Guido Gozzano
Born
in Torino, Italy
December 19, 1883
Died
August 09, 1916
Genre
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Tutte le poesie
—
published
1983
—
33 editions
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I colloqui. Liriche
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published
1911
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21 editions
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Verso la cuna del mondo: lettere dall'India
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published
1917
—
32 editions
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La danza degli gnomi e altre fiabe
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published
2010
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13 editions
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Poesie e prose
by
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published
1995
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5 editions
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Opere
by
—
published
1983
—
7 editions
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Lettere d'amore
by
—
published
2012
—
8 editions
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La via del rifugio (Perfect Library)
by
—
published
2010
—
8 editions
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Alcina and Other Stories
by |
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La signorina Felicita
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“Socchiusi gli occhi, sto
supino nel trifoglio,
e vedo un quadrifoglio
che non raccoglierò [....]
Socchiudo gli occhi, estranio
ai casi della vita.
Sento fra le mie dita
la forma del mio cranio:
ma dunque, esisto! O strano!
vive fra il Tutto e il Niente
quella cosa vivente
detta guidogozzano!”
―
supino nel trifoglio,
e vedo un quadrifoglio
che non raccoglierò [....]
Socchiudo gli occhi, estranio
ai casi della vita.
Sento fra le mie dita
la forma del mio cranio:
ma dunque, esisto! O strano!
vive fra il Tutto e il Niente
quella cosa vivente
detta guidogozzano!”
―
“La Vita? Un gioco affatto degno di vituperio, se si mantenga intatto un qualche desiderio. Un desiderio? sto supino nel trifoglio e vedo un quatrifoglio che non raccoglierò.”
―
―
“Tu mi domandi, inquieta, del ricordo che avrò di Te: è tale quale vorrei l'ultimo ritratto della persona cara che non vedremo più. Ineffabile e puro. Perché tutte le mescolanze più acri della nostra carne troppo giovane e tutte le aspirazioni più nobili del nostro cervello superiore (oh! Possiamo ben dircelo, senza false modestie!) non formano che un'armonia unica; e de giorno vissuto insieme (ma è stato vero?) io porterò un ricordo che illuminerà tutte le mie tristezze future.
Noi non ci rivedremo più.
Si era detto di seppellire nella solitudine della campagna quanto restava di noi. L'abbiamo fatto. E così sia. Ci siamo salvati dalla sorte comune dei piccoli amanti e dobbiamo uscire da questa ribellione più sereni e più franchi. Io sono felice di non dovervi più rivedere. E non soffrirò. Voi soffrirete anche meno. Forse presto vi coglierà una passione forte per un uomo forte. Ve l'auguro - beato il cuore vostro che sa ammalarsi di questi mali! - io mi sento irrevocabilmente sano, fasciato di analisi e di malinconia.
Addio, mia buona, buona e cara Amalia, io fuggo un'altra volta da Voi: e non so perché rido a questo pensiero!”
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Noi non ci rivedremo più.
Si era detto di seppellire nella solitudine della campagna quanto restava di noi. L'abbiamo fatto. E così sia. Ci siamo salvati dalla sorte comune dei piccoli amanti e dobbiamo uscire da questa ribellione più sereni e più franchi. Io sono felice di non dovervi più rivedere. E non soffrirò. Voi soffrirete anche meno. Forse presto vi coglierà una passione forte per un uomo forte. Ve l'auguro - beato il cuore vostro che sa ammalarsi di questi mali! - io mi sento irrevocabilmente sano, fasciato di analisi e di malinconia.
Addio, mia buona, buona e cara Amalia, io fuggo un'altra volta da Voi: e non so perché rido a questo pensiero!”
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| Libri dal mondo: Piemonte | 18 | 81 | Dec 10, 2025 06:04PM |

















