Vanessa Navicelli è nata in provincia di Piacenza, ma da anni vive a Pavia.
È cresciuta coi film neorealisti italiani, con le commedie e i musical americani, coi cartoni animati giapponesi, coi romanzi dell’Ottocento inglese e coi libri di Giovannino Guareschi. (Be’, sì… anche coi suoi genitori.)
Crede nella gentilezza. E nell’umorismo. (Forse è umoristico credere nella gentilezza.)
È stata finalista del Premio Letterario “La Giara” per romanzi inediti, indetto dalla RAI; rappresentante e vincitrice per la regione Emilia Romagna.
Ha vinto la sezione “Scritture per Ragazzi” dello Scriba Festival, organizzato da Carlo Lucarelli, e vari premi con la Scuola Holden di Alessandro Baricco. Il “Premio Cesare Pavese” per la poesia. E il “Premio Giovannino Guareschi” con il racconto “Una domenica, mamma…” che darà poi il titolo a un suo romanzo.
Scrive romanzi per adulti e ragazzi; e storie per bambini.
Quando scrive, cerca di tenere presente quattro cose: la semplicità, l’empatia, l’umorismo, la voglia vera di raccontare una storia.
Frank Capra diceva: “Con humour e affetto si favoriscono, a mio avviso, i buoni istinti. Sono un tonico per il mondo intero.” Lo sottoscrive.
È convinta che dal bene nasce il bene. E le piace raccontarlo.
Ha pubblicato due libri per bambini.
Nel 2014 “Un sottomarino in paese” (ebook e cartaceo, italiano e inglese), fiaba illustrata sul tema della pace.
Nel 2016 “Mina e il Guardalacrime” (solo cartaceo), fiaba illustrata sul tema delle emozioni.
Nel 2017 ha inaugurato la Saga della Serenella pubblicando il primo romanzo storico, per adulti e ragazzi, “Il pane sotto la neve” (bestseller Amazon).
A fine 2019 pubblica il secondo romanzo storico della Saga della Serenella: “Una domenica, mamma…”
A fine 2024 pubblica il terzo romanzo della saga: "Due spighe di felicità".
È cresciuta con persone che, pur cercando di scherzarci su, nella loro giovinezza hanno sperimentato cosa fosse la povertà vera.
È cresciuta in un minuscolo paesino emiliano dove ancora oggi ben pochi anziani sanno cos’è il lillà, ma tutti sanno cos’è la serenella. E lei lo trova stupendo.
[“Serenella” è il nome colloquiale con cui, soprattutto nelle zone di campagna del nord Italia, veniva e viene chiamato il lillà.]
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I was born in the North of Italy, in a small village on the hills, not far from the river Po. I grew up with ‘Little House on the Prairie’, with the American movies of the 40s and the 50s (all sorts!), with Italian neorealist movies, with English 19th century novels and with Giovannino Guareschi’s novels, ‘The Little World of Don Camillo’ (which in the American movie version had Orson Welles as a voiceover narrator).
I attended a Scientific High School and then I started to study Literature and Philosophy at the University of Pavia (near Milan), where I still live today.
With my unpublished novel ‘The Bread under the Snow’ I was one of 21 finalists – from among 1,100 participants – of the ‘La Giara’ 2012 Literary Prize for Unpublished Novels, a scheme created by RAI, Italian State Television. I was in fact selected as the winner for the Emilia Romagna region.
In 2008 and in 2009 I participated, with some of my poems and nursery rhymes, in a touring poem exhibition, which was organized to spread the message of peace and to raise funds for Amnesty International, Emergency and for the Saharawi population.
I recharge my batteries under the spring sun and the winter snow. Other climatic conditions have a terrible effect on me (making me sleepy, irritable and bringing out the killer instinct in me).
I deeply love Christmas time (and have lights and decorations in my house all year round).
I have a dog whose name is Spank. He does not know how to bark. But, after all, neither do I.