Raffaello Ferrante's Blog

October 23, 2024

Per sempre carnivori, di Cosimo Argentina

Per sempre carnivori
Autore Cosimo Argentina
Genere Romanzo Noir
Editore Minimum Fax, 2013
Articolo di Raffaello Ferrante

La faccenda ora sembra farsi tremendamente seria, ma forse in fondo è semplicemente il finale che loro tre si erano scelti fin dal principio. C’è la testa mozzata di Mako sulla sabbia impastata dal sangue che cola nero dalla base del suo collo. Il dentuso la sua ce l’ha ancora attaccata al corpo, di testa, ma ora se la strizza tra le gambe mentre disperato ha le mani tra i capelli, e poi c’è lui. Leone Polonia, il terzo carnivoro, la punta di diamante del trio di predatori ora ridotti a brandelli con la schiena a pezzi, incapace di muoversi, anche solo di alzarsi o spararsi un colpo in testa per chiudere definitivamente la faccenda. Davanti a loro il mare scuro di un’alba tarantina come tante, che getta una luce sinistra su quei corpi martoriati. Alle loro spalle due lampeggianti della polizia e uno di un’ambulanza squarciano l’aria salmastra. Ma forse sarebbe bene partire dal principio. Leone Polonia è stato fino a qualche mese prima portaborse di un vecchio avvocato cieco che lo pagava a suon di bestemmie, calci in bocca e offese inenarrabili. E dire che per quel posto s’era dovuto prendere persino una laurea in giurisprudenza. Dopo alcuni anni di quelle umiliazioni, la svolta. Un giovane procuratore un giorno in un tribunale gli propone di prendere un part time come insegnante di Diritto in una scuola privata di Ginosa. Polonia ha venticinque anni, una madre da poco defunta, un padre che affoga il dolore e la solitudine nel bere fissando immobile il muro della villetta al mare che da poco si sono comprati trasferendosi da Taranto. Così Leone, dopo aver chiuso da un giorno all’altro con l’avvocato guercio lasciandolo non poco nella merda, una mattina si presenta dal gestore della scuola vestito da docente. Lì non ci metterà molto ad individuare e a annusare il puzzo della disperazione degli altri due carnivori e colleghi, Mako e dentuso…
Tre colleghi insegnanti venticinquenni in cerca di un centro di gravità permanente impossibile da trovare. Tre esistenze a brandelli circondate da pezzi di carne morta o in decomposizione figli di una società a sua volta putrefatta, di una scuola marcia dal di dentro, con professori corrosi dal precariato, dalla mancanza di prospettive, da qualsivoglia slancio professionale, immersi tra i primi richiami ormonali giovanili a cui è impossibile resistere ma da cui sarebbe meglio restare alla larga. Tre corpi da spingere oltre ogni limite, persi tra alcool, sesso, disinibizione sfrenata e disperato inconscio desiderio d’amore, corpi lanciati in adrenaliniche scorribande fino all’inevitabile schianto finale, il tutto in una provincia – quella tarantina – che ben si adatta allo squallido marciume esistenziale e che fa da sfondo crepuscolare alle vicende di Polonia, Mako e dentuso, tre splendidi esemplari di un’umanità allo sbando, che tentano disperatamente e inutilmente di aggrapparsi ad una vita che oramai si sta letteralmente sbriciolando tra le loro mani. Cosimo Argentina con la solita lucida maestria e padronanza linguistica e il suo riconoscibilissimo stile randella senza pietà, senza esclusione di colpi, sbattendoci nei denti come sempre tutte quelle verità, anche e soprattutto quelle che non vorremmo mai conoscere. Che facciamo finta di non conoscere.

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Published on October 23, 2024 03:13

October 2, 2024

Figlio, fratello, marito, amico, di Roberto Saporito

Figlio, fratello, marito, amico
Autore Roberto Saporito
Genere Romanzo
Editore Qed, 2024
Articolo di Raffaello Ferrante

Quello che non gli è mai piaciuto fare nella vita è lavorare. Esattamente il contrario di ciò che invece ha fatto da sempre suo padre, avvocato di grido della Alba che conta. Con buona volontà ci ha anche provato in passato, optando per un lavoro creativo. Si è infatti laureato in giornalismo ma anche lo scrivere alla fine – una volta tramutatosi in lavoro – è miseramente naufragato in un niente di fatto. Così ora, solo grazie all’aiutino del padre influente è riuscito ad ottenere un posto come bibliotecario che tutto sommato mette d’accordo sia lui che il facoltoso genitore. Ciò che viceversa gli piace molto è sua moglie Lisa. Si sono conosciuti giovanissimi e mai più lasciati pur essendo anche lei come suo padre dedita al lavoro. Ciò che non sopporta Lisa però è Enrico, uno di quegli arrampicatori sociali in carriera, tutto business e coca, suo miglior amico e marito di sua sorella. Alla cena di quella sera con Lisa, Enrico e sua sorella, lui ha lasciato nonostante avesse visto come al solito Enrico darci dentro con coca e vino, che proprio suo cognato guidasse per riportarli a casa. La mattina dopo, svegliatosi in ospedale, scopre da suo padre che da quella macchina si sono salvati solo lui – sbalzato fuori dopo un terribile urto – e appunto Enrico che la guidava, che si è solo fratturato un braccio. Per sua moglie e sua sorella non c’è stato niente da fare. Dal dolore totalizzante e accecante di quegli istanti riesce solo a focalizzare la figura di Enrico, è lui il colpevole, è lui il nemico. Lo scorge distintamente come emergere dalla nebbia delle sue emozioni dilaniate da quel doppio dolorosissimo lutto. E quando per il troppo dolore sei mesi dopo anche suo padre muore, per lui che nel frattempo ha ereditato tutto dal milionario genitore si pone per la prima volta la scelta di cosa fare della sua oramai stravolta vita…
Ultima fatica per lo scrittore piemontese Roberto Saporito che con il suo tipico stile minimal affronta in maniera asciutta e quasi asettica ma allo stesso tempo intimamente coinvolgente, la drammatica prospettiva di chi improvvisamente rimasto solo – né più figlio, fratello, marito e amico – si trova improvvisamente milionario. Cosa si scatena nella mente di un uomo, da sempre abituato a vivere più compiacendo gli altri che se stesso quando improvvisamente gli si spalanca davanti la libertà illimitata di azione e pensiero? Dove può portare questa smodata e inebriante seppur dolorosa libertà senza più confini, regole, freni? Quali squarci, universi inaspettati, inattesi, impensabili, imperscrutabili potrebbe aprire nella sua mente? Saporito prova a rispondere a questi quesiti accompagnandoci in un viaggio attraverso gli imperscrutabili abissi della mente umana. Uno stress test a mille all’ora da gustare tutto d’un fiato, fino alla fine.

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Published on October 02, 2024 00:40

Una storia blu, di Claudia Pezzutti

Una storia blu
Autore Claudia Pezzutti
Genere Romanzo
Editore Calibano, 2023
Articolo di Raffaello Ferrante

Inizio di un’estate già troppo calda. La luce ambrata del sole che filtra dalle serrande posandosi sui corpi avvinghiati durante l’amore fa scendere un velo di tristezza sulle palpebre dischiuse dal piacere di Susie. No, non è stato un orgasmo troppo intenso ma la solita infinita malinconia che lei conosce fin troppo bene. Quel pensiero non toglie niente all’amore di quell’amplesso ma dopo la fa piangere. Lui le chiede cos’ha, lei gli mente dicendogli che è la commozione di vedere la luce di Dio. In fondo è tutto vero. Quella è l’estate bollente di una storia estiva che sarebbe durata per sempre, la loro estate, il loro per sempre. Si siedono a prendere il caffè. Lei ripensa ancora a quel velo malinconico che l’ha colta, lui la vuol vedere ancheggiare, vuole vedere i suoi seni piccoli con capezzoli da meticcia bianca. Lei lo accontenta, dimenando i fianchi da destra a sinistra, scoprendo il pube, gli dice che quei seni sono fatti per allattare, sono piccoli ma in attesa di riempirsi, gli spiega che i suoi capezzoli le faranno assaporare un piacere più grande, anzi un potere più grande, quello di una maternità che a partire dal primo rapporto a sedici anni fino all’ultimo a quarant’anni suonati nonostante alcuna protezione non è mai arrivata scavando un vuoto incolmabile dentro di lei. Sono ancora nudi, stesi sul tappeto. Susie sente le sue ossa premere, la sua magrezza, la morte imminente e allora vorrebbe urlare a Pedro di fare un bambino, di farlo subito perché non ha più tempo, di fare una femmina, la chiameranno Sofia o Lola, ma poi tace ancora una volta in quel silenzio di pietra e le lacrime di nuovo a sgorgare con l’esplosione dell’amplesso…
Non è semplice raccontare una storia d’amore, passione, sudore, follia, dolore, sangue e lacrime senza banalizzarla scadendo in facili e retorici cliché. Invece Claudia Pezzutti si arma di telecamera e si incolla letteralmente ai suoi due protagonisti con primi piani stretti bellissimi, pieni di dettagli drammatici, inquadrando particolari apparentemente incoerenti ma tremendamente funzionali, usando spesso la penombra, la luce calda, facendoci letteralmente vivere in simbiosi con loro, con i loro corpi, vedendo le loro pelli sudare, incollarsi, sentendo i loro umori, le loro lacrime, sfiorando le loro fragilità come ossa troppo sporgenti su corpi eccessivamente magri che urlano di piacere e morte. E così seguiamo l’andamento sinuoso e schizofrenico di questa coppia che con autolesionistico ardore si consuma, si lacera, arde con infinita passione scavando un solco che Dio solo sa dove li porterà! Una menzione speciale anche alle illustrazioni di Ugo Pierri che accompagnano in maniera discreta ma tremendamente efficace lo scorrere dei vari capitoli e l’evolversi di questa coinvolgente e bulimica storia d’amore.

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Published on October 02, 2024 00:36

September 7, 2024

Java road, di Lawrence Osborne

Java road
Autore Lawrence Osborne
Traduzione di Mariagrazia Gini
Genere Romanzo
Editore Adelphi, 2023
Articolo di Raffaello Ferrante

Adrian Gyle, mentre passeggia per le strade caotiche di Hong Kong – da qualche mese rese meno sicure dalla protesta studentesca che monta per il ritorno di Hong Kong alla Cina dopo anni di colonialismo britannico – riflette su quel brano studiato a scuola in cui il protagonista si definiva più cronista che giornalista, pensando che in effetti è proprio quello il ruolo che sembra cucito per lui, cioè uno che racconta e riporta ciò che vede. A Hong Kong da più di vent’anni, sbarcato studente universitario da Londra, Gyle infatti conosce oramai moltissimi giornalisti ma anche un buon numero di cronisti che come lui battono le zone più calde della battaglia urbana che impazza sempre più, armati di sola fotocamera del cellulare e taccuino. Ma se dovesse spiegare però esattamente cosa stiano registrando e a beneficio di chi, su questo avrebbe meno certezze. Forse per lui quello è solo un modo per calarsi ancor di più in se stesso. Ciò che viceversa da quei cronisti lo differenzia è che molti di loro sono diventati famosi, mentre lui continua a fare il lavoro sporco, disinteressandosi della fama tanto da essere in realtà considerato un signor nessuno. Solo con l’inizio dell’estate e i primi tumulti studenteschi si è sentito rinascere, come un risvegliarsi da un lungo torpore, e tutto ciò si è palesato quando ha visto un giorno un suo vicino, di cui ignorava persino il nome, vagare in canottiera a mezzanotte in Java Road brandendo un coltello da macellaio. Lì Adrian ha avuto la percezione di quello che sta succedendo in quella città che un po’ come lui è diventata ormai un po’ soporifera, cinica e straripante di degustazioni di vino e tartufo bianco. E anche il rapporto con il suo amico di università Jimmy Tang, divenuto a differenza sua nel frattempo un miliardario inserito ormai nell’alta società, è pronto a mutare inaspettatamente, dopo che ad un ricevimento Jimmy gli ha presentato Rebecca, la sua nuova amante. Una studentessa di buona famiglia ma attivista e in prima linea nei disordini che stanno mettendo a ferro e fuoco la città…
Lawrence Osborne ha il dono di essere tremendamente evocativo quando scrive, soprattutto rispetto ai luoghi dove ambienta le sue storie, che diventano veri e propri protagonisti al pari dei personaggi. Così è anche in questo caso, con una Hong Kong scossa dalle lotte studentesche che imperversano per le vie della capitale, dove davvero sembra di essere durante la lettura, sentendo odori e annusando umori di ogni angolo o anfratto descritto. Qui si innesca la storia del giornalista – o meglio cronista, come lui stesso preferisce considerarsi – Adrian Gyle, un expatried inglese da un ventennio residente a Hong Kong ma in realtà ancora abbastanza un corpo estraneo pur sentendosi tutto sommato abbastanza integrato in usi e costumi locali, estraneità acuita ora ancor di più dalla protesta che monta e spinge in maniera sempre più violenta nella direzione dell’intolleranza verso tutti coloro che sono considerati i nemici, compresi dunque anche gli stranieri, ma soprattutto i ricchi capitalisti milionari tra i quali proprio Jimmy Tang, compagno d’università del disilluso Gyle, rampollo della famiglia Tang, una delle più influenti della capitale, sposato e ovviamente irregimentato nei principi e nei doveri che la sua casta familiare comporta, che però proprio di un’attivista finirà per innamorarsi sconvolgendo gli equilibri della sua famiglia e trascinando l’amico Adrian in un tourbillon di situazioni che ribalteranno completamente il loro rapporto mettendo in discussione più di un principio di lealtà e fiducia reciproca.

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Published on September 07, 2024 02:07

July 25, 2024

TANTE CARE COSE, di Massimo De Lorenzo

TANTE CARE COSE
AUTORE Massimo De Lorenzo
GENERE Romanzo
EDITORE Bibliotheka, 2024
ARTICOLO DI Raffaello Ferrante

Deve essere strano ricevere una lettera dopo quasi quarant’anni da uno che forse nemmeno si ricorda chi sia. Massimo De Lorenzo lo sa, ma è proprio per questo che ha voluto scrivere a Patrizia e Giulia Latella. Dovrebbero farlo tutti. Quando qualcuno attraversa anche fugacemente la nostra vita lasciando per un motivo o per un altro un segno indelebile, ecco: quella persona dovrebbe saperlo. Ed è stato proprio così per lui con Giulia e Patrizia, due sorelle che son state nientemeno che i primi amori della sua vita. Erano le più piccole di cinque sorelle mentre lui di fratello ne aveva solo uno, più grande e un cugino che per primo lo aveva avvicinato a certe letture per lui all’epoca terrificanti come Emanuelle o l’Anti-Justine, un compendio di orge di ogni genere che al tempo lo aveva fatto letteralmente impazzire. Ebbene, fu proprio in quell’estate dei suoi tredici anni che, sulle note de La voce del padrone di Franco Battiato, Massimo si innamorò perdutamente prima di Giulia e poi della sensualissima Patrizia… Un malinteso con un amico può capitare, eppure Massimo non si capacita di come uno dei suoi più cari amici sia rimasto offeso di qualcosa che lui ignora, andandone peraltro a parlare con altri amici comuni e non direttamente con lui. Certamente ha sbagliato se l’ha così ferito ma ora a rimanerci male è lui ed è un bel problema adesso capire chi dei due debba scusarsi con l’altro per primo… Anche con Sergio Massimo non usa mezzi termini e la via epistolare sembra la forma migliore per comunicargli quanto ha da dirgli. Perché lui il suo nuovo film ancora non l’ha visto e dunque non gli scrive certo per complimentarsi per il suo nuovo lavoro. No, il motivo per cui ha deciso ora di scrivergli è un altro, ed è che Sergio nonostante la loro ormai trentennale amicizia, gli sta profondamente sul cazzo. Con stima e rancore…
Massimo de Lorenzo, noto e brillante attore del grande – ha lavorato con Verdone, Genovese, Veronesi, Britti, Manetti Bros e innumerevoli altri – e piccolo schermo (Squadra antimafia, Cops, I leoni di Sicilia, Boris), mette per iscritto una delle sue più grandi passioni, quella della corrispondenza. Ne viene fuori un quadro esilarante e a volte commovente: il ritratto di un uomo schietto, che nel suo incedere tra interlocutori del presente, del passato, reali o immaginari, surfa meravigliosamente tra sentimentalismi, accuse, sassolini da togliersi dalle scarpe, scuse e predicozzi e ci travolge col suo umorismo lasciandoci alla fine tra il divertito e il malinconico la voglia di riprende se non carta, penna e calamaio almeno una tastiera per tornare a scrivere ad un immaginario o reale interlocutore anche noi schiettamente e fuori dai denti quello che troppo spesso per pigrizia non abbiamo più il coraggio o la voglia di dire. O peggio diciamo magari in maniera sbagliata e sgraziata nascosti dietro un social.

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Published on July 25, 2024 03:42

UN ULTIMO ISTANTE DI PAURA, di Alex Finlay

UN ULTIMO ISTANTE DI PAURA
AUTORE Alex Finlay
TRADUZIONE DI Giovanni Zucca
GENERE Romanzo Thriller
EDITORE SEM, 2023
ARTICOLO DI Raffaello Ferrante

Martedì hanno trovato i quattro corpi. Esattamente tre giorni dopo che l’intera famiglia Pine aveva preso il volo di ritorno e sei dall’ultimo post pubblicato sui social per dire che erano arrivati in Messico. È stato il gestore del residence dove abitavano a chiamare la polizia. La donna delle pulizie che ha scoperto i cadaveri giaceva in lacrime in un angolo. C’era un fetore nauseabondo all’interno ma totale assenza di sangue. La madre giaceva sul divano, la figlia in camera sua stesa sul suo letto col cellulare ancora tra le mani, il fratellino rannicchiato sotto le coperte abbracciato al suo peluche. La scientifica era intenta a controllare la cucina a gas e lo scaldabagno. All’esterno sotto il patio le uniche tracce di sangue e il padre, o almeno quel che ne restava. Matt Pine dopo una notte di bagordi con i suoi amici della New York University è in attesa di rientrare al dormitorio quando viene convocato d’urgenza dal coordinatore della residenza studentesca che gli dice che c’è l’FBI ad attenderlo dentro. Matt si fionda di corsa all’interno ed è la donna che guida la squadra dell’FBI, Sarah Keller, a comunicargli la terribile notizia della sua famiglia sterminata, cercando di avere da lui – pur nel rispetto del dramma immenso che il ragazzo sta vivendo – qualche prima informazione anche sulla storia di suo fratello maggiore Danny, che pochi mesi prima è stato al centro di un caso mediatico clamoroso, proprio dopo la sua condanna all’ergastolo per aver assassinato la sua ragazza, caso che aveva portato alla realizzazione di un documentario che in breve era diventato virale dove si sosteneva però la sua totale innocenza…
Una famiglia già abbondantemente sotto i riflettori per la condanna all’ergastolo che il figlio maggiore Danny ha subito (a detta della sua famiglia e di un documentario ingiustamente) viene sterminata apparentemente da una fuga di gas durante un loro soggiorno in Messico. Unici superstiti i due fratelli Danny, in carcere per l’appunto e Matt uno studente universitario che non solo dovrà portare sulle spalle il peso enorme di tutta l’oscura faccenda, ma dovrà provare a sbrogliare la matassa intricata di strane coincidenze che quella tragedia familiare si porta dietro. Eh sì, perché sono troppi i particolari che non tornano, le stranezze, i dubbi, le anomalie del caso alle quali proprio Matt dovrà provare a dare un senso, mettendo però a rischio la sua stessa esistenza, visto che più affonda le mani e scava per scoprire la verità più sembra stringersi un cappio anche attorno al suo collo. Con grande senso del ritmo e una struttura che segue i vari personaggi in presa diretta, alternandone i vari punti di vista, Alex Finlay (al secolo Anthony Franze, procuratore statunitense) ha creato un ottimo thriller, ben strutturato e solido che appassiona e incuriosisce senza perdere mai di interesse. Scritto in modo molto cinematografico sarebbe perfetto infatti come trasposizione in pellicola o come serie tv – cosa peraltro che sembra probabile, visto che è già stato opzionato allo scopo. Ottima anche la soundtrack di tutta l’intricata vicenda.

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Published on July 25, 2024 03:39

July 23, 2024

J-Card, di Laura Scaramozzino

J-Card
AUTORE Laura Scaramozzino
GENERE Romanzo
EDITORE 256 Edizioni, 2023
ARTICOLO DI
Raffaello Ferrante

Adele da sotto le coperte vede Carlo seduto sul bordo del letto che le dà le spalle. Poi l’uomo si alza infilandosi prima i boxer e dopo i pantaloni dicendole di fare qualcosa per il suo aspetto, visto che alla sua età gli integratori non bastano più. Adele sospira e stringe il lenzuolo tra le mani immaginando di sfilettarlo come un pesce strappandogli poi i muscoli a morsi, mentre lui continua imperterrito a rimbrottarla dicendole di non fare la solita scena e di darsi una sistemata. Carlo continua a vestirsi e a inveire mentre lei fantastica ancora una volta di tagliarli la gola da un orecchio all’altro subito dopo l’amplesso, come certi insetti fanno con i loro partner. Poi finalmente lo sente scendere le scale e con un sospiro di sollievo può tornare a concentrarsi nuovamente solo ed esclusivamente sul bambino. Voleva un figlio Adele, ma al suo posto ora è arrivato lui: Francesco. Francesco è il figlio di Nina, la sua governante. Da quando le ha mostrato quella sua foto è stato fin troppo chiaro che quel ragazzino di dieci anni sarebbe diventato suo, che se lo sarebbe preso. Si trattava solo di accelerare il processo. Nina l’indomani glielo porterà in casa e lei troverà il modo di stare da sola con lui per mostrargli i vantaggi di un’esistenza in cui grazie alla tessera H – concessa alle persone abbienti – glutine, latte e carne sono banditi e non ci sarà più posto per il tanfo disgustoso della pelle grassa con il quale loro, poveri titolari della tessera J, viceversa devono convivere. Nina sembra non badare troppo al rapporto tra lei e il figlio, ma Adele sa che in realtà la scruta e la considera come la solita ricca stravagante annoiata e insoddisfatta, invidiandola per la sua magrezza visto che lei, costretta a cibarsi solo di junk food, è invece grassa, ha il respiro affannoso, la pelle giallastra e rotoli di grasso che le ballonzolano sui fianchi. Con quel pensiero eccitante per la testa Adele scende dal letto e cercando di mettere a tacere i morsi della fame si getta sotto lo scroscio dolce dell’acqua della doccia…
Laura Scaramozzino, editor e coach letterario, estremizzando molto la realtà ha messo in piedi un’interessante e inquietante allegoria distopica – come lei stessa l’ha definita – immaginando un mondo dove la differenza sociale è marcata istituzionalmente dal cibo. Chi è ricco e abbiente è automaticamente titolare della H-Card, una sorta di lasciapassare che garantisce cibo sano e salutare, per tutti gli altri c’è la J-Card, che li obbliga viceversa a trangugiare solo ed esclusivamente cibo spazzatura, con tutto quello che questo comporta sia dal punto di vista della salute fisica che di quella psicologica. Così abbiamo Adele, ricca di famiglia avendo sposato un uomo facoltoso che è a capo proprio di un importante stabilimento che produce cibo-spazzatura per poveri e che la espone nella sua vita solo come trofeo (ma in contemporanea ha una storia fangosa e tossica col fratellastro Carlo), che è ossessionata non potendo avere figli da Francesco, il figlio della sua obesa governante, col quale instaura un rapporto morboso e malato. La Scaramozzino con un montaggio alternato e sincopato dirige bene i vari personaggi che via via si presentano in scena, svelando poco alla volta e con delicatezza non solo il passato dei protagonisti ma soprattutto il torbido che questa folle disuguaglianza crea e fa inevitabilmente emergere dagli abissi imperscrutabili dell’animo umano.

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Published on July 23, 2024 05:40

May 25, 2024

IL GREGGE, di Davide Grittani

IL GREGGE
AUTORE Davide Grittani
GENERE Romanzo
EDITORE Alter Ego Edizioni, 2024
ARTICOLO DI Raffaello Ferrante

L’uomo seduto in auto, perso tra i suoi pensieri, fissa il parabrezza rigato di pioggia che colora di malinconia il tardo pomeriggio, avvolgendo la plumbea e frenetica città come sempre in fibrillazione. Quando il bus davanti a lui riparte qualcosa lo fa sobbalzare e con un colpo d’occhio si accorge che da dietro le vetrofanie spunta il faccione imbolsito ma ancora tremendamente familiare di Matteo Migliore. Non crede ai suoi occhi. Ha un sussulto e solo allora si accorge che l’intera città è tappezzata da manifesti che ritraggono Migliore con la sua espressione tronfia e lo slogan demagogico che incita a votarlo in nome di un vento che finalmente sta cambiando. Chissà se tutta la gente attorno a lui affaccendata e perennemente di corsa sa che quel Matteo Migliore, aspirante sindaco, è proprio il “Croce rossa” che come lui faceva parte della mitica V D del Liceo Pasolini. Figlio di un temuto funzionario statale e di un’ereditiera, aveva acquisito questo status di inarrivabile issandosi su un piedistallo da cui dirimeva ogni controversia con odiosa e perentoria intimidazione: l’avrebbe fatta pagare a chiunque avesse osato sfidarlo. Come fece poi sul serio col figlio della bidella Marcello Dell’Atti e Carlo Lamartora – detto “Saponetta” per via del suo ossessivo ricorso all’onanismo -, che rei di avergli rubato la merenda furono immediatamente sfiduciati da Migliore, e, grazie al potere della sua famiglia, fatti sospendere da scuola, non prima di sancire però il definitivo allontanamento dal loro branco. E adesso eccolo lì, a ergersi a baluardo della legalità occhieggiando ammiccante da ogni anfratto della città. Eppure ancora non è tutto. Quando l’uomo rincasa scopre infatti dalla sua donna Claudia che proprio Migliore l’ha cercato e l’ha convocato insieme a tutto il loro vecchio gruppo del liceo, quasi trent’anni dopo, per proporre loro di collaborare all’imminente campagna elettorale…
Davide Grittani, acuto scrittore e giornalista, sempre pronto a spendersi in prima linea per il suo impegno civile, mette in scena un’amarissima commedia che sarebbe degna del miglior Monicelli e che è il pretesto in realtà per mettere nero su bianco il definitivo de profundis – se mai ce ne fosse ancora bisogno – di un certo modo di fare politica ma anche e più profondamente dell’essere umano stesso. Il coprotagonista del suo romanzo infatti, il becero e qualunquista Matteo Migliore, decide di candidarsi a sindaco sfidando l’antagonista Michele Ametrano di quella che potrebbe essere Milano o una qualunque altra grande città del nord Italia – e che però volutamente non viene specificata da Grittani – a suon di retorici slogan grattapancia figli del peggior populismo, mani da stringere, “affari loschi fatti passare per larghe intese”, “rancore da forgiare in consenso” e per farlo chiede proprio ad alcuni dei suoi ex compagni di liceo di affiancarlo nella campagna elettorale che si preannuncia senza esclusione di colpi. Bassi. E così, a forza di compromessi, frasi fatte, ritorsioni, tradimenti, il romanzo ci esplode letteralmente tra le mani facendoci sorridere a denti stretti per l’amarezza, l’indignazione e lo sconforto di essere davanti non ad una fiction ma purtroppo alla triste realtà di cui siamo tutti complici. Spettatori paganti (e spesso plaudenti) di un indegno e raccapricciante show che all’impegno civico, alle ideologie o anche semplicemente alle idee, ha sostituito il becero qualunquismo da social, l’idea che cavalcando l’ignoranza, l’arroganza si possa emergere, divorati dal demone del solo consenso. Che si possa, presi per la gola, tranquillamente barattare la dignità, vendendosela per quattro spicci o una bombola di gas al miglior offerente. In questo trionfo della mediocrità alla fine perdono tutti, domina quella che lo stesso Grittani definisce l’inesorabile “brutalità del bene” che trasforma il branco inevitabilmente in gregge. Una deriva a cui solo l’illusione dell’amore potrà forse porre un placido e narcotico freno.

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Published on May 25, 2024 02:12

May 4, 2024

RENDITI UTILE – SETTE REGOLE PER CAMBIARE LA TUA VITA, di Arnold Schwarzenegger

RENDITI UTILE – SETTE REGOLE PER CAMBIARE LA TUA VITA
AUTORE Arnold Schwarzenegger
TRADUZIONE DI Paolo Franzoni
GENERE Saggio Costume
EDITORE Longanesi, 2023
ARTICOLO DI Raffaello Ferrante

Quando nel 2011 Arnold Schwarzenegger ha solo da qualche mese abbandonato la carica di Governatore dello Stato della California ancora non sa che attorno a lui e a tutti noi il mondo sta inesorabilmente per crollare. Non che prima le cose fossero andate molto meglio. La crisi finanziaria esplosa nel 2008, solo un paio d’anni dopo la sua rielezione, ha letteralmente lasciato migliaia di cittadini senza una casa e un lavoro, il tutto grazie all’avidità di banchieri senza scrupoli che hanno messo in ginocchio l’intero sistema finanziario mondiale. Ma questi sono solo alcuni dei fallimenti pubblici che gli è toccato di affrontare. Nella sua sfavillante carriera da culturista ha subito sconfitte clamorose così come ci sono stati film finiti direttamente nella spazzatura. Eppure ancora non ha davvero toccato il fondo. Quello avviene solo dopo aver distrutto la sua famiglia e lì non può certo incolpare nessun altro che non se stesso. Eccolo dunque, il fondo. Ora è lì davanti ai suoi occhi mentre è a faccia in giù nel fango e deve decidere se vale la pena ripulirsi e rialzarsi per lottare o semplicemente arrendersi. Ovviamente anche quella volta decide che deve riprendere la vita nelle sue mani e semplicemente rialzare la testa con dignità come ha sempre fatto. Sa che ce la farà a rimettersi in pista ma ciò che ignora è che tutto quel fallimento lo porterà a diventare un esperto di auto-aiuto. La gente trae davvero beneficio dai suoi insegnamenti così come lui da ragazzo ne aveva beneficiato leggendo e conoscendo i suoi idoli giovanili. Ed è così che la sua mentalità vincente che in tanti campi l’ha portato ogni volta in cima dopo l’ennesima anche fragorosa caduta è diventata una vera e propria disciplina, che Schwarzenegger ha deciso di mettere a disposizione di tutti ricordando le parole di suo padre che gli diceva che l’unica cosa che davvero conta nella vita è rendersi utile. Ecco dunque che col tempo ha messo a punto le sette regole d’oro che partendo dall’avere la visione chiara di un obiettivo, passando per il duro lavoro su se stessi spaccandosi letteralmente la schiena, imparando a sapersi vendere per riuscire poi a cambiare marcia, si può arrivare a rompere quello specchio che da principio mostrava solo l’immagine di uno sconfitto e fallito, permettendoci e promettendoci che chiunque impegnandosi e focalizzandosi su questi punti potrà trovare la forza per imparare a non mollare mai, anche davanti alle sconfitte più dure…
Nato in un piccolo villaggio austriaco, Arnold Schwarzenegger si rende ben presto conto che quel paesino di provincia dove vive gli sta stretto. Ha ambizione da vendere il ragazzo, e la visione chiara di ciò che vuole, così con soli duecento dollari in tasca si trasferisce in America con il mito del culturismo nella testa. Rimboccandosi le maniche e spaccandosi la schiena diviene in poco tempo uno dei più titolati bodybuilder d’America prima di sbarcare ad Hollywood, diventando anche qui un’icona mondiale grazie a film e personaggi divenuti negli anni veri e propri cult. Ma non gli basta ancora, perché nel 2003 viene eletto governatore della California e rimane in carica per due mandati. Eppure quando tutto ciò sembra crollargli sotto i piedi, si reinventa ancora una volta e diventa uno dei più seguiti guru motivazionali della scena mondiale. Insomma una vera e propria macchina da guerra che con semplici – a volte banali – ma efficaci consigli promette di trasformare chiunque di noi comuni mortali in invincibili e indomabili super Terminator!

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Published on May 04, 2024 02:01

April 8, 2024

HO FATTO SCHIFO, di Vanbasten

HO FATTO SCHIFO
AUTORE Vanbasten
GENERE Romanzo
EDITORE Castelvecchi, 2023
ARTICOLO DI Raffaello Ferrante

19 dicembre. Pochi giorni a Natale. L’uomo consulta l’app e il primo taxi disponibile sembra essere Trieste 25. Non gli piace, stasera vuole qualcosa di diverso. Aggiorna l’app e Caserta 44 sembra proprio quello che fa per lui. L’auto non ce l’ha più da quando l’estate scorsa s’è schiantato contro una neopatentata, viva per miracolo. In attesa del taxi prenotato si gira una canna. In effetti la berlina che lo viene a prendere ha tutti i crismi del taxi dal nome meridionale: santino di San Gennaro sotto il retrovisore, foto di famiglia sul contachilometri e decine di dispositivi elettronici colorati sparsi nell’abitacolo. Mentre l’auto si dirige in zona Porta Maggiore lui ha modo di riflettere. Sicuramente nel locale dove sta andando staranno già tutti pronti e inutilmente eccitati ad aspettarlo. Chi per sentirlo parlare, chi per chiedergli qualcosa, chi per una foto. Qualcuno vorrà addirittura vederlo sorridere. In effetti appena sceso dal mezzo la ragazza che ha organizzato l’evento gli va incontro e gli dice che son già tutti lì ad attenderlo. Non è ancora nessuno, magari un domani lo sarà ma certamente i primi soldi hanno cominciato a girare e con i soldi si son presentate le prime blatte. Qualcuno ha scritto che quella è la sua stagione migliore e a due settimane dall’uscita del disco è stato organizzato quell’evento per ascoltarlo insieme ai suoi primi fan. Ovviamente nessuno gli chiederà di suonare visto che non lo fa più se non per un buon motivo o per cachet, e visto il posto da sfigati lì dentro sicuramente mancano entrambe le motivazioni. Tre son le facce di merda tra tutte quelle dei presenti che più lo preoccupano. Il direttore artistico di una nota etichetta indipendente con figa al seguito, la direttrice editoriale della più nota testata musicale online, venuta solo per distruggerlo e il solito comico emergente che spunta regolarmente a tutti gli eventi sfigati come il suo. Il locale è piccolo e perciò sembra strapieno ma non ci saranno più di un centinaio di persone tra cui quell’alcolizzato del suo manager che gli presenta subito una ragazza bassina, occhialuta, con denti che sembrano messi a caso e capelli ovunque che arrossendo gli chiede se l’indomani gli può mandare una video-dedica per vantarsi con le sue amiche. Inutile dire dell’imbarazzo, nascosto amabilmente dietro un assenso di controvoglia ma più per togliersela dai piedi e tentare una fuga il più lontano possibile. Il fatto è che poco dopo dirigendosi verso il bagno se la ritrova davanti e senza saper nemmeno lui perché o per come, complice l’imbarazzo di una conversazione che si sta avviluppando su se stessa, gaffe a profusione e certamente l’ennesimo gin tonic scolato stile anestetico, per porre fine il più velocemente possibile a quella terribile impasse, si ritrova magicamente con la sua lingua a circumnavigare nella bocca di lei…
Opera prima di questo trentasettenne romano, musicista della scena indie romana, autore e ghostwriter che ti esplode letteralmente tra le mani strappandoti più di un sorriso. D’impatto sembra di leggere un Nick Hornby prima maniera, con questo sgangherato, cinico, depresso, casinista musicista in rampa di lancio alle prese con una sfiga dietro l’altra tra cui un manager che lo vuole fregare e una compagna di viaggio da lui chiamata Cenerentola – più strampalata e casinista di lui che però asseconderà e dirigerà la sua personale e improbabile vendetta in un adrenalinico countdown verso il Capodanno. Ma che ci sa anche far commuovere raccontando il suo rapporto con la madre che improvvisamente deve ricoverarsi facendogli perdere le pochissime certezze che ancora lo sorreggono e che lo costringeranno forse a smetterla di affidare la sua sgangherata vita al solo pilota automatico trasformandosi per la prima volta in qualcosa di fino ad allora impensabile. Ci riuscirà?

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Published on April 08, 2024 06:06