Chiave di Lettura discussion
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Se siete in cerca di un libro per sognare o perdervi nei pensieri, lasciando abbronzare le sue pagine agli ultimi raggi caldi, l’ultimo romanzo commentato nel GdL "Chiave di Lettura" non fa per voi.
Già perché in "Caffè amaro" di Simonetta Agnello Hornby si avverte l’urgenza del racconto, quello con un inizio, una parte centrale e un finale che vi costringe a connettere causa, effetto e significato.
Non c’è spazio per aggettivi edulcoranti o stucchevoli locuzioni: le parole di quest’autrice sono tutte al servizio delle storie da raccontare, quelle dei suoi tanti personaggi che vanno, a volte, a perdersi, altre volte a invischiarsi con la Storia, quella con la “S” maiuscola.
L’autrice, il cui romanzo d'esordio, La Mennulara, è stato tradotto in diciannove lingue, d'altronde vanta un curriculum vitae da cui si può assolutamente pretendere una prosa autentica senza vetri appannati.
Figlia dei baroni Don Francesco (Cicì) Agnello Gangitano, Barone di Signefari, e Donna Elena Giudice Caramazza, cresce in Sicilia, si laurea in giurisprudenza specializzandosi come avvocato minorile e giudice in Inghilterra. Diventa presidente del Tribunale "Special Educational Needs and Disability" e fonda uno studio legale che è stato il primo studio in Inghilterra a dedicare un dipartimento ai casi di violenza all'interno della famiglia. Insegna Diritto dei minori all'Università di Leicester.
Non mi ha sorpreso dunque, quando ascoltando una sua intervista, l’autrice, con uno sguardo arguto e pieno d’ironia, dignitosamente e cortesemente in piedi, abbia spinto i suoi uditori a non applaudirla dicendo:
"Il tempo è poco … non lo buttiamo via!".
In verità, lo dirà in un’altra intervista, ama stare dritta, perché la natura non le ha concesso un’altezza rilevante. Le piace guardare le persone in faccia anche per … vedere se si annoiano durante le sue presentazioni.
Un tono schietto, diretto e chiaro il suo!
Così anche nel suo primo romanzo storico: “Caffè amaro”.
La gestazione, confessa l’autrice, è stata lunga, non veloce come sua consuetudine. Ha impiegato per terminarlo ben cinque anni.
L’idea iniziale era quella di scrivere su sua nonna, sposata a un uomo che la vide da lontano e se ne innamorò. Durante la prima visita, una delle cognate gli offre il caffè e, poiché ci fu una pausa troppo lunga prima di ricevere lo zucchero, la donna preferì ingerirlo amaro.
L’autrice afferma di non avere mai conosciuto sua nonna, ma a detta di tutti i suoi parenti, può ricordare quanto fosse una persona meravigliosa, brava, presa a modello in ogni circostanza.
Da qui l’idea di vivacizzare il suo ricordo ponendole accanto il personaggio di un amante e donandole una bella storia che la potesse "sconvolgere".
Tuttavia, il romanzo ha ben presto preso un altro indirizzo. Si è creato quasi da solo, sostiene l’autrice, attraverso i luoghi di Palermo, con le tante ricerche storiche che l’hanno incuriosita.
Ha fatto diverse indagini sulle solfatare, sui Fasci siciliani, sull’ascesa del fascismo di pari passo con la nascita di una mafia moderna, diventata parte del sistema, sulle leggi razziali e la Seconda Guerra mondiale fino agli spaventosi bombardamenti che hanno sventrato la bella città sicula dalle tante cupole di maiolica e torri merlate.
Ne viene fuori il ritratto di un’Italia feroce e spietata con gli ultimi. Umiliante sapere e conoscere gli orrori che gli italiani hanno compiuto in Etiopia, in Somalia, tuttavia resta pur sempre un dovere morale il conoscere e far conoscere la Storia.
Il romanzo di Simonetta Agnello Hornby è anche però una saga familiare; la protagonista è la quindicenne Maria Marra, nata nel 1889 in una famiglia socialista di grandi ideali ma dalle limitate possibilità economiche. Con i suoi occhi grandi e profondi a mandorla, il volto dai tratti regolari ed i folti capelli castani, fa innamorare il trentaquattrenne Pietro Sala, ricco, amante della bella vita e del gioco d’azzardo. Potrebbero esserci tutti i presupposti per una vita infelice... Eppure il matrimonio tra i due funziona! Maria diventa donna, obbedisce, si sacrifica, sapendo però di essere indipendente, cosciente e consapevole delle proprie azioni e quindi piena di dignità.
Conosce l’eros grazie a Pietro, insieme al piacere e al diritto al godimento. Si sente, però, in seguito tradita da lui non perché tradita dal marito, ma perché non si sente più prima inter pares: questo è un vero sopruso per Maria che reagirà, tuttavia, sentendosi libera di amare Giosuè anche se attraverso incontri clandestini e lettere intense.
Beh, nel Gruppo di Lettura si è creato un vero e proprio dibattito fra chi preferiva il personaggio di Pietro e chi quello di Giosuè (che, in verità, ha attirato assai poche simpatie). Vi svelerò che l’autrice, in realtà, è molto più affezionata a Giosuè!
Nel carteggio ha riportato molte frasi di un autore da lei molto stimato, Federico De Roberto, l’autore de I Viceré, uno scrittore davvero talentuoso che secondo la Hornby è stato spesso dimenticato, magari perché aveva tra i suoi detrattori nientemeno che Benedetto Croce! L’autrice ha assunto molte espressioni del De Roberto perché ritiene che sia bello anche suggerire ai propri lettori gli autori amati.
Non mi dilungo di più su questo straordinario romanzo e v’invito a guardare le interviste di questa scrittrice perché - sì, lo so, l'ha già detto J.D. Salinger ne Il giovane Holden - ma questa volta ho trovato quanto mai vero il suo aforisma:
"Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l'autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.”
Non voglio però lasciarvi con il gusto di un caffè amaro e prima di salutarvi posto una poesia che ha scritto la nostra amica Marianna Solidea Di Virgilio recitata durante il nostro incontro da Loretta Grossi:
Uno sguardo, un sorriso …
una frase che dice e non dice
Poi una carezza rapida e leggera,
Rubata su quelle scale della stazione.
Poi ancora uno sguardo, d'intesa questa volta..
Il cuore batte al solo ricordo,
la mente vola al 10 dicembre
sensazioni uniche.
Ps. Non mancate al nostro prossimo incontro che si terrà presso la Biblioteca San Valentino, lunedì 28 settembre alle ore 20:30 per commentare insieme Amabili resti della scrittrice statunitense Alice Sebold.
Buona Vita ☺
Arianna Pascetta