Status Updates From Elogio del ripetente
Elogio del ripetente by
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Carlotta*
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(*) È la sintesi degli errori commessi dai suoi genitori. La cattiva coscienza di alcuni docenti. Il nodo che viene al pettine. La molla rotta. Il re ribaltato, tolto dalla scacchiera, mischiato agli altri pezzi, dopo lo scacco matto. Una condizione dell'esistenza. Precipitando nel gorgo interpella il passato. Nella sua sconfitta trema la nostra corda.
— Oct 09, 2016 01:12PM
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Carlotta*
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Intendiamoci: il ripetente esisterà sempre.
È quello che ti chiama in causa. Tu spieghi e lui guarda da un'altra parte. Gli piace metterti alla prova. Verificare il tuo equilibrio. Vagliare la tua stabilità. Non agisce in piena autonomia: avanza nel buio affidandosi a una scarsa consapevolezza di ciò che potrebbe accadergli. (*)
— Oct 09, 2016 01:11PM
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È quello che ti chiama in causa. Tu spieghi e lui guarda da un'altra parte. Gli piace metterti alla prova. Verificare il tuo equilibrio. Vagliare la tua stabilità. Non agisce in piena autonomia: avanza nel buio affidandosi a una scarsa consapevolezza di ciò che potrebbe accadergli. (*)
Carlotta*
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(*) Trovi la ragione delle cose. E, immediatamente dopo, la perdi. I ragazzi ti aiutano a ritrovarla. Speri di poter decifrare gli sguardi che ti regalano. Se ci riuscirai, potrai credere di diventare, anche tu, come diceva Kipling a suo figlio, un uomo.
— Oct 09, 2016 01:05PM
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Carlotta*
is on page 99 of 128
È lo spazio del risarcimento. Un processo di distruzione e nuova crescita. Il campo di battaglia. Dove ti abbracci e ti fai male. Percepisci la tua ignoranza e combatti la cecità. Consegni il bagaglio e porti il fuoco. Contribuisci a modellare la percezione della realtà dei giovani che hai di fronte. Accarezzi le cicatrici. Scavi dentro le tue piaghe. (*)
— Oct 09, 2016 01:04PM
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Carlotta*
is on page 98 of 128
La catena vibra da una generazione all'altra. Siamo tutti legati: padri e figli, allievi e maestri.
— Oct 09, 2016 01:00PM
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Carlotta*
is on page 91 of 128
Ogni volta che ne perdi uno, hai l'impressione di un montaggio sospeso, di un chiodo rimasto inutilizzato, come se avessi consegnato un mobile che si romperà presto. Nel caso in cui non ti sentissi in colpa, sarebbe meglio per te cambiare mestiere. Noi forgiamo cittadini: se la società scricchiola, è anche causa nostra.
— Oct 09, 2016 12:59PM
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Carlotta*
is on page 87 of 128
Dopodiché, di colpo, molla.
Non lo vedi più. Stavolta l'abbandono è definitivo. Inappellabile. Che fine avrà fatto? Lo voglio sapere. Non posso aver diviso con lui una parte della mia vita e rassegnarmi a perderlo così, come se niente fosse.
Decido di andarlo a trovare.
— Oct 09, 2016 12:56PM
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Non lo vedi più. Stavolta l'abbandono è definitivo. Inappellabile. Che fine avrà fatto? Lo voglio sapere. Non posso aver diviso con lui una parte della mia vita e rassegnarmi a perderlo così, come se niente fosse.
Decido di andarlo a trovare.
Carlotta*
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Chi ha detto che tu eri un'eccezione? È vero: non ti sei mai fatto una canna, se è per questo hai fumato solo due o tre sigarette a tredici anni salendo di nascosto in terrazza per non farti vedere, tanto per provare; non ti sei mai ubriacato, non sei mai stato in discoteca; […] Come te, né guerrieri né santi, ce n'erano molti: eppure agli atti dei manuali di storia sono passati gli altri.
— Oct 06, 2016 02:28PM
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Carlotta*
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Sono stanchi, annoiati prima ancora di cominciare. E tu devi battere le mani per svegliarli. Non pensiate che questi giovani siano pochi. Negli ultimi anni sono cresciuti a vista d'occhio. Come si fa a procedere oltre scrollando le spalle? Li prendi uno per uno, cerchi di capire cos'hanno nella testa. […] È difficile intervenire in questi casi. Ma guai se anche tu facessi un passo indietro!
— Oct 06, 2016 02:17PM
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Carlotta*
is on page 62 of 128
(*) prima che arrivino i nemici a distruggere ciò che resta della sua estrema difesa. […] Leggendo questi temi, sei chiamato a raccogliere le perline sparse a terra di una collana rotta che senti tua.
— Oct 06, 2016 12:17PM
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Carlotta*
is on page 62 of 128
Ma quanta forza mi ha rivelato! Quanta bellezza! Sempre pensando al padre assente, è arrivato a scrivere su una riga sola, senza punteggiatura: “mi manca mi manca mi manca ", tre volte di seguito, e io non sono ancora niente per lui, ripeto, l'ho appena conosciuto, eppure si è aperto così, con la potenza inenarrabile del ragazzo solo, che deve crescere in fretta, (*)
— Oct 06, 2016 12:15PM
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Carlotta*
is on page 57 of 128
Non soltanto sono pronti a espiare la pena che il sistema gli infligge, ma dimostrano una sorprendente capacità di autoanalisi, al punto che tu, prendendo atto del loro equilibrio retrospettivo, non puoi evitare di chiederti perché non ci abbiano pensato prima. Lo sguardo muto che sfoggiano in risposta alla domanda dice tutto: un sorriso irripetibile di stupore e meraviglia.
— Oct 04, 2016 12:03PM
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Carlotta*
is on page 50 of 128
(*) rendere accogliente la casa verbale del pensiero, stabilire la pace dopo la guerra. Per riuscire a creare la concentrazione in un quindicenne demotivato, la cui autostima è pari allo zero, bisogna realizzare una piccola impresa. Innumerevoli sono le sconfitte. Però ci sono anche le vittorie: quelle che nessuno vede, da cui nascono i cittadini del futuro.
— Oct 04, 2016 11:59AM
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Carlotta*
is on page 49 of 128
Entrate nelle aule italiane per capire cosa accade dentro la testa delle nuove generazioni. Siamo di fronte a uno sconquasso di natura epocale. Non fidatevi di chi sproloquia, truccando le carte con un semplice gioco di polso, senza conoscere la fatica quotidiana, le mortificazioni di quanti si mettono alla prova ogni giorno sapendo che educare significa ferirsi, ripristinare i luoghi del nostro incontro, (*)
— Oct 04, 2016 11:56AM
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Carlotta*
is on page 28 of 128
Dire di no infatti non suscita consenso, ma è talvolta più necessario che elargire il sì. Oggi i ragazzi sono lasciati nel vuoto dialettico, privi di ostacoli da superare. I loro insegnanti restano gli unici ormai a doverli richiamare ai valori della serietà, del rigore e della concentrazione in una società che punta sulla bellezza, sulla sanità e sulla ricchezza. Due solitudini lancinanti.
— Oct 04, 2016 11:52AM
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Carlotta*
is on page 26 of 128
Il primo compito dell’insegnante è quello di trasformare l’ipocrisia in un’esperienza conoscitiva. Ogni tanto bisogna mischiare le carte. Non accontentarsi del mansionario. Assumersi la responsabilità dei contesti nei quali operiamo. Prendersi in carico lo sguardo altrui. Insomma tirar fuori, prima ancora che gli artigli, se stessi.”
— Oct 04, 2016 11:49AM
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