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— Jun 04, 2026 03:27PM
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Fran Giunta ad un primo quarto del libro (che sto leggendo in lingua originale proprio per captare tutta l'autenticità delle parole) posso dire di avere delle prime considerazioni abbastanza definite. Ammetto che i primi capitoli non mi abbiano dato una buona impressione: la protagonista l'ho trovata superficiale e volgare, perfino densa a livello intellettivo. Insomma: la classica ragazza americana a stampino proprio come la società designava. Però addentrandomi nella lettura il flusso ha iniziato a essere interessante. Il linguaggio è molto diretto e piacevolmente scorrevole, ma proprio come la sua protagonista non è profondo (il libro è scritto in prima persona). Ho appena letto la famosa metafora dell'albero di fico. Carina, mi piace come è scritta ma non è tanto rivoluzionaria come molte persone affermano. Per lo meno ammetto che forse non abbia fatto molto effetto su di me dato che riguardo il tema delle scelte, delle possibilità che escludono le altre come nel "salto nel vuoto" di Kierkegaard ho letto già molto in passato. È forte il tema dell'inadeguatezza. Esther sembra strutturare la propria figura attorno a ciò che la società si aspetta di lei, studia la fisica nonostante la odi, si cimenta in uscite che non le interessano e cerca l'approvazione dei senior e di buddy nonostante lo odi sotto sotto. La sua apparente immagine è rotta all'interno dal senso di inadeguatezza che la pervade. Ed effettivamente ha ragione a sentirsi così. Nonostante studi e legga molti autori alla sua English Major non sviluppa saggezza o intelligenza. È incapace a stare nel mondo e lo riconosce. Si è preoccupata talmente tanto dell'immagine che dentro la sua zucca non c'è nulla. Ne è consapevole e proietta questo suo disprezzo verso se' stessa sugli altri. Insulti molto sottili, soprattutto quel lieve razzismo sottoforma di stereotipi mirati a persone straniere o di differente etnia (la stessa autrice è stata molto criticata per questo, e ammetto che la maggior parte delle volte i commenti sono stati inopportuni e non necessariamente fondamentali alla strutturazione del personaggio) oppure come il giudizio di sue amiche si basi sul loro aspetto fisico. I suoi commenti maliziosi sono sempre sull'aspetto fisico perché lei sa che in questo ambito ha un netto vantaggio rispetto ad altre persone (dato che rispetta i canoni estetici del tempo) e lo sfrutta al massimo. È il suo asso nella manica. Un buon 10% dei suoi discorsi esaltano appunto il quanto sia estremamente magra oppure quanto mangi senza ingrassare... insomma qui ci stiamo calando in una donna che si sta formando in una società che le impedisce di sviluppare una coscienza propria, e alla quale lei non sfugge. Molti classici parlano dei reietti della società. Questo qui no. Esther è prodotto di essa ma ciò non significa che anche lei non ne inizi a soffrire. Inizio a supporre che l'intento del libro sia appunto il focalizzarsi su una goccia in mezzo al mare (come percepisco Esther fino ad ora) e calarci nella sua introspezione aspettando il momento in cui le piccole crepe che si stanno insinuando nel suo spirito causino il collasso totale della sua "campana di vetro".


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