Giuseppe Barba

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Jan 27, 2026 11:47PM

 
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Book cover for Guerra e pace
Forse che, dopo la rivoluzione, la gente è diventata più felice?
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Leo Tolstoy
“«Ma dicono che sia un abile condottiero,» disse Pierre. «Non capisco che cosa significhi abile condottiero,» ribatté con ironia il principe Andrej. «Abile condottiero,» disse Pierre, «be’, è quello che prevede tutte le eventualità... be’, che intuisce i pensieri dell’avversario.» «Ma questo è impossibile,» esclamò il principe Andrej come se parlasse di una cosa risolta da un pezzo. Pierre lo guardò stupito. «Comunque,» disse, «si dice pure che la guerra è simile a una partita a scacchi. «Sì,» disse il principe Andrej, «ma con la piccola differenza che a scacchi puoi pensare quanto vuoi a ogni passo, che sei fuori delle condizioni del tempo, e ancora con la differenza che il cavallo è sempre più forte del pedone e due pedoni sempre più forti di uno solo, mentre in guerra certe volte un battaglione è più forte di una divisione, e altre volte più debole di una compagnia. Il rapporto di forza delle truppe non può essere noto ad alcuno. Credimi,» proseguì, «che se dipendesse dalle disposizioni degli stati maggiori, io sarei là a dare delle disposizioni; ma invece ho l’onore di servire qui, in un reggimento, con questi signori, e ritengo che il domani dipenderà effettivamente da noi e non da loro... Il successo non è mai dipeso e non dipenderà mai né dalla posizione, né dall’armamento, né dal numero, ma, in ogni caso, men che mai dalla posizione.» «E da che cosa, allora?» «Dal sentimento che c’è in me, in lui,» e indicò Timochin, «in ogni soldato.»”
Leo Tolstoy, Guerra e pace

Leo Tolstoy
“Talvolta ricordava di aver udito raccontare che in guerra i soldati, quando in trincea sono bersagliati dal fuoco nemico, non avendo niente da fare, cercano accanitamente un’occupazione qualsiasi per sopportare più facilmente l’immagine del pericolo. E a Pierre tutte le persone apparivano come dei soldati, che però cercavano scampo dalla vita: chi nell’ambizione, chi nel gioco, chi scrivendo leggi, chi nelle donne, chi nei giocattoli, chi nei cavalli, chi nella politica, chi nella caccia, chi nel vino, chi negli affari di Stato. «Non c’è nulla di insignificante, né d’importante, tutto è uguale; solo trovar scampo alla vita come meglio si può,» pensava Pierre. «Solo non vederla, lei, questa terribile vita!»”
Leo Tolstoy, Guerra e pace

Leo Tolstoy
“Con l’avvicinarsi del nemico a Mosca, il modo di considerare la propria situazione, da parte dei moscoviti, non soltanto non era divenuto più serio, ma al contrario, più leggero che mai, come sempre accade quando gli uomini vedono avvicinarsi un pericolo grave. All’avvicinarsi di un pericolo, sempre due voci con uguale forza parlano nell’intimo dell’uomo: una voce gli dice sempre assennatamente di riflettere sulla natura del pericolo e sui mezzi per evitarlo; l’altra, ancora più assennata, gli dice che pensare a un pericolo è troppo penoso e tormentoso quando prevedere tutto, e sottrarsi all’andamento generale delle cose, non è in potere dell’uomo e perciò è meglio distogliersi dalle cose penose finché non sono sopraggiunte, e pensare piuttosto a quelle piacevoli. In solitudine l’uomo è piuttosto sensibile alla prima voce, in compagnia, al contrario, alla seconda.”
Leo Tolstoy, Guerra e pace

Leo Tolstoy
“Solo dopo aver bevuto un paio di bottiglie di vino confusamente si rendeva conto che quell’intricato, terribile nodo della vita, che dianzi lo aveva atterrito, non era poi terribile come gli era sembrato. Con un ronzio nel capo, chiacchierando, ascoltando le conversazioni o leggendo dopo il pranzo e la cena, scorgeva di continuo questo nodo sotto qualche suo aspetto. Ma soltanto quando era sotto l’effetto del vino si diceva: «Non è nulla. Questo è un nodo che scioglierò da me, ho già pronta la spiegazione. Ma adesso non è il momento, a questo penserò dopo!» E questo dopo, invece, non veniva mai.”
Leo Tolstoy, Guerra e pace

Leo Tolstoy
“Ogni generale, ogni soldato sentiva la propria nullità, conscio di essere un granello di sabbia in quel mare di uomini, e al tempo stesso sentiva la propria potenza, conscio di esser parte di quell’enorme tutto.”
Leo Tolstoy, Guerra e pace

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