In Biblioteca puoi scoprire autori e opere che non conoscevi o di cui avevi sentito parlare ma che ancora non avevi avuto modo di leggere. Ed è per questo che abbiamo deciso di dedicare un angolo alla scoperta di questi "tesori nascosti".
Oggi l'opera prescelta è “Persepolis” di Marjane Satrapi.
È la storia della ragazzina Marjane a Teheran dai sei ai quattordici anni; sono gli anni della caduta del regime dello Scià Reza Pahlavi, del trionfo della Rivoluzione Islamica e della guerra contro l’Iraq. I suoi genitori, di larghe vedute, pur di garantirle un’adeguata istruzione e maturazione, non esiteranno a mandarla a Vienna, dove lei si scontrerà con l’incomprensione altrui proprio come nella sua città natale. È un ritratto indimenticabile delle contraddizioni di un paese e di come attraverso l’ironia e le lacrime si possa vivere l’adolescenza confrontandosi con le assurdità, i compromessi, la solitudine e i distacchi.
“Persepolis” parla dell’Iran e di come la sua gloriosa tradizione culturale sia stata messa in crisi dal suo passato recente, segnato dall’ascesa di regimi repressivi. Il progressivo e sanguinoso deterioramento delle libertà individuali è raccontato attraverso le vicende della famiglia Satrapi, di alta estrazione sociale, grande apertura mentale e orientamento politico decisamente progressista. Raccontare il proprio paese attraverso i ricordi personali e familiari è stata per l’autrice la scelta più naturale e onesta: una scelta autobiografica per ridare al suo paese l’immagine che merita.
Dopo l’11 settembre il senso di questo racconto per immagini è diventato per lei importante: il fondamentalismo islamico non coinciden con l’equivalenza Medioriente = terrorismo. Scoprire l’esistenza di un altro Medioriente, colto e pronto a difendere la libertà a tutti i costi, è ossigeno per chi dalla propaganda non vuole farsi travolgere. Per chi ricorda che cosa in Europa è successo durante la Seconda guerra mondiale, e che ogni regime ha avuto i suoi oppositori.
Il fatto che le storie di Satrapi siano autobiografiche (essendo parte della propria famiglia, delle sue amicizie e conoscenze) le rende non solo credibili, ma vicine alla sensibilità di chi ha raccolto i racconti della guerra e dei partigiani, dalle opere neorealiste o ancora meglio direttamente dai nonni. L’Iran di Satrapi non è un paese nemico, bensì uno scenario universale dove si vive, si soffre, si lotta e si ama. L’Iran di Satrapi potremmo essere noi. Il Medioriente non ci era mai sembrato così emotivamente vicino.
“Persepolis” è anche semplicemente la storia di una bambina che diventa donna e deve capire qual è il suo posto nel mondo. La schiettezza con cui Satrapi si mette a nudo, l’onestà con cui racconta i sensi di colpa, gli errori e il tentativo di suicidio rendono più toccante il suo racconto, ma sono le componenti di un percorso personale che è avvenuto non solo nella storia narrata nel fumetto, ma proprio attraverso l’atto concreto di scrivere e disegnare. Raggiunta la giusta distanza emotiva, Satrapi in tono leggero, che si fa grave senza scivolare nel patetico, con un’ironia che serve a rendere sopportabile la tragedia riesce a dare al proprio fumetto un vero cambiamento di prospettiva.
Marjane Satrapi (1969) è una fumettista, regista, sceneggiatrice e illustratrice iraniana naturalizzata francese. Nel 1983 i genitori di Marjane, allora quattordicenne, decidono di mandarla a Vienna, allo scopo di tenerla lontana da un regime divenuto sempre più oppressivo, in particolare verso le donne. Secondo quanto narrato nell'autobiografia a fumetti “Persepolis”, pubblicata in Italia da Edizioni Lizard in 4 volumi, e in seguito da Sperling & Kupfer e dal Gruppo Editoriale L'Espresso (nella collana I classici di Repubblica serie oro), la Satrapi trascorre nella capitale austriaca gli anni dell'adolescenza (scuole superiori, iscrivendosi poi alla facoltà di tecnologia che di fatto non frequentò mai), tornando poi, dopo un periodo difficile in cui visse anche come senzatetto, in Iran per frequentare l'università. Lì conosce un ragazzo di nome Reza, con il quale si sposerà; il matrimonio però non dura a lungo, e dopo il divorzio la Satrapi si trasferisce in Francia nel 1994, all'età di 25 anni. Oggi vive a Parigi, dove lavora come illustratrice ed autrice di libri per bambini. La carriera della Satrapi parte dall'incontro con David B., un fumettista francese, del quale ha adottato lo stile, soprattutto nelle sue prime opere. Nel 2006 la Sony Pictures Classics ha trasformato “Persepolis” in un film d'animazione, la cui diffusione è iniziata nel 2007. Scritto e diretto da Vincent Paronnaud assieme alla stessa Satrapi, la pellicola annovera tra le sue voci quelle di Chiara Mastroianni, Catherine Deneuve, Danielle Darrieux e Simon Abkarian.
Oggi l'opera prescelta è “Persepolis” di Marjane Satrapi.
È la storia della ragazzina Marjane a Teheran dai sei ai quattordici anni; sono gli anni della caduta del regime dello Scià Reza Pahlavi, del trionfo della Rivoluzione Islamica e della guerra contro l’Iraq. I suoi genitori, di larghe vedute, pur di garantirle un’adeguata istruzione e maturazione, non esiteranno a mandarla a Vienna, dove lei si scontrerà con l’incomprensione altrui proprio come nella sua città natale. È un ritratto indimenticabile delle contraddizioni di un paese e di come attraverso l’ironia e le lacrime si possa vivere l’adolescenza confrontandosi con le assurdità, i compromessi, la solitudine e i distacchi.
“Persepolis” parla dell’Iran e di come la sua gloriosa tradizione culturale sia stata messa in crisi dal suo passato recente, segnato dall’ascesa di regimi repressivi. Il progressivo e sanguinoso deterioramento delle libertà individuali è raccontato attraverso le vicende della famiglia Satrapi, di alta estrazione sociale, grande apertura mentale e orientamento politico decisamente progressista. Raccontare il proprio paese attraverso i ricordi personali e familiari è stata per l’autrice la scelta più naturale e onesta: una scelta autobiografica per ridare al suo paese l’immagine che merita.
Dopo l’11 settembre il senso di questo racconto per immagini è diventato per lei importante: il fondamentalismo islamico non coinciden con l’equivalenza Medioriente = terrorismo. Scoprire l’esistenza di un altro Medioriente, colto e pronto a difendere la libertà a tutti i costi, è ossigeno per chi dalla propaganda non vuole farsi travolgere. Per chi ricorda che cosa in Europa è successo durante la Seconda guerra mondiale, e che ogni regime ha avuto i suoi oppositori.
Il fatto che le storie di Satrapi siano autobiografiche (essendo parte della propria famiglia, delle sue amicizie e conoscenze) le rende non solo credibili, ma vicine alla sensibilità di chi ha raccolto i racconti della guerra e dei partigiani, dalle opere neorealiste o ancora meglio direttamente dai nonni. L’Iran di Satrapi non è un paese nemico, bensì uno scenario universale dove si vive, si soffre, si lotta e si ama. L’Iran di Satrapi potremmo essere noi. Il Medioriente non ci era mai sembrato così emotivamente vicino.
“Persepolis” è anche semplicemente la storia di una bambina che diventa donna e deve capire qual è il suo posto nel mondo. La schiettezza con cui Satrapi si mette a nudo, l’onestà con cui racconta i sensi di colpa, gli errori e il tentativo di suicidio rendono più toccante il suo racconto, ma sono le componenti di un percorso personale che è avvenuto non solo nella storia narrata nel fumetto, ma proprio attraverso l’atto concreto di scrivere e disegnare. Raggiunta la giusta distanza emotiva, Satrapi in tono leggero, che si fa grave senza scivolare nel patetico, con un’ironia che serve a rendere sopportabile la tragedia riesce a dare al proprio fumetto un vero cambiamento di prospettiva.
Marjane Satrapi (1969) è una fumettista, regista, sceneggiatrice e illustratrice iraniana naturalizzata francese. Nel 1983 i genitori di Marjane, allora quattordicenne, decidono di mandarla a Vienna, allo scopo di tenerla lontana da un regime divenuto sempre più oppressivo, in particolare verso le donne. Secondo quanto narrato nell'autobiografia a fumetti “Persepolis”, pubblicata in Italia da Edizioni Lizard in 4 volumi, e in seguito da Sperling & Kupfer e dal Gruppo Editoriale L'Espresso (nella collana I classici di Repubblica serie oro), la Satrapi trascorre nella capitale austriaca gli anni dell'adolescenza (scuole superiori, iscrivendosi poi alla facoltà di tecnologia che di fatto non frequentò mai), tornando poi, dopo un periodo difficile in cui visse anche come senzatetto, in Iran per frequentare l'università. Lì conosce un ragazzo di nome Reza, con il quale si sposerà; il matrimonio però non dura a lungo, e dopo il divorzio la Satrapi si trasferisce in Francia nel 1994, all'età di 25 anni. Oggi vive a Parigi, dove lavora come illustratrice ed autrice di libri per bambini. La carriera della Satrapi parte dall'incontro con David B., un fumettista francese, del quale ha adottato lo stile, soprattutto nelle sue prime opere. Nel 2006 la Sony Pictures Classics ha trasformato “Persepolis” in un film d'animazione, la cui diffusione è iniziata nel 2007. Scritto e diretto da Vincent Paronnaud assieme alla stessa Satrapi, la pellicola annovera tra le sue voci quelle di Chiara Mastroianni, Catherine Deneuve, Danielle Darrieux e Simon Abkarian.
A cura di Valentina Pascetta