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“Oggi, tuttavia, in tempi ideologicamente più distaccati, un punto fondamentale si lascia affermare senza timore di essere contestati (come invece è stato fatto, nel passato, anche da storici autorevoli): il carattere rivoluzionario — che, come tale, a volte sbocca anche in guerre campali e sanguinose battaglie — della lotta che a Firenze, come altrove in Italia, prende il nome di lotta fra Guelfi e Ghibellini, e che di fatto rappresenta il primo tentativo della borghesia di strappare il potere alla nobiltà feudale, e di imporre, con il capitalismo, una nuova visione della vita. Non riuscirà nel primo intento, ma trionferà nel secondo, anche se la loro nuova visione sarà priva di quei valori etici che in altri paesi hanno permesso alla borghesia di trionfare anche politicamente. Come ha insegnato Gramsci, e come è anche logico che sia, una rivoluzione non trionfa senza valori etici che ne garantiscano la continuità nel tempo.”
― Dante rivoluzionario borghese: Per una lettura storica della Commedia
― Dante rivoluzionario borghese: Per una lettura storica della Commedia
“Ben presto, però, questo spirito democratico si scontrerà con le contraddizioni che emergono dal nuovo sistema economico, e in particolare con queste due: il conflitto di interessi, latente e radicale fin dal principio, fra imprenditori e lavoratori, e quello, il cui pendolo oscillerà infinite volte nelle città europee, e come vedremo anche a Firenze, fra alta e media borghesia da un lato e piccola borghesia dall’altro. Ovunque in Europa, l’organizzazione delle corporazioni mercantili e industriali è dominata dai “grandi”. E il ceto che progressivamente conquista il potere nei nuovi Comuni, diventando quindi il vero nuovo protagonista della storia medievale, è soprattutto quello alto e medio. Per questo, quando nei documenti riguardanti le città medievali si parla, per riferirsi di fatto alla borghesia, di “popolo” (populus), occorre fare ancora più attenzione al significato che questa parola può avere di quanto non si debba fare oggi.”
― Dante rivoluzionario borghese: Per una lettura storica della Commedia
― Dante rivoluzionario borghese: Per una lettura storica della Commedia
“Il secondo, strettamente collegato al primo, è il conio, nell’VIII secolo (e quindi certamente in vista, o a seguito, della proclamazione dello Stato Pontificio di cui sopra, e come “asso nella manica”, per così dire, per il futuro che ad esso si voleva garantire) del cosiddetto Constitutum Constantini, cioè della famosa (e famigerata, perché falsa) “donazione di Costantino”, che tanto agiterà Dante (ne parleremo nei prossimi capitoli), perché da essa risultava che il primo imperatore cristiano, alla sua morte, aveva lasciato tutti i territori dell’Impero romano d’Occidente « al santissimo e beatissimo Silvestro, padre dei padri, e a tutti i suoi successori che siederanno nella sede del beato Pietro fino alla fine del mondo » (sanctissimo ac beatissimo patri patrum Silvestrio, urbis Romae episcopo et papae, atque omnibus eius successoribus, qui in sede beati Petri usque in finem saeculi sessuri sunt). Con questo falso documento, naturalmente, la Chiesa poteva presentarsi quale unica erede legittima di tutto l’Impero romano d’Occidente, e proclamare esplicitamente il suo programma di dominio universale (già iniziato, di fatto, con il papato di Gregorio Magno (590-604)). Il fatto che questo documento, come venne rivelato dall’umanista Lorenzo Valla (1407-1457), nel suo famoso studio De falso credita et ementita Constantini donatione, sia uno dei più clamorosi falsi della storia europea, rende la sua interpretazione storica molto più facile per noi che non fosse per Dante. Il quale, invece, partendo naturalmente dal presupposto che il documento fosse autentico, doveva affrontare il difficile — e alquanto doloroso — compito di dare un giudizio storico e morale sia del presunto donatore, l’imperatore Costantino, sia del papa Silvestro, presunto beneficiario della donazione. Vedremo come assolve questo compito.”
― Dante rivoluzionario borghese: Per una lettura storica della Commedia
― Dante rivoluzionario borghese: Per una lettura storica della Commedia
“il senso morale e quello spirituale o anagogico dipendono, come ci dice Dante, da quello allegorico, che per ora è sconosciuto, ma il loro contenuto semantico è già chiaro: rispettivamente morale e religioso/spirituale. Solo quello allegorico è “ascoso”. Come Dante afferma a più riprese: « allegorico [...] è quello che] si nasconde sotto ‘l manto di [...] favole [...] una veritade ascosa sotto bella menzogna] (Conv. II, i, 4); « la vera sentenza [...] nascosa sotto figura d’allegoria » (Conv. I, ii, 17), « la sua allegoria, cioè la nascosa veritade » (Conv. II, i, 15).”
― Dante rivoluzionario borghese: Per una lettura storica della Commedia
― Dante rivoluzionario borghese: Per una lettura storica della Commedia
“A differenza che in altre aree europee, infatti, in Italia l’unione delle città borghesi si realizzava contro un nemico, non per una comunanza costruttiva.”
― Dante rivoluzionario borghese: Per una lettura storica della Commedia
― Dante rivoluzionario borghese: Per una lettura storica della Commedia
“Dante ci spiega dunque che un testo poetico dev’essere letto secondo quattro diversi sensi: letterale; allegorico, che si nasconde dietro quello letterale; morale, attribuibile all’allegoria; anagogico, o “sovrasenso”, che è la spiegazione di un testo in chiave trascendentale, visto cioè in funzione della salvezza dell’anima e della beatitudine celeste.”
― Dante rivoluzionario borghese: Per una lettura storica della Commedia
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“cosa è il “cor gentile”, leitmotif degli stilnovisti, se non un potente slogan politico, che proclama il valore della nobiltà del cuore contro l’odiata nobiltà del sangue?”
― Dante rivoluzionario borghese: Per una lettura storica della Commedia
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“In Italia, inoltre, come abbiamo già visto, la lotta per il potere fra Chiesa e Impero, da un lato, e la totale ostilità degli Imperatori svevi nei riguardi delle libertà comunali, dall’altro, portava la borghesia italiana, nelle città dove essa, essendo più ricca e potente, rischiava di più, a scegliere sempre, come alleata, la Chiesa. Che da parte sua aveva tutto l’interesse, sia politico che economico, a presentarsi come protettrice ed amica della nuova classe, ma con la tacita riserva che anche la borghesia avrebbe dovuto piegarsi, alla fine, al dominio temporale della Chiesa.”
― Dante rivoluzionario borghese: Per una lettura storica della Commedia
― Dante rivoluzionario borghese: Per una lettura storica della Commedia
“Dante rappresenta un’ eccezione, e lo si deve al suo rigore morale che, unito al suo rigore teorico, lo porta alla tesi che il ruolo delle due forze dominanti doveva essere radicalmente diverso: garanzia di giustizia sulla terra l’Impero, e garanzia di salvezza in cielo la Chiesa. Vedremo come questa tesi non vada intesa come un capovolgimento reazionario, ma come un più alto, e profetico, contributo rivoluzionario.”
― Dante rivoluzionario borghese: Per una lettura storica della Commedia
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“tutta la vita che Dante trascorse a Firenze, fino all’esilio, si svolse proprio in questo periodo di massima fioritura economica di tipo capitalistico. Ed è soprattutto questo mondo innovativo, rivoluzionario per tanti aspetti, non solo politici, che si riflette nel poema di Dante. Ecco perché, a mio modesto avviso, ridurre la Commedia a un viaggio teologico di un peccatore pentito è un’offesa alla realtà. Essa è, piuttosto, lo specchio di questa rivoluzione epocale, visto con gli occhi di un genio della politica, oltre che della poesia, e di un profeta politico-religioso.”
― Dante rivoluzionario borghese: Per una lettura storica della Commedia
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“Come è noto agli studiosi, ma forse non al pubblico, la somiglianza di questo poema con la Commedia, soprattutto dopo che lo ha magistralmente illustrato Francesco Mazzoni (Mazzoni 1967 e cfr. ED s.v. Latini), è impressionante. Lo stesso Mazzoni, però, che, come abbiamo visto dal suo commento, non ne trae le pur evidentissime conclusioni. Per il nostro tema, infatti, basti qui ricordare che il protagonista del Tesoretto, ovvia proiezione autobiografica di Brunetto, disperato per la notizia della disfatta guelfa di Montaperti, si perde in una “selva diversa”, e dà inizio ad una peregrinazione nell’universo della conoscenza, imbattendosi prima in diverse personificazioni (la Natura, le Virtù), che gli illustrano la composizione del Mondo e i modelli di comportamento cortesi, e poi con Tolomeo, che si propone di spiegargli i fondamenti dell’astronomia. Qui, il poema si interrompe. Perché il lettore giudichi la somiglianza, ecco alcuni dei versi iniziali: pensando a capo chino / perdei il gran cammino, / e tenni a la traversa / d’una selva diversa.”
― Dante rivoluzionario borghese: Per una lettura storica della Commedia
― Dante rivoluzionario borghese: Per una lettura storica della Commedia
“E sono i temi della nuova visione politico-religiosa di Dante, illustrati nella Monarchia: la giustizia e la felicità sulla terra, garantite da una Monarchia che lavori in perfetta concordia con una Chiesa non più interessata al dominio temporale, e la felicità eterna in cielo, garantita da una Chiesa ritornata alle sue origini. Già questo parallelismo, quindi, dovrebbe orientarci verso un’interpretazione analoga, cioè in chiave politico-religiosa, della selva oscura.”
― Dante rivoluzionario borghese: Per una lettura storica della Commedia
― Dante rivoluzionario borghese: Per una lettura storica della Commedia
“Nelle città dove emerge la borghesia, invece, ciò che si va formando, attraverso i suoi primi sviluppi, è un tipo di società completamente diverso: tendenzialmente democratico, cioè orizzontale, perché alla gerarchia feudale oppone l’eguaglianza dei diritti dei cittadini, quale si esprime nei vari consigli cittadini, e alla nobiltà ereditaria del sangue oppone la nobiltà del cuore (il “cuor gentile” duecentesco, ma ne riparleremo), conquistata con l’iniziativa individuale, il merito, le virtù e le capacità personali (dimostrati, naturalmente, soprattutto nell’attività imprenditoriale).”
― Dante rivoluzionario borghese: Per una lettura storica della Commedia
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