Matt Vecc > Matt's Quotes

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  • #1
    Kurt Vonnegut Jr.
    “Here we are, trapped in the amber of the moment. There is no why.”
    Kurt Vonnegut

  • #2
    Mauro Corona
    “Ma c'era quella promessa antica: ricordare i fatti perché non si perdessero nelle dimore del tempo.”
    Mauro Corona, La voce degli uomini freddi

  • #3
    J.D. Salinger
    “People always clap for the wrong reasons.”
    J.D. Salinger, The Catcher in the Rye

  • #4
    Italo Calvino
    “Cities, like dreams, are made of desires and fears, even if the thread of their discourse is secret, their rules are absurd, their perspectives deceitful, and everything conceals something else.”
    Italo Calvino, Invisible Cities

  • #5
    Ray Bradbury
    “You don't have to burn books to destroy a culture. Just get people to stop reading them.”
    Ray Bradbury

  • #6
    Leonardo Sciascia
    “Ad un certo punto della vita non è la speranza l’ultima a morire, ma il morire è l’ultima speranza.”
    Leonardo Sciascia, Una storia semplice

  • #7
    H.P. Lovecraft
    “That is not dead which can eternal lie,
    And with strange aeons even death may die.”
    Howard Phillips Lovecraft, The Nameless City

  • #8
    Dino Buzzati
    “Nel sogno c'è sempre qualcosa di assurdo e confuso, non ci si libera mai della vaga sensazione ch'è tutto falso, che un bel momento ci si dovrà svegliare.”
    Dino Buzzati, The Tartar Steppe

  • #9
    George Orwell
    “Who controls the past controls the future. Who controls the present controls the past.”
    George Orwell, 1984

  • #10
    George Orwell
    “All animals are equal, but some animals are more equal than others.”
    George Orwell, Animal Farm

  • #11
    Junji Ito
    “Spirals.... this town is contaminated with spirals.”
    Junji Ito, Uzumaki: Spiral into Horror, Vol. 1

  • #12
    Hermann Hesse
    “In eternity there is no time, only an instant long enough for a joke.”
    Hermann Hesse, Steppenwolf

  • #13
    Hermann Hesse
    “Lei deve ridere e imparare a vivere. Deve imparare ad ascoltare questa maledetta musica della radio della vita, deve rispettare lo spirito che vi si cela e ridere di questo strimpellio. Altro non è richiesto.”
    Hermann Hesse, Steppenwolf

  • #14
    Haruki Murakami
    “Nobody likes being alone that much. I don't go out of my way to make friends, that's all. It just leads to disappointment. ”
    Haruki Murakami, Norwegian Wood

  • #15
    Haruki Murakami
    “Don't feel sorry for yourself. Only assholes do that.”
    Haruki Murakami, Norwegian Wood

  • #16
    Haruki Murakami
    “Death was not the opposite of life. It was already here, within my being, it had always been here, and no struggle would permit me to forget that.”
    Haruki Murakami, Norwegian Wood

  • #17
    Paolo Cognetti
    “Da mio padre avevo imparato, molto tempo dopo avere smesso di seguirlo sui sentieri, che in certe vite esistono montagne a cui non è possibile tornare. Che nelle vite come la mia e la sua non si può tornare alla montagna che sta al centro di tutte le altre, e all'inizio della propria storia. E che non resta che vagare per le otto montagne per chi, come noi, sulla prima e più alta ha perso un amico.”
    Paolo Cognetti, Le otto montagne

  • #18
    Paolo Cognetti
    “E diceva: siete voi di città che la chiamate natura. È così astratta nella vostra testa che è astratto pure il nome. Noi qui diciamo bosco, pascolo, torrente, roccia, cose che uno può indicare con il dito. Cose che si possono usare. Se non si possono usare, un nome non glielo diamo perché non serve a niente.”
    Paolo Cognetti, Le otto montagne

  • #19
    Paolo Cognetti
    “Forse è vero, come sosteneva mia madre, che ognuno di noi ha una quota prediletta in montagna, un paesaggio che gli somiglia e dove si sente bene. La sua era senz'altro il bosco dei 1500 metri, quello di abeti e larici, alla cui ombra crescono il mirtillo, il ginepro e il rododendro, e si nascondono i caprioli. Io ero più attratto dalla montagna che viene dopo: prateria alpina, torrenti, torbiere, erbe d'alta quota, bestie al pascolo. Ancora più in alto la vegetazione scompare, la neve copre ogni cosa fino all'inizio dell'estate e il colore prevalente è il grigio della roccia, venato dal quarzo e intarsiato dal giallo dei licheni. Lì cominciava il mondo di mio padre. Dopo tre ore di cammino i prati e i boschi lasciavano il posto alle pietraie, ai laghetti nascosti nelle conche glaciali, ai canaloni solcati dalle slavine, alle sorgenti di acqua gelida. La montagna si trasformava in un luogo più aspro, inospitale e puro: lassù lui diventava felice. Ringiovaniva, forse, tornando ad altre montagne e altri tempi. Anche il suo passo sembrava perdere peso e ritrovare un'agilità perduta.”
    Paolo Cognetti, Le otto montagne

  • #20
    Paolo Cognetti
    “La montagna non è solo nevi e dirupi, creste, torrenti, laghi, pascoli. La montagna è un modo di vivere la vita. Un passo davanti all'altro, silenzio tempo e misura.”
    Paolo Cognetti, Le otto montagne

  • #21
    Paolo Cognetti
    “Se il punto in cui ti immergi in un fiume è il presente, pensai, allora il passato è l’acqua che ti ha superato, quella che va verso il basso e dove non c’è piú niente per te, mentre il futuro è l’acqua che scende dall’alto, portando pericoli e sorprese. Il passato è a valle, il futuro a monte.”
    Paolo Cognetti, Le otto montagne

  • #22
    Mauro Corona
    “Io però, nei confronti del mio cane, non mi sento padrone bensì fratello. Si è padroni di una casa, di un fondo, un oggetto, non di un animale. Il cane diventa di famiglia, dove non ci sono padroni. Se non proprio fratello almeno parente, mettiamola così. Si tende a dire che siamo padroni di questo, di quell’altro, invece non siamo padroni di niente, nemmeno di noi stessi. Stiamo perennemente in balia di malattie, dolori, paure, insicurezza. Timore dei ladri. Della morte non parliamo, abbiamo terrore. Campiamo non da padroni ma sotto padroni. Prendiamo il mio caso. Di cosa sono padrone io? Non posso organizzare giornate, non ho libertà, non decido programmi, non so come salvarmi. A causa dei Legnole non posso disporre della mia vita. E anche loro hanno padroni che comandano: l’alcol, l’ignoranza, la ferocia, un analfabetismo idiota. Così è. Non affermiamo allora che siamo padroni del nostro cane, semmai fratelli o parenti stretti. Questo dobbiamo dire.”
    Mauro Corona, Quattro stagioni per vivere

  • #23
    Mauro Corona
    “L’essere umano, se convinto o costretto, può fare miracoli. Riesce a trasformare un luogo inospitale, ostile e gelido in un sito accogliente. Avevo reso vivibili diversi antri sparsi per la montagna. Buchi che al primo impatto mi avevano dato la pelle d’oca tanto erano gelidi e tristi. Ma, se ci metti l’anima, riesci a cambiare il difficile in accettabile. E col tempo anche piacevole.
    Prima cosa ci vuole il fuoco. Un bel falò rende sopportabile tutto. Poi si occupa un poco di antro con rami di pino mugo fino a ottenere un piano rialzato di almeno quaranta centimetri. Un legno di traverso impedirà che il letto si sparpagli. Con tronchi grossi si ottengono panche da collocare attorno al fuoco. Poi bisogna tappezzare le pareti tutt’intorno con legni sottili, alti circa un metro e mezzo, posti uno accanto all’altro in senso verticale. Serviranno a togliere il freddo dalla nuda pietra e, allo stesso tempo, a conservare il calore del fuoco. All’entrata, si pongono degli alberi sempreverdi di traverso per fermare l’aria e dissuadere eventuali visite di animali notturni. La barriera non deve superare il metro in altezza, in modo che il fumo possa uscire. Ed ecco la stanza d’albergo a miliardi di stelle pronta per l’ospite.”
    Mauro Corona, Quattro stagioni per vivere

  • #24
    Mauro Corona
    “Per dire meglio, si apprezza di più ogni piccola cosa. Non vi è salvezza né speranza senza sofferenza.
    Per vivere appieno occorre sentire la morte addosso. Allora non si spreca tempo.”
    Mauro Corona, Quattro stagioni per vivere

  • #25
    Mauro Corona
    “Durante gli spostamenti, nei cieli di vetro ogni tanto passava un aereo. Lasciava dietro un sentiero di fumo che si sfaldava come neve al sole. Pensavo a quel fumo come ai sentieri della vita. Si disfano anch’essi, chi vi cammina sopra non sa più dove andare e si perde.”
    Mauro Corona, Quattro stagioni per vivere

  • #26
    Mauro Corona
    “Le cose hanno valore a seconda di dove si trovano, di come stai e di che hai bisogno.”
    Mauro Corona, Quattro stagioni per vivere

  • #27
    Mauro Corona
    “Avevo risparmiato una cartuccia e risparmiato alla valle l’onta dello sparo che le avrebbe sbregato la pancia. Il capriolino mi fece tristezza. Morto giovane senza udire il canto della vita come tanti bambini sfortunati. Mi veniva da pensare questo.
    Le nostre esistenze sono romanzi. Chi ha cento pagine, chi novanta, cinquanta, venti e così via. I bambini morti hanno visto solo la copertina. Non hanno avuto tempo di scrivere. Come loro, il piccolo di capriolo.”
    Mauro Corona, Quattro stagioni per vivere

  • #28
    Mauro Corona
    “Quando un uomo sta solo per mesi, la compagnia di un’anima femminile gli cambia la vita e il modo di vedere le cose. Torna come un bambino. Vorresti che le ore si fermassero e con esse il tempo. Succede questo a chi vive solo.
    Il segreto per capire la vita è aver bisogno di qualcuno e non trovare nessuno. Allora sì che, quando trovi, apprezzi. Se hai sempre tutto e tutto vicino, quel tutto si rovina. L’esistenza è una fisarmonica. Affinché suoni, bisogna allontanare i lati opposti e avvicinarli. Di continuo. Solo così suona. Se li tieni sempre lontani o sempre vicini diventa muta.”
    Mauro Corona, Quattro stagioni per vivere

  • #29
    Kurt Vonnegut Jr.
    “And so it goes...”
    Kurt Vonnegut, Slaughterhouse-Five

  • #30
    Antoine de Saint-Exupéry
    “And now here is my secret, a very simple secret: It is only with the heart that one can see rightly; what is essential is invisible to the eye.”
    Antoine de Saint-Exupéry, The Little Prince



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