Sfide lunatiche per lettori eclettici discussion
Sfida 22 - alla maniera di...
>
Lucia
date
newest »
newest »
message 1:
by
Lucia
(new)
Jan 06, 2022 03:42AM
Quest'anno tenterò di completare la sfida a livello difficile: 48 punti.
reply
|
flag
L'inizio del 2022 è stato piuttosto proficuo dal punto di vista delle letture, anche se sono tutti libri piuttosto brevi. Ho letto i primi cinque libri per la sfida, raggiungendo 6 punti, in particolare.1/36 - Con meno di 100 pagine (4.1) -> L'isola dei morti, 2 punti.
Non avevo mai letto nulla di Manfredi e quest'opera non mi ha invogliato ad approfondire l'autore. La storia in se è carina ma per i miei gusti ci sono un po' di salti pindarici nel risolvere il mistero che non mi hanno convinto. Senza entrare nel merito per non rovinare il libro, già estremamente breve (76 pagine), dopo un'iniziale investigazione ci si incontra per discutere di ciò che è stato scoperto ed il protagonista si convince di una cosa che alla fine si rivela esatta, ma ciò che sostiene è supportato da supposizioni, che pur rivelandosi poi esatte a me sono sembrate estremamente campate per aria.
Altra nota che mi ha fatto storcere il naso: era necessario sottolineare che l'infermiera che incontrano all'ospedale non aveva le mutande? Spoiler: no, completamente inutile alla narrazione e anche abbastanza fastidioso secondo me.
2/36 - Apocalisse, lettura e ascolto (13) -> Piccoli suicidi tra amici, 1 punto.
Per questo punto della sfida ho giocato sulla contrapposizione, personalmente nell'ultimo secondo della mia vita vorrei non essere angosciata con libri tragici ma preferirei davvero qualcosa di più leggero, per questo ho scelto questo libro, magari accompagnato da musica allegra tipo 'Shut up and Dance'. Il libro è molto leggero e in alcuni punti anche divertente, l'avrei apprezzato indubbiamente di più se avessi conosciuto meglio la storia e la cultura finlandese ma ciò non toglie che è stato davvero interessante leggere di questi assurdi e sfortunati aspiranti suicidi che si associano per morire dignitosamente tutti insieme.
3/36 - Che sia per tutti, 7+ (14) -> Il piccolo principe, 1 punto.
Non avevo mai letto il piccolo principe. Dopo questa confessione posso passare a un paio di pareri personali. Il libro è carino ma la mia impressione ha sofferto del fatto di essere completamente fuori target. Alcuni messaggi mi sono sembrati ridondanti e pur essendo una storia molto dolce mi chiedo cosa possa rimanermi della lettura tra qualche mese a parte il pensiero 'ho letto Il piccolo principe'.
4/36 - Che ti ricorda un congiunto (16) -> Dio odia le donne.
Io sono atea mentre mia madre è molto credente e per questo spesso discutiamo e il modo in cui le donne sono viste nelle diverse religioni è spesso centro di queste discussioni. Avevo delle discrete aspettative su questo libro e non conoscevo Sgrena nè le sue vicende personali (in particolari il suo rapimento e la sua attività di giornalista) e forse questo ha inficiato il parere sul libro. Ciò che viene riportato nel libro è interessante e c'è indubbiamente uno studio delle fonti, ma il modo in cui i singoli temi sono stati trattati non mi ha soddisfatto.
Il volume si divide in dieci parti, ognuna delle affronta un tema particolare (aborto, matrimonio, sacerdozio femminile, mestruazioni e via dicendo) e racconta come le tre principali religioni monoteiste vedono questo aspetto prendendo brani dei testi sacri, riportando opinioni di autorità religiose e notizie e rielaborandolo alla luce dell'opinione dell'autrice. L'autrice stessa ammette di non voler creare un saggio esaustivo riguardo al modo il cui le donne sono viste nelle diverse religioni, affrontando magari il tema da un punto di vista sociologico o antropologico ma solo alla luce delle sue opinioni, supportate da testi e citazioni. Questo rende a volte il libro fuori fuoco, per esempio il capitolo che parla di Mutilazione genitale Femminile in cui la parte religiosa è quali del tutto assente e compare solo in brevi tratti per spiegare come viene giustificata questa pratica e altre volte un po' caotico, non essendoci una tesi a cui si vuole giungere ma essendo solo una raccolta di nozioni, dati, opinioni e episodi divisi tematicamente.
La cosa che mi è dispiaciuta di più è che alcune delle informazioni e riflessioni proposte sono estremamente interessanti ma non vengono approfondite e si passa subito oltre.
5/36 - Finalmente ho letto, fumetto (24) -> P. La mia adolescenza trans, 1 punto.
Meraviglioso, toccante, commovente e con una quantità di trigger warning grossa come una casa.
Conosco l'autrice dai social ma non avevo ancora letto nulla di suo, perciò ho rubato questo volume a mia sorella. La storia è raccontata in maniera cruda e realistica, si sente fin troppo bene quanto sia autobiografica e ci sono state delle volte in cui avevo paura di girare pagina per quello che avrei potuto trovare. Nonostante ci sia bullismo, violenza psicologica e anche fisica ne vale la pena, uno dei libri più dolci e toccanti sul trovare (o forse sul mettere a fuoco) se stessi che io abbia mai letto.
6/36 - Titolo = nome per un dolce (32) -> Lotus Blues, 1 punto.Questo libro è stata una sorpresa inaspettata. L'ho acquistato perchè seguo la scrittrice su Youtube e mi aveva incuriosito ma non avevo altissime aspettative dato che, tra le altre cose, è autopubblicato.
Invece è stato un libro piacevole ed estremamente scorrevole e il mondo rappresentato, in cui la tecnologia è così pervasiva da essere impiantita all'interno delle persone è vivido. A questo si aggiunge delle tematiche trattate con serietà e naturalezza, tra cui il rapporto con la tecnologia, la relazione con il trauma (view spoiler) sono trattati marginalmente ma in maniera potente, ma ben integrata nella storia.
Ci sono alcuni punti che però non mi hanno fatto apprezzare appieno il libro ed in particolare:
- Avevo intuito il grande colpo di scena molto presto nel libro e questo ha ovviamente inficiato l'effetto generale.
- Il ritmo di prima e seconda parte è decisamente diverso, molto più concitato all'inizio e più rilassato più avanti a nche se per gli eventi trattati avrebbe senso che fosse al contrario.
L'ho scelto per questo punto perchè il titolo mi ricorda un dolce da ristorante stellato.
7/36 - Film/serie in uscita nel 2022 (10) -> Matilda, 2 punti.
A fine anno uscirà un nuovo film!
Conoscevo già la storia ed è stato un po' come tornare a casa. Libro carino, sicramente l'avrei apprezzato di più letto anni e anni fa.
8/36 - Con copertina austera/semplice (18) -> Il processo, 1 punto.Questo è il primo libro che io abbia mai letto di Franz Kafka, e non sapevo bene cosa aspettarmi all'inizio. La storia è straniante e ansiogena e a tratti sembra star parlando di un sogno mentre in altri momenti sembra estremamente reale. Il protagonista si trova sballottato in una burocrazia le cui regole sono incomprensibili e oscure, persone che dovrebbero esserne addentro danno costantemente consigli contrastanti e ne descrivono il funzionamento in un modo che rende ancor più difficile trovare una quadra.
La cosa che francemente mi è parsa più incredibile del romanzo è come anche i soggetti non direttamente coinvolti nel romanzo non trovino strane le cose assurde che avvengono (come all'inizio i due uomini che invadono la cucina della padrona di casa, la quale non sembra essere perplessa da questo avvenimento).
Lo stile è molto scarno e personalmente credo che una prosa più ricca avrebbe la narrazione più artificiosa.
In generale ho apprezzato l'esperienza di lettura e l'ho trovato un libro interessante ma è stato un po' ansiogeno e oscuro (ho dovuto cercare online il significato dell'opera) per farmelo apprezzare appieno.
9/36 - Da/per un'altra sfida (21) - Bunny, 1 puntoHo letto questo libro qualche settimana fa per la sfida dell'Hard Disk impallato e a distanza di tempo continuo ad avere delle cose che mi lasciano perplessa. Premetto che sapevo che questo fosse un libro 'weird' e quindi ero abbastanza preparata a trovarmi davanti a avvenimenti appunto strani o inspiegabili e alla necessità di sospensione dell'incredulità. Me l'aspettavo. Nonostante questo trovo che alcune cose siano gestite male, ad esempio (senza fare particolare spoiler) la criminalità dilagante della città che viene descritta e ribattuta più volte, così come il suo degrado, cosa che è completamente inutile se non per dar colore alla storia. Oppure anche il fatto che (view spoiler) Altre parti invece sono internamente coerenti anche se non verosimili nel nostro mondo e sono quelle che ho apprezzate di più. Una cosa che però mi ha colpito è che mi è parso che pur vedendo completamente la storia dal punto di vista della protagonista sembra quasi di non capire cosa lei pensi e chi lei sia e per quanto questo posso essere spiegato dal fatto che (view spoiler) non mi ha comunque soddisfatto.
La lettura è stata comunque piacevole anche se alcuni degli elementi presenti sono stati inseriti per colore più che per altro e forse mi ci sono approcciata con aspettative troppo alte.
10/36 - Con più di 800 pagine (5) - I fratelli Karamazov, 2 punti
Non so davvero quale parere possa io dare su I fratelli Karamazov. Chiaramente è un classico ed è presente una forte riflessione spirituale, ed anche un po' moraleggiante. A posteriori ho scoperto che parte di ciò che viene raccontato viene da esperienze dirette o indirette dell'autore e questo è stato dal mio punto di vista davvero illuminante.
Come tutti i classici il libro è davvero un mondo e i personaggi si intrecciano in maniera fluida componendo la scena del delitto e del processo in una sorta di poliziesco ante litteram. Un meraviglioso mattone russo.
11/36 - Che ti intriga da tempo (15) - Piranesi, 1 punto
Mi sono avvicinata aspettandomi un libro completamente atmosferico e si è rivelato altro, o almeno non solo questo. Il libro mi è molto piaciuto, ho apprezzato la costruzione della storia, che parte lentamente e di cui noi scopriamo gli aspetti insieme al protagonista e la caratterizzazione della Casa, questo luogo-essere-mondo incredibilmente persistente, con un suo fortissimo carattere. Ho trovate molte cose in questo libro ma forse quella che mi ha colpito di più è la riflessione ecologica, rappresentata dal rispetto, quasi della venerazione che Piranesi ha nei confronti della casa, contrapposta al timore e alla necessità di controllo che invece si avverte fin da subito nell'atteggiamento dell'Altro. Per il resto è un libro che ha una forte evoluzione nel suo svolgersi e un ritmo che parte lento e rilassato per arrivare ad essere quasi concitato alla fine, un buon fantasy (uno dei più originali che io abbia letto di recente, pur se in alcuni aspetti ancora prevedibile) e un libro che può essere apprezzato anche dai non appassionati del genere.
Torno dopo un mese con quattro nuovi libri letti per la sfida:12/36 - Scelto per le illustrazioni (30) - Figlia di Luna, 1 punto.
Ho trovato questo fumetto in maniera abbastanza casuale. I disegni non sono particolarmente ricchi ma restano comunque splendidi e molto dolci. La storia invece è molto interessante, non la cosa più innovativa che io abbia mai letto ma il concetto di accettare il costante cambiamento che è nel mondo e smettere di piangersi addosso è stato una boccata d'aria fresca dato che spesso nelle avventure ci si trova davanti a personaggi che vogliono raggiungere un risultato non per problemi reali ma 'perchè sì'.
Non un capolavoro assoluto ma una storia molto dolce.
13/36 - Di autore già letto (23) - King of Scars, 1 punto.
Ho già letto tutti i libri precedenti della Grishaverse e lo stile della Bardugo resta anche qui godibilissimo. Purtroppo non posso parlare estensivamente del libro perchè rischierei di fare spoiler essendo il seguito di libri già usciti, in particolare perchè questo libro è fortemente legato ai precedenti e non perdei cameo, come accade nella duologia di Six of crows rispetto alla Grishaverse, ma per la sua intera trama. Questo libro ondeggia tra parti ben scritte, a parti senza senso, a momenti di puro fan service. Per quanto sia molto intrattenente (e probabilmente leggerò il seguito) non posso dire che aggiunga cose in più rispetto agli altri libri, almeno non posso dirlo senza pensare a come la coerenza dell'universo venga inficiata dal libro.
14/36 - Tradotto da... francese (34) - La strega, 1 punto.
Questo libro fa parte del mio personale percorso di lettura a tema streghe, in parte preso da LettureStregate di Ilenia Zodiaco. Ho deciso di iniziare con questo libro perchè essendo scritto da un uomo nell'Ottocento, contiene una serie di idee, come la donna angelo che viene maltrattata e per sopravvivere si trova quasi costretta a fare un patto con il Diavolo (nella prima parte del romanzo, chiaramente romanzata) che fanno un po' storcere il naso a lettori e lettrici di oggi.
Ho trovato invece molto toccante e interessante la parte in cui vengono descritti i processi alle streghe, per quanto si senta chiaramente che l'intento dell'autore non è riabilitare le streghe ma criticare la Chiesa.
15/36 - Finalmente ho letto (narrativa) (25) - L'arte della gioia, 1 punto.
Questo libro è quello che ho finito poco fa e che ho senza dubbio preferito tra quelli letti quest'anno. Il romanzo percorre la storia di una ragazza povera del catanese e della sua vita tra le due guerre mondiali. Per quanto ci siano alcune cose dello sviluppo dei personaggi che non mi abbiano convinto completamente, ad esempio la reazione ad alcuni traumi, non posso negare che questo romanzo sia splendidamente scritto e profondamente coinvolgente, tanto che nonostante le quasi 600 pagine questo libro è volato.
Il modo in cui e idee politiche della protagonista entrino vividamente sia nei discorsi sia nel modo in cui lei vive la sua vita è incredibilmente toccante e (tra molte virgolette) d'ispirazione, e unito alle vicende editoriali davvero travagliate, è impossibili non sentirsi trasportati da un moto d'affetto se non per la protagonista, almeno per la scrittrice, di cui molto è presente in questo libro.
Finisco questo romanzo con la voglia di recuperare altro dell'autrice.
16/36 - Scelto da catalogo casa editrice (29) - La porta, 1 punto.Il romanzo racconta del rapporto tra una scrittrice e la sua governante. Questa può sembrare una trama noiosa o classista, ma non è così: l'autenticità della governante, pur nel suo avere un carattere spigoloso, il suo buon cuore e la completa inadeguatezza della protagonista al confronto raccontano molto dei rapporti umani e dei loro contrasti.
Il loro rapporto inoltre va a ricalcare anche delle dinamiche di rapporti madre-figlia e l'affetto che prescinde le discussioni momentanee, insieme a riflessioni sulla morte, cosa significa avere a cuore una persona e il modo in cui spesso siamo ciechi di fronte all'affetto concentrandoci solo sugli screzi momentanei.
17/36 - Titolo contiene: "Club/Lega/società" (34) - Fight Club, 1 punto.
Son combattuta nel dare un'opinione su questo libro. Lo stile è molto incalzante e si legge in fretta e pur intuendo il colpo di scena ero comunque interessata a come la vicenda si sarebbe conclusa.
Nonostante questo il degrado descritto per gran parte del libro mi è sembrato fine a sè stesso e pur capendo che lo scopo era probabilmente accentuare lo squilibrio tra le condizioni di classe e riflettere la visione nichilista che Durden rende una sorta di credo, alcune scene mi sembrano non utili a dipingere il contesto ma semplicemente morbose.
Alcune sezioni di critica sociale e la visione (dipinta negativamente) di machismo come unica valvola di sfogo sono molto condivisibili anche se intorno al culto per questo libro (o per il film che ne è stato tratto) mi pare che questi aspetti si perdano, lasciando solo il posto al concetto di Fight Club per se e non a tutto ciò che ne è conseguito in termini di azioni terroristiche dei partecipanti.
Non sento di sconsigliare o consigliare questo libro in assoluto non avendo un'opinione precisa, ma l'ho trovata comunque una lettura interessante.
Sono arrivata a metà della sfida!18/36 - Nato in Botswana/Kenya/Zambia (7) - Una questione di potere, 2 punti.
Questo non è assolutamente un libro facile, tanto più considerando che è presente una forte componente autobiografica. Racconta la storai di una donna che soffre di schizofrenia ed è mulatta nel Sud Africa dell'apartheid e che, anche per questo ma non solo, decide di trasferirsi col figlio in Botswana. Tutti questi elementi sono le premesse da cui parte il libro (che racconta per lo più il modo in cui la protagonista diventa parte della vita del villaggio in cui va a vivere) e sono anche elementi autobiografici.
Da questo si dipanano delle riflessioni sul razzismo, l'appartenenza, il potere e il modo in cui questo può venire esercitato, la religione e la presenza dei volontari europei nel continente africano. Non tutte queste tematiche hanno modo di essere approfondite allo stesso modo, soprattutto dal momento che il libro è lungo poco più di 200 pagine, per esempio il rapporto con gli europei viene passato solo attraverso l'esperienza diretta e viene sostanzialmente mostrato come molte persone che si raccontano di essere lì per aiutare sono più andate per soddisfare il loro ego e racchiudono un profondo razzismo. Ciò che viene approfondito di più è il rapporto con Dio, e la relazione della protagonista con 'razze' e razzismo, dal momento che lei essendo meticcia è una paria sià per i bianchi che per i neri e anche da questi ultimi, che lei percepisce come il suo vero popolo, lei non si sente appieno accettata, anche perchè oltre ad essere meticcia è anche straniera e non parla il sestwana, la lingua del luogo.
La lettura è particolarmente interessante anche se personalmente ho trovato due criticità:
1- Il libro è omofobico e l'omosessualità viene accomunata a una devianza sessuale
2- Trovo la parte finale un po' problematica: (view spoiler)
19/36 - <100 valutazioni su Goodreads (10) - Più diritti per streghe malvagie, 2 puntiHo apprezzato molto l'intento di questa raccolta di racconti e leggende ispirata alle leggende marchigiane, ma purtroppo non mi ha convinto del tutto. Per quanto alcuni racconti fossero carini sono chiaramente pensati per essere sbocconcellati da un pubblico molto più giovane di me, che magari nelle Marche ci vive, e non ho potuto far a meno di pensare che molti dei racconti fossero poco profondi o una semplice riproposizione. Ho apprezzato molto anche il chiaro taglio femminista che l'opera ha, ma questo non me l'ha comunque resa più gradita.
Inoltre i caratteri con cui sono scritte le storei sono terribili, sembrano una versione meno rotonda del Comic Sans.
Consigliato se avete qualche bimbo marchigiano a cui regalarlo.
20/36 - Nome proprio termina con 'a' (12) - Cinzia, 2 punti.
Questo fumetto è terribile e meraviglioso. Racconta la storia di una donna transgender e del suo innamorarsi di uomini che però non accettano mai ciò che è. Racconta di identità e di quanto siamo disposti a rinunciare di noi stessi e a quale prezzo. Ma soprattutto racconta di come avere il coraggio di rivelarci per chi siamo può portare grandi cambiamenti, per gli altri, ma soprattutto per noi. Tutto condito con l'umorismo di Ortolani. Un gioiello.
21/36 - Lettura mancata nel 2021 (26) - Calibano e la strega. Le donne, il corpo e l'accumulazione originaria.Ho sentito nominare questo saggio prima da MissFictionBook e poi da Ilenia Zodiaco e subito mi aveva incuriosito, ma poi ho preferito aspettare a leggerlo in un momento in cui avessi più tempo libero.
Il saggio analizza la caccia alle streghe da un punto di vista socio-economico, sostenendo che è stato un fenomeno chiave per la nascita del capitalismo in quanto ha contribuito a relegare le donne in casa e a limitare la loro libertà, rendendole sfruttabili per la produzione di forza lavoro.
Per quanto possa sembrare pretestuoso dal mio veloce riassunto posso assicurare che non è così e che le posizioni dell'autrice sono estemamente ben argomentate. Ci siano un paio di passaggi in cui un evento localizzato viene esteso per dimostrare una tendenza generale ma per il resto il saggio rimane brillante, tanto che probabilmente lo rileggerò per far sedimentare alcuni concetti particolarmente interessanti.
22/36 - Che trasudi nero potere (17) - The Invention of Murder: How the Victorians Revelled in Death and Detection and Created Modern Crime.Questo saggio è interessante, ma l'ho affrontato con aspettative sbagliate: pensavo fosse un'analisi da un punto di vista sociale della percezione della cronaca nera, invece è più un racconto dello sviluppo del modo di raccontare gli omicidi e dell'istituzione e lo sviluppo delle forze di polizia (fino ad arrivare a Scotland Yard) e della loro percezione nella popolazione, raccontando i diversi modi in cui nel corso del XIX secolo sono stati affrontati i casi di cronaca più eclatanti e famosi.
A tratti il libro è dispersivo, soprattutto per me che non conoscevo già i casi trattati, dato che non segue un ordine cronologico e quindi si trovano riferimenti a casi ancora non affrontati o descritti 100 pagine prima per fare un paragone sul modo in cui è stato affrontato o si trova scritto tipo 'ma ancora non c'era questa figura come invece era successo per il tal caso'. Questa struttura un po' caotica mi ha reso a tratti difficile fare chiari collegamenti tra gli eventi trattati. Un'altra pecca è che nel descrivere come alcuni omicidi sono stati d'ispirazione per spettacoli teatrali e opere letterarie ci si trova davanti a pagine e pagine in cui ci sono liste di opere derivate che sembrato tutte uguali se non si ha preventivamente una forte formazione sul tema.
Ho invece apprezzato molto il sottolineare la differenza tra realtà e e percezione e il modo in cui uno stesso delitto veniva percepito diversametne a seconda della classe sociale di chi l'aveva commesso.
23/36 - Dal sapor mediorentale (22) - Le cose che non ho detto.
Conoscevo già l'autrice per Leggere Lolita a Teheran e le mie aspettative non sono state deluse. In questo libro autobiografia, storia politica e mitologica dell'Iran si intrecciano magnificamente, facendo venir voglia di approfondire il contesto. Personalmente mi ha anche creato un certo interesse per la mitologia persiana che cercherò di recuperare.
Lo stile è scorrevole e le tematiche come vita pubblica e privata, incomunicabilità e rapporti difficili con i genitori, in particolare con la propria madre sono affrontati con un'onestà che non deve essere stata facile da avere. Si percepisce l'amore per il proprio paese e le proprie origini, e lo si percepisce proprio nella critica della sua storia e dei suoi problemi.
Per il modo in cui sono tracciati i rapporti interpersonli mi ha ricordato La porta.
Arrivo con una carrellata di libri finiti nelle ultime due settimane!24/36 - Consigliato da... mia zia (20) - It
Ci ho messo molto ad arrivare a questo libro che mi è stato regalato ormai due anni fa, ma direi che il tempo di lettura (piuttosto lungo data la mole) è valso decisamente la pena. Il libro è pregno di personaggi vividi che si sviluppano in maniera coerente e che affrontano i traumi del passato ognuno a suo modo e inizi ad affezionarti ai personaggi stessi. Alcuni aspetti del finale, la parte un po' onirica diciamo, mi hanno lasciata una po' perplessa e mi è parso che un po' ci si affidasse al concetto di 'predestinati', ma questo non toglie gusto alla storia che rimane comunque godevole, anche grazie allo stile scorrevole di King.
25/36 - Carteggio realmente avvenuto (11) - Lettere dal carcere, 2 punti.
Ho letto la versione non editata delle lettere dal carcere di Antonio Gramsci. Questa raccolta di lettere dà sicuramente un aspetto umano a un personaggio importante della storia politica italiana. Lo si può osservare nei suoi rapporti umani e nella sua brillante analisi filosofica-letteraria e se ne riesce ad apprezzare la mente, nonostante in queste lettere lui debba autocensurarsi per passare la censura carceraria. Oltre a questo ci si trova anche ad assistere al suo declino, causato dalla malattia e dalla reclusione e il fatto che la sua morte è sopraggiunta subito dopo la ritrovata libertà rende la parabola decisamente dolce-amara.
Lettura consigliata, per quanto forse di una versione editata, infatti la versione completa e non tagliata restituisce di certo un ritratto più fedele dell'uomo ma a volte diventa ripetitiva e alcuni elementi per comprendere appieno ciò di cui si parla sfuggono.
26/36 - +400k valutazioni su GoodReads (2) - In Cold Blood, 2 punti.
In questo libro emerge l'abilità di Capote, sia nel ricostruire così minuzionamente la strage della famiglia Clutter, dalle testimonianze alla vicenda giudiziaria, sia nell'inventare un nuovo genere. Lo studio psicologico approfondito dei criminali non esiste ancora e in un tale contesto impegnarsi per ricostruire non solo la vita delle vittime ma anche quella degli assassini e le loro motivazioni profonde (view spoiler) penso sia davvero degno di nota.
Non mi soffermerò sulla trama in se data la fama del libro, ma mi sento di aggiungere che lo stile è anche incredibilmente scorrevole, avendolo letto io in lingua originale.
27/36 - Volume unico (36) - Le cattive.
La lettura di questo volume è stata un po' improvvisata. Mi incuriosiva sinceramente anche se sapendo della presenza di elementi di realismo magico mi avvicinavo al romanzo un po' dubbiosa, non essendo un amante del genere: in effetti quegli elementi sono forse quelli che mi hanno convinto di meno, ma ne capisco l'utilità. Questo libro parla della storia parzialmente autobiografica di un gruppo di prostitute transessuali argentine. Essendo scritto in prima persona singolare sembra di sentire la storia di una tua amica e forse proprio per questo ci sono dei momenti in cui ti si chiude lo stomaco per ciò che succede nel libro, soprattutto perchè alcuni avvenimenti sono raccontati con così tanto candore pur essendo estremamente violenti da far girare la testa. In quest'ottica penso che l'elemento fantastico del realismo magico serve in qualche modo a sublimare alcuni degli avvenimenti, avvolgendoli in una patina che pur non smorzandone l'intensità li rende più facili da digerire.
Nonostante la difficoltà della materia la lettura scorre velocemente, estremamente consigliato.
28/36 - Ambientato in Corea (1) - La ragazza dai sette nomi: La mia fuga dalla Corea del Nord, 2 punti.Questa è la storia autobiografica di una ragazza che si è trovata in fuga dalla Corea del Nord in maniera un po' casuale e racconta come dal suo paesino di confine infarcito di propaganda supera il fiume prima di raggiungere la maggiore età e si rifa un vita prima in Cina e poi in Corea.
La storia è rocambolesca e appassionante e per quanto alcune parti sono probabilmente romanzate si nota che è un racconto sentito e personale sia grazie al dissidio interiore della protagonista, e per la sua sofferenza nel non poter tornare in quella che, per quanto sia una dittatura, è comunque casa sua.
La storia è molto scorrevole ed utile per chiunque voglia affacciarsi alla realtà della Corea del Nord, considerando che non ci sono delle scene particolarmente forti.
29/36 - Con personaggio resiliente (19) - L'educazione.
Anche questo è un libro autobiografico che ho sentito più vicino, anche per la vicinanza culturale della protagonista, proveninete da un paesino dell'Idaho. La sua è una famiglia di mormoni ultraortodossi, convinti che la fine del mondo sia vicina e che il governo stia per attaccarli.
L'autrice riesce a sfuggire da un simile contesto andando all'università grazie alla spinta di uno dei fratelli maggiori, in cui entrerà da privatista a 17 anni e da lì riuscirà pian piano ad affrancarsi dal mondo che l'ha cresciuta, pur sentendo sempre il richiamo dei suoi affetti.
Non ero molto convinta prima di iniziare questo libro ma iniziandolo ho presto cambiato idea. La storia è toccante e scorrevole, consigliatissimo.
30/36 - Titolo = nome per profumo (32) - Sacré Bleu.
Questo è un libro da ombrellone, una premessa carina (Van Gogh non si è suicidato ma è stato ucciso da un ometto che vende colori e in particolare uno speciale blu oltremare e che si trova insieme a una donna bellissima e misteriosa a perseguitar e i pittori) e non ha troppe pretese, pur facendo un lavoro di ricerca storica notevole in modo da far muovere insieme al protagonista Lucien, inventato, pittori impressionisti e post-impressionisti reali. In questo modo il libro diventa a metà tra un romanzo storico e un thriller, mantenendo sempre un tono leggero tipico di Moore. Una bella lettura d'intrattenimento.
31/36 - Da una saga familiare (6) - I leoni di Sicilia, 2 punti.Ho letto questo libro solo per questa sfida e non so se esserne felice perchè non mi ha convinto. Lo stile è ben studiato e il registro si addice a ciò che viene narrato, per non parlare della ricerca storica accuratissima che è a mani basse la parte migliore e più interessante del libro. Infatti l'autrice tramite un meticoloso studio delle fonti riesce a restituire l'atmosfera della Palermo dell'Ottocento facendotene quasi sentire i suoni e percepire gli odori. Purtroppo questa è la sola parte che mi ha convinto del romanzo, in cui i rapporti sociali sono artificiosi e forzati per rispettare la Storia, spesso avvengono discussioni che non hanno poi alcuna conseguenza e ciò che i protagonisti fanno, a parte rari casi, è completamente slegato da queste tensioni.
Inoltre, grave punto a sfavore, non mi ha fatto per nulla venire voglia di continuare con la serie cosa che per una saga familiare trovo molto grave.
32 / 36 - Opera prima e unica al 2021 (8) - She Who Became the Sun, 2 punti.Questo libro è un fantasy storico ispirato alla storia cinese e al ritorno di una dinastia imperiale autoctona dopo la caduta degli imperatori mongoli. Ma soprattutto è un esordio validissimo. La storia è solida e, a parte qualche coincidenza un po' troppo comoda da un punto di vista narrativo, credibile. I personaggi sono credibili, (view spoiler), e tridimensionali, pieni di contraddizioni e complessità.
I due punti di vista presenti nel romanzo non sono sempre ben bilanciati a livello di ritmo ma restano comunque efficaci e le tematiche, tra cui il discorso di identità di genere e identità culturale, danno degli spunti interessanti ma senza rendere la storia una scusa per dimostrare qualcosa.
Validissimo libro di intrattenimento, non vedo l'ora di poter andare avanti con l'ultimo libro della duologia.
33 / 36 - Candidato a un premio post 2010 (2) - Breve storia di sette omicidi, 2 punti
Questo libro ha vinto il Man Booker Prize nel 2015, e si vede anche se personalmente non l'ho amato. La struttura è solida e la storia è il racconto corale delle vicende politiche e sociali della Giamaica a partire dagli anni '70 fino al 1991, con un'attenzione particolare al concerto di pacificazione organizzato da Bob Marley allo scopo di agevolare la pace tra gang rivali.
A partire da questo concerto e da un attentato allo stesso Marley, che nel libro non viene mai nominato ma semplicemente chiamato il Cantante, si seguono le vicende delle persone che in questo attentato sono state coinvolte, volenti o nolenti. Quindi si parla di giornalisti che cominciano a trattare la storia, boss della malavita, persone cresciute nel ghetto che non hanno avuto altra scelta, donne che si trovavano lì per caso e si segue la loro storia fino al declino di una delle figure principali nell'organizzazione dell'attentato.
Il libro ha delle scene molto crude e lo stile cambia radicamente a seconda del personaggio che sta parlando, tanto che nell'ultima parte, pur non avendo i capitoli i nomi dei personaggi che raccontano la storia, come per il resto del libro, rimane ben riconoscibile chi sta parlando.
Se interessa l'argomento e piacciono le storie di malavita e politica il libro è senz'altro meraviglioso, io mi aspettavo qualcosa di molto diverso, a partire dalla struttura, e quindi non sono riuscita ad apprezzarlo appieno.
34/36 - Uscito nel 2022 (35) - PandoraBuon libro di intrattenimento, ma nulla più di questo.
Racconta la storia di Pandora, un'orfana figlia di antiquari che sogna di fare la gioielliera e viene ostacolata dalle aspettative della società e da uno zio che si prende cura di lei dopo la morte dei genitori. La storia è molto scorrevole e ha un forte legame con il mito greco di Pandora, pur non essendo particolarmente innovativa.
35/36 - Opera di due persone (27) - Corpi magici: Scritture incarnate dal fantastico alla fantascienza
Questo saggio ad opera di Anna Pasolini e Nicoletta Vallorani si occupa di analizzare da un punto di vista politico e di critica sociale le opere di importanti autrici di fantascienza e fantastico. Non avendo un background di studi umanistici ho avuto un po' di difficoltà a seguire il saggio inizialmente, soprattutto nella parte introduttiva in cui si dà contesto all'opera inserendola dentro la tradizione di critica letteraria che copre questi due generi. La parte che si occupa specificamente delle opere è invece più semplice da seguire.
Mi ha fatto venire voglia di recuperare tutti i libri e le autrici citate (Angela Carter, Jeanette Winterson, Octavia Butler, Bernerdine Evaristo, N.K. Jeminisin, James Tiptree Jr.), nonostante in alcuni punti ci siano degli 'spoiler' che avevo comunque previsto data la natura del saggio.
Unico appunto: spesso le citazioni vengono riportate direttamente in inglese e per quanto per me non sia stato un problemo questo può rendere ardua la comprensione per persone che non hanno una buona comprensione della lingua, in particolare trattandosi di testi di fantastico o fantascienza oppure di critica letteraria.
Anche io per il.punto 3 ho letto il piccolo principe e concordo con il tuo commento . Tra I tuoi libri trovo buoni spunti di lettura per il 2023 . Complimenti
29Mi fa piacere che i miei pareri siano stati utili! E anche di trovare un'alleata per la mia opinione sul piccolo principe ahahSono finalmente arrivata alla fine della sfida:
36/36 - Scelto da uno scaffale (29) - Arcipelago Gulag, vol. 1. 1918-1956. Saggio di inchiesta narrativa I-II
Ho trovato questo libro a casa di mia nonna e per questo all'inizio non mi ero resa conto che contenesse solo 2 volumi su 7 dell'opera, i quali cercherò sicuramente di recuperare in futuro. Per quanto in alcune parti io non abbia trovato per nulla il libro scorrevole e la presenza di moltissimi nomi e avvenimenti importanti per la storia sovietica e dati per scontati dall'autore mi fossero completamente sconosciuti ho trovato il libro interessante sia per la testimonianza che porta (non solo la testimonianza dell'autore ma anche le esperienze da lui raccolte da persone che ha incontrato) sia per il racconto di dinamiche interne alla società sovietica.
Il tutto è pervaso da un'ironia tagliente che mi ha strappato un sorriso nonostante le cose terribile di cui si stava parlando.
Il libro è certamente un libro difficile anche se in questi due volumi non si descrive ancora l'ambiente del gulag ma solo l'istruttoria e il trasporto dei prigionieri fino ai lager.
Un libro importante, che fa il paio con Se questo è un uomo, pur avendo un respiro più ampio di quest'ultimo.
Books mentioned in this topic
Arcipelago Gulag, vol. 1. 1918-1956. Saggio di inchiesta narrativa I-II (other topics)Pandora (other topics)
Corpi magici: Scritture incarnate dal fantastico alla fantascienza (other topics)
She Who Became the Sun (other topics)
Breve storia di sette omicidi (other topics)
More...


