Mario Alinei

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DESLI. Dizionario etimologi...

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Origini delle lingue d'Euro...

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Ősi Kapocs: A magyar-etrusz...

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L'origine delle parole

3.50 avg rating — 2 ratings — published 2009
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Dante rivoluzionario borghe...

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Il sorriso della Gioconda

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“Oggi, tuttavia, in tempi ideologicamente più distaccati, un punto fondamentale si lascia affermare senza timore di essere contestati (come invece è stato fatto, nel passato, anche da storici autorevoli): il carattere rivoluzionario — che, come tale, a volte sbocca anche in guerre campali e sanguinose battaglie — della lotta che a Firenze, come altrove in Italia, prende il nome di lotta fra Guelfi e Ghibellini, e che di fatto rappresenta il primo tentativo della borghesia di strappare il potere alla nobiltà feudale, e di imporre, con il capitalismo, una nuova visione della vita. Non riuscirà nel primo intento, ma trionferà nel secondo, anche se la loro nuova visione sarà priva di quei valori etici che in altri paesi hanno permesso alla borghesia di trionfare anche politicamente. Come ha insegnato Gramsci, e come è anche logico che sia, una rivoluzione non trionfa senza valori etici che ne garantiscano la continuità nel tempo.”
Mario Alinei, Dante rivoluzionario borghese: Per una lettura storica della Commedia

“Ben presto, però, questo spirito democratico si scontrerà con le contraddizioni che emergono dal nuovo sistema economico, e in particolare con queste due: il conflitto di interessi, latente e radicale fin dal principio, fra imprenditori e lavoratori, e quello, il cui pendolo oscillerà infinite volte nelle città europee, e come vedremo anche a Firenze, fra alta e media borghesia da un lato e piccola borghesia dall’altro. Ovunque in Europa, l’organizzazione delle corporazioni mercantili e industriali è dominata dai “grandi”. E il ceto che progressivamente conquista il potere nei nuovi Comuni, diventando quindi il vero nuovo protagonista della storia medievale, è soprattutto quello alto e medio. Per questo, quando nei documenti riguardanti le città medievali si parla, per riferirsi di fatto alla borghesia, di “popolo” (populus), occorre fare ancora più attenzione al significato che questa parola può avere di quanto non si debba fare oggi.”
Mario Alinei, Dante rivoluzionario borghese: Per una lettura storica della Commedia

“Il secondo, strettamente collegato al primo, è il conio, nell’VIII secolo (e quindi certamente in vista, o a seguito, della proclamazione dello Stato Pontificio di cui sopra, e come “asso nella manica”, per così dire, per il futuro che ad esso si voleva garantire) del cosiddetto Constitutum Constantini, cioè della famosa (e famigerata, perché falsa) “donazione di Costantino”, che tanto agiterà Dante (ne parleremo nei prossimi capitoli), perché da essa risultava che il primo imperatore cristiano, alla sua morte, aveva lasciato tutti i territori dell’Impero romano d’Occidente « al santissimo e beatissimo Silvestro, padre dei padri, e a tutti i suoi successori che siederanno nella sede del beato Pietro fino alla fine del mondo » (sanctissimo ac beatissimo patri patrum Silvestrio, urbis Romae episcopo et papae, atque omnibus eius successoribus, qui in sede beati Petri usque in finem saeculi sessuri sunt). Con questo falso documento, naturalmente, la Chiesa poteva presentarsi quale unica erede legittima di tutto l’Impero romano d’Occidente, e proclamare esplicitamente il suo programma di dominio universale (già iniziato, di fatto, con il papato di Gregorio Magno (590-604)). Il fatto che questo documento, come venne rivelato dall’umanista Lorenzo Valla (1407-1457), nel suo famoso studio De falso credita et ementita Constantini donatione, sia uno dei più clamorosi falsi della storia europea, rende la sua interpretazione storica molto più facile per noi che non fosse per Dante. Il quale, invece, partendo naturalmente dal presupposto che il documento fosse autentico, doveva affrontare il difficile — e alquanto doloroso — compito di dare un giudizio storico e morale sia del presunto donatore, l’imperatore Costantino, sia del papa Silvestro, presunto beneficiario della donazione. Vedremo come assolve questo compito.”
Mario Alinei, Dante rivoluzionario borghese: Per una lettura storica della Commedia



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