“Errare. Dal greco èrrein, . Cosa vorrebbe, questa ragazza assorta in lievi e tuttavia dense meditazioni di ritorno da una giornata all'Isolotto? Cosa sogna per sè? Quale sagoma avrebbero i suoi pensieri se potesse proiettarli sul cielo nero, e qual è l'inganno da cui ha scelto di lasciarsi sedurre? Sa di preciso cosa teme di più, conosce lo spettro da cui fugge, ha un nome francese e una forma ovoidale, come quella delle orbite planetarie che ha ripassato al mattino con Simone: si chiama routine. Ecco il veleno, la sostanza tossica, ed è questo che teme: che domani sia uguale a oggi. Non c'è altro. Ma lei sa anche che non occorre girare sempre in tondo, . Lei sa, perchè l'ha letto sul libro di Simone, che esistono alcuni pianeti chiamati erranti che non posseggono un'orbita, o meglio: non c'è un'orbita che li possegga. Espulsi dal proprio sistema solare, o nati senza averne uno, vagano nel cosmo e si accollano il rischio del buio e la sua solitudine, perchè domani non sia uguale a oggi, perchè lo scenario conceda imprevisti. Pianeti orfani, li chiamano pure. Pianeti interstellari. Pianeti nomadi. Sparati come da un cannone verso i confini estremi di ciò che ci è mostrato, destinazione ignota e sopravvivenza incerta. Orfani tenebrosi, sottratti alla luce, si scovano nel buio l'un l'altro, ma in un caso soltanto: se la grazia, o la sfortuna, ne incrocia i tragitti. Evento molto raro.”
― L'amore mio non muore
― L'amore mio non muore
“E' proprio così, la vita non conosce sobrietà, dà spettacolo, pretende devozione. Costringe a scegliere senza mai farti sapere se avevi ragione oppure no.”
― L'amore mio non muore
― L'amore mio non muore
“La cosa peggiore era che la responsabilità ara tutta loro. Se l'erano cercata, questa situazione. Prima ancora della comparsa delle scatole, i tradizionali confini della privacy erano già crollati da un pezzo, e vivevano in una società di ipercondivisione [...] Fino a quando anche l'atto di guardare il proprio filo, il più intimo e personale dei momenti, era diventato un'altra intrusione in una vita ormai pubblica"
(Il filo della tua storia)”
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(Il filo della tua storia)”
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“Le città sono strani animali. La loro pelle è fatta di cemento: strade e palazzi che si fanno e si disfano, cambiano colore o ingrigiscono, variano in base a innumerevoli capricci; le loro ossa sono le persone, chi ci abita e chi ci ha sempre vissuto.”
― L'amore mio non muore
― L'amore mio non muore
“Caro maestro di nuoto, io non mi tufferò mai con il rischio di inabissarmi in mondi sconosciuti, voglio evitare il nero degli abissi e tutto ciò ci si nasconde dentro.
Rimarrò fermo e immobile, senza tentare di cambiare nulla. Non hai ancora capito che io ho paura della paura stessa?”
― Nel nero degli abissi
Rimarrò fermo e immobile, senza tentare di cambiare nulla. Non hai ancora capito che io ho paura della paura stessa?”
― Nel nero degli abissi
Roberta’s 2025 Year in Books
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