NARCOSI

Volevo cancellare il dolore sulla punta di una sigaretta,

Ma una baionetta, fredda, avevo conficcata nel cuore;

Senza ragione, senza morale — ma, fatale e crudele;

Senza conoscermi, o volerne sapere, senza conoscersi.

Cattiva.

Perché di sé prigione;

Dentro esperiva

Lenta morte di dolore.

Monade.

Verso l’auto-e-altrui-distruzione;

Che nessuno può salvare.

Dimmi tu Religione, se c’è un senso

A questo assurdo senza soluzione!

Io so che non ce n’è uno, che è tutto nostra illusione;

Che ogni parvenza di felicità è di sé intossicazione;

Che l’orgasmo della vita, non è che nella follia—

Nel rischio, nell’abbandono—

Che ogni dottrina è necessaria narcosi dell’uomo.

E la morte—unico assoluto—avanza

Cancellando ogni sicura intellezione.

Che solo a un cane si fa la morale;

Chi è davvero vivo, non ha riguardo per la sicurezza—

Essa è la maschera per coprire 

montagne putride di rimorsi—

La propria nauseante debolezza!

IVAN CATANZARO

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Published on January 02, 2026 08:32
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