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Lo Scarabeo dei Libri > Agosto - Commenti #2

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message 1: by Anna [Floanne] (new)

Anna [Floanne] (floanne) | 4447 comments Qui lo spazio per il commento alle vostre letture.


message 2: by M. (new)

M. (they) (mainxtti) | 54 comments GRAPEFRUIT
Grapefruit: A Book of Instructions and Drawings, 320 pagine.

Onestamente non mi aspettavo di finirlo in così breve tempo, ma è scivolato via. Un piccolo libro con una raccolta di Pieces (eventi, dipinti, architettura, film, poesia, lettere e brevi disegni nel frammezzo fra le varie sezioni) di Yoko Ono, dove la sensazione è quella di star leggendo un manuale di performance d'arte contemporanea. Attuali, stridenti, provocative, sanno come strappare un sorriso di soddisfazione e al contempo rimanerne stupefatti per l'ingegno creativo. Mi aspettavo più… musica?, data anche l'introduzione di Lennon, e non credo mi rimarrà molto della raccolta, ma è stata una lettura piacevole.


message 3: by Anna [Floanne] (last edited Aug 02, 2020 05:01AM) (new)

Anna [Floanne] (floanne) | 4447 comments Mannaggia nemmeno il tempo di trovare un titolo e qualcuno ha già finito?!? :O complimenti mikaalfh. Ti aggiudichi lo scarabeo


message 4: by M. (new)

M. (they) (mainxtti) | 54 comments Ti ringrazio! Comunque, titolo super consigliato se l'arte contemporanea interessa un minimo. ;)


message 5: by Alberto (new)

Alberto (mezzolitro) | 155 comments Ho finito Spazio aperto di Christophe Leon
157 pagine

Strana storia, che combina mille spunti, li mescola tutti insieme parlando di amore, di ribellione, di vendetta, di depressione, di famiglie che si sfasciano, e soprattutto del ruolo che ciascuno ha nel mondo in cui vive la propria vita.
Con quell'epilogo splendido (E io? Cosa sono io?) che pone ciascuno di noi davanti alla necessita' di scegliere, ad ogni bivio, dove vogliamo andare, e cosa vogliamo diventare.

Tre stelle perche' la scrittura non e' all'altezza degli spunti di riflessione che regala.


message 6: by Veronica (new)

Veronica (verof86) | 738 comments FRAGOLE
Fragole per dessert
257 pagine

Questo libro mi ha lasciato molto perplessa. Dopo ogni capitolo mi aspettavo qualche botto, una rivelazione, qualcosa che animasse un po' la storia, invece l'ho trovato abbastanza piatto. I due protagonisti non sono così interessanti, uno continua scappare e l'altro sta a casa ad aspettarlo. Boh, non è che ho capito perchè Cole debba continuare a spostarsi tra le sue innumerevoli case. Non so, la trama mi è sembrata un po' banale e poco coinvolgente. L'unica cosa che ho apprezzato sono le mail di Cole per spezzare la pesantezza di Jon.


message 7: by Ily (new)

Ily | 67 comments PORTAMI
Portami il diario - Valentina Petri

Pagine totali: 416

Questo libro si è rivelato ironico, divertente ed appassionante, consigliato soprattutto per gli addetti ai lavori! La lettura scorre spedita, condita con moltissimi riferimenti letterari e la scrittrice -che è anche insegnante, ha questo modo accattivante e coinvolgente di raccontare le vicende che si finisce col divorare un capitolo dopo l'altro. Il libro è suddiviso per mesi, segue quindi il calendario scolastico e il lettore anche inesperto ha l'opportunità di sbirciare nel mondo della scuola e degli insegnanti: dal ricorrere il tanto agognato ruolo, alla girandola delle supplenze e del "Quella nuova", dalla unicità di ciascun alunno incontrato alla complessità di questo lavoro che è faticoso ma immensamente gratificante soprattutto perché alla fine gli studenti ti rimandano molto di più di ciò che tu hai dato loro.


message 8: by Patty_pat (new)

Patty_pat | 119 comments ERA

In principio era Darwin di Piergiorgio Odifreddi (pagg. 123)

Breve saggio sulla nascita e crescita dell'evoluzionismo e teoria genetica. Parte con un riassunto della vita e delle opere di Darwin, continua con una “spiegazione” delle varie teorie genomiche e quant'altro e chiude con una critica feroce nei confronti di chi non ci crede o ci si oppone. Non saprei se giudicarlo, scientificamente non ne sono in grado, letterariamente ancor meno, ma in quanto a gusti posso affermare che mi è parso didascalico e troppo antologico per la parte scientifica, mentre quando accusa chi si contrappone alla teoria darwiniana (sebbene sia dalla parte della ragione) diventa esagerato. Nella media, tre stelline.


message 9: by Georgiana (new)

Georgiana 1792 | 458 comments PROFUGH*I
La città delle spine. Nove vite nel campo profughi più grande del mondo di Ben Rawlence, 442 pagine

Un reportage storico-politico agghiacciante della situazione nel campo profughi di Dadaab, in Kenia al confine con la Somalia. Un limbo in cui approdano persone dalle situazioni più svariate, ma sempre disperate.

Nessuno vuole ammettere che Dadaab non è più un luogo temporaneo ma una struttura permanente: né il Governo del paese in cui si trova, il Kenya, né le Nazioni Unite che lo foraggiano e nemmeno i rifugiati che ci vivono. Questo paradosso rende instabili le sue fondamenta: stretti fra la guerra in Somalia e un mondo che non intende accoglierli, ai profughi non resta che sopravvivere immaginando una vita fuori dal campo. Non è facile, dal momento che la loro mente non può riparare né nel passato, né nel futuro e tantomeno nel presente. Vivere in questa città di spine equivale a vivere in una prigione non solo fisica ma anche ideale, in cui i pensieri oscillano fra sogni irrealistici e una realtà desolante. Solo chi è davvero disperato può scegliere di venire qui.

Attraverso le esperienze di alcuni profughi analizziamo la vita a Dadaab da diversi punti di vista.

Anche se si stava abituando al nuovo ambiente e aveva imparato a muoversi nel reticolo del campo, iniziando persino a usare la parola “casa” per riferirsi alle tende e alle capanne di fortuna, la mente di Idris si rifiutava di accettare la situazione e interiormente il suo spirito si ribellava. Quella ribellione interiore era per lui l’unico modo per sopportare la sua nuova vita.
– Ero un rifugiato ma senza la mentalità del rifugiato: non ho mai pensato davvero di stabilirmi qui – ricordava.


Alcune persone sono arrivate a Dadaab giovanissime e sono cresciute nel campo, ma non vedono l'ora di andarsene.

Diventare adulti nel campo non è stato facile per la generazione del 1992, dato che gli anziani non potevano più far loro da guida. Avevano ottenuto tutti i diplomi possibili e immaginabili, avevano raggiunto il massimo a cui potevano aspirare a Dadaab e volevano costruirsi una vita migliore lontano da lì. Molti dei loro amici erano stati ricollocati in Europa o nei paesi del Nord America, prima che l’11 settembre facesse crollare il numero di posti disponibili. I giovani uomini e le giovani donne che in quel momento si trovavano al centro giovanile erano quelli che erano rimasti indietro, ma che avevano seguito i successi dei loro conoscenti all’estero grazie a Facebook: auto di lusso, abiti firmati, donne senza il velo. Restavano a bocca aperta e il desiderio di andarsene li consumava. Bloccati nel campo e senza il permesso di lavorare, vivevano di sussidi e di qualche lavoro a incentivi sottopagato, passando la maggior parte del tempo ad applicare i paradigmi della politica e del vivere civile alle organizzazioni giovanili, preparandosi per la tanto agognata carriera che speravano li attendesse fuori di lì.

Una lettura dura, difficile, agghiacciante, che fa sentire impotenti e che dà una consapevolezza dolorosa della situazione in Africa.

Lo stato attuale dei campi a Dadaab dipende dal fatto che i rifugiati non sono percepiti come esseri umani, perché altrimenti sarebbe necessario riconoscere che hanno dei diritti. Ma riconoscere questi diritti significherebbe rivangare il passato e compiere un percorso di presa di coscienza storica che risulterebbe eccessivamente traumatico. Significherebbe riconoscere che il terreno su cui sorgono i campi era tradizionalmente terreno somalo. Significherebbe riconoscere che il confine che trasforma i rifugiati in stranieri è un atto di violenza storica. E soprattutto significherebbe riconoscere che le condizioni in cui i rifugiati vivono costituiscono un vero e proprio crimine. Ma prendere coscienza di tutto questo rischierebbe di lacerare lo stato stesso, perciò i rifugiati devono essere demonizzati a ogni costo.


message 10: by Morena (new)

Morena (morenamotatto) PROFUMI

Profumi perduti, 529 pagine

Questo romanzo non mi è piaciuto granché: l'ho trovato pesante e noioso. Non credo che leggerò altro di questa autrice.


message 11: by Nixi92 (new)

Nixi92 | 108 comments ULTIMA

L'ultima estate, 190 pagine.

Il romanzo si presenta come il diario di una donna malata terminale, Z. Seguiamo, così, le vicende della sua famiglia e la storia della sua vita (a cavallo con la seconda guerra mondiale). Z. presenta se stessa come una donna forte, sarcastica e amante dei gatti. Questo personaggio mi è risultato talmente odioso ed egoista, da odiare il libro dalla prima pagina. Fortunatamente (non per Z.), nella seconda parte, si assiste alla scoperta della sua malattia (la SLA) e alle sue riflessioni su chi le sta intorno, alla riscoperta della sensibilità e dei sentimenti a discapito dell'intelligenza e dell'ambizione messe al primo posto per buona parte della sua vita. Lo stile di scrittura non lascia tregua al lettore e, sebbene all'inizio mi sembrasse artefatto e poco realistico, nell'ultima parte mi sembra che abbia l'utilità di far immedesimare chiunque con l'angoscia di Z., privata di tutti i cinque sensi e della possibilità di comunicare con il mondo.


message 12: by Arybo ✨ (new)

Arybo ✨ | 141 comments FURORE
Furore, 633 pagine

Disonore su di me e sulla mia mucca.

Non so come affrontare questa recensione. Vado diretta al punto e poi, casomai, mi allargo.

Il libro è troppo lungo. I personaggi non ispirano. La storia è troppo diluita in discorsi senza capo né coda che portano avanti discussioni vuote, come possono essere le discussioni della vita reale, che in un romanzo allungano il brodo e basta. Scrivere della vita reale inserendo scene di vita quotidiana va bene, ma tagliare ogni tanto non fa male.

L’alternanza tra capitoli “corali” e capitoli “familiari” è un aspetto ambivalente: se, da una parte, i capitoli del narratore onnisciente che descrive la situazione generale dei coltivatori durante la Grande Depressione serve da cornice e da commentario alla vicenda della famiglia Joad, dall’altra parte sono proprio i capitoli incentrati sulla famiglia Joad che perdono la forza narrativa della voce dell’autore, il taglio filosofico (il taglio del pensiero), per lasciare spazio a discorsi su discorsi su discorsi che non portano a niente. La trama va avanti da sola, infarcita di parole dette da personaggi che, personalmente, non mi hanno mai attirato. Il protagonista, Tom, mi è stato indigesto fin da subito: il suo modo di parlare, i discorsi che ruotano intorno al nulla, la sua distanza da tutto e da tutti (non so, l’ho sentito staccato, come se ci fosse un vetro fra lui e me, non trasmetteva altro che sensazioni negative).

Ai grandi capitoli familiari ho preferito i capitoli corali, molto più profondi e che vanno dritti al punto, senza far perdere interesse, perché dicono nudo e crudo quello che sta avvenendo, e lo dicono senza perdere la bellezza narrativa che mi aveva ammaliato in Steinbeck nella Valle dell’Eden e in Uomini e Topi.

Il libro può piacere, ed è piaciuto a moltissima gente: io l’ho trovato indigesto, ho apprezzato l’idea di partenza ma non l’esecuzione, ho preferito i capitoli più corti e più diretti, quelli corali, che saranno, a stima, il 15% dell’intero libro. Il resto, per me, è stata una estenuante marcia dietro a personaggi che non mi dicono niente, dietro una storia che non mi ha mosso sentimenti che non fossero noia estrema o fastidio. Il tutto, per arrivare ad un finale melodrammatico che boh, poteva anche non esserci perché ormai non vedevo l’ora di finire il libro. Naturalmente, il libro l’ho letto per piacere, senza ingaggiare con lui una lotta da “studente di letterature straniere”, non ho fatto molte ricerche dietro alla concezione del testo, dietro alla vita dell’autore. L’ho letto per leggerlo e per sapere di cosa parlano tutti quando citano il mattone. Ho scoperto più cose nel corso della lettura, i modelli che Steinbeck aveva preso in considerazione, come nel caso nei capitoli corali, e questo mi ha fatto apprezzare di più la creazione dell’opera, senza intaccare, però, il giudizio sul suo contenuto. Avevo costantemente nella testa una vocina che diceva “taglia, taglia, taglia”.

Sicuramente leggerò altro di Steinbeck: già I pascoli del cielo sembra più nelle mie corde.


message 13: by Pongimor (new)

Pongimor | 42 comments PRIMULA
Primula della sera (pag. 140)
Libro di formazione in cui la protagonista, Masechaba è bambina e poi donna nel Sudafrica nel periodo di Mandela


message 14: by Paola (new)

Paola (yliharma) MAGICO
L'anno del pensiero magico
217 pagine

Stupendo racconto dell'elaborazione di un lutto, ci ho ritrovato molte reazioni e comportamenti miei e di persone che ho osservato vivere in questa situazione.


message 15: by K (new)

K P | 51 comments Purtroppo alcuni problemi sorti negli ultimi mesi mi impediscono di avere la costanza per continuare la sfida ( in questo mese ho difficilmente letto qualche pagina di libri che mi stavo trascinando da tempo).
Buon proseguimento e alla prossima. :-)


message 16: by Esteb (new)

Esteb | 892 comments FORTUNA
I Borgia: Danzando con la fortuna
Pag. 556
Un ottimo romanzo storico, con personaggi e storie molto credibili. Ho amato Machiavelli, ma anche Lucrezia Borgia si è dimostrata interessante. La danza di Cesare Borgia con la Fortuna, le danze di Lucrezia, il papa, passionale e sanguinario... Molto bene! Leggerò il seguito, sicuramente.


message 17: by Agosto2010 fermare l'esecuzione di Ahmadreza Djala (last edited Aug 31, 2020 02:35PM) (new)

Agosto2010 fermare l'esecuzione di Ahmadreza Djala | 60 comments Il Guaritore di Inger Ash Wolfe, pag 354.

Protagonista una detective sessantuenne, neo divorziata e un pò depressa alla caccia di un serial killer.
Odio scrivere le recensioni dei gialli perché ho sempre paura di svelare qualcosa.
L'autore, che scrive sotto pseudonimo, è uno sceneggiatore ed anche da questo libro e stato tratto un film. La protagonista interpretata da Susan Saradon.


message 18: by Lilyth (new)

Lilyth | 173 comments Ferita Pag. 522

Finalmente, dopo troppo tempo, ho letto un libro di questa serie.
E' il nono libro e la cosa comincia a farsi sentire. Esaurite le storie di protagonisti principali qui troviamo una coppia inedita, Payne e Manny si erano solo intravisti in alcuni libri precedenti.
La coppia non fa scintille e mi ha lasciato piuttosto indifferente, per fortuna ci sono Buch e Vishous a risollevare le sorti di questo libro che altrimenti sarebbe stato piuttosto noioso.


message 19: by Anna [Floanne] (new)

Anna [Floanne] (floanne) | 4447 comments Gatto wrote: "Purtroppo alcuni problemi sorti negli ultimi mesi mi impediscono di avere la costanza per continuare la sfida ( in questo mese ho difficilmente letto qualche pagina di libri che mi stavo trascinand..."

Mi dispiace! Buone letture e arrivederci alla prossima edizione!


message 20: by Anna [Floanne] (new)

Anna [Floanne] (floanne) | 4447 comments Che svampita! :O
Non ho commentato il mio libro. Vabbè pazienza. A breve la nuova stringa.


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