“Somehow the people who made tennis shoes knew what boys needed and wanted. They put marshmallows and coiled springs in the soles and they wove the rest out of grasses bleached and fired in the wilderness. Somewhere deep in the soft loam of the shoes the thin hard sinews of the buck deer were hidden. The people that made the shoes must have watched a lot of winds blow the trees and a lot of rivers going down to the lakes. Whatever it was, it was in the shoes, and it was summer.”
― Dandelion Wine
― Dandelion Wine
“Con il diretto delle sette e ventuno Maria si reca nella capitale. Al mercato di via Sannio, sulla bancarella «der carzettaro», il quale non fa altro che rimestare nella patta dei pantaloni gemendo: «È ritornato Mario», trova due paia di calze bianche, orlate da una banda appiccicosa di pizzo imitazione valenciennes siliconato, che si disputa con una infermiera del limitrofo ospedale di San Giovanni. Anche se il modello autoreggente con pizzo non sembra il più indicato per le mansioni che dovrà svolgere a Lourdes, l’assoluta convenienza del prezzo, millecinquecento al paio, nonché un sospetto di compiaciuta civetteria, la inducono all’acquisto. Subito dopo si pente e vorrebbe rivendere le calze all’infermiera.
Le spille da balia necessarie per appuntare il velo e i guanti di filo bianco li compra invece in un’antiquata merceria; le spille saranno incartate in un pezzo di giornale. Maria non oserà pretendere lo scontrino fiscale.
Vorrebbe risparmiare anche sull’acquisto obbligatorio delle calzature. Dopo due giorni di peregrinazioni finalmente trova, in un mercato rionale gremito di massaie sudaticce, per sole undicimila lire un paio di scarpe da tennis bianche, prodotte in remote manifatture cinesi, che puzzano di topicida, uno o forse due numeri più grandi del suo, che è già un numerone, accorgendosi soltanto una volta tornata a casa che si tratta di due destre; quindi dal bancarellaro definito «atomico», un paio di zoccoletti di plastica bianca traforata a imitazione camoscio, così tanto corti che mezzo calcagno spunta dall’esiguo plantare.
Gli zoccoli Flyflot le piacciono molto, poiché la innalzano di colpo al rango di infermiera. Inoltre il marchio Flyflot evoca nella sua mente la Russia letteraria, Radost’-Stradanie, le novelle di Čechov, soprattutto Il duello, dove una certa Nadežda Fëdorovna, che Maria immaginava dovesse avere lo stesso ovale perfetto e i tratti squisiti della sua insegnante di lettere del liceo di provincia dove aveva studiato, sfoglia, con il tocco nervoso delle donne che si annoiano, nello strombo di una finestra in una stazione balneare della Crimea, la «Revue des Deux Mondes» sognando l’Amore, e poi scrive una lettera dagli effetti disastrosi.”
― Lourdes
Le spille da balia necessarie per appuntare il velo e i guanti di filo bianco li compra invece in un’antiquata merceria; le spille saranno incartate in un pezzo di giornale. Maria non oserà pretendere lo scontrino fiscale.
Vorrebbe risparmiare anche sull’acquisto obbligatorio delle calzature. Dopo due giorni di peregrinazioni finalmente trova, in un mercato rionale gremito di massaie sudaticce, per sole undicimila lire un paio di scarpe da tennis bianche, prodotte in remote manifatture cinesi, che puzzano di topicida, uno o forse due numeri più grandi del suo, che è già un numerone, accorgendosi soltanto una volta tornata a casa che si tratta di due destre; quindi dal bancarellaro definito «atomico», un paio di zoccoletti di plastica bianca traforata a imitazione camoscio, così tanto corti che mezzo calcagno spunta dall’esiguo plantare.
Gli zoccoli Flyflot le piacciono molto, poiché la innalzano di colpo al rango di infermiera. Inoltre il marchio Flyflot evoca nella sua mente la Russia letteraria, Radost’-Stradanie, le novelle di Čechov, soprattutto Il duello, dove una certa Nadežda Fëdorovna, che Maria immaginava dovesse avere lo stesso ovale perfetto e i tratti squisiti della sua insegnante di lettere del liceo di provincia dove aveva studiato, sfoglia, con il tocco nervoso delle donne che si annoiano, nello strombo di una finestra in una stazione balneare della Crimea, la «Revue des Deux Mondes» sognando l’Amore, e poi scrive una lettera dagli effetti disastrosi.”
― Lourdes
Mirumir’s 2025 Year in Books
Take a look at Mirumir’s Year in Books, including some fun facts about their reading.
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