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Cornelio Fabro

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Cornelio Fabro


Born
in Flumignano, Udine, Italy
August 24, 1911

Died
May 04, 1995


Italian Catholic priest of the Stigmatine Order and a scholastic Thomist philosopher. He was the founder of the Institute for Higher Studies on Unbelief, Religion and Cultures.

Known for his prodigious philosophical production, Fabro was part of the scholastic revival of Thomism. One of his major contributions to twentieth-century philosophy was to draw attention to the notion of "participation" in Aquinas' metaphysics.

Fabro was also interested in modern philosophy, particularly the relationship of Kierkegaard's thought to Christian philosophy, the origins and nature of anthropocentrism in modern thought, and the critical analysis of "progressive" theology.
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Average rating: 4.03 · 318 ratings · 22 reviews · 69 distinct works
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Quotes by Cornelio Fabro  (?)
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“La prova della fede è lo scandalo: «Beato è colui che non si sarà scandalizzato in me!». L’oggetto dello scandalo è quindi Gesù stesso: qui si parla dello scandalo dell’intelligenza, che si rifiuta di credere ciò che non comprende e non tocca e non vede e non può spiegare e quindi non vuol credere. Perché credere soltanto ciò che si comprende e si può spiegare non è più credere: non è sollevarsi alla superiore certezza che la fede offre, ma è abbassare la fede alla misura umana e abbandonarla alle avventure delle mutevoli sorti delle cose umane. Così i Giudei non vollero credere, perché si scandalizzarono di Cristo: non vollero accettare ch’Egli fosse il Figlio di Dio e l’unico Mediatore fra Dio e l’uomo; essi vollero caparbiamente opporre a Cristo il popolo come popolo, il valore del sangue, della razza, il rito esterno della circoncisione come principio della salvezza, come portatore della redenzione. Lo scandalo essenziale è in questa «versione» e mistificazione che l’uomo pretende di dare al dovere della fede, cioè di sostituire Cristo, di sostituirsi a Cristo. È necessario insistere su questo ch’è il pericolo mortale dei nostri tempi, quello cioè di un Cristianesimo generico, privato dell’aculeo dello scandalo, perché annacquato dalla mondanità che accetta anche la religione purché non impicci, purché non venga a creare fastidi, purché non imponga la soluzione di problemi troppo seri. Lo «scandalo» del Cristianesimo per la ragione umana, il primo suo scandalo da cui provengono gli altri scandali ch’esso scatena per la ragione umana nel campo della morale privata e sociale, è precisamente la realtà e la dottrina dell’Incarnazione: è difficile misurare l’immensità della confusione che regna ai nostri giorni nella sfera dei problemi che toccano la religione e la morale, non solo nel campo dei nemici del Cristianesimo ma da parte di troppi cristiani. Bisogna far di tutto perché la nostra predicazione torni alla severa e succosa teologia della predicazione dei Santi Padri: bisogna che anche i fedeli spezzino per proprio conto l’incredulità che dilaga e tornino a gustare la fede nel nocciolo della sua ricchezza inesauribile. Il nocciolo è il dogma dell’Incarnazione: il credere fermamente che Dio, che il Verbo eterno del Padre si è incarnato in Cristo, nel seno purissimo di Maria Vergine per opera dello Spirito Santo. La fede in Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo, è il punto di partenza per dirsi cristiani e l’unico fondamento della nostra speranza di salvezza: questo è dogma, è verità divina e non umana, e perciò oggetto della fede che ha superato lo scandalo. Tutto il resto viene di conseguenza:”
Cornelio Fabro, Vangeli delle Domeniche (Cornelio Fabro - Opere Complete Vol. 15)