèlement
“Le mie idee non me le cambieranno certamente coloro che pronunciano requisitorie, ormai a getto continuo, contro lo Stato dalle mani bucate; contro l’assistenzialismo, padre di tutti i vizi; contro l’egualitarismo, colpevole di avere ucciso il merito, e via di questo passo. Quante insopportabili menzogne. Come se la ragione di tanti sprechi, inefficienze, ingiustizie, cancrene fosse l’assistenzialismo in sé, lo Stato del benessere in sé, l’egualitarismo in sé e non gli abusi, le illegalità, l’uso spregiudicato e clientelare che si è fatto in Italia di questi strumenti per altro mai posti a base delle nostre scelte di politica economica. Ormai anche i partiti di sinistra si sono messi a rincorrere le parole d’ordine alla moda: senza valutare che ciò che in questo modo pensano di guadagnare, nuove alleanze, nuovi improbabili blocchi storici, sarà ben poca cosa rispetto a quello che avranno perduto». [Federico Caffè, 1985]”
Ermanno Rea
“Mentre alcuni svolgevano il nastro, altri cercavano di spiegare il senso di ciò che stava avvenendo. Dicevano: "Come, non sapete che roba è quella?". E indicavano la passatoia. "È acciaio laminato, utile soprattutto per la costruzione di elettrodomestici: frigoriferi, cucine, lavastoviglie. Si chiamano coil, li produciamo noi a Bagnoli, acciaio di primissima qualità. Soltanto che, producendoli, diamo fastidio a parecchia gente, in Italia e fuori d'Italia. E allora, ecco che ci vogliono chiudere. A vantaggio dell'acciaieria di Taranto; dei produttori europei che temono di perdere, per causa nostra, il tradizionale mercato italiano, da sempre importatore di coil e soprattutto a vantaggio di coloro che intendono speculare sulle aree occupate dalla fabbrica: per costruirvi sopra un altro scandaloso quartiere a base di grattacieli e palazzoni sul mare.”
Ermanno Rea, Démantèlement
“Amici, non scherzo, noi amavamo Bagnoli. Perché rappresentava mille cose insieme ma, prima di tutto, perché incarnava ai nostri occhi una salutare contro-cartolina della città. Una contro-cartolina che trasformava in alacrità l'indolenza, in precisione l'approssimazione, in razionalità l'irragionevolezza, in ordine il caos, in rigore la rilassatezza. L'amavamo perché introduceva in una città inquinata - la Napoli della guerra fredda, dell'abusivismo selvaggio, del contrabbando - valori inusuali: la solidarietà; l'orgoglio di chi si guadagna la vita esponendo ogni giorno il proprio torace alle temperature dell'altoforno; l'etica del lavoro; il senso della legalità...
"Molti," soggiunse, "non mi credono quando dico che questa è stata una città fondamentalmente proletaria. Quello che anzi mi pare oggi in via di volontaria cancellazione è forse proprio questa tradizione, questo vecchio cuore.”
Ermanno Rea, Démantèlement
“Suicidio o convento, Federico Caffè se ne va perché si sente "scacciato", si sente sulla riva di un fiume profondo, "dolcemente ma inflessibilmente sospinto, con lunghe pertiche, verso il punto di non ritorno".”
Ermanno Rea, L'ultima lezione. La solitudine di Federico Caffè scomparso e mai più ritrovato
“Gli anni che abbiamo alle spalle hanno messo in luce quanto potente può essere la forza corruttrice di un impero multimediale nelle mani di uomini che posseggono il genio della bugia, della lusinga e della persuasione, e quindi come in futuro anche altri soggetti potrebbero essere tentati di accedere a un'analoga arma di distruzione (delle coscienze). Il "pensiero unico" purtroppo continua a essere l'aspirazione di molti strateghi dell'opacità sociale.”
Ermanno Rea, La fabbrica dell'obbedienza. Il lato oscuro e complice degli italiani
“Caffè rifiuta il ruolo di uomo di parte nel senso corrente della parola, aborre dai grandi progetti che tendono a racchiudere passato, presente e futuro in un sistema economico chiuso (diffida perfino della megaprogrammazione: quella, per intenderci, che per volere cambiare tutto finisce per non cambiare proprio niente). Con lui il riformismo italiano conosce un nuovo modo di ragionare, laico, concreto, anglosassone, un ragionare che considera con fastidio tutti "i libri dei sogni" per concentrarsi interamente sulle cose che si possono e che si debbono fare (modificare/migliorare) subito. Ma subito davvero: niente "appuntamenti con la Storia".”
Ermanno Rea, L'ultima lezione. La solitudine di Federico Caffè scomparso e mai più ritrovato
“Non aveva alcun motivo materiale che potesse indurlo a uscire di scena. Quanto a motivi di altro genere... quale essere umano non ne ha, soprattutto quando abbia superato da un pezzo il tempo della speranza senza essere riuscito ad assuefarsi al nuovo tempo, quello della rassegnazione?”
Ermanno Rea, L'ultima lezione. La solitudine di Federico Caffè scomparso e mai più ritrovato

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