Axel Vandemberg Quotes

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Virginia De Winter
“A metà di una strada lo vide, la camicia candida e il mantello gettato sulle spalle; aveva perso la feluca e i capelli erano scompigliati. Senza staccare gli occhi da lei guardava la folla di braccia e mani tese per abbracciarlo o semplicemente toccarlo.
L'istante successivo non esisteva più alcuna strada o persona, non esisteva distanza, soltanto l'affondare il viso nei pizzi morbidi sul suo petto e le dita di una mano sul suo braccio, mentre quelle dell'altra sfioravano, incredule, la chiave d'oro appesa al suo collo. Poi la mano di Axel fu sulla sua schiena e l'altra si posò al lato del viso per costringerla con gentile fermezza a sollevarlo verso il suo.
«I miei privilegi, signora, non avete possibilità di negarmeli oggi.»
Il suo respirò la baciò ancora prima delle sue labbra.”
Virginia De Winter, L'Ordine della spada

Virginia De Winter
“Eloise sgranò i suoi titoli con l’indifferenza colpevole con cui avrebbe gettato in terra noccioli di ciliegie, poi lasciò scivolare via nella nebbia una fuggevole visione di lisci capelli di un biondo intenso intorno a un viso dai lineamenti affilati.
Studente anziano, Duca dell’Ordine della Chiave e componente del senato studentesco; secondogenito dei Vandemberg, la famiglia regnate della Nazione Sovrana di Aldenor. Principe del sangue e Principe dello Studium. Elegante, dissoluto, galante.
L’incarnazione stessa dello scholaro delle ballate da osteria.”
Virginia De Winter, L'Ordine della spada

Virginia De Winter
“Dal corridoio giunse una voce contrariata.
«Maledizione, l'ha ammazzato sul serio, adesso mi toccherà essere l'erede al trono al posto suo e indossare quel ridicolo mantello da cerimonia».
Bryce fece irruzione nello studio e considerò con un breve sguardo Alexis sulla poltrona e Axel fermo al centro della stanza con un bicchiere in pezzi ai piedi.
In faccia gli leggeva chiaramente che se fosse stato Alexis a tirarglielo dietro, avrebbe avuto tutta la sua comprensione.
«Arrivi a proposito», disse Axel, calmissimo.
«Ti spiacerebbe mandare qualcuno a chiamare Stephen Eldrige?».
«L'unica persona che manderò a chiamare è un esorcista», disse Bryce, esasperato. «Sperando che almeno lui possa fare qualcosa per te».”
Virginia De Winter, L'ordine della penna

Virginia De Winter
“Per la mia intera esistenza e anche oltre farò tutto ciò che è in mio potere perché tu sia felice.”
Virginia De Winter

Virginia De Winter
“Ricordi quando hai imparato a scrivere?».
Lei si voltò, sorpresa, e sorrise. «Per prima cosa mi hai insegnato a scrivere il tuo nome. Il mio istitutore era furioso perché avevi rovinato l’ordine con cui voleva procedere».
«Che numero hai imparato per primo?».
«Otto, perché tu avevi otto anni».
La spinse gentilmente all’indietro, l’erba era soffice sotto il suo palmo, Eloise improvvisamente silenziosa.
«Di notte mi svegliavi per raccontarmi quante stelle avevi contato», aggiunse lui sottovoce.
La vide voltarsi e posargli le labbra all’interno del polso. «Ti ho sempre voluta per me, dal primo momento».
Le posò il pollice accanto alla piega della bocca delicata, accarezzandola fino a che lei la schiuse, poi si chinò per accostare le labbra al suo collo.
«Fallo ancora», le sussurrò contro la pelle. La sentì trasalire e accostarsi di più a lui, allora la bloccò sotto di sé, premendola contro il prato selvatico.
«Conta le stelle per me, Eloise».”
Virginia De Winter

Virginia De Winter
“Ed è stato rabbia, l’ultimo pensiero che ho avuto di te? Axel. No, in fondo non è stata rabbia.”
Virginia De Winter, L'Ordine della spada