pianobi: Lettere da Vecchi e Nuovi Continenti discussion
Consigli di lettura
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Novità in libreria
Bene, comincio io:E' uscito per Neri Pozza L'incontro (Widerfahrnis) di Bodo Kirchhoff, libro vincitore nel 2016 del Deutsche Buch Preise, che dovrebbe essere il più autorevole (o uno dei più...) premio letterario tedesco.
Caso strano, per me che sono ancora impegnato a colmare le lacune sui classici americani, europei e italiani, colto da raptus lo sto già leggendo: ancora troppo indietro per formulare giudizi
:-)
Compulsando GR ho trovato qualcosa che mi sembra interessante (è tra i 10 cnsigliati nel 2016)
il bene comune di Patchett e
di Englander.
Qualcuno li ha letti/conosce?
(questa cosa di mettere le copertine mi sembrava figa, ma disturba enormemente la mia capacità di lettura, ahimè)
il bene comune di Patchett e
di Englander. Qualcuno li ha letti/conosce?
(questa cosa di mettere le copertine mi sembrava figa, ma disturba enormemente la mia capacità di lettura, ahimè)
io ho appena finito Lincoln nel bardo di Saunders, la sua prima prova con un romanzo ed è una buona lettura, una bella idea e una bella struttura narrativa
Di Ann Patchett lessi Bel Canto, il suo libro più famoso e premiato, invero una schifezzuola ridicola, con scrittura molliccia e trama inconsistente.
@tittirossaè vero che a volte la figata delle copertine destabilizza momentaneamente il lettore, tuttavia basta metterci sopra il cursore (senza cliccare) e ti compare in sovrimpressione titolo e nome dell'autore.
@marozzi
Lincoln nel bardo l'ho visto in libreria ma il mio istintivo piacere si è un po' congelato sfogliandone le pagine...! L'originalità della struttura è indubbia ma mi chiedo come faranno a trasferirla in e-book.
[lo dicevo in un altro thread: come il cane di Pavlov, il mio istinto condizionato ha ancora il terrore della scossa (sottoforma di irreversibile esplosione del post) ogni volta che piazzo la chiocciola davanti al nome del destinatario]
:-DD
non leggo su e-book, ma cosa cambia?quei nomi scritto sotto sono il riferimento a chi parla che è fighissimo perchè al posto che scrivere un libro corale come si usa fare usando comunque un narratore unico, lui sceglie di usare le citazioni creando un coro vero di voci
secondo me è da provare, per chi legge tanto è una bella esperienza
ti fa rimbalzare dalla testa dell'autore a quella del personaggio come in un flipper, non è male, prova
a proposito di copertina io la trovo bruttissima
l'unica nota positiva è che Feltrinelli ha dismesso quel lucidino anni 90 che non se ne poteva più, tutto il mondo fa copertine opache da almeno 5 anni e loro ancora con il lucido e dajie!
Cambia perché (non so se oggi abbiano migliorato le tecniche) ma ricordo, ad esempio, che anni fa il bellissimo romanzo di Irvine Welsh "Tolleranza zero" che si basava su una tecnica simile, era illeggibile in e-book.Per inciso, il mio ultimo consuntivo annuale di letture (2016), mi indica che il numero di romanzi letti in e-book ha superato per la prima volta i cartacei...
per questo mi preoccupo se un libro assume una forma grafica particolare
:-)
Catoblepa wrote: "Di Ann Patchett lessi Bel Canto, il suo libro più famoso e premiato, invero una schifezzuola ridicola, con scrittura molliccia e trama inconsistente."
ah ecco, mi dava un po' l'idea del commerciale finto-colto
ah ecco, mi dava un po' l'idea del commerciale finto-colto
Il bene comune, @Titti, lo conosco perché l'ha tradotto (insieme alla sua "socia") la mia amica Anna, e me l'ha gentilmente omaggiato: lo leggerò a breve, ti/vi saprò dire; lei, in ogni caso, mi ha detto che è un buon libro che si legge molto bene :-)
L'Adelphi a settembre ha pubblicato tre libri da non farsi scappare:Discorso dell’ombra e dello stemma di Giorgio Manganelli, che non si vedeva in libreria dal 1982
La gloria di Vladimir Nabokov, che insieme a Maria è l'unico romanzo del periodo russo non ancora ripubblicato (l'ultima edizione è quella Mondadori di secoli fa)
La cognizione del dolore di Carlo Emilio Gadda, con ricca appendice di testi, a cura di Paola Italia e Giorgio Pinotti (gli stessi che ci hanno regalato la nuova bellissima edizione di Eros e Priapo lo scorso anno)
Due fra i libri che ho maggiormente apprezzato lo scorso inverno, accomunati dall'origine estremo orientale dell'autore e dalla struttura similare del titolo, sono stati "La vegetariana"(Hang Kang) e "Il simpatizzante". (Viet Thanh Nguyen)Da noi hanno avuto accoglienza controversa ma buon successo: per chi li ha apprezzati, segnalo che da qualche settimana sono uscite quasi in contemporanea le ultime opere dei due autori:
Atti umani di Han Kang
I rifugiati di Viet Thanh Nguyen
I rifugiati l'ho appena letto, gran bei racconti, secondo me superiori a Il simpatizzante, che sarebbe stato un capolavoro con 150-200 pagine in meno.
Oh bene, I Rifugiati l'abbiamo appena non votato per il GdL romano, preferendogli Io sono il guardiano del faro del francese Faye :-)
@Ubik: anche per me "Il simpatizzante" di Viet Thanh Nguyen è stata una delle migliori letture di questo 2017. Mi segno subito questa nuova uscita.
cavolo Viet Thanh Nguyen che si cimenta con una forma breve mi attira moltissimo. anche io, come @Emmapeel, penso che abbia 200 pagine di troppo Il simpatizzante.
Non so se sia lo spazio adatto, mi aguro di sì, per chi fosse interessato segnalo la nascita di una nuova rivista letteraria cartacea:"Maradagal", titolo evocativo per tutti i gaddiani :-)
http://www.ansa.it/lombardia/notizie/...
Per coloro a cui piace Eugenides (io non mi ci annovero, ma so che qui ha molti estimatori), è appena uscita negli USA una sua raccolta di racconti, Fresh Complaint. Visto il nome grosso, credo che non ci metteranno molto a tradurla, e mi sembra una notizia abbastanza importante per gli amanti dello scrittore, considerando l'estrema parsimonia con cui pubblica (quarto libro in 24 anni).
Premessa: non è una novità, ma non so dove inserirlo e non mi pare abbastanza importante da aprire un thread specifico (forse, nelle rispettive cartelle Autori del Vecchio Continente e Autori del Nuovo Continente dovremmo creare un "Vari")...La mia curiosità è questa: sta per raggiungere le 52 settimane di permanenza in classifica Usa "A Gentleman in Moscow" di Amor Towles, un fenomeno editoriale che sembra voler emulare "Tutta la luce che non vediamo" o "La ragazza del treno".
Qualcuno l'ha letto?
Catoblepa: estimatore di Eugenides a rapporto, grazie! ;-)(Ho appena finito Le vergini suicide, sono ancora lì a ruminare la sensazione di mistero irrisolto e meraviglia che questo romanzo mi ha comunicato, il più bello di Eugenides che abbia letto ad oggi).
Le vergini suicide ce l'ho ma non l'ho ancora letto, ma prima o poi mi ci butto. Non fatico a crederti sul fatto che sia il migliore, visto che Middlesex per me è assai sopravvalutato (buona la prima metà, noiosissima la seconda), mentre La trama del matrimonio l'ho mollato dopo quaranta pagine perché è palesemente un romanzo scritto così, tanto per fare qualcosa.
piperitapitta wrote: "Sta arrivando, sta arrivando, 4 3 2 1!http://www.einaudi.it/libri/libro/pau..."
uscito e preso oggi, per essere grosso è grosso!
4 3 2 1
Altro estimatore di Eugenides presente!Però non ho ancora letto La trama del matrimonio per un banale motivo... diciamo così... di scorta :-D Sapendo che ora ne sta uscendo un altro, posso finalmente buttarmi in quelle pagine
ora sono su telefono e non riesco, ma devi selezionare tra le edizioni in copertina rigida quella datata 10 ottobre 2017
Ho fatto un passaggio in libreria e in effetti il bancone delle novità è ricco di belle cose: accanto ai già attesi e citati 4 3 2 1 di Auster e La ferrovia sotterranea di Whitehead c'era, fresco fresco,Sognando la luna di Michael Chabon un autore che apprezzo molto e in più c'era pure il vincitore 2014 di un sacco di premi di genere thriller, finalmente pubblicato in Italia, La natura della grazia di William Kent Krueger, autore popolarissimo in Usa quasi ignoto da queste parti.Insomma, un bel pacchetto di leccornie di sapori vari!
:-)
ehehnon ci sono steccati...
Chabon, Whitehead e Auster sono tre ottimi autori (Krueger non lo so...): non gli ho chiesto il passaporto.
Mi ricordi di quando cercavo con difficoltà di convincere l'amico vannibaldassarre (di cui sento la mancanza qui su G.r.) ad approcciare qualche autore europeo.
Ricorda che almeno per le "novità in libreria" si era deciso di tenere un unico thread e comunque questa discussione l'ho iniziata io (message 2) con un autore tedesco.
:-)
Sì sì, non ce l'avevo mica con te e sono d'accordo sul tenere un'unica discussione.
Dico solo che gli scaffali novità delle librerie sono al 98% costituite da italiani, americani e al massimo gialli scandinavi. Non mi sembra una condizione normale.
Dico solo che gli scaffali novità delle librerie sono al 98% costituite da italiani, americani e al massimo gialli scandinavi. Non mi sembra una condizione normale.
"...Non mi sembra una condizione normale. "@Catoblepa
E' vero, tuttavia spulciando le segnalazioni e i finalisti ai premi letterari in territorio anglo-americano si nota la crescente presenza di nomi di evidenti origine afro-asiatiche e centro-sud-americane:
Nell'ultimo Pen/Faulkner vittoria di Imbolo Mbue, altri finalisti Viet Dinh, Sunil Yapa
Nell'ultimo National (award non ancora assegnato): finalisti Lisa Ko, Min JIn Lee, Carmen Maria Machado.
L'anno scorso, cito alla rinfusa, Ottessa Moshfegh, Madeleine Thien, Han Kang, Marlon James (Caraibico), Hanya Yanagihara, Julie Iromuanya, Karan Mahajan, ecc
Gente che magari oggi vive e pubblica in Usa ma le cui radici e spesso le fonti delle storie che narrano non si trovano nel Midwest o in California, bensì a Saigon, Lagos, Tokyo...
Quindi le sedi del potere editoriale restano nelle stesse mani, ma le sorgenti ispirative sembrano tendere all'internazionalità...
Rapida rassegna:tra le ultime uscite di Adelphi c'è Han Kang, coreana;
E/O ha appena pubblicato Négar Djavadi (nata in Iran, francese d'adozione), Lamia Berrada-Berca (madre francese e padre marocchino, vive in Marocco), di Michel Bussi (Francia) si sta parlando in altra discussione;
Guanda è uscita con l'ultimo Aramburu (Spagna) e il solito Sepulveda, oltre alla riscoperta Robert Neumann (nato in Austria);
Fazi ha da poco pubblicato molti inglesi (il nuovo romanzo di Hilary Mantel, ma anche le riscoperte Howard, Von Arnim, Edgeworth), e novità di lingua francese (Roman Senčin).
Sellerio è in uscita a ottobre con Marc Fernandez (Spagna).
Tra le ultimissime novità di Bompiani ci sono Mathieu Menegaux (Francia) e Rick Gekoski (nato in USA, ma da quel che vedo inglese d'adozione).
Da non moltissimo, credo a giugno, Voland è uscita con l'ultimo di Prilepin (Russia).
Il nuovo Julian Barnes è uscito da poco per Einaudi, tra non molto arriverà anche Rushdie per Mondadori (entrambi inglesi).
A me sembra che ci siano semmai più inglesi che americani.
Certo, Minimum Fax, la costola BigSur e NNeditore pescano a piene mani dall'editoria americana, peraltro vastissima, oltre che italiana, ma in ogni caso tutta questa omologazione non la vedo affatto.
Pierlapo, non parlavo di nuove uscite in generale (ci mancherebbe che non traducano più se non da una manciata di nazioni), ma proprio di vetrine e scaffali novità delle librerie (che, nelle grandi catene che sono padrone del mercato, non sono scelte dai librai ma dalle case editrici stesse).
Ubik: È vero che c'è questo melting pot, ma la prima sorgente ispirativa è sempre la lingua.
Ubik: È vero che c'è questo melting pot, ma la prima sorgente ispirativa è sempre la lingua.
sarà, ma io, con la sola eccezione de Il Monastero di Prilepin (che all'uscita andai direttamente a scovare sotto la P) e Fernandez, gli altri citati li ho visti sui banchi delle novità (libreria coop, che in effetti vi dedica molto spazio).immagino dipenda dalle singole catene, ma anche Feltrinelli sicuramente pubblicizza bene i nuovi Bompiani, E/O, Guanda e Ponte alle Grazie, oltre a Mondadori, Einaudi etc.
@pierlapo sono orgogliosa di dirti che alla Mondadori di Piacenza abbiamo tenuto Prilepin sul bancone nuove uscite per un bel pezzo! Non l'ho ancora letto, ma mi pare molto promettente :)
pierlapo wrote: "ora sono su telefono e non riesco, ma devi selezionare tra le edizioni in copertina rigida quella datata 10 ottobre 2017"
Fatto, grazie! :-)
Fatto, grazie! :-)
Ubik wrote: "Premessa: non è una novità, ma non so dove inserirlo e non mi pare abbastanza importante da aprire un thread specifico (forse, nelle rispettive cartelle Autori del Vecchio Continente e Autori del N..."un gentiluomo a mosca mi è piaciuto tantissimo!!!! pura delizia e divertimento.
Eli.Mi. wrote: "@pierlapo sono orgogliosa di dirti che alla Mondadori di Piacenza abbiamo tenuto Prilepin sul bancone nuove uscite per un bel pezzo! Non l'ho ancora letto, ma mi pare molto promettente :)"così si fa! (e quante copie ne avete vendute?!)
ripongo grandi aspettative su Il monastero, ma è un bel tometto e non ho ancora deciso quando leggerlo
@pierlapo: Ehm, effettivamente pochine (6 copie), ma considerando che se lo avessimo messo subito nella narrativa ne avremmo venduta forse 1, è comunque un discreto risultato :)Sì, l'unica cosa che mi spaventa di quel libro è la dimensione, ma sono rimasta molto intrigata dalla trama e da qualche commento letto in giro, vedremo!
La casa editrice Lindau pochi giorni fa ha pubblicato Parole nella polvere di Máirtín Ó Cadhain (chissà come si pronuncia), un romanzo irlandese del 1949. Mi incuriosisce per due motivi: primo, è stato scritto in gaelico, una lingua con una ricchissima tradizione orale ma che purtroppo ha avuto poca fortuna nella letteratura moderna. Secondo, il romanzo è ambientato tra i morti del villaggio irlandese di Connemara, che continuano il loro chiacchiericcio anche nella tomba, mettendoci davanti a un ininterrotto flusso di voci e pensieri che fluttuano chissà dove. Suona come un approccio molto sperimentale, nello spirito di altri grandi irlandesi come James Joyce, Samuel Beckett e Flann O'Brien. Adesso ho molto tra le mani ma sicuramente questo autunno lo leggerò.Per chi volesse sapere di più: http://www.grafias.it/cre-na-cille-ri...
http://blog.lindau.it/Da-Lindau-al-Co...
Frank O'Brian? Intendi Flann O'Brien? Se sì, grandissimo scrittore, purtroppo fuori dall'Irlanda molto meno famoso di Joyce e Beckett, ma At Swim-Two-Birds (in italiano tradotto come Una pinta d'inchiostro irlandese) è veramente un capolavoro. Anche in questo caso non una novità, ma un consiglio sentitissimo.
Tornando a casa ho preso in libreria La riva delle Sirti di Julien Gracq (1910-2007), ripubblicato da L'orma editore. È poco conosciuto fuori dalla Francia, vuoi per lo stile vuoi per via del suo temperamento, ma molto rispettato in patria (lui in tutta risposta rifiutava i premi e disprezzava l'intellighenzia). In rete non si trova molto, ma per chi fosse curioso: http://ricerca.repubblica.it/repubbli...
http://ilgiornaleoff.ilgiornale.it/20...
https://artaudafe.wordpress.com/2013/...
Andrea wrote: "Tornando a casa ho preso in libreria La riva delle Sirti di Julien Gracq (1910-2007), ripubblicato da L'orma editore..."preso anch'io e letto l'incipit (o forse meglio sarebbe dire: letto l'incipit e preso anch'io!)
sono piuttosto incuriosito.
così, su due piedi, mi sembra che possa già rientrare a pieno titolo tra le Perle Nascoste - edizione 2018.
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Per cui mi butto, apro la mia prima discussione su GR e vi invito a lasciare indicazioni di lettura in uscita adesso.
Domanda: sbiniamo i consigli in AC e LdVC o teniamo tutto insieme?