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“(...) sono profondamente persuaso che la difesa della civiltà della Alpi non debba riecheggiare miti passatisti del "buon tempo perduto" per poter vivere o, peggio, sopravvivere. Sarebbe fuori luogo rifunzionalizzare lo stereotipo del laudator temporis acti (...) ma ritengo che, forte di una tradizione comunitaria (Gemeinschaft), la società alpina debba affrontare la completssità dei tempi nuovi senza complessi di inferiorità o tentativi di chiusura in un anacronistico "splendido isolamento".”
― Il tramonto delle identità tradizionali. Spaesamento e disagio esistenziale nelle Alpi
― Il tramonto delle identità tradizionali. Spaesamento e disagio esistenziale nelle Alpi
“Le montagne alpine sono state popolate da genti di pianura e da genti rivierasche (Liguri, Celti e, dopo la romanizzazione imperiale, Germani e Slavi ma, anche, Saraceni) sia di qua (versante padano) che di là (versante rodaniano, renano e danubiano) dallo spartiacque principale. I nuovi residenti sono diventati, così, dei veri montanari ed hanno costruito, per l'esperienza vissuta sul territorio, quei modelli di vita e di comportamento che definiamo cultura alpina. Pertanto, possiamo affermare che "montanari non si nasce ma si diventa" proprio alla luce di pratiche di adattamento apprese socialmente (e non innate geneticamente), mediante la trasmissione di saperi e consuetudini codificate dalla pratica.”
― Il tramonto delle identità tradizionali. Spaesamento e disagio esistenziale nelle Alpi
― Il tramonto delle identità tradizionali. Spaesamento e disagio esistenziale nelle Alpi
“La cultura urbana dominante sembra aver ridotto o annullato la capacità di dialogo, confronto, ibridazione, appiattendo le Alpi e i montanari su una posizione di acritica sottomissione alla civiltà globale, oppure di nostalgica difesa di un passato che non c'è più. Paradossalmente le Alpi sono per molti versi più isolate oggi che nel secolo scorso, o nei secoli precedenti, oscillando fra la tentazione del rifugio e il destino della colonia.”
― Il tramonto delle identità tradizionali. Spaesamento e disagio esistenziale nelle Alpi
― Il tramonto delle identità tradizionali. Spaesamento e disagio esistenziale nelle Alpi
“(su Tolomei) La lingua e la mentalità extra-alpine diventano potenti strumenti di colonizzazione culturale delle genti delle Alpi. Attraverso tali strumenti le città e le pianure (...) detengono una leadership indiscussa. Le radici del conflitto culturale e del disagio psichico sono del tutto evidenti: la montagna alpina è più che mai "periferia dell'impero" e le sue genti diventano "minoranze barbariche".”
― Il tramonto delle identità tradizionali. Spaesamento e disagio esistenziale nelle Alpi
― Il tramonto delle identità tradizionali. Spaesamento e disagio esistenziale nelle Alpi
“Era come se nell'arco di una giornata si concentrasse un lungo viaggio: in montagna basta camminare poche ore per passare dal caldo al freddo, dai fiori al ghiaccio, per avere in verticale la sinossi di vite troppo spesso appiattite, orizzontali, le cui prospettive si chiudono, claustrofobiche, al primo ostacolo.”
― Un'estate in alpeggio
― Un'estate in alpeggio
“Nell'affrontare il tema del popolamento o spopolamento montano, spesso ricorre il pregiudizio che attribuisce al montanaro un'indiscussa origine autoctona, una specie di "nativismo indigeno", che lo porrebbe al riparo di contaminazioni o ibridazioni etnoculturali "aliene". Gli studi storici ed etnografici dimostrano, invece, che l'osmosi tra il monte ed il piano è stata da sempre un elemento fondamentale della dinamica demografica (l'uomo del Similaun insegna).
Ne discende, come paradigma esplicativo dei processi di formazione della montanità, la necessità di ricostruire la provenienza del popolo montanaro a partire dall'opera di colonizzazione dissodatrice dei primi abitanti (destinati ad una stabile sedentarizzazione residenziale). La spinta economica di tipo agricolo e zootecnico, alla base della nascita di un'organizzazione sociale complessa nelle terre alte, è all'origine di quella presa di possesso del territorio che si è tradotta nella costruzione del "paesaggio culturale". All'interno della morfologia dei paesaggi, quello montano nasce proprio da un incontro/scontro dell'uomo socialmente organizzato con le asperità della natura.”
― Il tramonto delle identità tradizionali. Spaesamento e disagio esistenziale nelle Alpi
Ne discende, come paradigma esplicativo dei processi di formazione della montanità, la necessità di ricostruire la provenienza del popolo montanaro a partire dall'opera di colonizzazione dissodatrice dei primi abitanti (destinati ad una stabile sedentarizzazione residenziale). La spinta economica di tipo agricolo e zootecnico, alla base della nascita di un'organizzazione sociale complessa nelle terre alte, è all'origine di quella presa di possesso del territorio che si è tradotta nella costruzione del "paesaggio culturale". All'interno della morfologia dei paesaggi, quello montano nasce proprio da un incontro/scontro dell'uomo socialmente organizzato con le asperità della natura.”
― Il tramonto delle identità tradizionali. Spaesamento e disagio esistenziale nelle Alpi
“La cultura dello spreco mal si concilia con micro-realtà economiche, che per secoli hanno vissuto guardando all'etica della durata e del risparmio delle risorse. A meno che non si trasformi la montagna alpina nell'appendice periferica della città, alla stregua di un parco divertimenti e di uno spazio di evasione per il nuovo nomadismo metropolitano, esasperando la dimensione ludica e pseudo-sportiva”
― Il tramonto delle identità tradizionali. Spaesamento e disagio esistenziale nelle Alpi
― Il tramonto delle identità tradizionali. Spaesamento e disagio esistenziale nelle Alpi
“Le nuove generazioni sono già profondamente convertite alla virtualità, cioè al non-luogo. Dal mondo naturale, ai mondi sociali, ai mondi individuali, è un cammino che ci conduce dalle arcaiche società dominate dal determinismo della natura, nelle quali per vivere in montagna bisognava fare i conti con le costrizioni ambientali, all'emergere della società ordinata, in cui la natura viene governata e trasformata in paesaggio culturale. Viceversa, dove c'è passaggio veloce non vi può essere radicamento territoriale e dove non c'è radicamento territoriale c'è spaesamento.”
― Il tramonto delle identità tradizionali. Spaesamento e disagio esistenziale nelle Alpi
― Il tramonto delle identità tradizionali. Spaesamento e disagio esistenziale nelle Alpi
“L'arrivo del turismo (...) può essere paragonato a quello di una spedizione extraterrestre. Sforzandomi di osservare il mondo moderno con gli occhi dei Ladaki, ho capito che la nostra cultura ha un aspetto molto più seducente per chi la osserva dall'esterno (...) Nell'economia locale, un'economia di sussistenza, il denaro svolgeva un ruolo secondario e veniva usato soprattutto per i generi di lusso: oro, argento, gioielli. Mai, quindi, per le necessità più elementari come vitto, alloggio, vestiario. (...) Gli indigeni del Ladakh non potevano sapere che per gli stranieri il denaro aveva un significato diverso, e che nei loro paesi d'origine tutto ha un costo, spesso anche molto elevato. Quando lo capirono, fecero il paragone e cominciarono a sentirsi più poveri. Questo atteggiamento era in pieno contrasto con la fiducia in se stessi che avevano sempre avuto.”
― Il tramonto delle identità tradizionali
― Il tramonto delle identità tradizionali




