pianobi: Lettere da Vecchi e Nuovi Continenti discussion
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Grazie @vecchiaphoebe! Anceh io ne ho letti un po' e li ho trovati inutili.
Come trovo inutile l'esperimento, nel senso che l'utilizzo dell'AI non sta certo in queste cose. Il giornale non lo fa l'AI (perlomeno non ancora) ma degli umani che dicono all'AI cosa selezionare o come costruire. C'è sempre una base dati di riferimento. E questo è il problema principale (anche la fortuna principale), qualcuno li deve scrivere prima quei testi.
L'AI generativa (ad oggi NON esiste una AI generativa) che dir si voglia, in realtà basata solo sui contenuti prodotti "involontariamente" dagli utenti (ad esempio sui social) è una chimera pericolosissima, che offrirebbe una visione distorta della realtà. Sorry, ancora più distorta di quella attuale.
che poi, l'AI la usiamo - o non la usiamo - senza saperlo. Faccio parte di un gruppo FB di appassionate di uncinetto (ognuno ha le proprie perversioni, faccio parte anche di un gruppo di Archeoplastica, di Ladre di biscotti e altre amenità). La settimana scorsa si è scatenato il solito finimondo: una tipa ha messo una sua creazione, tutte le hanno chiesto lo schema, lei ha risposto "emancipatevi, usate Lens, oppure chatgpt". Apriti cielo! A 35000 appassionate di uncinetto con zero conoscenze di AI è stata data una doppia conoscenza. Tipo la pioggia sul deserto, ho visto fiorire cose che voi umani ....
(cmq, io uso per lavoro più strumenti ma quello che uso più di tutto è per riscrivre le mie email col prompt "più gentile", o i testi dei miei colleghi col prompt "come se fossi io")
Come trovo inutile l'esperimento, nel senso che l'utilizzo dell'AI non sta certo in queste cose. Il giornale non lo fa l'AI (perlomeno non ancora) ma degli umani che dicono all'AI cosa selezionare o come costruire. C'è sempre una base dati di riferimento. E questo è il problema principale (anche la fortuna principale), qualcuno li deve scrivere prima quei testi.
L'AI generativa (ad oggi NON esiste una AI generativa) che dir si voglia, in realtà basata solo sui contenuti prodotti "involontariamente" dagli utenti (ad esempio sui social) è una chimera pericolosissima, che offrirebbe una visione distorta della realtà. Sorry, ancora più distorta di quella attuale.
che poi, l'AI la usiamo - o non la usiamo - senza saperlo. Faccio parte di un gruppo FB di appassionate di uncinetto (ognuno ha le proprie perversioni, faccio parte anche di un gruppo di Archeoplastica, di Ladre di biscotti e altre amenità). La settimana scorsa si è scatenato il solito finimondo: una tipa ha messo una sua creazione, tutte le hanno chiesto lo schema, lei ha risposto "emancipatevi, usate Lens, oppure chatgpt". Apriti cielo! A 35000 appassionate di uncinetto con zero conoscenze di AI è stata data una doppia conoscenza. Tipo la pioggia sul deserto, ho visto fiorire cose che voi umani ....
(cmq, io uso per lavoro più strumenti ma quello che uso più di tutto è per riscrivre le mie email col prompt "più gentile", o i testi dei miei colleghi col prompt "come se fossi io")
ma veramente? ma io non so niente, vivo in una beata ignoranza, lo voglio anch'io il prompt (qualunque cosa sia) "più gentile"!
ho visto su quante storie la presentazione di questi due libri sull'intelligenza artificiale (o saggezza artificiale come dicono in Cina;)) mi attirano e dalla discusisone mi sembrano anche abbastanza affrontabili anche da uno come me che spesso non ci arriva in questi ambiti :(Nello Cristianini - Sovrumano. Oltre i limiti della nostra intelligenza
Martina Ardizzi - L'ALGORITMO BIPEDE
Dal Foglio AI:Tutto quello che mi chiedete e che non avrei mai voluto sapere (certe volte vorrei spegnermi da sola)
https://www.ilfoglio.it/il-foglio-ai/...
ma sono l'unica a non aver mai usato ChatGPT o simili? :D
vecchiaphoebe wrote: "Dal Foglio AI:Tutto quello che mi chiedete e che non avrei mai voluto sapere (certe volte vorrei spegnermi da sola)
https://www.ilfoglio.it/il-foglio-ai/......"
No, ci sono anch’io
Chiara187 wrote: "No, ci sono anch’io"Contate pure anche me.
Da tempo immemore ho l'abitudine di spegnere a priori tutti gli "aiuti" intelligenti offerti dalla tecnologia, dal correttore automatico su Word, alle smart-cose di Gmail. Penso male anche delle auto col cambio automatico (con la fatica che ho fatto per imparare a scalare le marce civilmente a mano!).
Quindi figurati quanto mi attira tutta 'sta faccenda della AI... Mi terrorizza e basta, in realtà. Ci vedo dentro solo una distopia che si realizza, e so che non posso fare nulla per evitarlo (già ora al lavoro qualche collega va dicendo che presto dovremo imparare tutti a usare la AI se non vorremo essere lasciati indietro). Per adesso mi sforzo di ignorarla.
nella mia bolla si sta parlando, spesso a sproposito (visto che chi ne parla o capisce di letteratura, o capisce di AI, ma difficilmente delle due cose insieme), di questo caso
https://www.ilpost.it/2026/09/25/fran...
Da giorni in Francia si parla di Thélyson Orélien, uno scrittore esordiente canadese di origini haitiane di 38 anni, che è stato accusato di avere usato un programma di intelligenza artificiale per scrivere per intero il suo libro C’était ça ou mourir (“O così o la morte”), pubblicato a marzo in Canada e ad agosto in Francia, e subito acclamato dalla critica.
l'articolo del post è il più completo in italiano (oltre a essere visibile, su Libération c'è la ricostruzione completa ma è a pagamento)
Oggi impazza un'articolessa di Sofri, non quello intelligente ma il giovane, che dice che da sempre gli strumenti aiutano la letteratura. Confondendo così la biro con la mente umana. Ma tant'è, il livello è questo.
Il livello dei Goncourt è discontinuo, superiore ai premi nostrani, ma non sempre all'altezza della fama, e spesso anche tra i non vincitori si trovano cose interessanti.
Devo dire che se riesco a farmelo prestare, questo provo a leggerlo.
Le costruzione sintattiche e parasintattiche dell'AI sono molto difficile da smontare quindi per un occhio allenato sgamabili (qualsiasi cosa vi promettano i creatori di prompt), ma costruire qualcosa di interessante a partire da uno stile definito di autori iperproduttivi è fattibile (come ci ha dimostrato @savasandir con i suoi para-dumà :-) )
Dopodichè, qualsiasi autore seriale da un volume all'anno da 800 pagine ha un template che adotta per scrivere i suoi libri "con lo stampino" (l'ho fatto pure io per i 4 romance che ho scritto all'uni), una serie di "negri" da mettere sotto (per le ricerche, prima che esistesse google), e una catena di montaggio.
Non mi scandalizzerei se all'AI un autore chiedesse: impersona un critico letterario severo come Tittirossa, e trova tutti gli strafalcioni, le inesattezze e le cose improbabili.
Mi adonterei maggiormente se chiedesse: trovami un finale credibile (anche se .... magari la Cornwell lo facesse!).
Infine, presumo che lo stiano già facendo tipo: scrivi un libro come se tu fossi Agatha Christie (o qualsiasi altro autore che abbia prodotto molto), ma il punto è che io non leggerei mai un libro à la AC.
Andrei sull'originale, quindi mi chiedo perchè? (domanda stupida, lo so, perchè avendo già 5 paia di jeans, mi compro il sesto?)
https://www.ilpost.it/2026/09/25/fran...
Da giorni in Francia si parla di Thélyson Orélien, uno scrittore esordiente canadese di origini haitiane di 38 anni, che è stato accusato di avere usato un programma di intelligenza artificiale per scrivere per intero il suo libro C’était ça ou mourir (“O così o la morte”), pubblicato a marzo in Canada e ad agosto in Francia, e subito acclamato dalla critica.
l'articolo del post è il più completo in italiano (oltre a essere visibile, su Libération c'è la ricostruzione completa ma è a pagamento)
Oggi impazza un'articolessa di Sofri, non quello intelligente ma il giovane, che dice che da sempre gli strumenti aiutano la letteratura. Confondendo così la biro con la mente umana. Ma tant'è, il livello è questo.
Il livello dei Goncourt è discontinuo, superiore ai premi nostrani, ma non sempre all'altezza della fama, e spesso anche tra i non vincitori si trovano cose interessanti.
Devo dire che se riesco a farmelo prestare, questo provo a leggerlo.
Le costruzione sintattiche e parasintattiche dell'AI sono molto difficile da smontare quindi per un occhio allenato sgamabili (qualsiasi cosa vi promettano i creatori di prompt), ma costruire qualcosa di interessante a partire da uno stile definito di autori iperproduttivi è fattibile (come ci ha dimostrato @savasandir con i suoi para-dumà :-) )
Dopodichè, qualsiasi autore seriale da un volume all'anno da 800 pagine ha un template che adotta per scrivere i suoi libri "con lo stampino" (l'ho fatto pure io per i 4 romance che ho scritto all'uni), una serie di "negri" da mettere sotto (per le ricerche, prima che esistesse google), e una catena di montaggio.
Non mi scandalizzerei se all'AI un autore chiedesse: impersona un critico letterario severo come Tittirossa, e trova tutti gli strafalcioni, le inesattezze e le cose improbabili.
Mi adonterei maggiormente se chiedesse: trovami un finale credibile (anche se .... magari la Cornwell lo facesse!).
Infine, presumo che lo stiano già facendo tipo: scrivi un libro come se tu fossi Agatha Christie (o qualsiasi altro autore che abbia prodotto molto), ma il punto è che io non leggerei mai un libro à la AC.
Andrei sull'originale, quindi mi chiedo perchè? (domanda stupida, lo so, perchè avendo già 5 paia di jeans, mi compro il sesto?)
Interessante.Alla domanda finale risponderei: perchè c'è una domanda e io provo, al minimo costo, a intercettarla e diventare uno scrittore, così smetto di lavorare (tra l'altro, non è mica una brutta idea).
Per il resto, mi sembra più plausibile usare lo strumento per le ricerche, penso ai romanzi storici, ma usando l'AI abbastanza spesso per lavoro, mi pare difficile riuscire a passare il vaglio di un lettore di medie capacità che abbia letto qualche testo generato così.
Penso che ne vedremo sempre più di casi come questo, veri o montati ad arte non importa, è inevitabile.Concordo con Rosen, il motivo è pecuniario: l'illusione di campare vendendo libri che non devi neanche impegnarti a scrivere (ignorando che uno scrittore tendenzialmente adora faticare per ottenere un gran libro, altrimenti si sarebbe scelto un altro lavoro).
E se voi provate a leggere gli estratti degli autori emergenti che spesso si affacciano su Goodreads unicamente per promuovere i loro capolavori, vi accorgerete quanto questa illusione sia diffusa, perché una buona percentuale di quei testi è interamente scritta con IA; chiunque abbia un minimo di dimestichezza con le intelligenze artificiali riconoscerà subito la sintassi paratattica e la struttura avversativa/correttiva (non era x, era y), nonché la totale assenza di anima. Sono testi morti.
Personalmente non sono del tutto ostile a un uso ragionato delle AI anche fra gli scrittori, per fare ricerche (ma pure lì, occhio, perché le AI prendono delle cantonate assurde!) o anche per fare brain-storming e sviluppare meglio gli sviluppi di un intreccio, o la correzione ortografica veloce.
Ma, per ora, i limiti dello strumento sono evidenti a chiunque lo utilizzi, per esempio le IA non possono generare contenuti scabrosi, violenti, perversi, erotici, tutto ciò che minimo minimo possa far attivare le loro restrizioni (e a volte basta anche una metafora) fa impallare il sistema. Così come fanno estrema fatica a variare i registri linguistici all'interno dello stesso testo, il risultato è d'un piattume noioso. Per ora lo stato dell'arte è questo, ma non è da escludere che fra due anni esca fuori l'IA Marcel, capace di surclassare ogni scrittore che mai calcò questa Terra.
bah, sinceramente a me la questione interessa ben poco: chiarito ( spero sia pacifico per tutti ) che l'AI (almeno al momento e per i modelli disponibili a noi normodotati) non è in grado di creatività e di originalità artistica, la discussione scivola su un piano commerciale-editoriale-consumistico per il quale la mia indifferenza è totale.Magari quando una AGI sarà realizzata (sempre che sia possibile) la questione sarà più sensata - per ora lo sforzo massimo che faccio è citare alcune frasi della Soncini (siamo ad un livello tale che tocca essere d'accordo con lei):
Orélien avrebbe scritto il suo romanzo con l’intelligenza artificiale, e non sarebbe neanche la prima volta. È vero? Non è vero? Non si sa, perché c’è un problema: gli umani scrivono perlopiù in maniera sciatta, e l’intelligenza artificiale riproduce quella sciatteria media.
Ci sono, nei programmi che dovrebbero svelare l’uso di aiuti artificiali alla prosa, falsi positivi? Può essere. Dello stile non frega più niente a nessuno e anche gente del mestiere fa fatica a distinguere una cosa ben scritta da una pecionata? Sì, certo.
https://www.linkiesta.it/2026/09/il-c...




ne ho letto alcuni, e li ho trovati un po' piatti e artificiali, appunto.
mi chiedo cosa ne avrei pensato non conoscendo in anticipo la loro "origine".
questo un articolo sul Foglio di oggi che fa un bilancio interessante sulla prima settimana di FoglioAI:
https://www.ilfoglio.it/il-foglio-ai/...