Alexxja’s Reviews > Medea / Troiane / Baccanti > Status Update
Alexxja
is on page 317 of 425
— μὴ τὸ κράτος αὔχει δύναμιν ἀνθρώποις ἔχειν
Non ti esaltare a credere che avere regno al mondo è aver potere.
(Baccanti, Euripide, vv. 310)
— Mar 27, 2022 02:25AM
Non ti esaltare a credere che avere regno al mondo è aver potere.
(Baccanti, Euripide, vv. 310)
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Alexxja
is on page 409 of 425
— AGAVE Che cosa v'è in questo che va male?
CADMO Abandonati prima, e guarda in alto al cielo!
AGAVE Ecco lo sguardo, ma perché mi hai fatto fare questo?
CADMO Hai l'impressione che sia sempre lo stesso, o è mutato?
AGAVE Ha più luce di prima e appare anche più trasparente.
CADMO E in te l'anima è ancora smarrita?
AGAVE Non capisco... ma mi sento come tornata in me: i miei pensieri sono mutati, e io anche...
— Mar 27, 2022 02:35AM
CADMO Abandonati prima, e guarda in alto al cielo!
AGAVE Ecco lo sguardo, ma perché mi hai fatto fare questo?
CADMO Hai l'impressione che sia sempre lo stesso, o è mutato?
AGAVE Ha più luce di prima e appare anche più trasparente.
CADMO E in te l'anima è ancora smarrita?
AGAVE Non capisco... ma mi sento come tornata in me: i miei pensieri sono mutati, e io anche...
Alexxja
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— πατρίους παραδοχάς, ἅς θ᾽ ὁμήλικας χρόνῳ κεκτήμεθ᾽, οὐδεὶς αὐτὰ καταβαλεῖ λόγος
Le credenze che noi abbiamo ricevute dai padri, e sono antiche quanto il tempo, non c'è discorso al mondo che riesca ad abbatterle.
(Baccanti, Euripide, vv. 201-202)
— Mar 27, 2022 02:22AM
Le credenze che noi abbiamo ricevute dai padri, e sono antiche quanto il tempo, non c'è discorso al mondo che riesca ad abbatterle.
(Baccanti, Euripide, vv. 201-202)
Alexxja
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— οὐκ ἔκτ᾽ ἐραστὴς ὅστις οὐκ ἀεὶ φιλεῖ
Non c'è innamorato che non continui ad amare.
(Troiane, Euripide, vv. 1050-1051)
— Mar 25, 2022 12:22AM
Non c'è innamorato che non continui ad amare.
(Troiane, Euripide, vv. 1050-1051)
Alexxja
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— ὁ δ᾽ εὐτυχήτας ἐς τὸ δυστυχὲς πεσὼν ψυχὴν ἀλᾶται τῆς πάροιθ᾽ εὐπραξίας. κείνη δ᾽, ὁμοίως ὥσπερ οὐκ ἰδοῦτα φῶς
Chi dal vertice della fortuna cade giù nella sventura si smarrisce pensando al passato. Quella è morta. Ed è come se non avesse mai visto la luce.
(Troiane, Euripide, vv. 639-641)
— Mar 23, 2022 01:43PM
Chi dal vertice della fortuna cade giù nella sventura si smarrisce pensando al passato. Quella è morta. Ed è come se non avesse mai visto la luce.
(Troiane, Euripide, vv. 639-641)
Alexxja
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— ἀλλ᾽ εἰς ὁπλίζου, καρδία. [...] καὶ μὴ κακισθῇς μηδ᾽ ἀναμνησθῇς τέκνων, ὡς φίλταθ᾽, ὡς ἔτικτες· ἀλλὰ τήνδε γε λαθοῦ βραχεῖαν ἡμέραν παίδων σέθεν, κἄπειτα θρήνει
Armati, mio cuore! Non ti vinca viltà, non ricordare che sono i tuoi figli e amatissimi figli e da te generati... Dimentica! Almeno per questo breve istante del giorno dimentica... e poi... piangi!
(Medea, Euripide, vv. 1242-1250)
— Mar 22, 2022 02:42PM
Armati, mio cuore! Non ti vinca viltà, non ricordare che sono i tuoi figli e amatissimi figli e da te generati... Dimentica! Almeno per questo breve istante del giorno dimentica... e poi... piangi!
(Medea, Euripide, vv. 1242-1250)
Alexxja
is on page 155 of 425
— ἀλλ᾽ ἐσμὲν οἷόν ἐσμεν
Ma noi siamo quello che siamo.
(Medea, Euripide, vv. 889-890)
— Mar 22, 2022 02:16PM
Ma noi siamo quello che siamo.
(Medea, Euripide, vv. 889-890)
Alexxja
is on page 125 of 425
— πρὸς δὲ καὶ πεφύκαμεν γυναῖκες, ἐς μὲν ἔσθλ᾽ ἀμηχανώταται, κακῶν δὲ πάντων τέκτονες σοφώταται.
E poi, noi donne, se anche siamo, per nostra natura, le meno capaci a ben fare, siamo però di ogni mal fare le artefici più esperte.
(Medea, Euripide, vv. 407-409)
— Mar 02, 2022 06:17AM
E poi, noi donne, se anche siamo, per nostra natura, le meno capaci a ben fare, siamo però di ogni mal fare le artefici più esperte.
(Medea, Euripide, vv. 407-409)
Alexxja
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— πρὸς δὲ καὶ πεφύκαμεν γυναῖκες, ἐς μὲν ἔσθλ᾽ ἀμηχανώταται, κακῶν δὲ πάντων τέκτονες σοφώταται.
E poi noi donne, se anche siamo, per nostra natura, le meno capaci a ben fare, siamo però di ogni mal fare le artefici più esperte.
(Medea, Euripide, vv. 408-407)
— Mar 02, 2022 06:14AM
E poi noi donne, se anche siamo, per nostra natura, le meno capaci a ben fare, siamo però di ogni mal fare le artefici più esperte.
(Medea, Euripide, vv. 408-407)

