pianobi: Lettere da Vecchi e Nuovi Continenti discussion
Consigli di lettura
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Premi letterari
Dato il periodo dell’anno mi lancio in una preliminare carrellata dei premi 2018, a partire dall’appena proclamato National Book Award con l’invito a colmare lacune e dimenticanze soprattutto per gli italiani su cui sono meno ferrato…-
National Book Award (USA): The Friend di Sigrid Nunez
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Pulitzer (USA): Less di Antdrew Sean Greer
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Pen/Faulkner Award (USA): Improvement di Joan Silber
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National Book Critic Circle(USA): “ “
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Man Booker Prize (UK): Milkman di Anna Burns
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Man Booker International Bieguni (Flights) di Olga Tokarczuk
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Costa Book Aw.(ex Whitbread) sarà assegnato il 7 gennaio 2019
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Goncourt (F): Leurs enfants après eux di Nicolas Mathieu
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Prix Medicis (F): Idiotie di Pierre Guyotat
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Prix Fémina (F): Le lambeau di Philippe Lancon
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Premio Nacional Narrativa(E) Los pazientes del doctor Garcia di Almudena Grandes
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Premio Nadal (E) Un amor di Alejandro Palomas
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Premio Planeta (E) Yo, Julia di Santiago Posteguillo
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Deutscher Buchpreise (D) Archipel di Inger-Maria Mahlke
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Premio Strega (I) La ragazza con la Leica di Helena Janeczek
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Premio Campiello (I) Le assaggiatrici di Rosella Postorino
Premi “di genere”:
Edgar Award (USA-Giallo): Bluebird, Bluebird di Attica Locke
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B.Stoker Award (USA-Horror): Ararat di Christopher Golden
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Hugo Award (USA-S.F.): The Stone Sky di N.K.Jemisin
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Dagger Award (UK-Giallo): The Liardi Steve Cavanagh
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Dagger International (Giallo): After the Fire/Svenska Gummistovlar di Henning Mankell (postumo)
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Grand Prix de la Lit.Policière(F) L’été circulaire di Marion Brunet
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Prix Mystère de la Critique (F) Hotel du Grand Cerf di Franz Bartelt
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Premio Scerbanenco (I) sarà assegnato il 3 dicembre 2018
Questa cosa che in Spagna hanno ancora il coraggio di dare premi ad Almudena Grandes mi lascia perplesso non poco.
Aggiungo questo:
Deutscher Buchpreis (D) Archipel di Inger-Maria Mahlke
Il Русский Букер [Russkij Buker], invece, viene assegnato a dicembre.
Aggiungo questo:
Deutscher Buchpreis (D) Archipel di Inger-Maria Mahlke
Il Русский Букер [Russkij Buker], invece, viene assegnato a dicembre.
Il tedesco c'era nell'elenco... per il russo aspettiamo.@Catoblepa, tu che sei esperto in paesi dell'est Europa (conservo la tua preziosa analisi del meglio della letteratura polacca...!) inserisci pure senza remore anche riconoscimenti in ambiti minori.
Ad esempio io, come sai, sono poco ferrato nella Poesia, per cui tu puoi colmare tale lacuna...(o farne un thread a parte, come ti pare meglio)
Dunque, come sopra anticipato, questa notte sono stati assegnati i National Book Award, il più importante dei quali è stato attribuito a Sigrid Nunez per il romanzo
The Friend
.Ricordo che gli altri finalisti erano:
Jamel Brinkley, A Lucky Man
Lauren Groff, Florida
Brandon Hobson, Where the Dead Sit Talking
Rebecca Makkai, The Great Believers
Credo per la prima volta dalla istituzione del premio, quest’anno è stata riservata un’apposita sezione alla categoria “Translated Literature”, cioè romanzi originariamente non in lingua inglese; la vincitrice è risultata Yoko Tawada,per The Emissary (Translated by Margaret Mitsutani).
Di Sigrid Nunez risulta pubblicata in italia una sola opera: L'ultima della sua specie (ed.Neri Pozza). Di Yoko Tagawa ne risultano tre: Memorie di un'orsa polare (ed. Guanda), Il bagno (ed.Ripostes); esisterebbe anche un recente libro: Persona (ed.Cafoscarina) di cui esistono scarsi riscontri, nulla su goodreads, ad esempio
Tranne gli italiani (che non ho letto volontariamente), mi pare di non conoscere nessuno degli autori menzionati nella lista. ce n'è qualcuno che avete letto e che ritenete degno di essere approfondito?
Ortensia: Olga Tokarczuk merita, anche se non ho letto quel libro nello specifico.
Almudena Grandes, come dicevo sopra, evitala assolutamente. Paragonabile a una Margaret Mazzantini.
Ubik: mi era sfuggito quello tedesco. Di premi dell'est conosco solo quello russo, però potrei provare più tardi a fare una lista dei premi di poesia.
Almudena Grandes, come dicevo sopra, evitala assolutamente. Paragonabile a una Margaret Mazzantini.
Ubik: mi era sfuggito quello tedesco. Di premi dell'est conosco solo quello russo, però potrei provare più tardi a fare una lista dei premi di poesia.
Quel libro della Tokarczuk, benché non recente, non è ancora uscito in Italia ma in Usa, col titolo "Flights" ha avuto gran successo.@Ortensia
La tua domanda mi dà modo di esprimere una precisazione: c'è spesso una sfasatura temporale anche notevole fra edizioni originali ed edizioni italiane per cui, ad eccezione di autori molto noti, i vincitori e finalisti dei premi letterari a noi risultano ancora ignoti.
Tanto per fare un esempio la vincitrice del Booker Prize 2018, Anna Burns, ci risulta oggi pressoché sconosciuta ma nel 2017 il vincitore è stato George Saunders con "Lincoln nel Bardo" e nel 2016 Paul Beatty con "Lo schiavista", romanzi che hanno avuto successivamente un buon riscontro anche in Italia...
ciao!una precisazione da spizzighina quale sono: Greer si chiama Andrew, non Anthony :)
la Grandes a me piace a libri alterni. Le età di Lulù non è male, ho adorato Troppo amore e Atlante di geografia umana, ho detestato Gli anni difficili e anzi quasi mi ha offesa che si sia permessa di scrivere quel concentrato di banalità :)
tuttavia questo suo ultimo l'ho preso in ebook con un'offerta (forse c'è ancora, mi pare a € 5,99), nella speranza che possa essere uno di quelli buoni. va da sé che non la metterei insieme ai nomi che abbiamo citato nel nostro recente Nobel.
Le assaggiatrici non mi è dispiaciuto, ha degli sprazzi interessanti, anche se il finale è tremendo e mi verrebbe voglia di strappare le pagine, chiamare la Postorino e dirle: queste le rifai.
Di La ragazza con la Leica non ho sentito un solo parere positivo quindi mi asterrò.
@ lise.charmel!Già corretto l'errore; ti ringrazio per l'attenzione con cui hai letto il lungo post che ho scritto troppo frettolosamente...
:-)
Troppo amore a me è piaciuto molto, dopo averlo letto mi sono ripromessa di leggere i romanzi più politici di Almudena Grandes.
Di Almudena Grandes mi è piaciuto molto Gli anni di ghiaccio ma ho dovuto abbandonare Gli anni difficili che ho trovato di una noia mortale. Non credo leggerò altro.Dei libri in lista ho letto Less il vincitore del Pulitzer che mi è piaciuto molto: ironico, leggero, garbato. Il protagonista è un poverino pieno di paturnie che ispira però simpatia.
piperitapitta wrote: "@Lise, vuoi dire che non hai letto il mio commento su La ragazza con la Leica? 😁"in effetti non l'avevo letto, grazie per averla segnalato, perché in effetti non mi hai convinta a leggere il romanzo (anche se è un bel commento, ben scritto e ben arogmentato), ma visto che ho in casa "Slightly out of focus", mi hai fatto venire voglia di tirarlo giù dagli scaffali :)
Catoblepa wrote: "Ortensia: Olga Tokarczuk merita, anche se non ho letto quel libro nello specifico.Almudena Grandes, come dicevo sopra, evitala assolutamente. Paragonabile a una Margaret Mazzantini.
Ubik: mi era ..."
Ok, grazie!
A parte gli italiani non conosco alcun nome tranne Almundena Grandes che peraltro non ho mai letto ma di Troppo amore ho sentito parlar bene da persona fidata.Di Andrew Sean Greer ho letto La storia di un matrimonio (bleah!) é un autore che non avrei alcun desiderio di riapprocciare ancora.
Mi interessa il vincitore del Premio Goncourt per il prestigio del premio, molto seguito in Francia.
Da amante dei racconti segnalo inoltre:il Premio Chiara
(ufficialmente Premio Chiara - Festival del Racconto)
Il premio si rivolge a raccolte di racconti edite in Italia e nella Svizzera Italiana, in lingua italiana
E' un premio letterario italiano intitolato allo scrittore Piero Chiara. Istituito nel 1989 da un gruppo di amici che intendevano ricordare il celebre scrittore luinese, dal 1997 è gestito dall'associazione Amici di Piero Chiara, con sede a Varese (Fonte Wiki)
Ottimo lavoro @Ubik é una lista da lasciare sedimentare prima o poi arriveranno tradotti anche da noi.
a proposito di goncourt, sto sentendo in giro meraviglie su "L'ordine del giorno", che mi pare fosse il Goncourt dell'anno scorso. Dovrebbe arrivarmi nei prossimi mesi grazie a un'iniziativa di youtube, vi farò sapere.
Intanto ieri è stato assegnato il Premio Cervantes, di gran lunga il premio più ambito e prestigioso per scrittori di lingua spagnola.
Si tratta però di una sorta di Nobel per gli hispanohablantes: non si premia cioè una singola opera uscita durante l'anno, ma l'intera carriera di letterati considerati maestri, e praticamente tutti o quasi i grandi scrittori vissuti dopo la fondazione l'hanno ricevuto (da Borges a Buero Vallejo, da Onetti a Vargas Llosa, da Carpentier a Paz, da Alberti a Cela, da Cabrera Infante a Roa Bastos, da Parra a Bioy Casares, da Fuentes a Dámaso Alonso, da Sabato a Mutis, la lista potrebbe essere tranquillamente un compendio della grande letteratura ispanica. Forse uniche due eccezioni, sembra incredibile, il sommo Cortázar e il più celebrato di tutti: García Márquez).
Dal '76 (anno di fondazione) a oggi si è quasi sempre mantenuta un'alternanza per cui un anno lo si assegna a uno spagnolo e un anno a un latino-americano, anche se c'erano già state tre eccezioni, due "a favore" dei latino-americani (nell'80 lo vinse Onetti e nell'81 Paz; nell'89 lo vinse Roa Bastos e nel '90 Bioy Casares) e una "a favore" degli spagnoli (nel '95 lo vinse Cela e nel '96 García Nieto). Quest'anno è avvenuta la quarta eccezione, dopo la vittoria l'anno scorso di un nicaraguense, infatti, quest'anno l'ha vinto
l'uruguayana Ida Vitale:
https://elpais.com/cultura/2018/11/15...
Si tratta però di una sorta di Nobel per gli hispanohablantes: non si premia cioè una singola opera uscita durante l'anno, ma l'intera carriera di letterati considerati maestri, e praticamente tutti o quasi i grandi scrittori vissuti dopo la fondazione l'hanno ricevuto (da Borges a Buero Vallejo, da Onetti a Vargas Llosa, da Carpentier a Paz, da Alberti a Cela, da Cabrera Infante a Roa Bastos, da Parra a Bioy Casares, da Fuentes a Dámaso Alonso, da Sabato a Mutis, la lista potrebbe essere tranquillamente un compendio della grande letteratura ispanica. Forse uniche due eccezioni, sembra incredibile, il sommo Cortázar e il più celebrato di tutti: García Márquez).
Dal '76 (anno di fondazione) a oggi si è quasi sempre mantenuta un'alternanza per cui un anno lo si assegna a uno spagnolo e un anno a un latino-americano, anche se c'erano già state tre eccezioni, due "a favore" dei latino-americani (nell'80 lo vinse Onetti e nell'81 Paz; nell'89 lo vinse Roa Bastos e nel '90 Bioy Casares) e una "a favore" degli spagnoli (nel '95 lo vinse Cela e nel '96 García Nieto). Quest'anno è avvenuta la quarta eccezione, dopo la vittoria l'anno scorso di un nicaraguense, infatti, quest'anno l'ha vinto
l'uruguayana Ida Vitale:
https://elpais.com/cultura/2018/11/15...
Grazie, è davvero molto interessante.Per lo sci-fi (o la?), c'è anche il premio Nebula. In Giappone so che è prestigioso il premio Akutagawa, che però non viene assegnato sempre.
Leggevo che Anna Burns è nordirlandese ed è la prima nordirlandese ad averlo vinto. Mi interesserebbe leggerlo, ma pare sia estremamente complicato.
@Sarag22Il premio Nebula l'avevo omesso perché aveva lo stesso vincitore dell'Hugo (N.K.Jemisin con The Stone Sky);
però forse hai ragione, il Nebula è un po' meno popolare ma più importante: lo assegnano gli autori mentre l'Hugo lo assegnano i fans...
Ubik wrote: "@Sarag22Il premio Nebula l'avevo omesso perché aveva lo stesso vincitore dell'Hugo (N.K.Jemisin con The Stone Sky);
però forse hai ragione, il Nebula è un po' meno popolare ma più importante: lo ..."
No, figurati, non ne facevo una questione di valore. Non è raro che abbiano lo stesso vincitore. Hai fatto benissimo a indicare solo uno dei due.
Normal People di Sally Rooney ha vinto il Costa Book Award 2018 (ex Whitbread Award), considerato per importanza il secondo premio inglese dopo il Booker Prize.Sally Rooney è già nota in Italia per Parlarne tra amici
https://www.costa.co.uk/media/516381/...
Piuttosto particolare la cinquina di finalisti del National Book Critic Circle Award 2019 annunciata in questi giorni.
Anna Burns, Milkman
Patrick Chamoiseau, Slave Old Man.
Denis Johnson, The Largesse of the Sea Maiden
Rachel Kushner, The Mars Room
Luis Alberto Urrea, The House of Broken Angels -
Il caso più singolare è rappresentato dal romanzo di Patrick Chamoiseau, autore di lingua francese ma creolo della Martinica. La particolarità, oltre al fatto che si tratta di un finalista non autoctono ma tradotto in inglese (dato raro negli awards anglosassoni che di solito confinano le opere “straniere” in specifiche sezioni) è che si tratta di un’opera del 1997 (!) evidentemente rilanciata in Usa nell’ultimo anno.
Peraltro il libro è l’unico della cinquina ad essere uscito anche in Italia (nel 2005 col titolo “Il vecchio schiavo e il molosso” ed.Il Maestrale).
Altri dati:
“The Largesse of the Sea Maiden” è una raccolta di racconti postuma in quanto Denis Johnson, noto soprattutto per “Albero di fumo” (2007) è deceduto due anni fa.
Anna Burns ha vinto con “Milkman” il Booker Prize 2018. Inedita per ora in Italia.
Luis Alberto Urrea è di origine messicana ma è naturalizzato Usa e scrive in inglese. Pubblicati in Italia un paio romanzi poco noti (“La figlia della Curandera”, “L’autostrada del diavolo”)
Di Rachel Kushner sono stati pubblicati in Italia “Telex da Cuba” e il più noto “I lanciafiamme”.
La premiazione avverrà il 14 marzo.
Che bravo che sei. Mi incuriosisce molto Milkman; mi pare di avere capito che in lingua sia molto difficile, perciò attenderò la traduzione, lo pubblicheranno sicuramente.
mi pare sia in traduzione da Keller editore (che strano, è abbastanza fuori dal loro catalogo abituale)
Sono stati resi noti i 5 finalisti al Los Angeles Times Book Prize, categoria Fiction, fra i quali sarà proclamato il vincitore il prossimo 12 aprile:
Esi Edugyan, "Washington Black"
Abby Geni, "The Wildlands"
Tayari Jones, "An American Marriage"
Rebecca Makkai, "The Great Believers"
Michael Ondaatje, "Warlight"Di questi è stato finora pubblicato in Italia il solo “Un matrimonio americano” di Tayari Jones, con buon successo, mi pare.
Nei prossimi mesi è già prevista la pubblicazione del libro di Esi Edugyan col titolo “Le avventure di Washington Black”.
Benché i romanzi scelti siano ancora inediti in Italia, anche gli altri 3 finalisti sono noti al pubblico italiano: di Ondaatje è stata praticamente pubblicata tutta la bibliografia precedente (8 libri), di Rebecca Makkai “L’angolo dei lettori ribelli” e di Abby Geni, l’unico nome nuovo fra i premi letterari maggiori, “L’isola del faro”.
Occorre infine considerare che altri due romanzi già premiati e pubblicati in Italia: “Asymmetry” (Asimmetria) di Lisa Halliday e “There There” (Non qui, non altrove) di Tommy Orange non compaiono nella cinquina perché inseriti nella specifica categoria First Fiction.
“There There” tradotto come "Non qui, non altrove" fa un po' male al cuore, visto che è un'espressione idiomatica che non ha alcun riferimento spaziale. Lo so che non è obbligatoria la traduzione letterale, ma il fatto che "there" preso singolarmente quel riferimento spaziale ce l'abbia mi fa pensar male su come sia stato inteso dal traduttore (o dalla casa editrice, che spesso decide i titoli senza che il traduttore possa metterci becco).
Un matrimonio americano l’ho finito di leggere qualche giorno fa e... insomma, non mi ha convinta.
Negli anni scorsi li hanno assegnati a metà aprile. Comunque sono fra i pochi premi che non prevedono una comunicazione anticipata dei finalisti.
Il giorno stesso in cui vengono proclamati i Pulitzer per ogni categoria sono comunicati anche gli altri finalisti (generalmente due).
Cato, io voglio sperare che il titolo faccia riferimento a qualcos'altro nel libro (un po' tipo Il giovane Holden).Un matrimonio americano mi ispira poco: l'avevo anche trovato al Libraccio e l'ho lasciato lì (negli ultimi mesi sono una santa!)
Ubik wrote: "Negli anni scorsi li hanno assegnati a metà aprile. Comunque sono fra i pochi premi che non prevedono una comunicazione anticipata dei finalisti.
Il giorno stesso in cui vengono proclamati i Puli..."
Sì, infatti io muoio di curiosità fino all'ultimo, poi corro a cercare se siano già stati tradotti in italiano :D
Era con voi che parlavo di Pachinko? mi pareva di sì, ma non so dove.comunque ho appena scoperto che esiste la traduzione in italiano (magari voi lo sapevate già), si intitola La moglie coreana e penso che lo metterò in lettura al più presto.
se qualcuno di voi è interessato... chieda :)
Nomi nuovi quest’anno fra i finalisti al Pen/Faulkner Award, con due soli autori noti al grande pubblico (quanto meno qui in Italia):
Blanche McCrary Boyd for Tomb of the Unknown Racist (Counterpoint),
Richard Powers for The Overstory (W.W. Norton),
Ivelisse Rodriguez for Love War Stories (Feminist Press New York),
Azareen Van der Vliet Oloomi for Call Me Zebra (Houghton Mifflin Harcourt)
Willy Vlautin for Don’t Skip Out on Me (Harper Perennial)Richard Powers e Willy Vlautin sono gli unici ben conosciuti anche in Italia per le loro precedenti opere e lo stesso romanzo finalista di Vlautin è già uscito da noi, col titolo “Io sarò qualcuno” (ed.Jimenez - 2018) che fa seguito ai precedenti “Verso Nord” (ed.Quarup – 2013) e “La ballata di Charley Thompson (ed.Mondadori – 2014).
Di Powers occorrerebbe citare quasi l’intera bibliografia, poiché otto romanzi sono stati già tradotti ed editi in Italia, fra cui tutti i quattro precedenti, alcuni con notevole riscontro (“Il tempo di una canzone”- 2003, “Il fabbricante di eco”- 2006, “Generosity”- 2009 e “Orfeo”- 2014, tutti per Mondadori)
Diverso il discorso per le tre scrittrici, ignote o quasi dalle nostre parti: salvo errore, fra tutte e tre, l’unica pubblicazione esistente è “Il misterioso di Fra Keeler” (ed.Perrone - 2015) di Azareen Van der Vliet Oloomi, talmente “di nicchia” da non essere presente, nella traduzione italiana, neppure nel database di goodreads…
Il vincitore del Pen/Faulkner Award 2019 verrà proclamato il 29 aprile.
Ubik wrote: "Nomi nuovi quest’anno fra i finalisti al Pen/Faulkner Award, con due soli autori noti al grande pubblico (quanto meno qui in Italia):
Blanche..."
Ecco, Io sarò qualcuno ce l'ho sul bracciolo della poltrona ai blocchi di partenza, insomma, e La ballata di Charley Thompson l'ho letto da pochissimo: procedo con Vlautin, con Powers, dopo Il tempo di una canzone e Il fabbricante di eco, riprenderò a breve :-)
Gli altri non li conosco, aspetto notizie.
Blanche..."Ecco, Io sarò qualcuno ce l'ho sul bracciolo della poltrona ai blocchi di partenza, insomma, e La ballata di Charley Thompson l'ho letto da pochissimo: procedo con Vlautin, con Powers, dopo Il tempo di una canzone e Il fabbricante di eco, riprenderò a breve :-)
Gli altri non li conosco, aspetto notizie.
Qui c'è un link interessante al libro di Powers di imminente pubblicazione in Italia, immagino.https://americanorum.wordpress.com/20...
Ma non fatelo leggere ad Habemus perché a un certo punto la presentazione dichiara "...come spesso avviene nei libri di Powers, il lato estetico è al servizio dei contenuti." e quando sente queste cose H. diventa all'improvviso tutto verde, gli esplode la camicia e diventa pericoloso!
:-DDD
Ubik wrote: "Qui c'è un link interessante al libro di Powers di imminente pubblicazione in Italia, immagino.https://americanorum.wordpress.com/20...
Ma non fatelo leggere ad Habemus..."
non preoccuparmi Ubik, ormai ho deciso di abbandonare i soliti gonfiati "grandi capolavori" dell'ultimo anno provenienti della letteratura USA che reputo davvero in grave crisi.
Dopo DFW, Roth, Pynchon, DeLillo non ho mai più trovato autori di tale spessore - le poche cose "contemporanee" che ho letto (Exit West, il Canto della Pianura, Elegia Americana) sono state grandissime delusioni. Librucoli modesti e dimenticabili che hanno goduto solo di immenso marketing e passaparola ignorantini...
no, basta - ora mi rivolgo in zone più vive letterariamente come la nostra vecchia Europa, il fertile SudAmerica e la sconosciuta (per me) Asia
Concordo abbastanza, ma un americano contemporaneo di grandissima caratura c'è: William Vollmann.
Il resto sì, chi più chi meno è abbastanza fuffa.
Il resto sì, chi più chi meno è abbastanza fuffa.
@HabemusBene, sono contento se hai voglia di orientare le tue antenne verso territori meno esplorati:
rinforza la mia idea di spremere tutto quello che ognuno di noi conosce (dal punto di vista letterario) e può trasmettere agli altri sui continenti che abbiamo fin qui completamente trascurato...
A tempo debito bisognerà inventarsi un "giochino" ad hoc, perché in genere è tramite i giochini che riusciamo a unire l'utile al dilettevole!
N.B.: anche per me Exit West è stato uno dei libri più deludenti del 2018...
piperitapitta wrote: "Dite che Richard Powers rientra fra la fuffa?"non lo conosco, e da quel poco che ho letto di lui non ho nessuna voglia di conoscerlo....
Non ho mai letto Richard Powers, ma, in base a quello che ho letto su di lui, credo che abbia una caratura superiore agli altri autori da voi citati (a parte Vollmann, ovviamente).
grazie per gli "ignorantini" (rido moltissimo). a me Powers non piace, trovo che si compiaccia un po' della sua abilità, però mi sembra abile a leggere lo spirito del tempo e sicuramente sa scrivere molto bene. io pure non lo metterei nella fuffa
@Karenina, la mia era una bieca provocazione: Powers è di un livello superiore, avercene di Richard Powers!
Questa è la longlist dello Strega 2019: dodici titoli di cui mi limito a riportare l'elenco lasciando i commenti ai più esperti...:-)
Valerio Aiolli, Nero ananas (Voland)
Paola Cereda, Quella metà di noi (Perrone)
Benedetta Cibrario, Il rumore del mondo (Mondadori)
Mauro Covacich, Di chi è questo cuore (La nave di Teseo)
Claudia Durastanti, La straniera (La nave di Teseo)
Pier Paolo Giannubilo, Il risolutore (Rizzoli)
Marina Mander, L'età straniera (Marsilio)
Eleonora Marangoni, Lux (Neri Pozza)
Cristina Marconi, Città irreale (Ponte alle Grazie)
Marco Missiroli, Fedeltà (Einaudi)
Antonio Scurati, M. Il figlio del secolo (Bompiani)
Nadia Terranova, Addio fantasmi (Einaudi)
Conosco la maggior parte dei nomi ma non ne ho letto nessuno. Così a occhio mi sa che Scurati è favorito.
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Naturalmente chiunque può aprire ulteriori thread su uno specifico importante premio anche se mi risulta che nel 2018 sia stato fatto unicamente per Booker Prize e Strega.
Sappiamo tutti che i Premi letterari spesso sono alquanto opinabili, ma sappiamo anche che funzionano bene per attivare divertenti discussioni, proprio come i nostri collaudati “tornei” e dunque proviamo.