/ˈfɛʁnveː/ discussion
ventiventi
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general electric
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Il paranoico e i suoi lanci sembra il titolo per un articolo su Thomas Pynchon! Che gioco era? Spiega, spiega...
Il gioco è un gdl dove ognuno legge i libri che vuole leggere: ne può scegliere fino a 11 che può lanciare in gara quando vuole in un arco di quattro mesi. I libri lanciati in gara vanno a formare un tabellone e diventano patrimonio comune, cioè possono essere letti anche dagli altri partecipanti. Quindi ognuno ha i suoi 11 ma anche gli 11 degli altri. Tutto viene commentato in un unico thread che diventa molto confuso ma anche divertente.
Il senso sarebbe togliere ogni noia e costrizione al gruppo di lettura. Quel senso di oh no, non ho ancora letto le tot pagine del libro per la discussione e non ne ho neanche voglia e poi mi sa che il libro non mi piace posto che ognuno legge quello che vuole con i suoi ritmi e se si tedia dei libri che ha lanciato in gara da sè può lasciarsi ispirare da quelli lanciati da altri.
Nel thread dedicato al gioco di solito i partecipanti iniziano giustamente dai propri libri e ognuno commenta i suoi ma arriva sempre il momento in cui qualcuno si lascia incuriosire e un determinato libro comincia ad essere letto da più persone. Insomma si smette di seguire il proprio binario e ci si influenza l'uno con l'altro (scusate la brutta immagine di questi tempi) in modo spontaneo, senza forzature.
Per funzionare, funziona e la noia da gdl è sconfitta.
L'unico lato debole è il thread comune che diventa un caos ma se non si è troppo infastiditi dall'affastellarsi di post è divertente.
L'ho inventato un giorno in cui non mi andava di leggere il libro del gruppo di lettura :/ :) e l'ho proposto su Letteratura Postmoderna.
Se mai vi andasse di giocare basta dire Lancio in gara il libro x. Io mi aggiungerò con il mio e magari si aggiunge qualcun'altro e tutto viene da sè.
Il senso sarebbe togliere ogni noia e costrizione al gruppo di lettura. Quel senso di oh no, non ho ancora letto le tot pagine del libro per la discussione e non ne ho neanche voglia e poi mi sa che il libro non mi piace posto che ognuno legge quello che vuole con i suoi ritmi e se si tedia dei libri che ha lanciato in gara da sè può lasciarsi ispirare da quelli lanciati da altri.
Nel thread dedicato al gioco di solito i partecipanti iniziano giustamente dai propri libri e ognuno commenta i suoi ma arriva sempre il momento in cui qualcuno si lascia incuriosire e un determinato libro comincia ad essere letto da più persone. Insomma si smette di seguire il proprio binario e ci si influenza l'uno con l'altro (scusate la brutta immagine di questi tempi) in modo spontaneo, senza forzature.
Per funzionare, funziona e la noia da gdl è sconfitta.
L'unico lato debole è il thread comune che diventa un caos ma se non si è troppo infastiditi dall'affastellarsi di post è divertente.
L'ho inventato un giorno in cui non mi andava di leggere il libro del gruppo di lettura :/ :) e l'ho proposto su Letteratura Postmoderna.
Se mai vi andasse di giocare basta dire Lancio in gara il libro x. Io mi aggiungerò con il mio e magari si aggiunge qualcun'altro e tutto viene da sè.
amapola wrote: "Al momento non so se mi va ancora di giocare, ma non si sa mai: spiega bene il gioco, dai :)"
Non va molto neanche a me, non va neanche di stare su gruppi molto grandi a parlare al vento o a sconosciuti. Avevo bisogno di un posto amichevole e piccolino. Magari ora invito qualcun'altro ma non troppi...
Non va molto neanche a me, non va neanche di stare su gruppi molto grandi a parlare al vento o a sconosciuti. Avevo bisogno di un posto amichevole e piccolino. Magari ora invito qualcun'altro ma non troppi...
Forse più in là. L’idea di un gruppo piccolo e raccolto è bella. Mi serve una stanza comune abitata😊
L'invito era troppo intrigante per non accettarlo, grazie @aconey. Nell'ultimo mese mi è successo di tutto (a dire il vero ci sono ancora dentro fino al collo); ieri in un raro momento con parvenza di normalità mi sono connessa un istante a GR ed ho scoperto con un certo sollievo che non sono solo io, anche gli altri qui attorno in giro faticano a leggere e a ritrovare la normalità e sentono il bisogno di un posto amichevole e piccolino.
Ora mi siedo in un angolo e provo a tirare il fiato...
Grazie a te per esserci.
E' solo da qualche giorno che sto ricominciando a settarmi di nuovo su una qualche normalità, non sei la sola, no. Molti pensieri, ci gioco a tennis. Per lo più direi che sono di buonumore. Ho meno pazienza, però: il luogo piccolino risponde a un bisogno di selezione. Insomma gioco a tennis e poto rami. La sera evito Mentana o chi per lui e mi rilasso con uno Scherlock Holmes in audiobook. Per ora va così :)
E' solo da qualche giorno che sto ricominciando a settarmi di nuovo su una qualche normalità, non sei la sola, no. Molti pensieri, ci gioco a tennis. Per lo più direi che sono di buonumore. Ho meno pazienza, però: il luogo piccolino risponde a un bisogno di selezione. Insomma gioco a tennis e poto rami. La sera evito Mentana o chi per lui e mi rilasso con uno Scherlock Holmes in audiobook. Per ora va così :)
Anche per me in questi giorni pochi libri e zero concentrazione, la mente vaga e non riesce a fissarsi sulle pagine. Solo qualche giallo e qualche biografia riescono a trattenermi un po'. In queste condizioni rimando a fra un po' l'eventuale lancio di titoli, più che general electric sono in general blackout.
Sembra un'ottima idea e l'unico tipo di gdL che probabilmente sarei in grado di seguire, considerato che non riesco a rispettare le tappe stabilite nemmeno quando i libri già li ho letti. Sono nel mezzo di un programma di lettura di miti norreni, è valido?
Sì, certo, è valido tutto: narrativa, saggistica, graphic novel. Vale anche ogni epoca.
Se lanci il tuo mito norreno, io mi aggiungo con Manifesto Incerto. Poi magari arriva qualcun'altro.
Se lanci il tuo mito norreno, io mi aggiungo con Manifesto Incerto. Poi magari arriva qualcun'altro.
The Penguin Book of Norse Myths: Gods of the Vikings Literaturas germánicas medievales di Jorge Luis Borges
The Poetic Edda tradotta da Carolyne Larrington
The Poetic Edda: Stories of the Norse Gods and Heroes anche nella versione di Jackson Crawford
Beowulf: A Translation and Commentary, together with Sellic Spell tradotto da J.R.R. Tolkien (trattiamoci bene)
Beowulf tradotto da Seamus Heaney (trattiamoci molto bene)
Non sono undici ma già se arrivo in fondo a questi.
Ehi, che polverone, li hai lanciati tutti sul tavolo in una volta sola! D'accordo. Io comincio col mio, poi vedo.
Mandaci qualche dispaccio dal Nord ogni tanto. Non servono grosse relazioni, basta qualche riga per farci partecipi.
Mandaci qualche dispaccio dal Nord ogni tanto. Non servono grosse relazioni, basta qualche riga per farci partecipi.
Sono quasi alla fine del libro di Crossley-Holland, mi mancano solo gli ultimi miti che portano al Ragnarök. Che magari di questi tempi è utile da ricordare perché non è un'Apocalisse ma l'inizio di un nuovo ciclo.
Libro 1
Non mi chiedete cosa sia, non lo so. Mi è piaciuto? Sì.
Non so cosa ho letto. Saggio grafico, biografia visivo letteraria, colta graphic novel filosofica. Mi sembra che il modo migliore di descriverlo sia serie di frammenti, slegati come nuvole di pensieri e sopravvissuti all'insoddisfazione dell'autore che più volte brucia l'opera e la riscrive. Frammenti sopravvissuti su sopravvissuti, è forse l'unico fil rouge che sono riuscita a trovare: Pajak alla sua vita inquieta, Benjamin alla perdita del suo mondo, alla follia del nazismo, al fisico logorato, all'amore non pervenuto.
Si respira il Novecento lontano: chi ha avuto i dadaisti del Cabaret Voltaire come vicini di casa, chi i filo nazi degli anni settanta come compagni di scuola. Tutto andato via col vento, anche questi frammenti che già fatico a richiamare solo qualche ora dopo averli letti, simili ai paesaggi visti dal treno, un nulla in corsa di alberi e case.
Crea gradevole insoddisfazione o antipatico senso di vuoto, dipende da come la prendete. Di sicuro vorrei già avere tra le mani il secondo volume, per capire se c'è qualcosa da capire o se sono solo nuvole da rincorrere.
Non mi chiedete cosa sia, non lo so. Mi è piaciuto? Sì.
Non so cosa ho letto. Saggio grafico, biografia visivo letteraria, colta graphic novel filosofica. Mi sembra che il modo migliore di descriverlo sia serie di frammenti, slegati come nuvole di pensieri e sopravvissuti all'insoddisfazione dell'autore che più volte brucia l'opera e la riscrive. Frammenti sopravvissuti su sopravvissuti, è forse l'unico fil rouge che sono riuscita a trovare: Pajak alla sua vita inquieta, Benjamin alla perdita del suo mondo, alla follia del nazismo, al fisico logorato, all'amore non pervenuto.
Si respira il Novecento lontano: chi ha avuto i dadaisti del Cabaret Voltaire come vicini di casa, chi i filo nazi degli anni settanta come compagni di scuola. Tutto andato via col vento, anche questi frammenti che già fatico a richiamare solo qualche ora dopo averli letti, simili ai paesaggi visti dal treno, un nulla in corsa di alberi e case.
Crea gradevole insoddisfazione o antipatico senso di vuoto, dipende da come la prendete. Di sicuro vorrei già avere tra le mani il secondo volume, per capire se c'è qualcosa da capire o se sono solo nuvole da rincorrere.
Books mentioned in this topic
Manifesto incerto. Con Walter Benjamin, sognatore sprofondato nel paesaggio (other topics)The Penguin Book of Norse Myths: Gods of the Vikings (other topics)
Literaturas germánicas medievales (other topics)
The Poetic Edda (other topics)
The Poetic Edda: Stories of the Norse Gods and Heroes (other topics)
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Authors mentioned in this topic
Jorge Luis Borges (other topics)Carolyne Larrington (other topics)
Jackson Crawford (other topics)
J.R.R. Tolkien (other topics)
Seamus Heaney (other topics)



lo chiamavo il paranoico e i suoi lanci 🕶
chi l'ha giocato lo sa
a chi non lo sa, glielo spiego.
Se vi va ancora di giocare il luogo è questo altrimenti usiamolo per la qualsiasi cosa vi venga in mente.