pianobi: Lettere da Vecchi e Nuovi Continenti discussion
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Moby Dick o la Balena
I GdL del pianobi
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GdL Moby Dick - 1a tappa
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Grazie Titti!Oh bene che lo leggi in inglese, perché nella traduzione di Pavese nel secondo capitolo in un dialogo si dice "i gnocchi", può essere che sia una scelta dialettale, ma mi piacerebbe sapere se in originale o nelle altre traduzioni com'è in originale o nelle altre traduzioni.
Non ho ancora iniziato il libro, ma incuriosito ho provato a dare un occhio al capitolo 2, ma non ho trovato riferimenti a pietanze che potrebbero essere tradotti come gnocchi (i gnocchi? gli nocchi!). Ti ricordi in che punto del capitolo, o più o meno cosa veniva poco prima o poco dopo?
Scusate ho sbagliato : è nel cap. 3 pag 50 dell’edizione Adelphi:Il ramponiere è un tipo scuro di pelle. Non mangia mai i gnocchi lui,
"the harpooner is a dark complexioned chap. He never eats dumplings"
dumplings è qualsiasi tipo di pasta ripiena, dai tortelli ai gyoza, dai pel'meni ai pirogi.
dumplings è qualsiasi tipo di pasta ripiena, dai tortelli ai gyoza, dai pel'meni ai pirogi.
Detto questo, ragazzi miei, quindicesima riga dall'inizio del romanzo:
"With a philosophical flourish Cato throws himself upon his sword"
Ormai non c'è più GdL senza la mia presenza, questo è il terzo consecutivo.
"With a philosophical flourish Cato throws himself upon his sword"
Ormai non c'è più GdL senza la mia presenza, questo è il terzo consecutivo.
Eh eh, la bellezza di leggerlo in originale! Con un bel gesto filosofico Catone si getta sulla spada non ha lo stesso effetto.Comunque davvero questi gdL sono fantastici.
Grazie Cato, dunque è uno svarione dell’edizione italiana, a meno che non si voglia dare un’accezione dialettale…
Mmm, secondo me non è uno svarione, in italiano non c'è una parola generica per definire quel tipo di cibo, negli ultimi anni ha prevalso l'accezione ravioli per definire quelli asiatici (i ravioli cinesi, i ravioli giapponesi, i ravioli piastrati, ecc.), ma volendo essere pignoli i ravioli sono un tipo molto specifico di pasta e certo Pavese non poteva immaginarsi con un giorno sarebbe diventata parola generica (anche perché Pavese probabilmente manco sapeva cosa si mangiasse in estremo oriente).
Gnocchi è una parola che ha un significato più generico per sua natura, ne esistono di tantissimi tipi, anche ripieni, e a volte vengono usati per descrivere un tipo di pasta che tecnicamente gnocco non è (i malloreddus che vengono chiamati anche gnocchetti sardi, per esempio). Secondo me è una buona scelta per la traduzione.
Comunque ho letto il primo capitolo, stilistcamente è una perla ma ci sarà da combattere per leggerlo tutto in originale perché a tratti è ostico e ho pure trovato una parola che non solo non conoscevo, ma non c'è neanche sui dizionari ("judgmatically", ma l'ha detto google il significato). Ma ci si diverte anche così.
Gnocchi è una parola che ha un significato più generico per sua natura, ne esistono di tantissimi tipi, anche ripieni, e a volte vengono usati per descrivere un tipo di pasta che tecnicamente gnocco non è (i malloreddus che vengono chiamati anche gnocchetti sardi, per esempio). Secondo me è una buona scelta per la traduzione.
Comunque ho letto il primo capitolo, stilistcamente è una perla ma ci sarà da combattere per leggerlo tutto in originale perché a tratti è ostico e ho pure trovato una parola che non solo non conoscevo, ma non c'è neanche sui dizionari ("judgmatically", ma l'ha detto google il significato). Ma ci si diverte anche così.
grazie per avermi dato la spinta a tornare su queste pagine meravigliose. primo capitolo e già in estasi per "equoreo".gli gnocchi ci sono anche nella mia traduzione (nemi d'agostino).
Si è davvero bello questo inizio.Però mi riferivo a “i” invece che “gli” . Per questo pensavo a una forma dialettale per rendere il dialogo, che ci sta vista tutta la situazione
Catoblepa wrote: "Mmm, secondo me non è uno svarione, in italiano non c'è una parola generica per definire quel tipo di cibo, negli ultimi anni ha prevalso l'accezione ravioli per definire quelli asiatici (i ravioli..."
ricordatevi di powermobydick, c'è la spiegazione praticamente a tutto (quello che può essere dubbioso in inglese, ad esempio dumplings non lo è :-) ma una quick research mi dice che
The term "dumpling" emerged in 16th-century England, referring to simple "lumps" of dough cooked in liquid, with its exact root unclear but possibly related to Low German or the word "dump," notes the Online Etymology Dictionary. !
judgmatically è judiciously, e lo riporta anche il webster dictionary se non ho visto male
ricordatevi di powermobydick, c'è la spiegazione praticamente a tutto (quello che può essere dubbioso in inglese, ad esempio dumplings non lo è :-) ma una quick research mi dice che
The term "dumpling" emerged in 16th-century England, referring to simple "lumps" of dough cooked in liquid, with its exact root unclear but possibly related to Low German or the word "dump," notes the Online Etymology Dictionary. !
judgmatically è judiciously, e lo riporta anche il webster dictionary se non ho visto male
Ciao a tutti, vi seguirò con molto piacere, anche se non lo rileggerò....però i primi capitoli sono veramente una delizia!
Elalma wrote: "Si è davvero bello questo inizio.Però mi riferivo a “i” invece che “gli” . Per questo pensavo a una forma dialettale per rendere il dialogo, che ci sta vista tutta la situazione"
non mi ricordo se nella mia edizione gli gnocchi sono i gnocchi, stasera controllo
Evviva, mentre curiosamente porto a termine L'ultima sirena, che parla della Ritina di Steller, o vacca di mare (un mammifero marino estinto), inizio una nuova avventura marittima...
Krodì80 wrote: "Evviva, mentre curiosamente porto a termine L'ultima sirena, che parla della Ritina di Steller, o vacca di mare (un mammifero marino estinto), inizio una nuova avventura marittima..."Ciao Krodì cosa ne pensi dell'Ultima Sirena? L'ho ordinato in biblioteca, sono interessata a tutto ciò che gravita intorno all' Alaska.
Elalma wrote: "Si è davvero bello questo inizio.Però mi riferivo a “i” invece che “gli” . Per questo pensavo a una forma dialettale per rendere il dialogo, che ci sta vista tutta la situazione"
"gnocchi di pasta, buon dio! gnocchi di pasta per cena!"
nemi d'agostino ha tagliato la testa al toro ;-)
Comunque mi sta soprendendo: avevo già letto Bartleby e Benito Cereno, e riconosco la stessa precisione e fantasia nel linguaggio, ma quei due racconti erano anche estremamente trattenuti se paragonati alle libertà che si Melville si prende qui, andando a destra e a manco con descrizioni e digressioni. Delle libertà che si prende evidentemente sfruttando la forma lunga e che trovo irresistibili (per ora, vedremo al fantomatico capitolo sull'anatomia delle balene).
ho letto il primo capitolo, meraviglioso, a partire dal famosissimo incipit. sembra che ci sia già tutto: il mare come fuga dalla tristezza terrena, l'attrazione per il mistero, il pericolo e l'ignoto, la tensione spirituale, l'ossessione.
(peccato per le note a fine testo anzichè a fondo pagina)
Io con Moby Dick ho scoperto un mondo, sono così felice di averlo recuperato dopo anni di rifiuto, non so ancora se “per colpa” della traduzione di Pavese o dell’età troppo giovanile in cui lo lessi la prima volta. Devo dire che mi sono bevuta anche le digressioni più lunghe senza nessun problema.
Condivido le vostre impressioni, l'inizio è esaltante e folgorante. Mi ha colpito però un fatto, nonostante l'incipit sia uno dei (se non il più) famosi e citati della letteratura occidentale, in realtà non è il vero incipit, perchè il libro inizia propriamente con l'Etimologia. Sembra quasi che Ishmael, prima di presentarsi, abbia voluto indicare al lettore le "fonti" del suo racconto (etimologia e florilegio di citazioni).
"Call me Ishmael. "
Pavese lo traduce con il famosissimo " Chiamatemi Ismaele".
Ceni lo rende al singolare. "Chiamami Ismaele".
Sebbene entrambe siano corrette la forma singolare mi sembra che defraudi il lettore di un rapporto corale che il narratore crea con la sua platea. Sarà perchè ci siamo abituati al famoso plurale ma lo sento più familiare.
Avevo cominciato a leggere tempo fa MD nella traduzione di Meneghelli, quella di Pavese già all'epoca mi era sembrata un po' datata. Mi ero arenata perchè non era il momento giusto per leggerlo, perchè non gli avrei dato la giusta attenzione e mi dispiaceva sciuparlo così. Adesso ho cominciato con Ceni. E la differenza si vede. La prosa è veloce e mi sembra più " attuale".
Finora nulla da dire se non che in quanto donna di mare il mare chiama, sempre. E comprendo quella sensazione di volerlo avere vicino, esserci in mezzo il più possibile.
Sto per entrare nella locanda
Mi sono documentata anche sul nome. Sembra che con questo Ismaele, Melville abbia in qualche modo voluto ricompredere tutti gli orfani, i vagabondi, i diseredati della terra, gli uomini soli, come a voler chiarire fin dall'inizio una sorta di poetica: Ogni uomo è solo. Ed io non sono da meno.
Pavese lo traduce con il famosissimo " Chiamatemi Ismaele".
Ceni lo rende al singolare. "Chiamami Ismaele".
Sebbene entrambe siano corrette la forma singolare mi sembra che defraudi il lettore di un rapporto corale che il narratore crea con la sua platea. Sarà perchè ci siamo abituati al famoso plurale ma lo sento più familiare.
Avevo cominciato a leggere tempo fa MD nella traduzione di Meneghelli, quella di Pavese già all'epoca mi era sembrata un po' datata. Mi ero arenata perchè non era il momento giusto per leggerlo, perchè non gli avrei dato la giusta attenzione e mi dispiaceva sciuparlo così. Adesso ho cominciato con Ceni. E la differenza si vede. La prosa è veloce e mi sembra più " attuale".
Finora nulla da dire se non che in quanto donna di mare il mare chiama, sempre. E comprendo quella sensazione di volerlo avere vicino, esserci in mezzo il più possibile.
Sto per entrare nella locanda
Mi sono documentata anche sul nome. Sembra che con questo Ismaele, Melville abbia in qualche modo voluto ricompredere tutti gli orfani, i vagabondi, i diseredati della terra, gli uomini soli, come a voler chiarire fin dall'inizio una sorta di poetica: Ogni uomo è solo. Ed io non sono da meno.
Ufficialmente salpata anche io; in precedenza non sono mai riuscita a completarne la lettura, diciamo che avevo fatto qualche visita e dato uno sguardo panoramico. La lettura di queste prime pagine mi sembra abbastanza divertente, con un linguaggio assai particolare, desueto e originalissimo (leggo la traduzione di Fatica), assai denso che richiede un’attenzione non distratta. Anche qui troviamo gli gnocchi, per fortuna con l’articolo giusto, anche se penso che quella di Pavese sia una scelta e non una svista. In ogni caso mi piacerebbe capire di che cibo realmente possa trattarsi: mi pare difficile immaginare i “topini” toscani….
Iniziato oggi anch'io con la traduzione di Ceni. La lettura precedente, che risale ad almeno venti anni fa, era stata con la traduzione di Pavese. Come Amaranta sopra, anch'io ho trovato il singolare "chiamami" meno evocativo, ma forse la scelta è allineata con l'intento di rendere il tono colloquiale, così il narratore si rivolge singolarmente al lettore, come se stesse chiacchierando nello specifico solo con lui.
io in traduzione Ceni, sugli gnocchi ho proprio la nota (tra l'altro la comodità di leggere in ebook è che le note si cliccano, quindi non importa dove siano posizionate, solo che mi paiono un po' tantine), che spiega che sono pezzi di impasto cotti nel brodo e specifica proprio la parola "dumpling".comunque arrivata alla fine del capitolo 4, ho riso molto tra me e me per la descrizione del ramponiere
Ciao! Ho sempre procrastinato MD, ritenuto come romanzo di “avventura” non proprio nelle mie corde. Lo leggo con voi sperando di appassionarmi. Buona Lettura!
Queequeg usa verbi parzialmente coniugati, parole smozzicate, alcune storpiate, quasi nessun connettivo
ma quel sotto-sotto iniziale? in inglese è sub-sub e non capisco cosa voglia dire. cioè perché usare questa parola?
Perso il mio breve commento :/ Riscrivo:Non mi aspettavo un libro così affascinante e divertente (le pagine della ricerca di un posto per dormire e del ramponiere sono davvero qualcosa).
La traduzione di Ceni è molto scorrevole, certo i passaggi lunghi richiedono una certa attenzione, ma sono anche proprio piacevoli da rileggere.
Di Melville ho letto solo Bartleby lo scrivano e qualche pezzo di Benito Cereno e Billy Budd nelle antologie a scuola, quindi parto senza sapere cosa mi aspetta.
flaminia wrote: ""gnocchi di pasta, buon dio! gnocchi di pasta per cena!"nemi d'agostino ha tagliato la testa al toro ;-)
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anche Ceni, nessun articolo:
"non soltanto carne e patate, ma gnocchi; santo cielo! gnocchi per cena!"
e c'è la nota:
Dumplings: tocchetti di pasta da pane cotti insieme a zuppe o stufati.
Lo stupore credo sia dovuto al fatto che i panificati e in generale i prodotto a base di cereali, nei paesi anglosassoni, venivano perlopiù consumati a colazione (questo prima che l'influenza delle cucine italiana, messicana, cinese e indiana cambiasse parecchio le cose). Più o meno sarebbe come per noi vedere qualcuno che consuma un cappuccino dopo cena.
la mia edizione è priva di note. un po' vi invidio, un po' me ne frego, contando sulla mia sconfinata erudizione e, in casi estremi, su gugol.
flaminia wrote: "la mia edizione è priva di note. un po' vi invidio, un po' me ne frego, contando sulla mia sconfinata erudizione e, in casi estremi, su gugol.":D
Stamani ho riascoltato parte della prima tappa in audiolibro, ovviamente senza note, e mi sono resa conto che la continua consultazione delle note mi aveva fatto perdere in parte la continuità dei primi tre bellissimi capitoli (anche se The Spouter-Inn l'ho letto in inglese, e questo può aver contribuito anche se in realtà non ho percepito grosse difficoltà linguistiche, mi aspettavo molto peggio).
Cristina wrote: "Stamani ho riascoltato parte della prima tappa in audiolibro, ovviamente senza note, e mi sono resa conto che la continua consultazione delle note mi aveva fatto perdere in parte la continuità dei ..."eh, ma infatti sono contenta di non avere note, secondo me spezzano troppo il ritmo
flaminia wrote: "Cristina wrote: "Stamani ho riascoltato parte della prima tappa in audiolibro, ovviamente senza note, e mi sono resa conto che la continua consultazione delle note mi aveva fatto perdere in parte l..."
peraltro nella edizione di Ceni le note sono su cose magari banali (trinchetto ad esempio)
ma nessuno che abbia una idea su quel sotto-sotto (sub-sub)? a me sta perseguitando
peraltro nella edizione di Ceni le note sono su cose magari banali (trinchetto ad esempio)
ma nessuno che abbia una idea su quel sotto-sotto (sub-sub)? a me sta perseguitando
Tittirossa wrote: "ma nessuno che abbia una idea su quel sotto-sotto (sub-sub)? a me sta perseguitando"
Ma dov'è esattamente? Non lo ricordo (se l'ho già letto), ma magari stasera ci guardo.
Ma dov'è esattamente? Non lo ricordo (se l'ho già letto), ma magari stasera ci guardo.
flaminia wrote: "la mia edizione è priva di note. un po' vi invidio, un po' me ne frego, contando sulla mia sconfinata erudizione e, in casi estremi, su gugol."ma guarda, meglio. Ceni ne mette davvero troppe e spezzano tantissimo, perché poi non sai mai se valga la pena guardarle o no.
Tittirossa wrote: "ma quel sotto-sotto iniziale? in inglese è sub-sub e non capisco cosa voglia dire. cioè perché usare questa parola?"Capisco che "Sub-Sub" sta per "Sub-Sub-Librarian", cioè il sotto-sotto-bibliotecario (praticamente un bibliotecario di terzo livello) che ha compilato gli Extracts
Teresa wrote: "Tittirossa wrote: "ma quel sotto-sotto iniziale? in inglese è sub-sub e non capisco cosa voglia dire. cioè perché usare questa parola?"
Capisco che "Sub-Sub" sta per "Sub-Sub-Librarian", cioè il s..."
si, capito, mi ero persa il titolo!
Extracts
(Supplied by a sub-sub-librarian)
Capisco che "Sub-Sub" sta per "Sub-Sub-Librarian", cioè il s..."
si, capito, mi ero persa il titolo!
Extracts
(Supplied by a sub-sub-librarian)
Buon a mare a tutti! Proverò a seguirvi e spero di riuscire a rileggere almeno qualche capitolo.Ricordo ancora con emozione la lettura dei giorni che precedeno la partenza. Tra i più belli secondo me.
Evi * wrote: "Krodì80 wrote: "Evviva, mentre curiosamente porto a termine L'ultima sirena, che parla della Ritina di Steller, o vacca di mare (un mammifero marino estinto), inizio una nuova avve..."Cara Evi, L'ultima sirena è un bel libro in cui oltre alla fiction basata su riscontri storici c'è anche una gustosa parte scientifica, dove si parla di mammiferi estinti, musei e collezionisti di uova, missioni di naturalisti e molto altro, senza dimenticare la Ritina di Steller che ispira il romanzo. La parte sull'Alaska russa si svolge a Novo-Archangel'sk a metà ottocento, quindi l'Alaska non è la protagonista ma fa da sfondo a una parte del libro.
Tornando a Melville, sto leggendo con piacere i primi capitoli, assaporando gli gnocchi alla locanda dello Sfiatatoio e pregustando le prossime avventure marittime...
Krodì80 wrote: "Evi * wrote: "Krodì80 wrote: "Evviva, mentre curiosamente porto a termine L'ultima sirena, che parla della Ritina di Steller, o vacca di mare (un mammifero marino estinto), inizio ..."Grazie Krodì appena ho terminato il bellissimo Herscht 07769 di László Krasznahorkai lo comincio :-)
Ho completato la tappa.
Sento un tono leggero, foriero dell'avventura che stiamo per cominciare. Aiuta a simpatizzare con il personaggio.
Mi sono piaciute molto le descrizioni di New Bedford:
" D'estate la città è piacevole da vedersi, con i suoi splendidi aceri — lunghi
viali di verde e d'oro. E in agosto, alti nell'aria, gli splendidi e generosi ippocastani, come candelabri, offrono ai passanti i coni rastremati ed eretti dei loro compatti boccioli. Tanto onnipotente è l'arte, che in molti quartieri di New Bedford ha saputo sviluppare le più smaglianti terrazze di fiori su quelle sterili
rocce gettate via, come un rifiuto, l'ultimo giorno della Creazione."
Il tono cambia e si fa solenne in chiesa. Uomini e donne silenziosi come isole: rende il senso non solo della solitudine ma della lotta di ognuno.
Sublime, pura poesia, al capitolo 7, l'intonazione: " Oh! Tu i cui morti son sepolti sotto la verde erba, tu che in piedi tra i fiori puoi dire: qui, qui giace il mio adorato; tu non sai la desolazione che cova in quei petti. Che amare, inesorabili assenze in quei marmibordati di nero che non coprono ceneri! Che disperazione in quelle impassibili iscrizioni! Che micidiale vuoto e che spontanea infedeltà in quelle righe che paiono rosicare la Fede tutta, e rifiutare resurrezione a esseri periti senza un luogo e senza una tomba. e il discorso di Ismaele sulla vita e sulla morte sottende un pensiero di religiosità, immortalità solo sfiorato ma che secondo me più avanti si approfondirà meglio.
L'atmosfera in chiesa mi è piaciuta molto. Il discorso di Giona, neanche a dirlo. Siamo tutti Giona, peccatori inconsapevoli, che ci giochiamo tutto e solo nell'ultimo attimo, nel momento più buio e senza più speranza possiamo trovare una mano tesa verso di noi. Trovo sia un racconto di grande impatto.
Mi piace che ci siano più registri. Quello leggero del rapporto fra Ismaele e Queequeg e quello più drammatico che si profila quando compaiono le onde. Proseguo affascinata.
Sento un tono leggero, foriero dell'avventura che stiamo per cominciare. Aiuta a simpatizzare con il personaggio.
Mi sono piaciute molto le descrizioni di New Bedford:
" D'estate la città è piacevole da vedersi, con i suoi splendidi aceri — lunghi
viali di verde e d'oro. E in agosto, alti nell'aria, gli splendidi e generosi ippocastani, come candelabri, offrono ai passanti i coni rastremati ed eretti dei loro compatti boccioli. Tanto onnipotente è l'arte, che in molti quartieri di New Bedford ha saputo sviluppare le più smaglianti terrazze di fiori su quelle sterili
rocce gettate via, come un rifiuto, l'ultimo giorno della Creazione."
Il tono cambia e si fa solenne in chiesa. Uomini e donne silenziosi come isole: rende il senso non solo della solitudine ma della lotta di ognuno.
Sublime, pura poesia, al capitolo 7, l'intonazione: " Oh! Tu i cui morti son sepolti sotto la verde erba, tu che in piedi tra i fiori puoi dire: qui, qui giace il mio adorato; tu non sai la desolazione che cova in quei petti. Che amare, inesorabili assenze in quei marmibordati di nero che non coprono ceneri! Che disperazione in quelle impassibili iscrizioni! Che micidiale vuoto e che spontanea infedeltà in quelle righe che paiono rosicare la Fede tutta, e rifiutare resurrezione a esseri periti senza un luogo e senza una tomba. e il discorso di Ismaele sulla vita e sulla morte sottende un pensiero di religiosità, immortalità solo sfiorato ma che secondo me più avanti si approfondirà meglio.
L'atmosfera in chiesa mi è piaciuta molto. Il discorso di Giona, neanche a dirlo. Siamo tutti Giona, peccatori inconsapevoli, che ci giochiamo tutto e solo nell'ultimo attimo, nel momento più buio e senza più speranza possiamo trovare una mano tesa verso di noi. Trovo sia un racconto di grande impatto.
Mi piace che ci siano più registri. Quello leggero del rapporto fra Ismaele e Queequeg e quello più drammatico che si profila quando compaiono le onde. Proseguo affascinata.
il racconto di Giona non è nella seconda tappa?invece io in quel capitolo mi sono annoiata moltissimo, ma perché detesto tutto ciò che è morale religiosa
lise.charmel wrote: "il racconto di Giona non è nella seconda tappa?
invece io in quel capitolo mi sono annoiata moltissimo, ma perché detesto tutto ciò che è morale religiosa"
No, mi riferisco al sermone nel capitolo 7
invece io in quel capitolo mi sono annoiata moltissimo, ma perché detesto tutto ciò che è morale religiosa"
No, mi riferisco al sermone nel capitolo 7
lise.charmel wrote: "Il sermone nella mia edizione è il capitolo 9
°_°"
che edizione hai? Anche nelle mie, Aldephi/Pavese e Feltrinelli/Ceni il capitolo 9 ha titolo Sermone (e pure l'edizione NewtonCompton tradotta da Mereghelli)
- cmq, avendole scorse tutte e 3, la mania delle note esplicative (tutte su cose diverse nelle tre edizioni) è forte e presente in tutte!
se penso a Guerra e Pace, in cui non c'era una nota neanche a morire ....
°_°"
che edizione hai? Anche nelle mie, Aldephi/Pavese e Feltrinelli/Ceni il capitolo 9 ha titolo Sermone (e pure l'edizione NewtonCompton tradotta da Mereghelli)
- cmq, avendole scorse tutte e 3, la mania delle note esplicative (tutte su cose diverse nelle tre edizioni) è forte e presente in tutte!
se penso a Guerra e Pace, in cui non c'era una nota neanche a morire ....
lise.charmel wrote: "Il sermone nella mia edizione è il capitolo 9
°_°"
hai ragione, ho controllato meglio. ho fatto confusione io.
°_°"
hai ragione, ho controllato meglio. ho fatto confusione io.
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con un giorno di anticipo (domani e martedì sono un po' complicati e poi - con il mio lunghisssssssimo occhio - ho visto che qualcuno di voi ha già iniziato!) prendiamo il largo!
1a tappa - 12 gennaio - Etimologia-cap.VIII (pp. 21-74)
io non sono ancora riuscita a comperare il cartaceo Feltrinelli, ma tanto volevo iniziare in inglese+audiolibro quindi da qualche parte inizierò ;.)