Laura Imai Messina's Blog
April 21, 2022
Emozione o sentimento?
Mi capita ultimamente di domandarmi quali emozioni convoglino in sentimenti e quali restino lì, come minuscole deflagrazioni che bruciano l’aria, un’aureola di fumo, niente che resta se non una fame insoluta di replicarle ancora, ancora ancora. Avessi diciott’anni probabilmente non me ne curerei, così come non me ne curavo a vent’anni. Ma prendendo anni addosso, guardando i miei bambini allungarsi e usare nuove parole, mi accorgo di avere meno tempo. Inizio allora a districare questi due concetti, una volta sinonimi dentro di me: emozione e sentimento.
Mi accorgo di aver privilegiato per anni le prime attribuendo loro più significato di quello che hanno realmente. Perché, una volta esaurite, delle emozioni isolate non resta quasi niente. Volti, esperienze sparite, l’amaro di strade intraprese senza che portassero da qualche parte.
I sentimenti sono invece per me come enormi contenitori in cui versare azioni, pensieri, conversazioni, passeggiate. Sono i grandi affetti, i percorsi, le scelte portanti.
Così, quando adesso mi trovo di fronte a una persona, un incontro, una esperienza lavorativa, mi domando in quale gruppo finirà.
Prediligere i sentimenti è per me anche abbracciare il territorio, allungare radici un poco di più: accompagnare a scuola i bambini, parlare con le madri degli altri, concedermi il tempo di saperne di più, affrontare stradine davanti cui sono passata mille volte ma in cui non sono entrata mai.
Emozione isolata è invece quel qualcosa che pare bellissimo ma che non mi nutre, semmai mi destabilizza. Ne ho fatto incetta in due anni complessi in cui mi sono domandata profondamente chi fossi, cosa volessi, perché. Tutto è servito, tutto serve. Eppure adesso voglio che ciò che sento abbia una direzione, che non si disperda.
Emozioni che convoglino in sentimenti. Che abbiano una meta.
Due amiche, oltre un vetro, che prendono un tè. Così belle in questa cornice che chiedo al mio bimbo di 4 anni, al ritorno dall’asilo, di aspettare un momento e sfilo di fretta il cellulare. Clic.
April 20, 2022
Del nutrire dubbi come piante
Spesso leggo in Rete: «I giapponesi sono/ dovrebbero/ non dovrebbero..»
Sono quasi vent’anni che abito qui (una famiglia a metà, due master, un PhD, docenze in università, redazione di libri, etc etc) e ho meno certezze di gente venuta qualche settimana per turismo o studio.
Talvolta mi dico che il mio più grande patrimonio è proprio il mucchio di dubbi che ho e continuo a «nutrire», quasi fossero piante, somministrando loro letture quanto più varie, nuove esperienze, rinnovate domande.
Anzi, mi pare le domande in me crescano negli anni anziché diminuire, probabilmente perché tanto più cresce la materia quanto più ampio si fa il numero di eccezioni, di casi particolari, di ipotesi in cui ci si imbatte.
Quanto più ampia è la comprensione di chi non crede di avere ragione. E di chi in realtà intuisce che la ragione non è mai una soltanto.
April 17, 2022
La Pasqua che non c’è
Per noi è stato un bellissimo fine settimana di passeggiate, giochi e cucina. Stasera il papà prepara il rāmen, ieri karate e ore a farsi rincorrere dalle onde dell’oceano, nuove e vecchie amicizie, capricci e coccole.Non è vacanza in Giappone ma a me questo tempo basta. Mi metto alla prova ogni mese, esaminando il mio grado di gioia nel pensare che il giorno seguente sarà lunedì. Al momento regge, perché amo tantissimo la settimana che inizia.Qui la Pasqua non c’è. Ma a voi tantissimi auguri
April 16, 2022
La vita che ho scelto
Un sabato in cui mi sento particolarmente felice della vita che ho scelto, grata del lavoro che faccio e che mi permette di guardare in faccia il mondo.
Tanto lo devo ai miei lettori. Quindi, ovunque siano, chiunque siano, grazie 
April 13, 2022
Crescere nella magia
La magia in cui crescono immersi i miei figli mi rassicura. Insegna loro che la realtà non è solo ciò che si vede.Andando all’asilo con lui, scopro mille storie. Che sia il nome di insetti che si arrotolano su se stessi, segnali di pietra di un antico acquedotto, papaveri spontanei di cui raccolgo un solo esemplare per mostrargli il segno a stella che lascia premuto sulla pelle (e che mi aveva insegnato forse mio padre), ciliegi che spuntano da tronchi quasi avessero sbagliato indirizzo, mucchi di petali che guardiamo accumularsi lungo il fiume e che creano strane forme, il nome esatto delle grate a terra (caditoia, chiusino) che serve saltare altrimenti gli squali ci pappano in un boccone, la sua fissazione per il numero 59.
Ieri un altro incontro con le scuole per parlare di «Goro Goro» e ammetto di avere una voglia sempre più forte di tornare alla narrativa per ragazzi. Questa deriva fantastica mi chiama e il Giappone con le sue tradizioni che toccano quotidianamente la vita, è una fonte continua di meraviglia.



April 12, 2022
“Zattera di fiori”
【花筏】hana-ikada ovvero “zattera di fiori”.Appaiono così, completamente ricoperti di petali di ciliegio. I sakura che formano una zattera rosa.
Serve avere più parole per dire le cose più belle. Si possono approssimare, considerato che la lingua – ogni lingua – è una approssimazione. Si possono inventare, in una sorta di gioco familiare. Oppure, come in questo caso, si possono prendere in prestito da altre lingue.
Mi capita di dirlo spesso anche ai miei studenti giapponesi: appropriatevi delle parole, quelle che raccontano paesaggi che vorreste vedere, sentimenti che vi piacerebbe provare 
Gli scatti provengono dagli account rispettivamente di @hakuchuu18826 @finfin38
April 9, 2022
Dita nelle tasche
Mi sveglio e desidero rendere a mio modo migliore questo mondo. Lo ripeto: la mia resistenza si basa precisamente su questo. Far notare quanto sia importante difendere il dettaglio, il giorno e la notte, il ramo di ciliegio, il mio bambino (che è la replica di ogni altro bambino) che raccoglie sassi e rametti e me li porta come fossero tutto il paesaggio e l’amore che prova, senza dargli un nome, per la sua infanzia – quella che neppure si accorge di star vivendo e che nascerà nella sua mente solo quando starà finendo.
Oggi ho infilato le dita in tutte le tasche delle mie giacche e cappotti e le ho trovate piene di sassolini, foglie polverizzate, rametti, conchiglie, fazzoletti, elastici che i bambini raccolgono per me, perché sanno mi ci lego i capelli. Mi sono parsi il bottino più bello del mondo. Li ho rimessi al loro posto. Con quei tesori in tasca mi sento più forte.
Diventare madri è un processo talmente lungo, a me sta accadendo adesso, con ritardo, ma con tale intensità. Sto diventando madre, solo ora me ne accorgo.
April 8, 2022
Apprendere una lingua è una festa
Con un pizzico di vanità passo a provare un abito a Yokohama. Ha un fiocco stretto alla vita ed è gofun-iro 胡粉色, quella varietà di bianco fatta di polvere di valve d’ostrica. Lo specchio mi restituisce una me che in due anni è profondamente cambiata.Me lo riesco a spiegare solo dicendomi che in questo tempo ho come parcellizzato un colore. Come Mio che in un bianco ne vedeva cento, io adesso ho decine di emozioni in più per ogni sentimento: tristezza, amore, passione, rabbia, perdono, maternità, egoismo. Pare una casa dalle interminabili porte, il mostro Idra che più teste perde più ne guadagna.Vivo adesso con una intensità che due anni fa mi era sconosciuta. E trovo bellissima la mia vita nonostante certi errori grandi che insisto a fare. In fondo è perché ho la certezza che sbagliando non si apprenda solo una lingua straniera ma anche la vita.
April 7, 2022
Nulla da aggiungere
E che inizio sia.
Domani, dopo due anni, anch’io torno all’università in presenza.Forza! 頑張ろう!
March 25, 2022
Un bouquet di origami
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Al bouquet dei piccoli per la maestra d’asilo, da consegnarle l’ultimo giorno di scuola. Ogni fiore è stato fatto a mano con la carta di origami da un bimbo e poi scritto dentro con il supporto di un genitore. Infine è stato attaccato a formare un grande bouquet.È questa delicatezza, questo garbo …
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