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Racconti Sufi
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sì ma perché è giusto che siano sbagliate? dire che qualcosa è sbagliato non è sufficiente, né sarebbe necessario supportarlo con un racconto se questo non ne evidenziasse la cura per porre fine tanto all'ignavia quanto alle cattive intenzioni
e qual'è allora questa cura? è conoscere attraverso il racconto un aspetto sconosciuto di sé
quale sia questo aspetto ce lo sottolineano gli esempi: agire quando vorremmo non agire, non agire quando dovremmo agire
e qual'è allora questa cura? è conoscere attraverso il racconto un aspetto sconosciuto di sé
quale sia questo aspetto ce lo sottolineano gli esempi: agire quando vorremmo non agire, non agire quando dovremmo agire
è una bella storia. In effetti può sembrare un enigma senza via d'uscita. Quindi perché coprirlo se alimenterebbe il giudizio altrui?Ma perché non coprirlo? Perché doversi preoccupare continuamente del giudizio di ogni nostro gesto? Il giudizio altrui ci sarà sempre, in un modo o nell'altro. In una scelta o nell'altra. Perché invece non scegliere semplicemente l'Amore e quello che ognuno di noi dinanzi ad una situazione simile, vorrebbe che fosse fatto a se stesso se si trovasse nei suoi panni? In questo caso senza :-).Certamente è una bella lezione, non sempre un gesto considerato buono secondo il nostro punto di vista, si rivela come corretto nella pratica




Comincerei da "Le Buone Intenzioni":
Un maestro Sufi domandò ai suoi discepoli: "Se qualcuno si addormentasse con le parti intime scoperte, voi cosa fareste?"
"Provvederemmo subito a coprirgliele" replicò un discepolo.
"Attenti alle buone intenzioni!" disse il Sufi.
"Siete sicuri che agireste così?"
E dopo una pausa aggiunse: "quando qualcuno viene calunniato e voi restate ad ascoltare, gettate acqua sul bagnato. In tal modo voi stessi, contribuite a screditarlo!"
secondo voi cosa vuole dire questo racconto?