Guasconi si nasce! discussion
This topic is about
La Sfinge Rossa
La Biblioteca del Cav. Sanfelice
>
La Sfinge Rossa
È passato ormai qualche anno dalla lettura, ma mi ricordo come assai divertenti i capitoli in cui il cardinale si concede una breve vacanza e Luigi tenta di governare al posto di Richelieu…🙈
E il duello fra due gentiluomini anchilosati comodamente seduti in carrozza, con solo le lame che spuntano dai rispettivi finestrini? Semplicemente mitico!
È un romanzo che ho promosso a pieni voti.
E il duello fra due gentiluomini anchilosati comodamente seduti in carrozza, con solo le lame che spuntano dai rispettivi finestrini? Semplicemente mitico!
È un romanzo che ho promosso a pieni voti.
Malacorda wrote: "Giuro, non l'avevo mai neanche sentito nominare... santa ignoranza... che oca che sono..."
Ma no, dài, in pochissimi lo conoscono, ed ora tu fai parte di questa ambita e ristretta cerchia. :-)
Per anni è stato dimenticato, lo si credeva incompiuto, poi, a seguito di accurate ricerche, furono ritrovati i capitoli finali e solo nel 2008 venne pubblicato in versione integrale.
Io l'ho scoperto unicamente perché, all'epoca dell'uscita -di poco successiva- dell'edizione italiana, l'operazione fu discretamente pubblicizzata su giornali e riviste coi soliti titoloni: "Ritrovato il capolavoro perduto di Alexandre Dumas"; "Dopo 150 anni Dumas torna a farci sognare con una storia inedita"; "SENSAZIONALE: Richelieu era un gattaro e Dumas ci svela il perché!"…
È un romanzo molto diverso dalle avventure dei moschettieri, caratterizzato da poca o moderata azione, molti intrighi e superbi ritratti (Luigi XIII qui diventa un personaggio shakespeariano); del resto, lo stesso Dumas era molto cambiato: non era più il rampante demiurgo dei salotti parigini, ma un vecchio leone senza più artigli, con però ancora la grinta necessaria per esibirsi in un ultimo maestoso affondo, anzi, due: lo ha scritto subito dopo la Sanfelice ed il soggiorno napoletano. 😏
Ma no, dài, in pochissimi lo conoscono, ed ora tu fai parte di questa ambita e ristretta cerchia. :-)
Per anni è stato dimenticato, lo si credeva incompiuto, poi, a seguito di accurate ricerche, furono ritrovati i capitoli finali e solo nel 2008 venne pubblicato in versione integrale.
Io l'ho scoperto unicamente perché, all'epoca dell'uscita -di poco successiva- dell'edizione italiana, l'operazione fu discretamente pubblicizzata su giornali e riviste coi soliti titoloni: "Ritrovato il capolavoro perduto di Alexandre Dumas"; "Dopo 150 anni Dumas torna a farci sognare con una storia inedita"; "SENSAZIONALE: Richelieu era un gattaro e Dumas ci svela il perché!"…
È un romanzo molto diverso dalle avventure dei moschettieri, caratterizzato da poca o moderata azione, molti intrighi e superbi ritratti (Luigi XIII qui diventa un personaggio shakespeariano); del resto, lo stesso Dumas era molto cambiato: non era più il rampante demiurgo dei salotti parigini, ma un vecchio leone senza più artigli, con però ancora la grinta necessaria per esibirsi in un ultimo maestoso affondo, anzi, due: lo ha scritto subito dopo la Sanfelice ed il soggiorno napoletano. 😏
Savasandir wrote: "Ma no, dài, in pochissimi lo conoscono, ed ora tu fai parte di questa ambita e ristretta cerchia. :-)"Guadagno cinque punti sulla tessera-intellettuale! 😁🎓
Dopo quasi un anno di inattività, ripartiamo a bomba con un nuovo entusiasmante GdL!

Cominceremo il 1 settembre e andremo avanti per cinque settimane seguendo -molto liberamente, perché tanto vi conosco, brighelle che non siete altro!- il calendario qui sotto riportato:
Tappe di lettura
-Dal 1 al 7 settembre: tutta la Parte Prima (capitoli I - XV);
-Dall'8 al 14 settembre: tutta la Parte Seconda (capitoli I-XIV) e primo capitolo della Parte Terza;
-Dal 15 al 21 settembre: Parte Terza (capitoli II - XVI)
-Dal 22 al 28 settembre: fine Parte Terza (capitoli XVII - XXI) inizio Parte Quarta (capitoli I - X)
-Dal 29 settembre al 5 ottobre: fine Parte Quarta (capitoli XI - XXV)
Sembra necessario un regolo calcolatore per capire fin dove leggere di volta in volta, ma tanto ci penserò io a ricordarvelo ogni settimana, questo schema serve più a me che a voi. ;-)
Come sempre, ricordo che chiunque potrà partecipare al GdL (sentitevi liberi di estendere l'invito a chi vi pare), che le tappe sono indicative e non perentorie, che i commenti sono liberi e la funzione spoiler andrebbe usata secondo vostra discrezione, qualora l'argomento fosse rivelatore di colpi di scena, altrimenti non è necessario oscurare tutto, insomma, le solite cose, ormai lo sapete come funziona, le regole ve le ho dette, ho assolto al mio ruolo, direi che ora le possiamo anche mettere da parte, divertiamoci e basta.
;-p

Cominceremo il 1 settembre e andremo avanti per cinque settimane seguendo -molto liberamente, perché tanto vi conosco, brighelle che non siete altro!- il calendario qui sotto riportato:
Tappe di lettura
-Dal 1 al 7 settembre: tutta la Parte Prima (capitoli I - XV);
-Dall'8 al 14 settembre: tutta la Parte Seconda (capitoli I-XIV) e primo capitolo della Parte Terza;
-Dal 15 al 21 settembre: Parte Terza (capitoli II - XVI)
-Dal 22 al 28 settembre: fine Parte Terza (capitoli XVII - XXI) inizio Parte Quarta (capitoli I - X)
-Dal 29 settembre al 5 ottobre: fine Parte Quarta (capitoli XI - XXV)
Sembra necessario un regolo calcolatore per capire fin dove leggere di volta in volta, ma tanto ci penserò io a ricordarvelo ogni settimana, questo schema serve più a me che a voi. ;-)
Come sempre, ricordo che chiunque potrà partecipare al GdL (sentitevi liberi di estendere l'invito a chi vi pare), che le tappe sono indicative e non perentorie, che i commenti sono liberi e la funzione spoiler andrebbe usata secondo vostra discrezione, qualora l'argomento fosse rivelatore di colpi di scena, altrimenti non è necessario oscurare tutto, insomma, le solite cose, ormai lo sapete come funziona, le regole ve le ho dette, ho assolto al mio ruolo, direi che ora le possiamo anche mettere da parte, divertiamoci e basta.
;-p
EVVIVAAAA!!!(Tutte le pietanze riportate nel dispaccio mi ispirano assai, DOV’è IL MIO CIBOOOOOO HO FAME)
😂😂😂
Col caldo che fa, me li berrei volentieri anch'io tre o quattro litri di quell'amaro di cedro (Richelieu doveva avere una diuresi invidiabile per l'epoca, altro che Rocchetta!)
Col caldo che fa, me li berrei volentieri anch'io tre o quattro litri di quell'amaro di cedro (Richelieu doveva avere una diuresi invidiabile per l'epoca, altro che Rocchetta!)
Oggi sono andato a vedere questa discussione, e (più o meno :D) magicamente tu hai scritto... devo assolutamente partecipare! x
Krodì80 wrote: "Oggi sono andato a vedere questa discussione, e (più o meno :D) magicamente tu hai scritto... devo assolutamente partecipare! x"
C'ho i poteri! 😎 🪄✨
C'ho i poteri! 😎 🪄✨
Tutto ciò mi ha messo sete...ehm, curiosità di lettura!Scherzi a parte, per me che non sono abituata, ma quanto è carina l'idea dell'Alchimista Alessandrino??
E comunque non vedo l'ora di rincontrare IL Cardinale (sì, è una frecciata a Mazzarino.)
Un Amaro di cedro anche per me, grazie! XDPoi ho visto che Dumas ogni tanto mangiava un toast, pensavo ecco una cosa leggera... Pensavo... 🙄
Aronne wrote: "Tutto ciò mi ha messo sete...ehm, curiosità di lettura!Scherzi a parte, per me che non sono abituata, ma quanto è carina l'idea dell'Alchimista Alessandrino??
E comunque non vedo l'ora di rincontr..."
Ti capisco anche io quando ho ricevuto il primo numero sono rimasta incantata, putroppo non è possibile recuperare i vecchi numeri ;)
Saturn wrote: "Un Amaro di cedro anche per me, grazie! XDPoi ho visto che Dumas ogni tanto mangiava un toast, pensavo ecco una cosa leggera... Pensavo... 🙄"
😂😂
Mi balocco con l'idea che un lontano giorno avrò anch'io un biografo, il quale, come ha fatto Claude Schopp coi feuilleton di Dumas, passerà la vita a cercare tutti i numeri dell'Alchimista Alessandrino, per darne degna e completa pubblicazione (e a quel punto chi fra voi fortunelli possederà la collezione completa potrà venderla a prezzi esorbitanti!)
Forse a Pao l'avevo già detto, non ricordo, ma ad Aronne di sicuro no: il primo numero della rivista è consultabile all'Auberge du Lis d'Or:
https://www.goodreads.com/topic/show/...
E vi dirò, lo considero ancor oggi il mio numero più riuscito, perché aveva quella frizzantezza delle novità che inevitabilmente, dopo 4 anni si è un po’ persa… non vi nascondo che sto facendo sempre più fatica a scrivere i nuovi numeri, nonostante ne escano 1 o 2 all'anno, ogni volta vado un po’ in ansia da prestazione. 😅😅
Forse a Pao l'avevo già detto, non ricordo, ma ad Aronne di sicuro no: il primo numero della rivista è consultabile all'Auberge du Lis d'Or:
https://www.goodreads.com/topic/show/...
E vi dirò, lo considero ancor oggi il mio numero più riuscito, perché aveva quella frizzantezza delle novità che inevitabilmente, dopo 4 anni si è un po’ persa… non vi nascondo che sto facendo sempre più fatica a scrivere i nuovi numeri, nonostante ne escano 1 o 2 all'anno, ogni volta vado un po’ in ansia da prestazione. 😅😅
Sav mi hai fatto morire 🤣. Come dai tu la carica per i gdl nessuno! L'amaro e la Charlotte alla Richelieu li assaggio volentieri, sembrano intriganti. Per il toast passo, sono sicura che sia buono (anche se lo sconsiglierei a chi ha problemi di digestione, mi pare pesantuccio), ma sono vegetariana 😅.
Noooo che mi sono persa, c'erano pure i Moschettieri! T.T (Scusate, sono ancora sensibile sull'argomento).Davvero però, neanch'io avevo assistito a nulla del genere prima!
E per il toast passerei anch'io per lo stesso motivo di Avery (a questo punto in futuro ci aspettiamo un'alternativa vegetariana, sperando che non venga intitolata a Mazzarino, che vicino alla parola tofu non ci starebbe neanche male).
Insalata di tofu alla Mazzarino! Anche io spero in una versione vegetariana che Sav riuscirà a scovare da qualche parte prima o poi 🤣.
la sfinge rossa merita un menù a tema, qualcosa di criptico E di rosso. che so? gamberetti in salsa rosa (anni 80) e panzanella o gazpacho (due evergreen), pasta al finto pomodoro (ketchup), gamberi rossi in crosta di barbabietole (non garantisco la resa), filetto al sangue, fragole con la panna, caffè e ammazzacaffé (servito da Milady)
@Avery Liz Holland @Aronne anche io sono vegetariana!! Temo però che se Dumas fosse con noi in questo gruppo e lo venisse a sapere ci guarderebbe con grande disappunto e ci farebbe una filippica sulle pietanze a base di carne, per poi passare all’azione, prepararci uno dei suoi piatti e costringerci a mangiarli 🤣 Quello si mangiava anche le tartarughe e gli elefanti
"Caffè e ammazzacaffè serviti da Milady": l'accuratezza. T.T@Flavia Ho anch'io questo sentore :'D
A tal proposito sarei curiosa di sapere se esiste, In Dumas, un personaggio vegetariano...lo avete (o abbiamo) mai incontrato?
Mordious! Non ci son plus i gurmandi di una volta!Malorosi tompi moderni!

(Escusate me pour mon italien pas parfetto)
Pur non essendo vegetariana, sui toast passo anche io, decisamente impegnativi!Visto che ho tenuto lo spazio, però, voglio una doppia fetta di Charlotte alla Richelieu!!!
Maestro, ci onora della sua presenza! Che vuole farci, va così... O tempora! O mores! Ps: dobbiamo fondare un club dei vegetariani 🤣 siamo già in tre. Così quando saremo bannate dal gruppo perché non apprezziamo il toast alla Richelieu avremo un rifugio.
Eh ragazze, purtroppo i francesi sono carnivori di prima categoria! La carne è proprio la base della loro tradizione culinaria. Infatti ricordo che feci fatica anni fa a trovare cibo vegano a Parigi... Se non trovavo posti prettamente vegani/vegetariani non mi capivano proprio! XD
Ammetto di sentirmi in soggezione alla presenza del maestro...(Sav ma che combini 🤣🤣)
@Aronne non credo ci siano personaggi vegetariani nei suoi libri, almeno tra tutte le letture fatte finora non ne ho incontrato nessuno. Ma mai dire mai
Sbaglio o i vegetariani/vegani sono quattro ora?Comunque cercherò di farci caso se ne spunta fuori uno anche nei romanzi di Dumas...
E chi dorme più dopo tale sguardo di commiserazione del nostro!
Ragazze, ma cosa mi combinate! Con le vostre inclinazioni salutiste avete risvegliato addirittura lo spirito del Venerato Maestro, da anni languidamente sopito. Perché ad Alexandre si può dir tutto, ma non gli dovete toccare il cibo, MAI!
(Che poi secondo me, se, per dire, il giovane Planchet avesse lamentato un'intolleranza o una scelta alimentare a D'Artagnan nel vedersi servito il pasto, le avrebbe senz'altro prese...)
Aronne wrote: "(Che poi secondo me, se, per dire, il giovane Planchet avesse lamentato un'intolleranza o una scelta alimentare a D'Artagnan nel vedersi servito il pasto, le avrebbe senz'altro prese...)"
Poco ma sicuro! Prima gliele avrebbe suonate di santa ragione e poi lo avrebbe mandato a letto senza cena… "letto" si fa per dire, lo avrebbe spedito a dormire all’addiaccio.
E se disgrazia analoga fosse toccata al taciturno Grimaud, il poveretto avrebbe continuato a nutrirsi come un condannato a morte al suo ultimo pasto, ostinandosi a soffrire in silenzio piuttosto che offendere l’udito aristocratico del suo padrone; per giunta attirandosi i solenni rimproveri di Athos, che l’avrebbe di certo accusato d'ingratitudine plebea per la schizzinosa stizza con cui il lacchè sbocconcellava gli avanzi che lui, molto munificamente, ogni giorno gli elargiva.
Se invece, per somma sventura, Mousqueton si fosse permesso di confessare al suo padrone d’essere soggetto a qualche limitazione alimentare… oh, allora sì, il buon Porthos, nella sua generosità titanica, l’avrebbe soppresso seduta stante con una pistolettata in faccia. Non per rabbia, intendiamoci, ma come atto supremo di carità cristiana; proprio come faceva coi suoi cavalli azzoppati, per risparmiar loro la vergogna di zoppicare.
Poco ma sicuro! Prima gliele avrebbe suonate di santa ragione e poi lo avrebbe mandato a letto senza cena… "letto" si fa per dire, lo avrebbe spedito a dormire all’addiaccio.
E se disgrazia analoga fosse toccata al taciturno Grimaud, il poveretto avrebbe continuato a nutrirsi come un condannato a morte al suo ultimo pasto, ostinandosi a soffrire in silenzio piuttosto che offendere l’udito aristocratico del suo padrone; per giunta attirandosi i solenni rimproveri di Athos, che l’avrebbe di certo accusato d'ingratitudine plebea per la schizzinosa stizza con cui il lacchè sbocconcellava gli avanzi che lui, molto munificamente, ogni giorno gli elargiva.
Se invece, per somma sventura, Mousqueton si fosse permesso di confessare al suo padrone d’essere soggetto a qualche limitazione alimentare… oh, allora sì, il buon Porthos, nella sua generosità titanica, l’avrebbe soppresso seduta stante con una pistolettata in faccia. Non per rabbia, intendiamoci, ma come atto supremo di carità cristiana; proprio come faceva coi suoi cavalli azzoppati, per risparmiar loro la vergogna di zoppicare.
Mi stavo scordando di Bazin!
Venute a galla in privata confessione le sue intolleranze alimentari, come minimo il savio Aramis gli avrebbe comminato tre giorni di santa penitenza a settimana. A mo' d'esercizio spirituale di mortificazione della carne, il martire Bazin si sarebbe visto costretto a trangugiare, sotto l’occhio impietoso del suo padrone, esattamente ciò che il suo stomaco implorava di evitare.
;-p
Venute a galla in privata confessione le sue intolleranze alimentari, come minimo il savio Aramis gli avrebbe comminato tre giorni di santa penitenza a settimana. A mo' d'esercizio spirituale di mortificazione della carne, il martire Bazin si sarebbe visto costretto a trangugiare, sotto l’occhio impietoso del suo padrone, esattamente ciò che il suo stomaco implorava di evitare.
;-p
Quadretto perfetto, specie per quanto riguarda Porthos XDXDManca Aramis, che tanto avrebbe semplicemente fatto finta di non sentire le lamentele e i gemiti di dolore allo stomaco del lacchè, tappandosi le orecchie e fingendo di pregare.
Tutto merito di Dumas, che seppe creare personaggi così perfettamente caratterizzati da essere in grado di vivere di vita propria, anche fuori dalle pagine.
Il più umano dei quattro resta sempre d'Artagnan, che usa le botte per il bene di Planchet, perché, sapendolo povero, ci tiene a stroncare sul nascere queste sue velleità principesche di selezione dei cibi, così che non ne abbia poi a soffrire in seguito. :-)
Il più umano dei quattro resta sempre d'Artagnan, che usa le botte per il bene di Planchet, perché, sapendolo povero, ci tiene a stroncare sul nascere queste sue velleità principesche di selezione dei cibi, così che non ne abbia poi a soffrire in seguito. :-)
Vero!In qualche modo "invecchiare: e "uccidere" i Moschettieri non è servito, perché come dici tu vivono vita propria fuori dalle pagine, e noi continuiamo a parlarne come se fossero ancora giovani.
Credo di essere l'unico partecipante ad aver già letto il romanzo; in attesa della partenza di lunedì, vi ricordo che esiste una sola edizione italiana, quella Mondadori, per cui leggeremo tutti la stessa.
In questi giorni ho riletto le due prefazioni, entrambe molto interessanti, la prima, di Mariolina Bongiovanni Bertini, inquadra il genere "romanzo storico", partendo da Walter Scott per approdare a Dumas; la seconda, di Radu Portocala, si focalizza invece sulla storia editoriale del volume che ci accingiamo a leggere.
Purtroppo, entrambe contengono una moderata dose di spoiler, abbastanza da far innervosire chi del romanzo non vuol saper proprio nulla prima della lettura, perciò lascio a voi la decisione se leggerle o meno.
Tuttavia, siccome le vicende editoriali di questo romanzo sono esse stesse romanzesche e meritano di esser note a chi si appresta a leggerlo, mi sono preso la libertà di farvene un breve sunto, omettendo ogni anticipazione sulla trama (così saprete senza sapere😁):
Molto succintamente, nel 1865, ritornato in patria dopo il suo lungo soggiorno partenopeo, l'ultrasessantenne Dumas (morirà solo 5 anni più tardi) viene convinto da un suo caro amico, Jules Noriac, a scrivere un nuovo feuilleton per un quotidiano di fresca creazione, qualcosa di grande, di inedito, di fastoso, all'altezza dei Tre Moschettieri… quella vecchia lenza di Alexandre non resiste alla tentazione di rimettere mano in quella storia, e nasce così Le comte de Moret. Questo, infatti era il titolo originario della Sfinge Rossa.
Il summentovato conte era uno dei figli illegittimi di re Enrico IV e attorno a lui Dumas inizia a tessere la sua trama, al fine di tornare per vie traverse a raccontare del Seicento Francese, di Luigi XIII e di Richelieu, cioè per tornare ancora, un'ultima volta, al suo primo grande successo letterario, e infatti, il protagonista indiscusso del romanzo sarà proprio il Cardinale, vero perno narrativo di tutta la vicenda, non il dimenticato conte di Moret. Per questo motivo si è poi deciso arbitrariamente di nominare il romanzo La Sfinge Rossa (titolo di uno dei capitoli del romanzo nonché soprannome dato a Richelieu da Michelet, celebre storico francese venerato da Dumas e sua inesauribile fonte di continue scopiazzature) eclissando così per sempre il povero conte di Moret voluto da Alexandre, è stata una scelta prettamente editoriale; è un titolo più d'effetto, e ben si applica al tomo, visto che è proprio il grande Cardinale in cuore pulsante del racconto, ma ne riparleremo a fine lettura.
Dumas annuncia il suo ritorno in grande stile, facendosi pubblicità da sé, presentando il nuovo feuilleton come un attento studio storico, non un semplice romanzo, e in effetti, a quanto ricordo, qui di Storia ce n’è parecchia, ma sempre declinata in maniera altamente romanzesca.
La cosa sorprendente è che, a differenza degli altri feuilleton di Dumas, Le comte de Moret non venne ristampato in volume unico dopo l'uscita a puntate, e così di lui si persero le tracce.
La prima edizione del libro risale al 1946, un anno dopo il ritrovamento fortuito del manoscritto originale del romanzo che Dumas aveva regalato al principe russo Dimitrij Pavlovič Naryškin, ma in forma incompleta, mancando all'appello la quarta e ultima parte, e per molti anni si pensò trattarsi di un romanzo incompiuto.
Solo all'alba del nuovo millennio sono stati ritrovati i numeri originali della rivista su cui uscì, recuperando così l'ultima parte e dando alle stampe la versione definitiva dell’opera, nata dall'integrazione di tutte le fonti (nel mentre era saltato fuori anche un capitolo inedito), la più completa che possa esistere, ovvero quella che ci apprestiamo a leggere.
Nonostante questo, alcuni hanno continuato a ritenere il romanzo un'incompiuta, per via di un finale che lascia la strada aperta a ulteriori sviluppi; costoro, evidentemente, non devono aver letto molti libri di Dumas, giacché il nostro Alexandre, come tutti noi qui presenti ormai sappiamo bene, scriveva i suoi finali garantendosi sempre la possibilità di riprendere in mano la sua opera e sfornare un nuovo romanzo che continuasse la storia, pure Il conte di Montecristo ha quest'impostazione.
Ma anche di questa diatriba riparleremo a fine lettura, quando vi sarete fatta un'opinione tutta vostra a riguardo. :-)
In questi giorni ho riletto le due prefazioni, entrambe molto interessanti, la prima, di Mariolina Bongiovanni Bertini, inquadra il genere "romanzo storico", partendo da Walter Scott per approdare a Dumas; la seconda, di Radu Portocala, si focalizza invece sulla storia editoriale del volume che ci accingiamo a leggere.
Purtroppo, entrambe contengono una moderata dose di spoiler, abbastanza da far innervosire chi del romanzo non vuol saper proprio nulla prima della lettura, perciò lascio a voi la decisione se leggerle o meno.
Tuttavia, siccome le vicende editoriali di questo romanzo sono esse stesse romanzesche e meritano di esser note a chi si appresta a leggerlo, mi sono preso la libertà di farvene un breve sunto, omettendo ogni anticipazione sulla trama (così saprete senza sapere😁):
Molto succintamente, nel 1865, ritornato in patria dopo il suo lungo soggiorno partenopeo, l'ultrasessantenne Dumas (morirà solo 5 anni più tardi) viene convinto da un suo caro amico, Jules Noriac, a scrivere un nuovo feuilleton per un quotidiano di fresca creazione, qualcosa di grande, di inedito, di fastoso, all'altezza dei Tre Moschettieri… quella vecchia lenza di Alexandre non resiste alla tentazione di rimettere mano in quella storia, e nasce così Le comte de Moret. Questo, infatti era il titolo originario della Sfinge Rossa.
Il summentovato conte era uno dei figli illegittimi di re Enrico IV e attorno a lui Dumas inizia a tessere la sua trama, al fine di tornare per vie traverse a raccontare del Seicento Francese, di Luigi XIII e di Richelieu, cioè per tornare ancora, un'ultima volta, al suo primo grande successo letterario, e infatti, il protagonista indiscusso del romanzo sarà proprio il Cardinale, vero perno narrativo di tutta la vicenda, non il dimenticato conte di Moret. Per questo motivo si è poi deciso arbitrariamente di nominare il romanzo La Sfinge Rossa (titolo di uno dei capitoli del romanzo nonché soprannome dato a Richelieu da Michelet, celebre storico francese venerato da Dumas e sua inesauribile fonte di continue scopiazzature) eclissando così per sempre il povero conte di Moret voluto da Alexandre, è stata una scelta prettamente editoriale; è un titolo più d'effetto, e ben si applica al tomo, visto che è proprio il grande Cardinale in cuore pulsante del racconto, ma ne riparleremo a fine lettura.
Dumas annuncia il suo ritorno in grande stile, facendosi pubblicità da sé, presentando il nuovo feuilleton come un attento studio storico, non un semplice romanzo, e in effetti, a quanto ricordo, qui di Storia ce n’è parecchia, ma sempre declinata in maniera altamente romanzesca.
La cosa sorprendente è che, a differenza degli altri feuilleton di Dumas, Le comte de Moret non venne ristampato in volume unico dopo l'uscita a puntate, e così di lui si persero le tracce.
La prima edizione del libro risale al 1946, un anno dopo il ritrovamento fortuito del manoscritto originale del romanzo che Dumas aveva regalato al principe russo Dimitrij Pavlovič Naryškin, ma in forma incompleta, mancando all'appello la quarta e ultima parte, e per molti anni si pensò trattarsi di un romanzo incompiuto.
Solo all'alba del nuovo millennio sono stati ritrovati i numeri originali della rivista su cui uscì, recuperando così l'ultima parte e dando alle stampe la versione definitiva dell’opera, nata dall'integrazione di tutte le fonti (nel mentre era saltato fuori anche un capitolo inedito), la più completa che possa esistere, ovvero quella che ci apprestiamo a leggere.
Nonostante questo, alcuni hanno continuato a ritenere il romanzo un'incompiuta, per via di un finale che lascia la strada aperta a ulteriori sviluppi; costoro, evidentemente, non devono aver letto molti libri di Dumas, giacché il nostro Alexandre, come tutti noi qui presenti ormai sappiamo bene, scriveva i suoi finali garantendosi sempre la possibilità di riprendere in mano la sua opera e sfornare un nuovo romanzo che continuasse la storia, pure Il conte di Montecristo ha quest'impostazione.
Ma anche di questa diatriba riparleremo a fine lettura, quando vi sarete fatta un'opinione tutta vostra a riguardo. :-)
Sei un grande, Sav! Grazie! :DInteressantissima la storia dei ritrovamenti avvenuti in tempi così recenti...
Ho letto anche io i due saggi introduttivi al romanzo questo fine settimana e scusami Sav ma... di quali spoiler stai parlando? Io non ne ho visti. Sì, dà qualche indicazione su come è stata sviluppata l’idea di Dumas, chi ci sarà tra i grandi della storia e poi basta. Non è che ci sia granché della trama... o mi sono passati sotto il naso senza accorgermene? Aiuto 😂Comunque hai fatto un ottimo riassunto! A me sono piaciuti molto come introduzione, danno un bel quadro generale prima di cominciare.
Ma quanto fa ridere quello che scrive Dumas di sé stesso (riportato alla fine del saggio della Bertini?)
Questa perla va riportata:
"Lamartine è un sognatore; Hugo è un pensatore; io sono un divulgatore. [...]; do corpo al sogno dell’uno, do chiarezza al pensiero dell’altro e servo al pubblico questo duplice piatto. Dalle mani del primo, l’avrebbe nutrito insufficientemente: troppo leggero! Dalle mani del secondo gli sarebbe risultato indigesto: troppo pesante! Dalle mie, condito come si deve, si adatta pressapoco a tutti gli stomaci, ai più deboli come ai più robusti."
Ma Hugo non gli rispondeva mai per le righe al suo amichetto? 😂
Saturn wrote: "Sei un grande, Sav! Grazie! :D
Interessantissima la storia dei ritrovamenti avvenuti in tempi così recenti..."
Nel caso di Dumas, capita spesso che si siano ritrovate opere (o pezzi di opere) in tempi recenti… anche le nuove edizioni della trilogia di d'Artagnan, in fin dei conti, sono frutto di integrazioni basate sui manoscritti originali e le puntate su riviste, grazie al lavoro di ricerca di Schopp.
Non credo di sbagliarmi troppo se dico che tutto ciò è frutto della bassissima opinione che, fino a qualche decennio fa, si aveva delle opere di Dumas, non erano considerate vera letteratura, per cui la critica le ha ignorate e non ci si è mai preoccupati di svolgere su di esse un lavoro di ricostruzione filologica.
Per nostra fortuna non è più così, si sono accorti dell'abbaglio. ;-p
Interessantissima la storia dei ritrovamenti avvenuti in tempi così recenti..."
Nel caso di Dumas, capita spesso che si siano ritrovate opere (o pezzi di opere) in tempi recenti… anche le nuove edizioni della trilogia di d'Artagnan, in fin dei conti, sono frutto di integrazioni basate sui manoscritti originali e le puntate su riviste, grazie al lavoro di ricerca di Schopp.
Non credo di sbagliarmi troppo se dico che tutto ciò è frutto della bassissima opinione che, fino a qualche decennio fa, si aveva delle opere di Dumas, non erano considerate vera letteratura, per cui la critica le ha ignorate e non ci si è mai preoccupati di svolgere su di esse un lavoro di ricostruzione filologica.
Per nostra fortuna non è più così, si sono accorti dell'abbaglio. ;-p
Flavia wrote: "Ho letto anche io i due saggi introduttivi al romanzo questo fine settimana e scusami Sav ma... di quali spoiler stai parlando? Io non ne ho visti. Sì, dà qualche indicazione su come è stata svilup..."
Sono davvero anticipazioni minime, lo so, ma non essendo un romanzo dai plateali colpi di scena, già solo il tracciarne a grandi linee la trama, per me, equivale a sciuparne un po’ la gioia della scoperta. 🤗🤗
Mi hai preceduto, perché quella frase autoincensante di Dumas l'avrei riportata nei prossimi giorni a mo' di antipasto.
Aveva una grande faccia tosta, è vero, però ciò che dice non si allontana poi troppo dalla verità. ;-p
Sono davvero anticipazioni minime, lo so, ma non essendo un romanzo dai plateali colpi di scena, già solo il tracciarne a grandi linee la trama, per me, equivale a sciuparne un po’ la gioia della scoperta. 🤗🤗
Mi hai preceduto, perché quella frase autoincensante di Dumas l'avrei riportata nei prossimi giorni a mo' di antipasto.
Aveva una grande faccia tosta, è vero, però ciò che dice non si allontana poi troppo dalla verità. ;-p
Come mi immagino il Dumas "divulgatore" difendere la propria idea di romanzo di fronte a Hugo:
(view spoiler)["br"]>["br"]>
(view spoiler)["br"]>["br"]>
Savasandir wrote: "Come mi immagino il Dumas "divulgatore" difendere la propria idea di romanzo di fronte a Hugo:"😂😂😂😂😂😂😂😂
Ops, pardonne-moi per l’anticipazione...
Comunque sono d’accordissimo con te sul fatto che la pessima considerazione che Dumas ha ricevuto in passato ha influenzato tantissimo come sono stati trattati i suoi manoscritti, poi che anche lui avesse il brutto vizio di regalare fogli a destra e manca non aiuta
Savasandir wrote: "Sono davvero anticipazioni minime, lo so, ma non..."
Ah ok, pensavo di aver letto degli spoiler senza sapere che erano spoiler, mi hai fatto prendere un colpo 😂
È passato molto tempo da quando lo hai letto?
Flavia wrote: "Ops, pardonne-moi per l’anticipazione..."
Ma no, figurati! Anzi, mi hai risparmiato la fatica di trascrivere il passo! 😉
Sono andato a controllare e l'ho letto ben 7 anni fa. Ricordo molto poco della trama, ma so che mi piacque tantissimo. In una eventuale classifica, lo collocherei molto in alto, quarta o quinta posizione, subito dopo i pesi massimi di Montecristo e dei primi due d'Artagnan, si gioca il quarto posto con La regina Margot e La Sanfelice, comunque lo considero uno dei Dumas maggiori, è molto più bello della Guerra delle donne o del Tulipano Nero, secondo i miei gusti, beninteso. 😁
Spero che la rilettura confermi le mie passate impressioni. :-)
Ma no, figurati! Anzi, mi hai risparmiato la fatica di trascrivere il passo! 😉
Sono andato a controllare e l'ho letto ben 7 anni fa. Ricordo molto poco della trama, ma so che mi piacque tantissimo. In una eventuale classifica, lo collocherei molto in alto, quarta o quinta posizione, subito dopo i pesi massimi di Montecristo e dei primi due d'Artagnan, si gioca il quarto posto con La regina Margot e La Sanfelice, comunque lo considero uno dei Dumas maggiori, è molto più bello della Guerra delle donne o del Tulipano Nero, secondo i miei gusti, beninteso. 😁
Spero che la rilettura confermi le mie passate impressioni. :-)
Aronne wrote: "Ora sarei curiosa di udire dove hai collocato il povero Bragelonne... :O"
Subito sotto la triade composta da la Sfinge, Margot e Sanfelice, lo considero ancora fra i maggiori, pur avendo per i miei gusti una prolissità eccessiva nella parte centrale che un po’ lo penalizza.
Ma considera che questa classifica varia quasi di continuo. :-)
Subito sotto la triade composta da la Sfinge, Margot e Sanfelice, lo considero ancora fra i maggiori, pur avendo per i miei gusti una prolissità eccessiva nella parte centrale che un po’ lo penalizza.
Ma considera che questa classifica varia quasi di continuo. :-)
Books mentioned in this topic
Il capitano Paul (other topics)Lucrezia Borgia (other topics)
La disfatta (other topics)
Memorie d'oltretomba (other topics)
La regina Margot (other topics)
More...
Authors mentioned in this topic
Maria Bellonci (other topics)Alfred Allinson (other topics)
Victor Hugo (other topics)
Pierre Corneille (other topics)




❝ La mia influenza…- ripetè la regina. -Si potrebbe godere di qualche influenza su un re che fosse uomo, ma su un fantasma che è re chi mai può avere influenza, se non un negromante quale il cardinale duca? ❞
Uno degli ultimi romanzi storici scritti da Dumas, Le Sphinx Rouge, anche conosciuto col titolo alternativo di Le comte de Moret, uscì a puntate fra il 1865 e il 1866 (ma fu pubblicato come romanzo solo nel 1946) e ci porta di nuovo nella Francia di Luigi XIII, questa volta però senza i nostri affezionati moschettieri perché, come rivela l'Autore stesso nella prefazione, essendo ormai passati quasi vent'anni dalla loro ultima avventura, sarebbe stato come evocare non più uomini vivi ma fantasmi (o voi, odierni produttori di sequel cinematografici imbarazzanti, e pure voi, sceneggiatori scellerati che chiamate a recitare le vecchie glorie della nostra infanzia solo per farcele vedere morire nel peggiore dei modi possibili; prendete esempio dal Maestro del riciclo e fate tesoro delle sue parole.
Mai più!).
-fine dello sfogo, riprendiamo-
La storia riparte esattamente là dove si era interrotta ne I tre moschettieri, con il rientro del re a Parigi dopo la vittoria a La Rochelle. Il grande protagonista però è il cardinale Richelieu che, non ancora all'apice del suo potere, deve in continuazione contrattaccare alle intriganti manovre della regina Anna e di Maria de' Medici, la temibile regina madre.
Il lettore, seduto accanto a Richelieu nel suo studio, seguirà il grande uomo di Stato nel governo della nazione e nella sua personale ricerca dei mandanti dell'assassinio di Enrico IV, per poi abbandonare Parigi e la Francia ed andare a guerreggiare in Piemonte, in uno di quei gran guazzabugli che erano le guerre di successione europee.
E come è norma, quando si legge Dumas, oltre a divertirsi il lettore ne esce più edotto, nello specifico, non solo sul processo che portò la Francia, nel giro di 50 anni, a diventare una delle più grandi potenze Europee, ma acquistando anche la consapevolezza che spetta proprio al grande cardinale gran parte del merito della secolare preminenza culturale della Francia e di Parigi, che scippò alle corti italiane il titolo di capitale europea delle arti e delle lettere e lo detenne, incontrastata, dal XVIII secolo fino agli albori del XX.
Rispetto ai suoi scritti più celebri, qui troviamo un Dumas più profondo, che indaga più dettagliatamente fra le pieghe della Storia, e sembra quasi che voglia rendere un atto di giustizia sia a Richelieu, che perde il ruolo di antagonista supremo dei moschettieri, mantenendo però tutto il suo fascino letterario ed anzi, acquistando parecchio in simpatia; sia, e forse soprattutto, a re Luigi, che ne I tre moschettieri fa la parte del marito tontolone (per tacer dei palchi) e che qui invece viene descritto come un debole dallo spirito volitivo, questo sì, ma anche più perspicace di quanto dia ad intendere.
Inoltre, svolgendosi la vicenda fra il 1628 e il 1630, alla peste che imperversò in quel periodo in Europa è dedicato un intero capitolo dagli inevitabili echi manzoniani, Dumas stesso arriva a citare I Promessi Sposi nel bel mezzo della narrazione (se copiare bisogna, meglio farlo dai migliori, no?)
Un Dumas più storico, è vero, ma che non rinuncia alla sua verve, i momenti spassosi non mancano ed il libro si chiude con un ultimo, buffissimo capitolo che è tutto un programma.
Edizioni italiane
Esiste ad oggi un'unica edizione italiana abbastanza recente e completa, edita Mondadori, con traduzione condotta sul testo francese stabilito da Radu Portocala.