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D'amore e baccalà
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Tesori nascosti > D'Amore e Baccalà

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Graziano Fusilli | 278 comments Mod
In Biblioteca puoi scoprire autori e opere che non conoscevi o di cui avevi sentito parlare ma che ancora non avevi avuto modo di leggere. Ed è per questo che abbiamo deciso di dedicare un angolo alla scoperta di questi "tesori nascosti".

Oggi l'opera e l'autore prescelto sono:

“D’amore e baccalà” di Alessio Romano, ovvero innamorarsi, perdersi e (forse) ritrovarsi in una delle capitali più affascinanti e poetiche d’Europa

Spesso ci si avventura in libri perfetti per il periodo che stai attraversando e ti scopri a favoleggiare dentro storie alle quali chiedi solo di regalarti quel tempo sufficiente a “toglierti da dove sei” per trasportarti altrove. E la fantasia gioca un ruolo di tutto rispetto in questo processo, se non la parte da personaggio principale… Poi, però, arrivano in tuo soccorso parole speciali, parole profumate, cariche di colori e suoni che ti rimandano ad altri luoghi, ti avvicinano a posti che hai visitato col desiderio di tornarci, oppure ti lasciano addosso un’incredibile urgenza di recarti proprio lì dove quella scrittura è stata ispirata. Questo è il caso del libro di Alessio Romano dal titolo «D’amore e baccalà» (Edt 2018) che è contemporaneamente un romanzo, una storia d’amore ed una vera e propria guida per le strade e le “tascas”, taverne tipiche di Lisbona, alla ricerca e scoperta delle “cinquanta sfumature di baccalà”, sulle note struggenti del Fado.
La capitale portoghese è cornice e protagonista di questa storia sospesa tra realtà e sogno, una storia che si snocciola attraverso il dedalo delle vie del suo centro storico, setacciandone ogni “bairro”, seguendo le tracce di una bellissima quanto misteriosa cameriera di nome Beatriz. Il tutto in un vortice di incontri – alcuni reali, altri immaginari – dagli esiti inattesi, come inaspettati sono i compagni d’avventura, o meglio gli spiriti guida a vario titolo legati a Lisbona, che in questa ostinata ricerca giungono in soccorso del protagonista, il giovane scrittore alter ego dell’autore. Solo per citarne alcuni, nelle pagine ci si imbatte nella più conosciuta e famosa fadista portoghese Amália Rodrigues, nel poeta e scrittore Fernando Pessoa e, ancora, in Antonio Tabucchi e nella figura di Ilsa Lund, il personaggio interpretato da Ingrid Bergman nel film “Casablanca”.
«Ho tutta una settimana davanti a me per scrivere di cibo, una vita che aspetto di potere unire le mie tre più grandi passioni: viaggio, letteratura e cucina. Sette giorni da dedicare alla scoperta dei segreti e delle prelibatezze della città che più amo al mondo […] E io invece di starmene a rimpinzarmi di pesce scelgo di attaccarmi al tram, non solo metaforicamente parlando».
Così prende avvio la storia, con il maldestro tentativo del protagonista di salire al volo sul famoso tram dalle carrozze bianche e gialle, il leggendario Tram 28, una delle attrazioni più famose di Lisbona che ne percorre col suo affascinante itinerario i meandri più nascosti. Ebbene, proprio la rovinosa quanto goffa caduta del giovane scrittore dal mitico trenino cambia e decide inevitabilmente le sorti della narrazione, dando una piega nuova e sorprendente agli eventi, in una continua mescolanza di realtà e finzione narrativa.

Ringraziamo per questa bella recensione Rita Pagliara...

e vi aspettiamo in Biblioteca San Valentino per scoprire altri tesori come questo. (Valentina Pascetta)


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