Libri dal mondo discussion

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Letture in gruppo > Novembre 2020 - Libano

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message 1: by Pao (last edited Jan 26, 2021 09:25AM) (new)

Pao (pao_letta) | 2697 comments Mod
A novembre 2020 visitiamo il Libano proposto da Ale.

Scaffale dei libri letti: Libano

libano

Bandiera per saperne di più -> https://it.wikipedia.org/wiki/Bandier...
bandiera

Emblema, per saperne di più -> https://en.wikipedia.org/wiki/Coat_of...
emblema

Motto Kullunā li-l-waṭan li-l-ʿulā li-l-ʿalam dall'arabo Tutti noi per la patria, la gloria e la bandiera

Capitale: Beirut (1 milione di abitanti)
Forma di governo: Repubblica parlamentare
Lingua: arabo
Abitanti: 4,2 milioni
Religione principale: Islam (61%)
Valuta: Lira libanese
Festa nazionale: 22 novembre
Inno: Kullunā li-l-waṭan, li-l-ʻulā li-l-ʻalam (dall'arabo Tutti noi, per il nostro Paese, per la nostra gloria e bandiera)

Letteratura
Non ci sono premi Nobel ma uno scrittore libanese probabilmente lo conosciamo tutti senza magari saperlo: Kahlil Gibran

Personalità
In Italia sicuramente è conosciuto il cantante e giudice di X-factor Mika ma in realtà il Libano può vantare anche la Miss Universo del 1971 Georgina Rizk.

Sport
Il più popolare è il calcio seguito dal basket.

Attualità
Purtroppo questo paese è tornato alla ribalta di tutti i notiziari lo scorso agosto a causa delle esplosioni avvenute al porto di Beirut che hanno causato più di 100 morti

Questo paese ha ben 5 siti inseriti nella Lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO:
Anjar (1984)
Baalbek (1984)
Biblo (1984)
Tiro (1984)
Ouadi Qadisha (la Valle sacra) e la Foresta dei cedri di Dio (Horsh Arz el-Rab) (1998)

Se volete unirvi al GdL è sufficiente leggere un libro ambientato in questo paese o di un autore nativo di questa nazione.

Per aiutarvi nella scelta qui trovate la discussione sui libri per ambientazione e qui quella degli autori.


message 2: by dely (new)

dely | 1074 comments Spero di riuscire a partecipate con Il naufragio delle civiltà di Amin Maalouf.

Anche se lo scrittore è naturalizzato francese vale per il Libano?


message 3: by Marina (new)

Marina (sonnenbarke) | 4976 comments Mod
dely wrote: "Anche se lo scrittore è naturalizzato francese vale per il Libano?"

Sì 😊


message 4: by Marina (new)

Marina (sonnenbarke) | 4976 comments Mod
Io leggerò The Cruel Fire del libanese (poi "adottato" dal Regno Unito) Edward Atiyah. Un autore pochissimo conosciuto, mi ero imbattuta tempo fa in questo ebook per puro caso.

Se posso dare un consiglio agli indecisi, Kahlil Gibran merita sicuramente se non l'avete ancora letto, invece se volete un romanzo vi raccomando L'amante palestinese di Sélim Nassib. Non l'ho recensito qui su GR, ma se siete curiosi potete leggere il mio commento sul mio blog.


message 5: by Marina (new)

Marina (sonnenbarke) | 4976 comments Mod
Qui trovate la discussione con i libri di autori libanesi: https://www.goodreads.com/topic/show/...


message 6: by Lelena (new)

Lelena | 306 comments Dovrei avere Anima e Io, la Divina vediamo se riesco a leggerne uno. Sono ahimè latitante non con la lettura ma su gr, quindi mi scuso per la mia incostanza


message 7: by Pao (new)

Pao (pao_letta) | 2697 comments Mod
Io anni fa avevo letto Hakawati. Il cantore di storie di Rabih Alameddine nato in Giordania da genitori libanesi. Molto lungo ma molto affascinante con un continuo intreccio fra passato (anche magico alla Mille e una notte) e presente.

Invece per novembre devo ancora decidere cosa leggere


message 8: by Pao (new)

Pao (pao_letta) | 2697 comments Mod
Ho deciso che leggerò Faten

Però mi sono segnata anche i seguenti libri di Amin Maalouf
Origini
Gli scali del Levante
Le crociate viste dagli arabi


message 9: by Jessy (new)

Jessy (jessytami) | 288 comments Curiosamente settimana scorsa sono andata a mangiare a un ristorante libanese, mi sembra giusto leggere qualcosa del paese hehehe

@Paola un po' di tempo fa ho letto Le crociate viste dagli arabi e mi è piaciuto moltissimo. Davvero interessante.

Per questo paese ho:
León el Africano (versione italiana: Leone l'Africano)
Samarcanda (versione italiana: Samarcanda)


message 10: by Pao (new)

Pao (pao_letta) | 2697 comments Mod
Jessy wrote: "Curiosamente settimana scorsa sono andata a mangiare a un ristorante libanese, mi sembra giusto leggere qualcosa del paese hehehe

@Paola un po' di tempo fa ho letto Le crociate viste dagli arabi e..."


Ma anche quesi sembrano interessanti!


message 11: by Outis (new)

Outis | 190 comments Potrei leggere Anima di Wajdi Mouawad, libanese naturalizzato canadese. Ne ho sentito parlare molto bene, però mi sembra impegnativo sia stilisticamente (tante voci narranti) sia tematicamente. Vediamo se questo mese me la sento...


message 12: by Ale (new)

Ale | 552 comments Io leggerò Il naufragio delle civiltà di Amin Mallouf, di cui ho letto e consiglio Samarcanda e Leone l'Africano


message 13: by Jessy (new)

Jessy (jessytami) | 288 comments Ale wrote: "Io leggerò Il naufragio delle civiltà di Amin Mallouf, di cui ho letto e consiglio Samarcanda e Leone l'Africano"

@Ale consigli propri quelli che voglio leggere 🥰


message 14: by Ale (new)

Ale | 552 comments Sì ho visto, sono curiosa di sapere cosa ne pensi :)


message 15: by Pao (new)

Pao (pao_letta) | 2697 comments Mod
Stamattina ho iniziato Faten: scorre veloce e sono già al 30%.


message 16: by Pao (new)

Pao (pao_letta) | 2697 comments Mod
Ho finito Faten e sono soddisfatta.

Anche se sono fuori target visto che il pubblico a cui si rivolge è quello dei ragazzi, ho comunque apprezzato la storia e i personaggi che sono meno polarizzati (o buoni o cattivi) di come può sembrare all'inizio.

Se cercate una lettura veloce ma non scontata può essere il libro giusto.


message 17: by Lelena (new)

Lelena | 306 comments Ho letto Io, la Divina. È un libro molto moderno, scritto su più piani e con continui rimandi nel tempo. Anche se è tutt'altro che lineare, mi è piaciuto leggerlo e mi ha intrattenuto.


message 18: by Outis (new)

Outis | 190 comments Nella mia vita ho abbandonato pochi libri, Anima di Wajdi Mouawad ha l'onore di essere uno di questi. Pur avendo letto molte recensioni entusiaste, avevo già capito che si trattava di un libro impegnativo. Poi in realtà è stato ancora più impegnativo di quanto immaginassi, o meglio, forse sono una lettrice troppo "tradizionalista" per apprezzare davvero una lettura così particolare.
L'idea di POV animali mi intrigava ma sono veramente troppi: ogni breve capitolo (di solito lungo qualche pagina appena) ha un POV animale diverso! Il protagonista viene visto sempre attraverso uno sguardo molto esterno, quello animale, e rimane incomprensibile per il lettore.
Il linguaggio talvolta mi è sembrato troppo artefatto e alcune riflessioni mi hanno lasciato un po' così.
Dopo aver finito di lavorare, pensare di leggerne anche solo qualche pagina era per me un tale peso che non posso che abbandonarlo al 30%.


Per contrasto, ho quindi cercato una lettura che potesse essere il più possibile veloce e poco impegnativa, ma con richiami alla storia libanese, e mi sono buttata su un graphic novel A Game for Swallows: To Die, to Leave, to Return di Zeina Abirached, che parla della guerra in Libano. Carino. Graficamente, è fin troppo chiara la forte ispirazione a Marjane Satrapi. Penso possa essere una buona lettura soprattutto per un pubblico giovane.


message 19: by Pao (new)

Pao (pao_letta) | 2697 comments Mod
Outis wrote: "Nella mia vita ho abbandonato pochi libri, Anima di Wajdi Mouawad ha l'onore di essere uno di questi. Pur avendo letto molte recensioni entusiaste, avevo già capito ..."

Ma sai che Anima volevo leggerlo anche io proprio incuriosita dai differenti POV?
Poi la chiusura delle biblioteche non mi ha permesso di leggerlo però chissà che un giorno non arrivi il suo momento.


message 20: by Outis (last edited Nov 13, 2020 05:18AM) (new)

Outis | 190 comments Pao wrote: "Outis wrote: "Nella mia vita ho abbandonato pochi libri, Anima di Wajdi Mouawad ha l'onore di essere uno di questi. Pur avendo letto molte recensioni entusiaste, ave..."

Secondo me il continuo cambio di POV funziona per la prima ventina di pagine poi diventa una cosa troppo pesante, anche perché i capitoli sono molto brevi. Le voci finiscono per cambiare troppo spesso e somigliarsi un po' tutte.
Comunque, io sono in netta minoranza, e in ogni caso io non sconsiglio mai un libro perché i gusti sono tutti diversi.
Sarei curiosa di conoscere la tua opinione, peccato per le biblioteche chiuse...sarà per un'altra volta 😉


message 21: by Marina (new)

Marina (sonnenbarke) | 4976 comments Mod
Ho letto The Cruel Fire di Edward Atiyah. Un libro e un autore del tutto sconosciuti, in cui mi ero imbattuta per caso tempo fa su Project Gutenberg Canada. È un giallo atipico, nel senso che non ruota intorno alla scoperta dell'assassino quanto al tentativo di tenere nascosto il crimine. Non sarà un capolavoro ma l'ho trovato molto buono e credo sia davvero un peccato che sia stato dimenticato in questo modo.

Ne parlo qui: https://www.goodreads.com/review/show...


message 22: by dely (new)

dely | 1074 comments Alla fine ho deciso di leggere un romanzo perché in questi ultimi mesi ho letto un saggio dopo l'altro e avevo bisogno di "riposo". Fidandomi delle recensioni ho iniziato La porta del sole di Elias Khoury.
L'inizio è un po' ingarbugliato perché non si conoscono ancora personaggi e avvenimenti, ma il narratore parla dando per scontato che chi ascolta sappia già tutto. Un po' snervante per i miei gusti perché ho poca pazienza, ma ora lentamente mi sto orientando e mi sta piacendo.


message 23: by Pao (new)

Pao (pao_letta) | 2697 comments Mod
Marina (Sonnenbarke) wrote: "Ho letto The Cruel Fire di Edward Atiyah. Un libro e un autore del tutto sconosciuti, in cui mi ero imbattuta per caso tempo fa su Project Gutenberg Canada. È un gi..."

Sembra interessante e tra l'altro sei anche l'unica che ha letto il libro in tutto GR e per un libro in inglese è piuttosto raro :)


message 24: by Marina (new)

Marina (sonnenbarke) | 4976 comments Mod
@Pao, ahah sì l'ho pensato anch'io :D


message 25: by Ale (new)

Ale | 552 comments Ho letto Amin Maalouf, Le naufrage des civilisations, pp. 332

Maalouf in questo saggio propone la propria ricostruzione del percorso che sta portando l’umanità verso il naufragio del titolo. Per riassumere in modo scandalosamente breve: Maalouf traccia il quadro di un’umanità in declino. Ricorda con rimpianto la società multiculturale levantina della sua infanzia, che si avviava con successo sulla strada della modernizzazione; la disfatta nella guerra dei sei giorni del 1967, militare ma soprattutto psicologica, crea un vuoto politico ed ideologico, poi aggravato dalle “rivoluzioni conservatrici” (Maalouf indica come data rappresentativa il 1979) e dalla dissoluzione dell’URSS, che viene occupato da una visione identitaria oscurantista; il degrado della politica occidentale, in particolare degli USA, che ha rinunciato all’ideale dell’uguaglianza e si è abbandonata all’ossessione della sicurezza, ha dato un contributo decisivo a questa deriva. Il futuro è buio, Maalouf non vede spiragli di speranza.

Ho apprezzato la prima parte in cui l’autore racconta gli eventi che hanno marcato la sua vita, nonostante il tono secondo me un po’ paternalistico e conciliatorio e l’interpretazione “morale” della storia (ma non è un saggio a carattere scientifico, va bene); in particolare quando ricorda il fervore culturale dei paesi arabi della sua gioventù, qui ho ritrovato la bellissima prosa di Maalouf . La seconda parte, quella che parla del mondo contemporaneo, l’ho trovata francamente irritante: un elenco di problemi veri e seri (società della sorveglianza, intelligenza artificiale, disastro climatico…) trattati in modo banalissimo.


message 26: by dely (new)

dely | 1074 comments Ale wrote: "Ho letto Amin Maalouf, Le naufrage des civilisations, pp. 332

Maalouf in questo saggio propone la propria ricostruzione del percorso che sta portando l’umanità verso il naufragio d..."


Grazie per aver condiviso le tue opinioni! Ero intenzionata a leggerlo per la lettura di gruppo, ma mi sa che ho fatto bene a rimandarne la lettura.


message 27: by Ale (new)

Ale | 552 comments dely wrote: "Ale wrote: "Ho letto Amin Maalouf, Le naufrage des civilisations, pp. 332

Maalouf in questo saggio propone la propria ricostruzione del percorso che sta portando l’umanità verso il..."


Resta una lettura interessante, senza contare che secondo me Maalouf scrive benissimo; è solo la parte finale che non mi è piaciuta, ma è solo un'opinione personale


message 28: by Marianna (new)

Marianna Carlone Per il mio primo mese di viaggio ho deciso di leggere Pioggia di giugno.
Il romanzo ruota attorno ad un eccidio avvenuto in una giornata piovosa di giugno del 1957, durante un funerale, e narra di come sia cambiata la vita delle persone che hanno perso una persona cara a causa di quell'agguato. Il narratore, sempre onnisciente, cambia in ogni capitolo. Nonostante ciò, il protagonista della storia può individuarsi in Elia, un uomo di quarant'anni, mandato in America dalla madre quando era ancora un ragazzino per metterlo in salvo. Dopo trent'anni decide di ritornare nel suo Paese natio per sapere cosa sia successo a suo padre e scoprire che morì vittima della sparatoria del 1957.

Ho apprezzato la lettura, fluida e non troppo complicata, ma non è andato oltre le mie aspettative, cosa che spero sempre accada ogni volta che leggo un libro. Tuttavia consiglio la lettura.


message 29: by Jessy (new)

Jessy (jessytami) | 288 comments Ho letto León el Africano (versione italiana: Leone l'Africano) e Samarcanda (versione italiana: Samarcanda) e devo dire che mi sono piaciuti molto, mi piace lo stile dell'autore e soprattutto conoscere questa cultura da un'altro punto di vista.
Nel libro Samarcanda, c'é una parte dove parlano della setta degli assassin che aspettavano a un persona per ucciderla e mi é venuta in mente proprio la canzone omonima 🤣


Antonella Imperiali | 1067 comments In zona Cesarini ho finito Il profeta del libanese Kahlil Gibran.

Un libro che ho faticato a leggere, molto lontano dal mio essere.

Solo due stelle... ma ne parlo qui:

https://www.goodreads.com/review/show...


message 31: by Ale (new)

Ale | 552 comments Jessy wrote: "Ho letto León el Africano (versione italiana: Leone l'Africano) e Samarcanda (versione italiana: Samarcanda) e devo dire che mi sono pia..."

Eh, secondo ma Maalouf scrive davvero, davvero bene. La prima parte di Samarcanda è bellissima, lo stile e le atmosfere mi avevano conquistata


message 32: by Arybo ✨ (new)

Arybo ✨ | 227 comments Come Antonella ho letto Il Profeta. Inizialmente ho pensato fosse troppo "stile Alchimista di Coelho", libro che non ho sopportato. Andando avanti nella lettura, invece, e facendo alcune ricerche, sono riuscita ad apprezzare questo piccolo libricino pieno di contenuti filosofici. Ci sono tantissimi riferimenti a Nietzsche, ai filosofi greci, alle teorie della psicanalisi e altri studi di filosofia e psicologia, ma tutto è raccontato come una fiaba, quindi ad una lettura veloce/superficiale potrebbe sembrare un ammasso di frasi fatte. Così mi è parso il libro all'inizio, però l'ho rivalutato e, soprattutto, ho trovato un paio di frasi molto belle. Avendo un'edizione in inglese di alcuni scritti di Gibran su Kindle, continuerò a leggere le opere di questo autore. Ho sentito che la sua prosa è fantastica.


message 33: by Pao (new)

Pao (pao_letta) | 2697 comments Mod
Per il Libano abbiamo letto 9 libri distinti e gli autori più letti sono stati Kahlil Gibran con esiti contrastanti e Amin Maalouf che invece ha trovato nuovi estimatori.

Ecco lo scaffale: https://www.goodreads.com/group/books...

La discussione rimane comunque aperta quindi continuate a segnalarci le vostre letture


message 34: by dely (new)

dely | 1074 comments È già finito novembre?!!

Mi manca ancora un bel po' per finire La porta del sole!


message 35: by dely (last edited Dec 06, 2020 01:01PM) (new)

dely | 1074 comments Sono riuscita a finire La porta del sole ed è bello tosto. Non solo per la lunghezza, ma anche per come è scritto e perché parla dell'occupazione della Palestina a partire dai primi scontri nel 1948 fino alla guerra civile libanese nel 1982. C'è quindi anche un contenuto bello sostanzioso.
Il narratore è un medico/infermiere palestinese che si trova in un campo profughi in Libano. Un giorno portano in ospedale suo padre adottivo, un palestinese che non ha mai smesso di combattere per la liberazione della sua terra, e che ormai è anziano e in coma per via di un infarto. Da qui il medico inizia a raccontare la sua storia, quella del padre adottivo, le loro famiglie e una miriade di altri personaggi incontrati durante la loro vita. All'inizio del libro il racconto è un po' confusionario perché il narratore passa da un personaggio all'altro, da un evento all'altro, senza aggiungere troppe spiegazioni. Man mano che si procede iniziamo a conoscere i personaggi e gli avvenimenti diventano più chiari. La fine è di nuovo un po' pesante da leggere perché troppo tirata per le lunghe. Il corpo del romanzo, invece, si legge molto velocemente perché coinvolge interamente il lettore che riesce a seguire sia la storia dei personaggi che quella della Palestina.
Che altro dire: l'autore ha messo molta carne al fuoco e ci sono molti spunti di riflessione. Due riflessioni mi hanno colpito in modo particolare. La prima quando il narratore (che ha lasciato la Palestina da bambino) si chiede per cosa combattono, visto che loro nemmeno si ricordano della loro terra. . Combattono per una terra che esiste solo nelle descrizioni dei genitori o dei nonni; combattono per una cosa che non esiste più tranne che nella loro immaginazione perché gli israeliani l'hanno completamente trasformata. La seconda, invece, è quando viene detto che gli israeliani, se veramente avessero voluto sterminare i palestinesi, avrebbero dovuto integrarli invece che combatterli. Integrandoli gli avrebbero fatto dimenticare la loro lingua, la loro cultura, cancellando così lentamente il loro legame con il passato. Solo in questo modo gli israeliani avrebbero potuto veramente sconfiggere definitivamente i palestinesi.
Il narratore racconta uno stesso avvenimento dal punto di vista di più personaggi e così facendo dà al lettore diverse versioni dello stesso evento. È palesemente pro Palestina, ma dice anche che "la Storia ha decine di versioni diverse. Se si fissa in un'unica versione, è certo che condurrà soltanto alla morte".

Insomma, un bel libro che sicuramente consiglio.


message 36: by Lilirose (last edited Jan 26, 2021 05:21AM) (new)

Lilirose | 257 comments In ritardo ma anche io arrivo con qualcosa sul Libano, la stessa cosa letta da Outis: la graphic novel A Game for Swallows: To Die, to Leave, to Return di Zeina Abirached

Devo dire che mi è piaciuta, è molto intensa ed ha atmosfere suggestive.
Certo il paragone con Persepolis viene fin troppo facile e sicuramente l'autrice ha attinto a piene mani dal lavoro della Satrapi, ma è stata una lettura piacevole.

Qui il commento più esaustivo: https://www.goodreads.com/review/show...


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