Goodreads helps you follow your favorite authors. Be the first to learn about new releases!
Start by following Federico De Roberto.
Showing 1-27 of 27
“La storia è una monotona ripetizione; gli uomini sono stati, sono e saranno sempre gli stessi.”
― I Vicerè
― I Vicerè
“Egli non le chiese perdono, ostentò da quella sera di non lasciarla un momento, come sacrificandosi, nonostante ella lo pregasse di fare ciò che gli piaceva, per non vedergli sempre quell'aria rannuvolata.”
― L'illusione
― L'illusione
“Come le si era chiuso il cuore ai primi disinganni, nel vedere che l'amor suo non bastava a Raimondo, che egli pensava diversamente da lei, che faceva consistere la felicità in cose senza valore per lei!”
― I Viceré
― I Viceré
“In mezzo alle distrazioni [...], il pensiero di Paolo le tornava alla mente. Aveva una ansiosa curiosità di sapere ciò che egli faceva, che cosa provava per lei. Immaginava che fosse pentito della rottura, che si disperasse ricordando la felicità perduta, che una fiera battaglia si combattesse nell'animo suo tra la passione e l'orgoglio. La figura di lei doveva sempre stargli dinanzi, seguirlo dovunque, impedirgli di pensare ad altro! Era bene che fosse così, che egli soffrisse dopo averla fatta soffrire!...”
― L'illusione
― L'illusione
“«Partire? Per andare dove? [...] Questi non sono tempi da lasciare il proprio paese!»”
― I Vicerè
― I Vicerè
“«E che volete che venga a fare? Per vedere l'elefante di piazza del Duomo? Voialtri vi siete
fitto in capo che questa sia una città, e non volete capire che invece è un miserabile paesuccio
ignorato nel resto del mondo. Donn'Isabella, dite voi: quando mai l'avete udito nominare, fuori?...»”
― I Vicerè
fitto in capo che questa sia una città, e non volete capire che invece è un miserabile paesuccio
ignorato nel resto del mondo. Donn'Isabella, dite voi: quando mai l'avete udito nominare, fuori?...»”
― I Vicerè
“Adesso ella intravvedeva, più distintamente di prima, una cosa orribile: la morte di quell'amore... [...].
No; l'errore era stato suo, nell'aver prestato fede a quell'uomo. Scettico e ambizioso, declamatore e vano, ella lo vedeva qual era.”
― L'illusione
No; l'errore era stato suo, nell'aver prestato fede a quell'uomo. Scettico e ambizioso, declamatore e vano, ella lo vedeva qual era.”
― L'illusione
“I libri le avevano fatto un gran male, eccitando la sua immaginazione, pascendola di allettanti finzioni, di chimere seducenti; ma oramai era troppo tardi per smettere, il male era già fatto, e nonostante la sua sfiducia, le restava in fondo al cuore inassopito il bisogno di commozioni, di scosse, di palpiti.”
― L'illusione
― L'illusione
“Ella non sapeva pronunziare queste parole per sbarazzarsi dell'uomo che era stato tanta parte della sua vita; [...]. Ma che cosa avrebbe fatto sola? Fin dove sarebbe precipitata? Quali miserie l'aspettavano ancora?... E il suo cuore si chiudeva dall'angoscia, dal terrore; nessuna speranza luceva per lei: come sarebbe stato meglio morire! Perché non era morta?...”
― L'illusione
― L'illusione
“Saliva dalla via un rumore come d'alveare, tanta era la folla, e il campanone del Duomo coi
suoi rintocchi lenti e gravi pareva batter la solfa alle campane della badia, della Collegiata e dei
Minoriti: «Viva Sant'Agata!...» Tutte le signore s'inginocchiarono; Teresa, prostrata, col capo basso,
gli occhi fissi alla Santa, si fece il segno della croce. Cominciava lo sparo dei fuochi d'artificio
pagati dal principe; in mezzo al fumo che pareva quello d'una battaglia lampeggiavano i colpi rapidi
e frequenti come le scariche di un reggimento; le grida di viva si perdevano in mezzo al fragore
degli scoppi e solo vedevansi sul mar delle teste sventolare i fazzoletti come sciami di colombe
impazzate.”
― I Vicerè
suoi rintocchi lenti e gravi pareva batter la solfa alle campane della badia, della Collegiata e dei
Minoriti: «Viva Sant'Agata!...» Tutte le signore s'inginocchiarono; Teresa, prostrata, col capo basso,
gli occhi fissi alla Santa, si fece il segno della croce. Cominciava lo sparo dei fuochi d'artificio
pagati dal principe; in mezzo al fumo che pareva quello d'una battaglia lampeggiavano i colpi rapidi
e frequenti come le scariche di un reggimento; le grida di viva si perdevano in mezzo al fragore
degli scoppi e solo vedevansi sul mar delle teste sventolare i fazzoletti come sciami di colombe
impazzate.”
― I Vicerè
“Né credeva alla sincerità della fede altrui. Monarchia o repubblica, religione o ateismo, tutto era per lui quistione di tornaconto materiale o morale, immediato o avvenire. Al Noviziato aveva avuto l’esempio della sfrenata licenza dei monaci che avevano fatto voto dinanzi al loro Dio di rinunziare a tutto; in casa, nel mondo, aveva visto che ciascuno tirava a fare il proprio comodo sopra ogni cosa. Non c’era dunque nient’altro fuorché l’interesse individuale; per soddisfare il suo amor proprio egli era disposto a giovarsi di tutto.”
― The Viceroys
― The Viceroys
“l'altro quello che sorge in piazza del Duomo, sulla fontana dell'Elefante; monumento singolare dove sono rappresentate o simboleggiate tre civiltà: la punica, dall'elefante che i Catanesi tolsero a stemma — come si vede fin da un suggello del conte di Paternò — per avere respinto gli assalti dei Cartaginesi, nonostante che la loro cavalleria fosse provveduta d'uno squadrone di questi spaventosi pachidermi; l'egizia, dall'obelisco che, o servisse di meta nel circo, o fosse invece qui trasportato al tempo delle Crociate, viene presumibilmente dalla terra dei Faraoni, e forse dalle cave di granito di Siene, e ne parla con i geroglifici che vi sono scolpiti; e da ultimo la cristiana, dal globo, dalle palme, dall'Epigrafe angelica e dalla croce che lo incoronano.”
― Catania
― Catania
“Che cosa aveva fatto in otto anni di deputazione? Come un burattino, aveva alzato ed abbassato il capo, per dire sì o no, secondo gl’imbeccavano! E avesse una volta, una sola volta, aperto la bocca! Si scusava col dire che il pubblico lo sgomentava; ma la verità era che non aveva neppur un'idea in fondo alla zucca, non sapeva scrivere un rigo senza fare sette spropositi; e credeva di poter nascondere la sua supina ignoranza con l'aria di presunzione e di sufficienza! E a una bestia di tale cubatura affidavano tutti gli affari della città e della provincia, lasciavano dettar sentenze intorno a ogni sorta di quistioni: d'istruzione pubblica, di ingegneria, di musica, di marina!... Non contento di esercitare personalmente tanto potere, ficcava i suoi aderenti da per tutto perché facessero il suo giuoco.”
― The Viceroys
― The Viceroys
“E non riconobbe che anche lei non lo amava più, che quell'amore non era l'amore sognato, che quell'uomo non le piaceva. [...].
La passione aveva legittimato il suo fallo: ella non voleva sentirsi dire che si era ingannata.”
― L'illusione
La passione aveva legittimato il suo fallo: ella non voleva sentirsi dire che si era ingannata.”
― L'illusione
“E tutto l'orrore della propria miseria le si rivelò. Ella era definitivamente abbandonata, senza una parola, come l'ultima delle donne. [...].
Pensando all'abisso nel quale sarebbe caduta, sentiva la tentazione di scrivere a Paolo, di cedere, di richiamarlo. Egli l'aveva crudelmente ferita; ma era sempre l'uomo che le aveva fatto battere il cuore, a cui ella aveva dato tutta se stessa!”
― L'illusione
Pensando all'abisso nel quale sarebbe caduta, sentiva la tentazione di scrivere a Paolo, di cedere, di richiamarlo. Egli l'aveva crudelmente ferita; ma era sempre l'uomo che le aveva fatto battere il cuore, a cui ella aveva dato tutta se stessa!”
― L'illusione
“Odiava i giorni monotoni che non le portavano nessuna emozione, che scorrevano per lei come per tutti gli altri. Ella si sentiva fatta in un modo diverso dal comune, si sentiva destinata a qualche cosa di alto e di grande. Chi aveva un cuore come il suo? Chi poteva comprenderla?”
― L'illusione
― L'illusione
“Non occorre dunque spiegare perchè il barocco trionfa in queste moderne architetture: un barocco che sotto l'influenza dello spagnolismo unito all'enfasi meridionale, gonfia le gote dei suoi mascheroni, moltiplica le cariatidi ed i puttini, distende ed allaccia i più pesanti festoni, aduna ed ammonticchia i più vistosi motivi decorativi. Barocche”
― Catania
― Catania
“Quando c'erano i Viceré, i nostri erano Viceré; adesso che abbiamo il parlamento, lo zio è deputato!”
―
―
“Come credeva alla iettatura, era incrollabile nell’opinione che il colera fosse un malefizio, un espediente di governo inteso a sfollare le popolazioni, a incutere un salutare timore nei superstiti. Dinanzi allo zio duca, sapendolo dell’opinione contraria, più «progressista», cioè che la peste venisse per correnti atmosferiche, taceva prudentemente; ma con Fersa si sbottonava, derideva le quarantene e tutti gli altri amminnicoli fatti per darla a bere ai gonzi.”
― I Vicerè
― I Vicerè
“[...] noi non scegliamo il tempo nel quale veniamo al mondo; lo troviamo com'è, e com'è dobbiamo accettarlo. Del resto, se è vero che oggi non si sta molto bene, forse che prima si stava d'incanto?”
― I Vicerè
― I Vicerè
“Il Foro, secondo Vitruvio, aveva forma di parallelogramma, con una piazza nel mezzo, girata da un portico a colonne; secondo il Bolano era di pianta quadrata, a due piani; al”
― Catania
― Catania
“Ma, se riprendeva a leggere romanzi, sognava di vivere nell'alta società, di essere corteggiata, di essere amata; e quei desideri la struggevano.”
― L'illusione
― L'illusione
“Ma qui bisogna finirla con questo andirivieni continuo!
Bisogna decidersi a stare in un posto qualunque, ma stabilmente, a casa propria, coi figli, come tutti
gli altri cristiani...”
― I Vicerè
Bisogna decidersi a stare in un posto qualunque, ma stabilmente, a casa propria, coi figli, come tutti
gli altri cristiani...”
― I Vicerè
“Ed ella sentiva che era un altro inganno quell'immaginarsi oggetto di attenzione di qualcuno, quella nuova aspettazione di essere capace di vincere la diffidenza che la amareggiava...[...]. Ah, se l'autore di quella rovina avesse potuto leggerle il cuore, vederne lo strazio! [...]. Poi, i rimproveri che rivolgeva verso di lui cadevano anch'essi; ella riconosceva la propria parte d'errore.”
― L'illusione
― L'illusione
“[...], ella pensò allo strano giuoco del destino, alla disperazione fatale delle intenzioni e dei sentimenti.”
― L'illusione
― L'illusione



