Goodreads Italia discussion

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message 1: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 3280 comments Mod
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Libro:
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N° pagine:
Commento:

Quando mettete il titolo del libro, se possibile, mettete anche il link all'edizione letta. Si può leggere e quindi commentare dalle 0:01 del 14 febbraio


message 2: by Manuela (new)

Manuela Rotasperti (manu_pota) | 78 comments Squadra: Livigno
Libro:L'anno in cui parlammo con il mare di Andrés Montero
Genere: Narrativa sudamericana
Pagine: 264
Commento: È un bellissimo libro incentrato sul rapporto di due fratelli, le cui storie, il cui legame e le cui incomprensioni portano a riflettere sui concetti di tempo, identità, crescita. Il libro è ambientato in un'isola misteriosa che sembra quasi personificata al punto di conoscere profondamente i propri abitanti, quasi fossero dei figli con cui dialoga attraverso segni e memoria, creando un legame viscerale. L'autore Andrés Montero utilizza tra l'altro la prima persona plurale intensificando questo legame e dando vita ad un profondo romanzo corale, in cui le storie raccontate diventano un prezioso patrimonio per l'unità collettiva. Non manca un tocco di realismo magico che attraverso leggende, patti col diavolo ed elementi folcloristici contribuisce a creare un'eredità che permetterà a quest'isola di non smettere mai di esistere.Tra questi elementi ho amato e mi ha commosso tanto il cimitero della memoria, per ricordare chi il mare non ha mai restituito. La trama è molto ben articolata e presenta numerosi salti temporali: inizialmente limitati ai ricordi, per poi affrontare un lungo salto temporale dedicato al passato familiare, intervallato da ritorni al presente. Vi è anche una parte in prima persona, strutturata sotto forma diaristica, più intima, toccante, in cui il protagonista si mette a nudo di fronte ai propri errori, esterna il proprio dolore e consegna alla propria terra, da cui ha continuato a fuggire, quella verità che lo ricongiunge a lei, lei che in realtà non lo ha mai lasciato andare. Nel libro è presente anche un elemento misterioso, una "brutta roba" che non viene mai esplicitata ma si intuisce essere una pandemia. Interessante anche tutta la digressione su tutto ciò che contribuisce a rendere speciale una festa, che poi è anche il fulcro dell'epilogo che riconsegna i due fratelli alla comunità ed al suo abbraccio. La conclusione aperta che gioca sull'identità lascia un senso di leggerezza che smorza i toni più commoventi. Un libro davvero coinvolgente, che cattura con il magnetismo di una scrittura poetica che emoziona e che immerge nella sua atmosfera densa al punto di sentirsi quasi parte della comunità di questa isola magica.


message 3: by Manuela (new)

Manuela Rotasperti (manu_pota) | 78 comments Squadra: Livigno
Libro: I terrestri di Sayaka Murata
Genere: Horror
Pagine: 263
Commento: Viene considerato un horror e per buona parte del libro mi sono chiesta per quale motivo, finché non sono arrivata alla fine e di dubbi non potevano essercene!!! Il libro è in prima persona e la voce narrante trasporta il lettore nei pensieri e nelle emozioni della protagonista, creando un coinvolgimento intimo ma spesso anche destabilizzante per il suo modo di interpretare la realtà. Fin dall'inizio Murata Sayaka introduce degli elementi apparentemente magici, che non sono veri e propri fenomeni fantastici, ma riflettono la mente di Natsuki, dando vita ad un'atmosfera straniante e surreale. Il libro affronta diverse tematiche, che spingono spesso a riflettere: tra di esse spicca l'alienazione, questo senso di estraneità e distacco da una società vista esclusivamente come una fabbrica di esseri umani che producono altri esseri umani, in cui ognuno di loro diventa un ingranaggio del sistema sociale. Inquietante come la procreazione diventi un atto puramente meccanico, una funzione assimilabile alla produzione industriale, in cui non c'è spazio per l'amore, visto tristemente come "una droga prodotta dal cervello per spingere gli esseri umani ad accoppiarsi". Ho apprezzato tantissimo la prima parte, che ho trovato intensa e profondamente emotiva, in grado di far percepire alla perfezione la sofferenza e l'impotenza della protagonista e di provare per lei tanta tenerezza. La condizione di Natsuki in famiglia, purtroppo, è una situazione tutt'altro che insolita e mostra quanto i giudizi negativi su di una persona, considerata un'inetta, un'incapace, un mostro, proiettino su di lei la convinzione di essere tale. Molto presente nel libro è anche questo tema della violenza, sia domestica che sessuale. Commovente come la magia diventi per Natsuki uno strumento per proteggersi, un modo per estraniarsi ed allontanarsi da quella realtà insopportabile e sopravvivere. Molto forte è anche il senso di impotenza, soprattutto in un bambino, che si prova nel momento in cui nessuno presta ascolto alle nostre parole e alle nostre implicite richieste di aiuto. Nel romanzo si ritrovano poi diversi riferimenti religiosi, tra cui l'Obon, una delle festività giapponesi più importanti, in cui vengono onorati gli spiriti degli antenati. Passato il periodo dell'infanzia si assiste ad un salto temporale di 23 anni, anche se i fatti salienti di questo lungo arco temporale vengono recuperati e svelati dalla protagonista attraverso i ricordi. Da questo punto inizia la parte più disturbante del libro, in un crescendo disgustoso e sempre più demenziale e macabro, per giungere ad un epilogo adatto solo a stomaci forti. Indubbiamente interessanti sono tutte le riflessioni riguardanti le convenzioni e le etichette sociali che stabiliscono i criteri della normalità e di ciò che ne fuoriesce, imponendo degli standard che ledono la libertà individuale: è così che definirsi degli alieni diventa l'unico modo per sottrarsi. Ritengo però che l'autrice abbia trasformato la critica sociale in un orrore estremo un po' eccessivo: le scene di violenza gratuita ed i tabù infranti diventano davvero respingenti, ed in alcuni frangenti provocano un vero e proprio disgusto viscerale. D'altra parte è il terzo libro che leggo di questa autrice che reputo alquanto demenziale, eppure capace di scuotere gli animi su temi profondi, costringendo il lettore a guardare direttamente in faccia ipocrisie e costrizioni. Superato l'impatto non proprio piacevole delle scene più crude, resta comunque una potente riflessione sui temi trattati, che riesce a scuotere e turbare in modo molto più incisivo di un racconto tradizionale.


message 4: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 3280 comments Mod
Squadra: Anterselva
Libro: Le ottanta domande di Atena Ferraris
Genere: Letteratura contemporanea
N° pagine: 336
Commento: Sono un po' in difficoltà perché io voglio sinceramente bene ad Alice Basso, la serie di Vani – il primo in particolare – è uscito in un momento in cui stavo veramente male con me stessa e mi ha aiutato tantissimo. Nelle sue serie successive, però, la mia sensazione è che la casa editrice si sia limitata al line editing, cosa che è sicuramente una dimostrazione di fiducia ma che per certi versi non le permette di limare e far emergere al 100% la bellezza della sua scrittura. L'autrice, che non è la protagonista ma che ha sicuramente dei tratti in comune, si diverte come una matta nello scrivere, si legge, e tuttavia a volte forse sarebbe meglio "un po' meno". Un po' meno divagazione, un po' meno calco sulla questione, un po' meno spiegone, specie nei momenti cruciali della storia. Anche perché c'è una struttura complessa e la trama che lega la serie – la diagnosi di Atena come neurodivergente e il suo aprirsi al mondo e a nuove relazioni e possibilità – è già *tanta roba*: in ogni volume c'è una trama "gialla" estremamente blanda, le vicende del quartetto per risolvere il mistero, i flashback di Atena sulla sua infanzia e il modo in cui la madre ha cercato di aiutarla ad adattarsi al mondo, i giochi enigmistici... tanta roba, come ho detto. Quindi, per quanto il distrarsi sia parte del personaggio e della sua neurodivergenza, è fondamentale secondo me dosare le divagazioni in maniera più misurata. Non so, il libro rimane comunque una coccola piacevole – Alice è una scrittrice di mestiere che ha azzeccato un'ottima formula con queste serie di cinque volumi, uno all'anno, che si svolgono però in un arco temporale di qualche mese, dove il giallo fa da veicolo a tutto il resto che vuole dire – però mi dispiace quasi che non mi sia piaciuto di più. Ho percepito alcune problematiche che erano emerse anche col primo volume di Anita, e mi chiedo se sia appunto una mancanza di editing più mirato o se anche ci sia uno strizzare l'occhio ai fan che sta diventando troppo marcato.


message 5: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 3280 comments Mod
Squadra: Anterselva
Libro: Nodi
Genere: Graphic novel autobiografica
N° pagine: 208
Commento: Una bella prova d'esordio. Si sente tantissimo l'influenza di Zerocalcare ma anche di tanti altri fumettisti italiani nel disegno e nella storia di Fiamma, che nei nodi dei suoi capelli (sorella, ti capisco) trova una trasposizione grafica della sua depressione, con cui decide di fare i conti dopo una crisi profonda durante il secondo lockdown. Al posto dell'armadillo abbiamo la gatta Vanda, che potrebbe essere benissimo lo spirito guida di tutte noi ragazze di fine anni '80. Mi è piaciuta molto la metafora del nodo rimasto tra i capelli, il "seme" della depressione, che cresce e rende i capelli vivi e mostruosi. Ma anche il messaggio di speranza di questo lavoro.


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