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Beijing 2022 - Letturiadi GRI
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BIATHLON
Volevo chiedere una cosa. Il primo libro deve essere preso dalla nostro scaffale o si può già partire dallo scaffale di un avversario?Grazie.
Si comincia con uno dei libri nella nostra To-Read, poi si legge uno preso dallo scaffale di un avversiario
Squadra: K2Libro: Un uomo tranquillo
Dalla libreria di: mia
N° pagine: 281
Commento:
All'inizio non mi stava piacendo granchè, più che altro perchè speravo si trattasse di un romanzo incentrato sulla narrazione storica degli scontri tra irlandesi e inglesi e invece mi sono trovata davanti 5 storie d'amore. Ma alla fine Walsh è riuscito nell'intento di immortalare l'identità nazionale irlandese, patriottica e con grande senso dell'onore, attraverso anche la descrizione dei paesaggi e delle tradizioni rurali. E ho apprezzato molto le protagoniste femminili, tutte personificazioni della Patria ovviamente, e tutte donne dotate di carattere e grande ironia.
Squadra: LhotseLibro: L'educazione
Dalla libreria di: mia
N° pagine: 378
Commento: ho iniziato questo libro pensando fosse un romanzo e mi sono invece immersa in un'autobiografia intrisa di violenza, fanatismo religioso, ignoranza e disturbi mentali.
E' sicuramente una storia dura e talvolta cruda, ma lo stile di scrittura mi è piaciuto tantissimo, l'ho trovato asciutto, quasi neutro pur non essendo, come ovvio, per nulla distaccato, probabilmente grazie al lungo percorso fatto dall'autrice e alle sue raggiunte consapevolezze. Nonostante i temi trattati, non sono stata presa da un senso di angoscia, ma anzi mi sono persa in molte riflessioni sul ruolo dell'educazione e sulla capacità di un individuo di affrancarsi dal contesto in cui cresce.
Davvero consigliato
Squadra: EverestLibro numero 1: La casa sull'abisso
Dalla libreria di: mia
N° pagine: 112
Se dovessi dare una definizione a questo titolo, opterei per:
Lo strano caso di un Wells Lovecraftiano che si risveglia dormiente dalla caduta della casa di Poe.
Gli ingredienti "rubati" a questi autori ci sono tutti: (view spoiler)una discesa verso gli abissi della follia, fino alla stella più lontana e ritorno.
Sebbene non abbia capito appieno quest'opera, posso dire che il finale è stato geniale, tanto da meritare una stella in più rispetto a quanto avrei dato durante la lettura.
Forse è invecchiato male (?), non saprei. Mi rimane comunque un dubbio: se questo racconto l'avesse scritto Lovecraft, avremmo inneggiato al capolavoro?
Squadra: KangchenjungaLibro: The Juliette Society
Dalla libreria di: mia
N° pagine: 384
Commento:
Lo ammetto, la curiosità nei confronti di questo libro è tutta dovuta al fatto che è il primo romanzo di Sasha Grey. Sì, di quella Sasha Grey.
Per questo non mi ha sconvolto molto il fatto che fosse una sequenza pressoché ininterrotta di scene di sesso, quello che non mi aspettavo è che la Juliette Society del titolo entra in scena solo a circa due terzi del libro e che la trama sia assolutamente priva di senso (per non dire inutile).
Cioè, immagino (dovrei chiedere conferma a miocuggino) che i film porno siano strutturati così, con tante scene di sesso di vario genere intorno a un'idea tematica che raccoglie il tutto (che so, i pirati o la riunione in ufficio), ma pensavo che in un libro sarebbe andata più verso lo stile "Harmony": trama implausibile (ma comunque esistente) per creare occasioni in cui dare sfogo alle perversioni sessuali.
Invece l'autrice indugia un po' troppo sulle scene di sesso, più violente e più depravate e meglio è, mentre il percorso narrativo verso la Juliette Society è mooooolto lento e appena abbozzato.
Un'idea di fondo (molto di fondo, come detto) c'è e quando Sasha Grey (o il suo ghostwriter) decide di scrivere lo fa in maniera egregia e con anche delle considerazioni "profonde", ma non mi posso spingere a dare più di una stella perché oggettivamente si fa prima (e si ha probabilmente maggiore qualità) a passare tre ore su Pornhub...
Squadra: K2Libro: Finché il caffè è caldo
Dalla libreria di: Francesca
N° pagine: 177
Commento:
Sapevo che al 90% sarei rimasta delusa, e così è andata.
E' carina l'idea dell'ambientazione nel bar ma nulla di eclatante. Una favola per adolescenti forse, intrisa dello stile giapponese dove i protagonisti sembrano usciti direttamente da un manga. Parla delle occasioni mancate, di quello che avremmo potuto dire o fare e di come, non potendo cambiare gli eventi, possiamo perlomeno provare a cambiare il nostro atteggiamento. Ma a parte questo non mi ha portato a riflessioni particolarmente profonde. Lo definirei la versione puberale e meno complessata dei romanzi di Banana Yoshimoto, per cui non credo leggerò altro di questo autore.
@Monica anch'io l'ho letto quest'anno e condivido la delusione!Abbiamo già due libri in comune nel 2022! ;-)
@Eli mi consoli, non riesco a spiegarmi tutte quelle recensioni così entusiaste...@Francesca oddio spero di non averti rovinato la lettura...
(╥﹏╥)
Nono, anche perché ho saltato a pié pari la tua recensione ;-)La leggerò dopo che l'ho finito.
Fortuna che hai postato oggi il commento, domani avrei messo il libro in lettura e non potevi più usarlo per la disciplina ^__^
Anche se questa cosa bisognerebbe verificarla, perché ad esempio lo avevo messo in lettura già ieri ma nulla mi vieta di pubblicare i commenti anche l'ultimo giorno...
Credo che fosse comunque valido perché dalla cronologia si può appurare che il titolo era in TBR all'inizio della sfida.
@Monica non è la prima volta che non mi trovo in sintonia con una maggioranza di recensioni entusiaste... o che non riesco ad apprezzare "casi" editoriali! Comunque ci sta!!
Squadra: EverestLibro numero 2: Battle Royale
Dalla libreria di: Jayden
N° pagine: 672
Commento:
Citando un articolo che ho trovato sul web:
Battle Royale è il libro ideale per chi si fa le saghe con Hunger Games
[meglio tornare indietro e rileggere la frase con più calma XD].
- 42 ragazzi

- un'isola evacuata

- il sopravvissuto sarà il vincitore.
Con questi pochi ingredienti l'autore è riuscito a creare un vero e proprio kolossal su carta.
In un Giappone totalitario, nel libro definito come "Repubblica della Grande Asia Orientale", ogni anno, una classe delle medie viene estratta a sorte per partecipare al "Programma", un gioco in cui i ragazzi devono uccidersi per poter concludere il gioco.
In dotazione solo una sacca per viveri, un'arma casuale e un collare che indica la posizione di ciascun giocatore in ogni momento della partita.
Chi sarà il vincitore?
Capostipite del genere survival da cui poi sono seguite altre opere come Hunger Games, Il Labirinto et al., tanto da creare un genere vero e proprio.
Oggi nel mondo videoludico Battle Royale è diventata a tutti gli effetti una definizione per indicare un genere di videogame che ha come obiettivo la sopravvivenza all'interno di un'arena.
Un romanzo violento e crudele, claustrofobico nonostante gli spazi aperti. Un romanzo che non lascia spazio alla speranza perché, in fin dei conti, sappiamo fin dall'inizio quale dovrà essere il finale: 1 unico sopravvissuto.
Squadra: K2Libro: Una famiglia quasi perfetta
Dalla libreria di: mia
N° pagine:340
Commento:
Che angoscia, non vedevo l'ora di finirlo! La scomparsa di un figlio è un evento drammatico per carità, ma la routine di questa famiglia lo è ancora di più!
Troppa carne sul fuoco, il risultato è un mix di stereotipi totalmente privo di credibilità. A partire da Jennifer, il personaggio più insipido attorno ai cui pensieri ruota tutta la trama: classica donna in carriera colpevolizzata per non essere abbastanza presente in famiglia, nonostante il marito faccia altrettanto (view spoiler) Suvvia, certi luoghi comuni erano abbondantemente superati anche nel 2014.
Per non parlare del continuo alternarsi tra presente e passato che ho trovato ai limiti della sopportazione.
31 capitoli di niente.
Squadra: KangchenjungaLibro: L'annusatrice di libri
Dalla libreria di: Monica
N° pagine: 407
Commento:
L'idea di una ragazza capace di leggere i libri semplicemente "annusandoli" è molto suggestiva, e ho apprezzato moltissimo il gioco che l'autrice fa col lettore di "descrivere" il contenuto dei volumi senza dire quale sia il titolo: così si mantiene l'idea che Adelina capisca il contenuto senza effettivamente leggere la storia e il lettore si diverte ad identificare il romanzo.
Altrettanto avvincente è il doppio binario narrativo, che alterna i capitoli di Adelina con la storia della zia Amalia da giovane.
Purtroppo non posso dire lo stesso del finale, che in tre capitoli tira le fila delle varie vicende in maniera troppo forzata (personaggi che non si conoscono che in 5 minuti confidano segreti potenzialmente imbarazzanti, telefonate intercontinentali (negli anni '70!) fatte come se fossero interurbane, incontri a NY quasi del tutto fortuiti) e soprattutto con un inquietante sospetto nell'ultimo paragrafo - che non rivelo per non fare spoiler.
Tutto sommato però è stata una lettura piacevole.
Squadra: K2Libro: Acido solforico
Dalla libreria di: Eli
N° pagine:131
Commento:
Non ho capito se mi sia piaciuto oppure no, nè so dire se sia il libro migliore per approcciare Amélie Nothomb.
Una provocazione per sottolineare la cosiddetta pornografia del dolore messa in atto dai media per spettacolarizzare ormai qualunque cosa.
La Nothomb non offre soluzioni ma spunti di riflessione: spetta poi al lettore decidere come stanno realmente le cose, secondo la sua personale prospettiva.
Ci si chiede chi siano realmente i cattivi: gli organizzatori che hanno concepito questo macabro gioco? I Kapò che si abbassano a qualunque ingiuria pur di ingraziarsi gli spettatori? O il pubblico stesso che, osservando passivamente, sostiene lo scempio? E i prigionieri? Se fossero dall'altra parte della barricata si comporterebbero diversamente?
Ma soprattutto, può il bisogno di condividere i medesimi argomenti per sentirsi parte di una comunità, essere sufficiente a spiegare l'omologazione della massa anche quando questa è palesemente distruttiva?
Il finale mi ha lasciato interdetta: da un lato mi ha deluso, non mi è sembrato all'altezza della storia, ma dall'altro mi ha infastidito l'essere rimasta delusa. Cosa avrei voluto aspettarmi? Francamente non lo so. Quale può essere il giusto finale per una storia che si rivela eccessiva sin dall'inizio?
Sarò buonista, ma sono comunque contenta non si sia spinta oltre con i protagonisti a cui inevitabilmente ci si affeziona, e non perchè gli altri contino di meno ma, perfettamente in linea col principio di disumanizzazione espresso, sono gli unici personaggi di cui si conosce il nome, mentre gli altri si perdono nell'anonimato dei numeri di matricola.
Pannonique è una figura emblematica, forse troppo perfetta per essere vera, mostra come sia importante conservare dignità e civiltà per continuare a sentirsi umani anche nella bestialità. Zdena è l'esatto opposto, è l'incarnazione dell'ignoranza, quanto di più insulso possa esserci, ma sarà anche l'unico personaggio ad evolversi, a riprova che forse un briciolo di umanità sopravvive sempre.
Squadra: EverestLibro numero 3: Finché il caffè è caldo
Dalla libreria di: mia
N° pagine: 177
Commento:
Dopo averne sentito parlare tanto in questo ultimo anno, devo dire che ci sono rimasta un po' male.
Non so di preciso che cosa mi aspettassi - anche perché ultimamente non leggo più le sinossi - ma speravo almeno in un racconto più coinvolgente.
Non sono riuscita ad immedesimarmi nei personaggi, sentendoli distaccati, sebbene le storie (soprattutto (view spoiler) fossero alquanto struggenti.
Non ho molto apprezzato la struttura del romanzo: alla fine sono una serie di racconti, una serie di storie che si intrecciano all'interno del caffé.
E non mi è piaciuta per niente la meccanica della storia: (view spoiler)
Ma soprattutto: (view spoiler)che senso ha quella sedia?
La risposta dell'autore sul finale non mi convince.
Squadra: LhotseLibro: Le mezze verità
Dalla libreria di: Rowizyx
N° pagine: 330
Commento: Le storie dei componenti di una famiglia allargata inglese si intrecciano in questo romanzo, che risulta a mio avviso una lettura piacevole, sia per lo stile che per la trama, ma niente di più.
Ciao, non sicuro che il libro possa andare bene.Rowizyx è in un'altra squadra, sì, ma non gareggia nel Biathlon. Per adesso lo segno ma chiedo al
Anch'io avevo capito che si potessero guardare gli scaffali di tutti gli avversari, come abbiamo fatto per le olimpiadi estive
Francesco wrote: "Ciao, non sicuro che il libro possa andare bene.
Rowizyx è in un'altra squadra, sì, ma non gareggia nel Biathlon. Per adesso lo segno ma chiedo al CONICLGRI di fare chiarezza sul regolamento."
Va bene, bast che sia un tizio di un'altra squadra
Rowizyx è in un'altra squadra, sì, ma non gareggia nel Biathlon. Per adesso lo segno ma chiedo al CONICLGRI di fare chiarezza sul regolamento."
Va bene, bast che sia un tizio di un'altra squadra
Squadra: K2Libro: Come piante tra i sassi. Imma Tataranni e la storia sepolta
Dalla libreria di: mia
N° pagine: 240
Commento:
Ho fatto un po' fatica a seguire la storia, le azioni e i pensieri di Imma si susseguono molto, forse troppo, velocemente per i miei gusti. Per cui, con un po' di delusione, devo ammettere che è uno dei pochi casi in cui tendo a preferire il personaggio televisivo. Anche se, per motivi puramente personali e affettivi, ho apprezzato l'ambientazione a Nova Siri, paese della mia mamma: ho ritrovato nel racconto persino i nomi di alcuni negozi esistenti ancora oggi.
Squadra: EverestLibro numero 4: Coraline
Dalla libreria di: Alice
N° pagine: 156
Commento:
Una favola a tinte dark per grandi e piccini. Mi è piaciuta la storia del making of che ho letto nella prefazione: Gaiman ha iniziato a scrivere per la figlia più grande e l'ha finito per la figlia più piccola.
Ma anche perché il nome "Coraline" è uscito per colpa di un errore di scrittura, all'inizio la bambina doveva chiamarsi "Caroline".
Infine mi è piaciuto molto il messaggio bellissimo che vuole mandare alle sue bambine (e a tutti i bambini del mondo):
essere coraggiosi non vuol dire non avere paura, bensì essere capaci di non farsi paralizzare da essa, di agire accettandola e affrontandola.
«Le fiabe sono più che vere: non perché ci dicono che i draghi esistono, ma perché ci dicono che i draghi possono essere sconfitti.»
Squadra: EverestLibro numero 5: Skellig
Dalla libreria di: mio
N° pagine: 151
Commento:
Una bambina nata prematura in fin di vita, una vicina di casa che assomiglia molto a Hermione Granger e un tizio malaticcio che si nasconde nel garage.
Fine.
Sinceramente questo libro non l'ho capito.
Non ho capito perché il personaggio principale debba essere così ripugnante.
Non ho capito il messaggio che l'autore ha voluto dare con questa "favola".
Che gli angeli abitano questa terra e che sono nascosti dietro casa? Che sembrano usciti dal libro di Dracula perché sono tali e quali a un R.M. Renfield con l'artrite?
Boh. Non so cosa dire, se non che sono rimasta abbastanza indifferente.
Squadra: LhotseLibro: Il richiamo della foresta
Dalla libreria di: mia
N° pagine: 160
Commento: Un classico che non avevo mai letto.
E' la storia di Buck, un cane che viene rapito dalla sua casa in California e venduto come cane da lavoro nel freddo Nord.
Le esperienze dure e violente che sarà costretto a vivere risveglieranno in lui antichi istinti ai quali non potrà fare a meno di obbedire.
Un racconto intenso, con protagonista la natura: quella "fisica" fredda e spietata e quella che ogni essere vivente ha dentro di sè.
Squadra: LhotseLibro: In altre parole
Dalla libreria di: Cristina
N° pagine: 160
Commento: In questo libro l'autrice, scrittrice americana (anche se nata a Londra, da una famiglia di origine indiane), racconta del suo rapporto con la lingua italiana, per la quale prova un amore viscerale fin dal suo primo viaggio in Italia a 27 anni, e del suo percorso per impararla alla perfezione.
E' un libro con molte riflessioni interessanti e che mi è molto piaciuto, credo anche per ragioni personali: inanzitutto sento anch'io un legame abbastanza irrazionale, ma molto forte con una lingua straniera, per quanto non abbia mai avuto la costanza e la determinazione dell'autrice nel padroneggiarla come la lingua madre; in secondo luogo quest'anno sto ospitando con la mia famiglia una ragazza straniera, in Italia per un anno con un programma di studio, e ho trovato molto interessante leggere un altro punto di vista sulle dinamiche di apprendimento di un'altra lingua e le difficoltà e le frustrazioni affrontate durante tale percorso.
Squadra: EverestLibro numero 6: Zombie
Dalla libreria di: Annalisa
N° pagine: 184
Commento:
Da brava lettrice che NON legge le sinossi, mi aspettavo che questo libro parlasse di Zombie alla "vecchia maniera", ossia: non morti che spuntano da sotto terra e che vanno in giro a mangiare i vivi.. Beh non vi dico la meraviglia mentre lo leggevo.
Non c'è nulla di tutto ciò..
Il titolo è stato fuorviante, ma non del tutto errato.
La storia viene narrata dal punto di vista del protagonista, un vero e proprio genio del male. Una persona all'apparenza normale, con una famiglia normale e un lavoro normale.
Ma noi siamo nella sua testa e sappiamo che non è così. Attraverso i suoi pensieri veniamo a conoscenza delle sue perversioni, delle sue manie, ma soprattutto veniamo a conoscenza del suo grande sogno: creare uno zombie-bambolotto gonfiabile su cui sfogare le sue pulsioni sessuali.
Guardando solamente il suo punto di vista sembra che la cosa sia così innocente, così Normale, tanto da chiedersi, ad esempio, come mai possa essere in libertà vigilata per aver molestato un minore.
Un libro abbastanza frustrante perché, davanti a tanta violenza, non possiamo far altro che assistere impotenti a quello che succede (view spoiler)
Quentin P. è realmente esistito. L’autrice si riferisce a Jaeffrey Lionel Dahmer, serial killer che negli anni '80 uccideva le proprie vittime, smembrava i cadaveri e ne conservava i pezzi. [dal web]
Squadra: LhotseLibro: L'estate che sciolse ogni cosa
Dalla libreria di: mia
N° pagine: 384
Commento: quanto mi è piaciuto questo libro!!
è l'estate del 1984 quando a Breathed, Ohio, rispondendo all'invito di Autopsy Bliss, pubblicato su un giornale locale, arriva il diavolo nelle vesti di un ragazzino di tredici anni.
è un estate che sconvolgerà la vita della famiglia Bliss e dell'intera comunità.
una storia di sofferenza, accoglienza, rinascita e morte.
davvero consigliato!
Squadra: LhotseLibro: L'assassinio di Roger Ackroyd
Dalla libreria di: Cristina
N° pagine: 235
Commento: per me la Christie è una certezza, una lettura leggera e sempre piacevole. mi è piaciuto, il finale mi ha sorpresa, non avevo minimamente capito chi fosse il colpevole, ma d'altra parte non lo capisco mai!! ah ah
Squadra: LhotseLibro: Lasciami andare, madre
Dalla libreria di: mia
N° pagine: 130
Commento: uhm... per me è no!
Una madre che, ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, abbandona la famiglia per lavorare nei campi di concentramento del Führer come SS. In questo breve libro è descritto l'incontro, a distanza di 27 anni dall'unico altro incontro, tra madre e figlia.
Non mi è piaciuto, non metto in dubbio la veridicità del contenuto, ma la forma del dialogo con domande e risposte incalzanti mi ha dato, come spesso mi capita in questi casi, una sensazione di non autenticità, l'utilizzo di una forma del tutto strumentale a un fine, come a voler dimostrare una tesi. Emerge la conflittualità dei sentimenti dell'autrice nei confronti di sua madre, ma non ne ho colto la profondità e complessità. Forse limite mio, comunque non lo consiglio.
Squadra:K2Libro: Fontamara
Dalla libreria di: Francesco
N° pagine: 190
Commento:
Questo libro è un vero gioiello della storia e letteratura italiana, mi spiace solo non averlo letto prima.
La prosa dell'intera opera è talmente vivace che, se non fosse per la tragicità del messaggio, a tratti risulterebbe quasi allegra.
Attraverso il racconto delle vicende dei cafoni, contadini abitanti di Fontamara, viene spiegata l'ascesa del fascismo e di come sia riuscito ad affermarsi grazie a soprusi e inganni che hanno trovato terreno fertile nella bassa cultura della massa popolare. Sicuramente un'importante testimonianza di propaganda antifscista ma non solo. L'opera pone l'accento anche sulle mancanze del popolo, fatto di uomini diffidenti e troppo abituati a pensare ognuno per sè, in attesa che fosse sempre qualcun altro a doversi esporre, preoccupati solo di dover sborsare soldi nell'immediato e senza alcuna prospettiva di crescita futura che non fosse quella di avere un piccolo pezzo di terra da coltivare. Ovvio che una mentalità così elementare sia stata sopraffatta dalle burocratizzazione fascista e dall'intensificazione gerarchica. Ma alla fine, grazie al sacrificio del singolo, arrivano a sviluppare quella coscienza civile che li porterà finalmente a reagire in maniera unita e a denunciare le prepotenze subite.
I momenti che ho adorato maggiormente sono il panegirico di Berardo sul ragionare e non ragionare, insieme all'esame in piazza sul Chi evviva?. Assolutamente geniali! L'aspetto atroce è che, aldilà del regime politico, non ho visto molte differenze con le condizioni attuali: dittatura o no, sinistra o destra che sia, la storia non fa che ripetersi. Prima era la corsa al pezzo di terra, oggi al posto fisso. Ma davvero non riusciamo a fare meglio di così?
Squadra: EverestLibro numero 7: Ghiaccio
Dalla libreria di: mio
N° pagine: 177
Commento:
Avete presente l'espressione tira più un pelo di f... che un carro di buoi? beh questo libro ne è il manifesto.
Un uomo che corre a cercare una donna (albina) di cui forse è innamorato. La trova, ma questa è diventata una mezza schiava di un governatore. Fa di tutto per farla scappare. Scappano insieme.
Poi, a un certo punto, decide che non vuole stare con lei e la molla lì e se ne va. Ma poi torna, lei non lo vuole. Ma lui decide che devono stare insieme.
Fin.
Ah, e nel mezzo, qualche descrizione di come il mondo stia morendo a causa di un inverno nucleare (?) devastato dalla guerra.
Boh. Forse non ho capito l'allegoria, il messaggio, il dualismo con la vita dell'autrice (che sarebbe morta di lì ad un anno dalla pubblicazione di questo libro a causa di un'overdose di eroina) o altro che al momento mi sfugge.
Darei una stella.
Ma gliene do due. Un po' perché forse sono io a non aver capito niente di quest'opera. Un po' perché mi sono piaciute molto le (poche) descrizioni dell'ambiente catastrofico che fa da scenografia alla storia.
Squadra:K2Libro: Il libro delle ombre
Dalla libreria di: mia
N° pagine:213
Commento:
E' la storia di Morgan, diciassettenne che viene iniziata alla religione Wicca e scopre così di essere una Strega Ereditaria. L'ambientazione è quella di un liceo, teatro da sempre di amicizie che nascono, che si rafforzano e purtroppo si rompono, ma anche delle prime infatuazioni. Sarà che mi ha ricordato un pò il telefilm Streghe che guardavo con piacere da ragazza ma devo ammettere che, nonostante sia un libro per adolescenti, si è dimostrata una lettura davvero deliziosa, tant'è che l'ho letto tutto d'un fiato in un paio d'ore senza nemmeno rendermene conto!
Mi piacerebbe scoprire come prosegue, ma mi scoraggiano un pò le 15 opere di cui si compone l'intera serie.
Squadra: LhotseLibro: Morgana: Storie di ragazze che tua madre non approverebbe
Dalla libreria di: Virè
N° pagine: 240
Commento: mi era capitato di ascoltare con molto interesse il podcast di "Morgana" e con altrettanto piacere e interesse ho letto la storia di ciascuna delle 10 donne scelte per far parte di questa raccolta.
Come indicato nell'introduzione, si tratta di donne "strane, difficili, non convenzionali e persino stronze, a modo loro tutte vengono dal misterioso albero genealogico di Morgana, un seme che passa di mano in mano e arriva a chiunque, maschio o femmina, voglia vivere senza dover giustificare l’unicità della propria storia".
Tanti gli spunti di riflessione e di ispirazione, un libro non convenzionale a partire dalla dedica, sempre indicata nell'introduzione.
Squadra: LhotseLibro: I Pitard
Dalla libreria di: mia
N° pagine: 144
Commento: una lettura davvero piacevole, coinvolgente e immersiva al punto che mi sembrava di essere sulla nave durante la drammatica traversata descritta, sentivo come miei i dubbi e le angosce del comandante, ho vissuto la stessa frustrazione.
Primo libro di Simenon che leggo, credo proprio non sarà l'ultimo!
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Squadra:
Libro:
Dalla libreria di: mia/nickname avversario
N° pagine:
Commento:
Quando mettete il titolo del libro, se possibile, mettete anche il link all'edizione letta.