
E non ho più voglia delle tue gambe.
Che ora paiono storte,
Come l’intenzione tua incostante.
E non ho più voglia delle tue labbra.
Che ora risultano false,
Come l’epistola tua da rabbia movente.
E non ho più voglia dei tuoi occhi.
Che ora sembrano inerti,
come i giorni trascorsi senza sentirci.
E non ti voglio più;
Ora, che l’eros tuo traballante,
Unito al giudizio della gente
Spinta da invida competizione,
Ha eroso permanentemente
Ogni rapporto tra noi incipiente.
E ora che la tristezza, della vita
Necessaria nemica, ti assedia;
Ed il rimpianto ti ha avvolto,
E mi vorresti al tuo fianco—
Non vedo più sul tuo corpo
La luce che già un tempo,
Abbagliando, fecemi vinto,
Sul tuo fiore, come tempio
Adorato.
Ma ora,
Brutale,
Respingo.
IVAN CATANZARO
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Published on December 31, 2025 05:48