Virginia De Winter's Blog

March 23, 2017

la scheda

Serena Nobile


Quello che i tuoi occhi nascondono



"Tra un tocco di mistero, un sentimento che nasce, un erotismo elegante e dialoghi scoppiettanti, Serena Nobile conduce per mano il lettore, immergendolo in un'ambientazione romana romantica e a tratti cinematografica, permettendogli così di vivere un amore che incanta e travolge."


Patrisha Mar, autrice di La mia eccezione sei tu





 


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Bianca ama guardare il mondo attraverso l'obiettivo della sua reflex, cogliere suggestivi scorci delle vie romane e fuggevoli istanti delle vite altrui. Una sera, mentre sta scattando fotografie sui gradini di un negozio chiuso, si avvicina un ragazzo. Poche parole sussurrate, istanti di fuoco e poi solo la curva perfetta delle sue spalle impressa sulla pellicola, unico ricordo di quell'incontro. Per Bianca, il desiderio sembra incarnarsi in quella pelle color del latte e in quella bocca dalla bellezza struggente e malinconica, ma quando per caso si incontrano di nuovo, capisce che i loro mondi sono in collisione: lei giudica l'ambiente della televisione cui Federico appartiene superficiale e falso, lui ritiene Bianca solo una ragazza presuntuosa e arrogante.


A quel punto, però, la scintilla è scattata e, carezza dopo carezza, Bianca scopre nel corpo di Federico un linguaggio che parla direttamente ai suoi occhi e al suo cuore. Eppure non ha il coraggio di lasciarsi andare, perché mentre lui lascia nella sua vita indelebili tracce di passione, un passato mai sepolto del tutto riemerge con prepotenza: sia lei che le sue migliori amiche hanno la sensazione di essere seguite, osservate da una misteriosa presenza, e strane coincidenze le riportano ai tempi dell'università, alla notte terribile che ha segnato in maniera indelebile il loro futuro. Dimenticare è impossibile, l'assoluzione inaccettabile, la vendetta in agguato.



Scheda tecnica


Editore HarperCollins Italia


Collana HarperCollins


Genere Narrativa italiana


Prezzo 14,90 €


Data di uscita 20 aprile


Primo appuntamento con la serie I cinque sensi



Serena Nobile


Autrice della fortunata saga di Black Friars e di altri romanzi di genere fantasy che pubblica con lo pseudonimo Virginia de Winter, inventa storie da quando era bambina e da oltre dieci anni scrive fanfiction romantiche e avventurose che firma con il nickname Savannah. Originaria del sud, vive e lavora a Roma e nel tempo libero ama dedicarsi alle sue molte passioni, dall’architettura alla musica lirica al vintage. Adora leggere, i talent di cucina, gli anime, i manga e le serie tv. Con HarperCollins ha già pubblicato in digitale Il cammeo di Ossidiana.


 

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Published on March 23, 2017 12:33

March 13, 2017

La cover

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Come promesso, ecco la copertina. Spero solo di essere riuscita a postarla senza mandare per aria l'html come al mio solito. Ci siamo quasi, aprile è arrivato senza che quasi me ne accorgessi.


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Published on March 13, 2017 14:03

March 12, 2017

Annunciazione annunciazione

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Ciao a tutti,
dopo aver fatto almeno otto tentativi mi sono finalmente ricordata la mia password e adesso sono qui a darvi una notizia mentre, alla televisione, delle fortunate creature scelgono ville vista oceano nel sud del Messico.
Perché non sono anche io nel sud del Messico a bere roba colorata con tanti ombrellini sopra?
Ok, non divaghiamo.
Ecco, avrete capito dall'immagine che sta succedendo qualcosa: ad aprile quindi praticamente tra qualche settimana (ignoro la data precisa altrimenti ve la riferirei) uscirà in libreria un mio nuovo romanzo.
Cosa dire? Anzitutto lo pseudonimo sarà diverso, non pubblicherò come Virginia de Winter ma con il nome di Serena Nobile.
So cosa state per dire (un altro?! Questa è cretina... Secondo me soffre di sindrome da personalità multipla) ma cercate di capire il mio dramma:
l'altra sera a tavola, mia madre si gira e mi fa, con delicatezza: "Come ti chiami, cara?" e io "MAMMA! Ma che razza di domande fai?". E lei per tutta risposta: "Così almeno so come trovarti in libreria ...adesso aiuta tuo padre a sparecchiare".
Tragedie domestiche a parte lo pseudonimo è diverso perché questo romanzo sarà molto differente da quelli pubblicati fino al momento.
Di che si tratta? Ottima domanda a cui vorrei trovare una risposta semplice ma, come ben sapete, non ho esattamente il dono della sintesi. Si tratta di una contemporary fiction (si chiamano così?), con contaminazioni di romance, suspence e commedia. Almeno credo. Poi mi direte voi se avrete il coraggio di leggerlo.
Siccome, ribadendo quanto sopra, è davvero diverso dal consueto repertorio di morti che sfilano nel solito panorama di cimiteri, vi consiglio di dare un'occhiata alle anteprime. Con Amazon, per esempio, è facile: cliccando sulla copertina del libro si possono visionare le prime pagine e farsi un'idea.
Anyway, tanto per riassumere la situazione è questa:
Nome: Serena Nobile
Titolo: Quello che i suoi occhi nascondono
(classico caso in cui il titolo è più lungo del libro)
Editore: Harper Collins




Domani dovrei avere una copia della copertina e, se gli acari della polvere che dimorano nei miei fascicoli non si oppongono, sarò felice di mostrarvela.
Colgo l'occasione (chissà quando mi ricorderò nuovamente la password) per ringraziare tutte le persone che sono venute a trovarmi in occasione delle presentazioni de La Spia del Mare. La vostra presenza e il vostro calore mi ha commossa e cullata. Grazie con tutto il cuore, sono momenti che non dimenticherò mai.
Ci sentiamo prestissimo con la cover del nuovo libro, intanto io torno a compiangermi e a chiedermi perché non sono nel Messico del sud...

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Published on March 12, 2017 12:30

January 18, 2016

Il Cammeo di Ossidiana [fu Oscure Gioie]

 


 


A volte ritornano, tipo i morti e tipo me, questa volta con una buona notizia e dopo aver recuperato per pura e semplice intercessione altrui la password di questo sito (ho superato me stessa anche questa volta, sono molto fiera).
Molti di voi si erano accorti della sua scomparsa da Amazon e mi avevano scritto per chiedermi che fine avesse fatto. Sto parlando del mio romanzo ambientato nell’età vittoriana e che sfiora la Londra di Dorian Gray. Dopo aver detto molte volte che ne avrei dato notizie, eccomi finalmente ad annunciarne l’uscita.
Quello che una volta era Oscure Gioie, il 29 febbraio – salvo guai e/o eventuali catastrofi - nella collana eLit di HarperCollins Italia uscirà con il titolo “Il Cammeo di Ossidiana” e sarà disponibile nella sua nuova veste in formato digitale.
Per me è stato bellissimo rimettere le mani su questo romanzo che ho adorato scrivere. Con l’occasione mi sono anche recata a Londra dove ho svolto accurate ricerche tra tombe e pub come di seguito vado a documentare per immagini.


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(Qui sotto a sinistra, per esempio, potete ammirare il ritrovamento di una serie di bicchieri vuoti all'Angel Inn che ci ha fatto uscire dal suddetto pub molto allegre e culturalmente ispirate, della serie: finalmente una gioia).



Tra una merendina con bagel al manzo salato e sottaceti, mia sorella che si sfondava da Wasabi a orari improponibili, calze a Palline di Primark di mia Nipota e sortite da Oxford di Pamela, un nipotino biondo, la sorellina Annalisa e un cognato musicista che prepara una superlativa english breakfast (Hi, Stephen. Big Bro, we love your scrambled eggs!) - durante una visita a Highgate ho finalmente potuto trovare gli echi di un periodo che amo da morire e di cui leggo qualsiasi cosa e in cui, naturalmente, adoro ambientare romanzi come questo.


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(Qui a destra potete apprezzare un altro documento fotografico di una certa levatura fornito da mia sorella.)


 


 


 


In ogni caso, ci siamo perse, ci siamo infangate e abbiamo vagato tra le tombe. La guida - la bravissima Angie Norman di Highgate il cui braccio compare in molti dei nostri scatti – ha seriamente rischiato di ucciderci e lasciare i nostri cadaveri in qualche fratta dietro una lapide ottocentesca. perché rallentavamo sempre il gruppo. Io mi sono proprio persa nei pressi di una catacomba, modello eroina stordita di uno dei miei libri. Tutto questo però mi ha permesso di tornare a casa con un bottino di aneddoti, uno spicchio della Londra che fu ma che sempre continua a esistere da qualche parte nel nostro immaginario come il momento, sospeso tra i fasti del passato e un progresso simile alla magia, in cui tutto era potenzialmente possibile.


Alcuni di questi aneddoti sono andati ad arricchire la nuova edizione di questo libro, altri li tengo in serbo per altri con cui spero di affliggere il mio prossimo. In ogni caso, penso non ci sia niente di più bello di un capitolo felice della tua vita che diviene un capitolo di uno dei tuoi libri.

Con amore, per chi è sempre con me nei miei viaggi reali e per chi come voi mi accompagna sempre in quelli immaginari in giro per cimiteri e catacombe.



(


 

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Published on January 18, 2016 13:22

February 16, 2014

I cimiteri di Oscure Gioie, Brompton

Sono stata la prima volta nel cimitero di Brompton nell'estate di qualche anno fa che Oscure Gioie era già scritto e al sicuro nel metaforico cassetto.
La sensazione di muoversi in un luogo che avevo studiato, osservato nelle immagini moderne e in quelle d'epoca, misurato con passi immaginari e tempi ipotetici è stata una sensazione quanto mai bizzarra.
Ho percorso almeno tre volte il viale principale, che nella mia immaginazione era più esteso di quanto non fosse in realtà; mi sono soffermata davanti alle porte che Nathan ha forzato coi suoi grimaldelli mentre Colin apprezzava i ferri del mestiere che, a suo parere, avrebbero potuto scassinare anche la Banca d'Inghilterra ("The Old Lady of Threadneedle Street").
Prima di scegliere Brompton come scenario di una parte di Oscure Gioie ho fatto delle ricerche e, successivamente, scartato Highgate e Kensal Green (che poi ho utilizzato in un altro romanzo ancora inedito). Ho potuto constatare di persona come il viale principale offra una veduta ispirata alla Basilica di San Pietro a Roma, con la sua cupola e un porticato a colonne. Il fatto che fosse dotato anche di catacombe con un'entrata così suggestiva mi ha fatto quasi piangere per la gioia.
I cimiteri inglesi, specialmente quando si parla dei Magnificent Seven, possono accendere la fantasia di chiunque. Pensate poi che delizia scoprire che anche alcune scene di Sherlock Holmes e di uno dei miei film preferiti, Eastern Promises, furono girate qui.


Vi lascio con alcune fotografie che ho scattato quel giorno, omettendo quelle in cui mia sorella spunta con la sua borsetta lilla dietro croci alte il doppio di lei.

Da Oscure Gioie


«Un cimitero, signore».
«Spero almeno che sia Highgate», disse Seymour. «Non credo sopporterei uno di quei posti plebei che voi due sembrate amare tanto. Almeno Highgate è frequentato benissimo».
Appoggiò con grazia la tazza vuota sul vassoio che un cameriere gli avvicinò in silenzio e scosse il capo quando quello gli offrì ancora la teiera.
«Brompton, signore. Penso che sia abbastanza aristocratico», disse Nathan ed era anche possibile che nel suo tono di sincero rincrescimento fosse nascosto un micidiale sarcasmo. In ogni caso la voce era così piatta che era impossibile dirlo con certezza.


 


{jcomments on}


«Sono stupita di vedervi qui, Lord Darlington. È morto qualcuno di recente?», gli domandò con una voce e un’occhiata che lasciavano poco spazio a fraintendimenti in merito alla consolazione che intendeva nel caso offrire.
«No», rispose Sebastian, laconico, «ma sembra che io mi stia apprestando a colmare questa lacuna».
Svoltarono lungo i viali alberati nella pace perfetta interrotta soltanto dal verso degli uccelli e dal frusciare di qualche animale che si muoveva tra la vegetazione rigogliosa anche se offesa dai rigori dell’inverno.
Sulle lapidi e le cappelle il gelo conservava ancora traccia della neve del giorno precedente.



«Sono stupita di vedervi qui, Lord Darlington. È morto qualcuno di recente?», gli domandò con una voce e un’occhiata che lasciavano poco spazio a fraintendimenti in merito alla consolazione che intendeva nel caso offrire.
«No», rispose Sebastian, laconico, «ma sembra che io mi stia apprestando a colmare questa lacuna».
Svoltarono lungo i viali alberati nella pace perfetta interrotta soltanto dal verso degli uccelli e dal frusciare di qualche animale che si muoveva tra la vegetazione rigogliosa anche se offesa dai rigori dell’inverno.
Sulle lapidi e le cappelle il gelo conservava ancora traccia della neve del giorno precedente.



Si inoltrarono sotto un lungo porticato a colonne invaso di edera, una densa cortina di foglie ombreggiava il lato aperto, sbarrando il passo alla scarsa luce del pomeriggio e immergendolo in una sera precoce. Un angelo a guardia di un’alta croce spiò il loro passaggio verso uno spazio aperto irto di colonne e lapidi che emergevano nella vegetazione bruciata dal freddo, circondate da cancelli neri e basse staccionate irte di lance.


 



 


Una scalinata di pietra bianca scendeva verso una cancellata buia e sbarrata. Nathan senza dire una parola porse la lampada a Raven e tolse dalla tasca una collezione di grimaldelli che era reato soltanto concepire.
Colin si lasciò sfuggire un basso fischio. «Dove avete trovato una cosa del genere? Sembra in grado di scassinare anche la Vecchia Lady di Threadneedle Street».
«Il dono di un vecchio cliente, signore, lui avrebbe dovuto in ogni caso abbandonare l’attività».
«Come mai? Gli affari dovevano essere floridi».
«Stava per essere impiccato, signore».





 


 

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Published on February 16, 2014 11:51

February 10, 2014

I cimiteri di Oscure Gioie, Highgate

{jcomments on}


Ho sempre avuto un debole per i cimiteri inglesi. Qualcuno forse ricorderà che molte delle foto pubblicitarie di Black Friars e la copertina della novella Le soglie del buio sono ritratti scattati al Cimitero Inglese di Roma.
I cimiteri londinesi sono luoghi affascinanti dove la malinconia assume una sfumatura di pace e vivi e morti si fanno compagnia. Alcuni di essi, come Nunhead e Highgate sono luoghi dalla bellezza selvaggia e aggraziata, dove selve di sterpi scuri fanno da sfondo ad angeli di pietra e alle lapidi che vegliano in quel silenzio perfetto e profumato di muschio e umidità.
Nunhead, dove mi trascinò la mia amata sorellina alla fine di una vacanza insieme, comunica un delizioso senso di angoscia e ha un'intera sezione dedicata alle sepolture delle star del Music Hall. Dai cancelli esterni si scorge in lontananza la Ruota panoramica di Embankment.
Alle spalle hai il silenzio della morte, la quiete di chi passeggia nei cimiteri; davanti a te il salotto del Tamigi e la sua vita ininterrotta fatta di turisti e artisti di strada. Di Nunhead ho intenzione di parlare - se sarò fortunata - in un altro libro che vado pian piano scrivendo. In Oscure Gioie invece il prologo si apre in una notte di luna ad Highgate che, Colin Seymour, uno dei personaggi del libro, non esiterebbe a definire il corrispondente cimiteriale di Mayfair.
Highate moderna è un sobborgo elegante, fatto di case che si allungano come una fila di bomboniere con una simmetria tipicamente inglese di giardini ordinati e cottage che sembrano usciti da un libro per bambini. Per raggiungere l'ingresso al pubblico si costeggia un lungo tratto del cimitero. Al di là della recinzione a sbarre, le lapidi, le croci e le statue si annidano nell'ombra in alcove di fogliame incolto. Sono le zone meno frequentate del cimitero, quelle complicate da raggiungere perché lontane dai sentieri battuti e i classici luogo dove hai timore a fissare qualcosa troppo a lungo perché hai sempre la sensazione, quando distogli lo sguardo, di scorgere qualcosa che si muove ai margini del tuo campo visivo.
Te ne vai col batticuore e sicuro, anche senza esserne pienamente consapevole, che qualcosa sopravviva tra quei monumenti silenziosi di un tempo che hai visto solo nei libri.



Da Oscure gioie.


"La luna alta nel cielo era luminosa al punto di accendere di riflessi l’erba scura e il braccialetto di perle al polso della giovane donna.
La pace del cimitero era perfetta, il silenzio interrotto soltanto dal verso di un’upupa.
«Elizabeth, non dovreste essere qui». Il gentiluomo si fermò davanti a lei, che sollevò la testa bionda per rivolgergli un sorriso seducente. L’oro zecchino dei capelli aveva perso lucentezza, pensò l’uomo, era già sbiadito."





"Il sorriso sul volto di lei si spense di colpo, sostituito da un’aria inquieta. Guardò le tombe intorno a sé, angeli di pietra che portavano sulle spalle il peso dell’eternità, occhi ciechi e fissi nel vuoto. I mausolei e le lapidi erano testimoni silenziosi della confusione disegnata sul suo bel viso.
L’upupa lanciò di nuovo il suo verso poi si staccò da un ramo e, con lentezza, volò via nella notte."


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La pietra tombale ricoprì il terriccio rendendo la sepoltura del tutto simile alle altre e ammantando di  pace eterna quanto era appena accaduto.
Gli angeli di pietra spiccavano il loro volo congelato nella pietra o si appoggiavano a una lapide, pensosi.
Le ombre si annidavano all’ingresso delle cripte nei pressi dell’Egyptian Avenue e i morti riposavano in pace nella loro elegante dimora di Swain’s Lane, Londra.
Soltanto una voce flebile proveniva dalle viscere di una tomba, dove un cherubino incrociava le braccia snelle, incorniciando la sommità di una lapide che portava inciso un nome e dei versi di John Keats.

Lady Elizabeth Jane Harcourt, Mayfair.
Sposa ancora inviolata del silenzio.



Le foto sono della mia sorellina, Esther de Winter.

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Published on February 10, 2014 14:53

February 8, 2014

Oscure Gioie disponibile su Amazon

{jcomments on}


Dopo aver lottato per ore finalmente sembra che io ci sia riuscita. Oscure Gioie, Puffolo come lo chiamiamo noi, è on line e insieme a lui un pezzo del mio cuore.


Per l'enorme affetto e i ricordi a cui è legato, questo libro sarà sempre una parte importantissima della mia vita e io spero che possiate volergli bene.


Per accedere alla pagina Amazon basta cliccare sulla splendida copertina di Elisa Giampaoletti che ancora qui ringrazio insieme a Chiara Messina che non ci ha dormito la notte insieme a me.


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Published on February 08, 2014 13:26

February 7, 2014

Bijoux de Deuil

{jcomments on}Di nascosto dal mio Boss adorato che se dovesse beccarmi a fare una cosa simile dovrebbe sedersi cinque minuti per riprendersi, vi riporto la "quarta" di Oscure gioie.
Con la scusa vi ringrazio anche moltissimo per la risposta pronta e affettuosa che avete dato alla notizia della pubblicazione di questo mio lavoro.
Sono commossa ed emozionata. La notte che ve l'ho annunciato non sono quasi riuscita a prendere sonno per l'agitazione e ora sono qui a presentarvi qualche accenno su quello che sarà il libro.
Grazie ancora, con tutto il cuore.

Nell'alta società di Londra si mormora che sia più bello di Dorian Gray e più cinico di suo zio, Lord Henry Wotton. E, in effetti, Sebastian Fane, conte di Darlington, potrebbe dare lezioni di dissolutezza a chiunque.
Durante la sua vita è sempre stato abituato a prendere ciò che vuole: infrange cuori maschili e femminili senza scrupolo alcuno, consumando le passioni con la medesima noncuranza che riserva alle sue sigarette. Ma il corso del suo destino è destinato a mutare quando, in una sordida osteria di Whitechapel, si troverà a incrociare le armi per difendere un giovane sconosciuto.
Raven Armitage è bello e sfuggente, con un accento francese e una voce melodiosa che rendono impossibile non cedere alle sue incantevoli menzogne. Per la prima volta nell'esistenza di Sebastian, sarà qualcun altro a imporre le regole del gioco, accendendo in lui una passione che minaccia di travolgerlo senza possibilità di scampo.
Nella Londra di fine Ottocento, divisa tra la tradizione della nobiltà e l'avvento del futuro, ha così inizio un'indagine pericolosa, una caccia all'uomo tra il lusso delle sale da ballo e lo squallore delle fumerie d'oppio, una lotta senza quartiere contro un nemico che si nutre della magia più oscura e che schiera
ai suoi ordini un esercito di morti per arrivare a insidiare anche la vita di Sua Maestà la Regina...


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Published on February 07, 2014 04:28

February 5, 2014

Oscure Gioie

Due aggiornamenti al blog nel giro di un mese con vittoria sull'atavica pigrizia, sono quasi fiera di me stessa ma sicuramente deve trattarsi di qualche congiunzione astrale che difficilmente si ripresenterà.


Sono a farvi un annuncio che, se proprio non avete di meglio da fare, potete leggere tra una sbirciatina a qualche figo epocale e l'ultimo download della serie tv che andate a maratonare.


La questione è che sto per autopubblicare a breve un romanzo su Amazon visto che sono abbastanza stufa di tenerlo confinato nei miei pc.



Vi riporto qui sotto la copertina del libro così come l’ha creata per me Elisa Giampaoletti, alias Loralya89, che qui pubblicamente ringrazio per aver realizzato un mio sogno: avere una copertina fatta per me dalle sue mani fantastiche.
Vi riporto anche i link della sue pagina cosicché possiate vedere coi vostri occhi che cosa questa ragazza è in grado di fare.

Loralya89 Deviantart


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Il romanzo ha come titolo Oscure Gioie (il titolo è di Pamela Ruffo, notoriamente i miei sono orridi) e, insieme all'Ordine della Chiave, è il romanzo tra i miei che mi piace di più, tra l'altro ricordo come un sogno le quattro settimane impiegate a scriverlo – un perfetto Natale di qualche anno fa. In realtà nessuna di noi lo chiama così, quando dobbiamo parlarne lo chiamiamo semplicemente “Puffolo” (si va bene, l’insulto è libero, me la sono cercata).
Tutto è iniziato perché Chiara Messina era a principio del suo periodo slash – un continuo parlare di Queer as Folk e Draco/Harry e Brian Kinney che spuntava come un nume tutelare in ogni dove – e stava tentando il contagio di tutte le amiche e io ero convinta che sulla sottoscritta avrebbe avuto poca presa.
Le ultime convinzioni famose: dopo aver abbozzato i primi capitoli e averli cestinati (lo so, Anna, lo so… ) ho terminato questo libro tutto d'un fiato, seguendo ciò che avevo assimilato del gusto yaoi e dello slash nell'ambito fanfiction, innamorandomi a mia volta del genere e unendolo con un'altro che da anni morivo dalla voglia di sperimentare: il gotico ambientato in età vittoriana.
L’iniziale stesura, come accennavo, è stata abbastanza travagliata: dopo cento pagine a un certo punto decisi che era scritto malissimo e che nonostante lo amassi alla follia non avrei dovuto terminarlo. Lo cestinai, prendendomi tutti gli insulti di Pamela Ruffo (trattasi di attacco della perniciosa “sindrome dell’autore” decretò) e di Chiara Messina. Annamaria Mocciaro si limitò a darmi affettuosamente della deficiente e a riesumare il file da quella miniera di Moria che è la sua casella e mail. Caro il mio backup vivente e palermitano, se l’ho terminato è soprattutto grazie a te!
A pace fatta col cervello, ho trascorso così quattro beate settimane a rileggere per la millesima volta "Il ritratto di Dorian Gray" e a studiare le piantine della Londra dell'ultimo ventennio dell'ottocento, a sognare a occhi aperti sontuose dimore e squallide fumerie d'oppio, divertendomi a trasformare i protagonisti in comparse e le comparse in personaggi.
Sì perché è proprio dal Ritratto che prende le mosse il romanzo che sto per presentarvi, come a ricalcare la carriera che più ho amato: quella di fanwriter. Tanto per dire, uno dei due protagonisti, l'esasperante Sebastian Fane, è un nipote di Lord Henry Wotton e il suo migliore amico Colin Seymour lo punzecchia sempre dicendo che in giro si mormora che Dorian Gray sia molto più bello di lui. Sebastian, che ci resta sempre male, di solito precisa che Dorian Gray presto sarà troppo vecchio per competere con lui ma, come avrete modo di notare, metà delle uscite di Sebastian inducono il suo prossimo a volerlo sbattere contro una parete e lasciarlo lì appiccicato come un manifesto.
Chi avrà modo di leggerlo forse si diletterà a scovare tutti i personaggi minori del Ritratto nelle parti che hanno avuto la bontà di recitare nella mia piccola storia: da Victoria, moglie di Lord Henry, a Gwendolen sua sorella, passando per Alan Campbell e il duca di Berwick.
Mi sono divertita anche a inserire alcuni riferimenti alla Londra di Oscar Wilde e spero che, chi conosce la storia e i costumi vittoriani meglio di me, sarà indulgente davanti agli errori che sicuramente avrò commesso.

Dopo avervi stordito con questo sproloquio allucinante e avervi portato a rimpiangere i beati momenti in cui NON aggiorno il blog penso che mi ritirerò a guardare un’altra puntata di Ripper Street, tanto per restare in tema.




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Published on February 05, 2014 13:29

January 8, 2014

Black Friars - Le soglie del buio [novella]


Quando ho terminato l’Ordine della Croce sapevo di non essere pronta a separarmi dai personaggi di Black Friars e che, probabilmente, non lo sarei mai stata.
Mi era già successo con le fan fiction: non mi sarei mai rassegnata a smettere di scriverle dopo aver pubblicato il primo libro.
Semplicemente, ci sono storie che ami e delle quali non ti rassegnerai mai a scrivere la parola fine o, almeno, per me funziona così.
Da quando, nel mese di luglio, è stato pubblicato l’Ordine della Croce non ho smesso un momento di scrivere, ricominciando a lavorare a progetti che avevo dovuto mettere da parte per completare il quarto libro. Ho completato alcune cose, in attesa di decidere che farne e altre sono in lavorazione. Riprendere le fan fiction, sperimentare nuovi generi e dedicarmi invece ad altri sui quali fantasticavo, però, non ha attenuato del tutto la nostalgia per il mio Studium e per la Vecchia Capitale. Così quando Pamela – che in due parole molto spicce sa sempre darmi il consiglio giusto – mi ha suggerito di scrivere una novella su Black Friars da fare uscire in occasione del periodo natalizio, ho capito di aver avuto bisogno solo di una scusa valida per aprire un file e ricominciare a parlare dei miei personaggi.
Sin dall’inizio sapevo che sarebbe stata una storia su Gabriel e Sophia e che mi avrebbe permesso di passeggiare per le vie della capitale di Altieres e di parlare di due personaggi cari a me e a molte di noi per motivi che ben sappiamo: Jeanne Graygër Eldrige e Lucius Malfrey Von Wolfenstain. Ho fantasticato a lungo su di loro, aspettando che due personaggi si staccassero dalla loro origine per prendere una loro propria vita e questo è il primo e più tangibile risultato.
Black Friars – Le soglie del buio è una novella di una sessantina di pagine che ho scritto nel giro di qualche giorno e che, d’accordo con Fazi Editore, esce come e-book Amazon come sorpresa per i lettori che amano e hanno amato questa saga e che, ogni giorno, non smettono mai di farmi mancare il loro sostegno.
Trattandosi di una sorpresa, quando il cinque gennaio è avvenuta la pubblicazione su Amazon, ne erano al corrente pochissime persone e, per questo motivo, vi ringrazio tutti per la risposta grandissima e calorosa che mi avete dato.
Condizioni permettendo, è sicuramente un’esperienza da rifare!


A questo link trovate la pubblicazione su Amazon: Black Friars - Le soglie del Buio.


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Published on January 08, 2014 12:23

Virginia De Winter's Blog

Virginia De Winter
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