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Arpaia Quotes

Quotes tagged as "arpaia" Showing 1-3 of 3
Bruno Arpaia
“Nessuno ricordava più con esattezza quando era cominciato tutto. Forse perché non c’era stato un vero e proprio inizio, forse perché si era trattato di una lenta e implacabile alleanza di eventi impercettibili, di alterazioni minime che, almeno in apparenza, cambiavano poco o nulla, finché, quasi di colpo, ci si era ritrovati in quel disastro.
[...]
In fondo, l’umanità pensava ancora di poter riparare quella crepa nel muro, senza capire che forse era già tardi: l’incrinatura nella parete si stava allargando e prima o poi il palazzo sarebbe crollato.”
Bruno Arpaia, Qualcosa, là fuori

Bruno Arpaia
“La valle lungo la quale procedevano era completamente brulla, avvolta in un calore secco, un’estensione ostile di terra sterile, quasi sabbia, con qualche arbusto qua e là, ma da lì in basso si vedeva bene la larga fascia verde di prati e boschi oltre una certa quota. Lì c’era l’acqua, lì c’era la Svizzera. Lì c’erano i soldati armati fino ai denti che presidiavano i suoi confini veri. Più in alto, invece, solo cime spoglie, senza più ghiacciai, e ormai inutili pale eoliche in fila sui crinali.”
Bruno Arpaia, Qualcosa, là fuori

Bruno Arpaia
“«Alessandria d’Egitto» disse alla fine, ancora sorridente. «Terzo secolo avanti Cristo: Archimede ed Euclide fondano la fisica e la matematica, Eratostene calcola esattamente la circonferenza della Terra e le distanze relative tra Sole, Terra e Luna, Apollonio di Perga studia le sezioni coniche, Erofilo di Calcedonia descrive l’anatomia del cervello e capisce che è al centro del sistema nervoso e della coscienza, Aristarco di Samo sa che la Terra ruota intorno al Sole, Ipparco di Nicea studia le maree dell’oceano Indiano e dell’oceano Atlantico e ne deduce che c’è un continente a dividerli: questo che calpestiamo, l’America.» Fino a quel momento, aveva sciorinato la sua lista portando il conto sulle dita; poi, all’improvviso, allargò le braccia e cominciò a gesticolare. «Invece arrivano i Romani, che della scienza se ne fregano. Guarda caso, la Biblioteca di Alessandria brucia per due volte, con i settecentomila libri che contiene. E quel sapere accumulato in soli due secoli si perde del tutto, almeno in Occidente. Per dieci secoli l’Europa conta con i numeri romani e gli abachi, crede che la Terra sia piatta e che il Sole le giri intorno, non ha la minima idea della funzione del cervello... Bisognerà aspettare mille anni perché, attraverso gli arabi, quelle conoscenze vengano recuperate a poco a poco. Mille anni di buio, ci pensate? Se questo non è tornare indietro...»”
Bruno Arpaia, Qualcosa, là fuori