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I Quarantacinque
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message 1: by Savasandir (last edited Oct 14, 2021 04:24AM) (new)

Savasandir  | 2181 comments Mod


Ah, è così!- fece un ufficiale entrando nel salone, -Ma, insomma, si gettano uomini dalla finestra qua dentro? Che diavolo! Quando ci si dedica a questo tipo di divertimenti, si dovrebbe gridare almeno: "Attenzione là sotto!"

Il libro che conclude il ciclo degli ultimi Valois, preceduto da La regina Margot e La Dama di Monsoreau, vide la luce nel 1847; ancora una volta Dumas torna a rischiarare con la sua penna i fasti della corte di Enrico III, sempre con l'aiuto di Auguste Maquet.
Chi sono i Quarantacinque? Giovani gentiluomini che costituivano la guardia d'onore del re Enrico III di Francia, per proteggerlo dagli intrighi politici che anche in quest'ultimo capitolo non potevano mancare, ed anzi, si fanno ancor più serrati.
Ma, come spesso capita con Dumas, la trama si concentra solo parzialmente sulle avventure di due di codesti gentiluomini, ed ai nuovi personaggi si affiancano alcune conoscenze dei capitoli passati, con colpi di scena allora magistrali, oggi di quart'ordine, come la riapparizione improvvisa di personaggi che si credevano trapassati nei romanzi precedenti.

La critica non l'annovera fra le opere più riuscite di Dumas per via di una trama troppo avviluppata su se stessa, ma qui su Goodreads ha una valutazione complessiva di tutto rispetto (forse perché solo i dumasiani duri e puri hanno l'ardire d'arrivare a leggere pure il terzo capitolo della saga, chissà!).
Il libro però ha un finale aperto, s'interrompe sul più bello; pare infatti che il nostro Alexandre avesse intenzione di scrivere un ulteriore seguito, che purtroppo non vide mai la luce.


message 2: by Savasandir (new)

Savasandir  | 2181 comments Mod
Edizioni italiane

Attualmente è reperibile in italiano una sola edizione in commercio, quella autopubblicata di Alberto Gazzarri.

Sono rintracciabili nell'usato e nelle biblioteche la traduzione di Maria Dazzi per l'editore Fogola, e la più datata e tagliuzzata edizione Lucchi, a cura di Siniscalchi, che però è, come al solito, più una riduzione che altro.

Insomma, questo ciclo degli ultimi Valois, così tanto incensato dalla critica per la resa storica della Francia cinquecentesca, non è di così facile fruizione in italiano, non nella sua interezza, almeno per ora.


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