Femminismo Quotes

Quotes tagged as "femminismo" Showing 1-30 of 57
Elena Ferrante
“Una donna può facilmente uccidere per strada, in mezzo alla folla, lo può fare più facilmente di un uomo. La sua violenza sembra un gioco, una parodia, un uso improprio e un po' ridicolo della determinazione maschile a fare il male.”
Elena Ferrante, The Days of Abandonment

“Giudicare e trattare le donne che fanno sex work come oggetti senza capacità di scegliere e di parlare non significa forse ripetere lo schema patriarcale?”
Giulia Zollino, Sex work is work

Matteo Bussola
“A cosa pensa una donna quando non viene ritenuta all'altezza, quando le dicono che è troppo o troppo poco, quando viene ferita, tradita, umiliata, derisa, quando si ammala e il mondo la ignora e nessuno la sente? Quando è triste o felice o arrabbiata o risoluta o crudele?Quando fin da piccola viene educata alla colpa, alla vergogna, a essere soppesata da occhi estranei, quasi che il suo corpo e la sua vita non fossero mai davvero suoi, ma sempre anche di qualcun altro? Quando si deve giustificare per la voglia di fare sesso o per quella di non volerlo fare?Quando deve soddisfare aspettative, aderire a immaginari, quando è troppo magra o troppo grassa o troppo giovane o troppo vecchia o troppo ignorata o troppo guardata e però mai, mai davvero vista? Quando si accorge che la maggior parte degli incontri è come il tramonto in autunno, dove una volta sparito il sole tutto si raffredda velocemente? Quando non crede alla vita dopo la morte ma vede invece la morte dentro ogni vita, come se tutto fosse sempre sul punto di cadere, nell'apparente fissità dei giorni? A cosa pensa una donna quando, assordata dalle voci di tutti, capisce all'improvviso di avere soffocato la propria? Di non essersi mai davvero prestata ascolto?”
Matteo Bussola, Il rosmarino non capisce l'inverno

Virginia Woolf
“Giacché se la donna comincia a dire la verità, la figura nello specchio rimpicciolisce; l'uomo diventa meno adatto alla vita. Come potrebbe continuare a giudicare, a civilizzare gli indigeni, a legiferare, a scrivere libri, a indossare il tight e a pronunciare discorsi nei banchetti, se non fosse più in grado di vedersi riflesso, a colazione e a pranzo, almeno due volte più grande di quanto veramente sia?”
Virginia Woolf, A Room of One's Own / Three Guineas

Michela Murgia
“Sapevano, come dobbiamo sapere noi, che il patriarcato è un sistema muscolare e rispetta solo ciò che teme. Per questo, per raggiungere quelli che oggi chiamiamo traguardi, migliaia di donne hanno pagato col disprezzo della loro famiglia, hanno perso il rispetto borghese delle loro comunità, la possibilità di vivere vite tranquille e, in alcuni casi, perfino la vita. Dobbiamo essere loro grate e il modo migliore per farlo è non dimenticare che quei diritti esistono solo finché restiamo pronte a tirare fuori le unghie per difenderli.”
Michela Murgia, Stai zitta. E altre nove frasi che non vogliamo sentire più

Michela Murgia
“Si dice che quando ti morde il lupo te lo aspetti, ma i guai cominciano davvero quando ti morde la pecora.”
Michela Murgia, Ricordatemi come vi pare. In memoria di me

Michela Murgia
“Nelle relazioni si litiga sempre per restare. Quando te ne vuoi andare non litighi. Non spieghi, non perdi tempo. Te ne vai. Litigare è un segno di salute.”
Michela Murgia, Ricordatemi come vi pare. In memoria di me

Jude Ellison S. Doyle
“[...] ora le donne non possono più fermarsi. Ci riprenderemo il mondo, i nostri corpi e tutte le possibilità che ci sono state negate. Quando apriremo bocca, i nostri oppressori dovranno tacere e, quando cammineremo, la terra tremerà.”
Sady Doyle, Dead Blondes and Bad Mothers

“[Negli anni '30] Molti ritenevano anche, sebbene il Women's Bureau del governo avesse ripetutamente contraddetto tale convinzione, che le donne lavoravano per comprarsi il superfluo, rubando i posti di lavoro agli uomini.”
Paulina Bren, The Barbizon: The Hotel That Set Women Free

“Nel 1932, ventisei Stati avevano decretato che fosse illegale per le donne sposate avere un lavoro, e negli Stati in cui non era obbligatorio lasciare il lavoro al momento delle nozze era comunque necessario segnalare un matrimonio imminente perché era ritenuto scandaloso che una donna togliesse un impiego a un lavoratore "vero".”
Paulina Bren, The Barbizon: The Hotel That Set Women Free

“[Negli anni ‘50] Le regole erano chiare, e le attese elevatissime: le donne dovevano essere vergini ma non bacchettone; dovevano fare l'università, dedicarsi a un certo tipo di carriera e poi rinunciarvi per sposarsi. E soprattutto, vivere con queste contraddizioni non doveva renderle confuse, arrabbiate o, peggio ancora depresse.”
Paulina Bren, The Barbizon: The Hotel That Set Women Free

Laura Boldrini
“Nel 2016, l'anno in cui la sala è stata inaugurata, c'erano cariche importanti ancora non ricoperte da una donna in questo paese: mai una donna in Italia era stata Presidente della Repubblica, né del Senato né del Consiglio dei Ministri. Dunque non avevamo le loro foto da appendere alle pareti. Avevamo così pensato di mettere tre specchi, con sotto la scritta: "Nessuna donna finora ha ricoperto queste cariche. Potresti essere tu la prima".”
Laura Boldrini, Questo non è normale: Come porre fine al potere maschile sulle donne

Laura Boldrini
“Nei paesi europei in cui la distribuzione dei carichi di cura è più equilibrata, crescono la natalità, l'occupazione femminile e anche il prodotto interno lordo.”
Laura Boldrini, Questo non è normale: Come porre fine al potere maschile sulle donne

“Nel 1970 Joreen scrive the Bitch Manifesto, ironico, cattivo, allegro e limpido...: le Puttane ben riuscite sono quelle che hanno una relazione con una persona o un'organizzazione, ma non sposano niente e nessuno-veri soggetti nomadi ante-litteram.”
Anna Bravo, A colpi di cuore: Storie del sessantotto

“Le idee dell’autoaccettazione, della salute e della libertà individuale hanno qualcosa in comune: pongono fine al dibattito e calano un velo sulle nostre ansie e sui nostri dolori collettivi. Nascondono, oltretutto, gli affari milionari che con una mano lucrano e alimentano queste ansie, e con l’altra promettono di risolverle. Ci fanno credere che ci immaginiamo tutto, che siamo pazze, paranoiche, che soffriamo per sciocchezze che dovremmo poter risolvere senza troppi sforzi. Soprattutto, ci fanno sentire più sole. Sono discorsi che mettono l’accento sull’individuo, nascondendo le forze sociali che strutturano i pensieri più privati sui nostri corpi: io devo imparare ad accettarmi, io devo stare meglio per la salute “e non per l’estetica”, io devo avere fame e privarmi di quel che mi piace perché lo scelgo liberamente. E, se senti che qualcosa non ti quadra o ti fa male, il problema ce l’hai tu: questo tipo di discorso ti spinge in un vicolo cieco.”
Tamara Tenembaum

bell hooks
“La marginalità è un luogo radicale di possibilità, uno spazio di resistenza. Questa marginalità, che ho definito come spazialmente strategica per la produzione di un discorso contro-egemonico, è presente non solo nelle parole, ma anche nei modi di essere e di vivere. Non mi riferivo, quindi, a una marginalità che si spera di perdere – lasciare o abbandonare – via via che ci si avvicina al centro, ma piuttosto a un luogo in cui abitare, a cui restare attaccati e fedeli, perché di esso si nutre la nostra capacità di resistenza. Un luogo capace di offrirci la possibilità di una prospettiva radicale da cui guardare, creare, immaginare alternative e nuovi mondi.”
bell hooks, Feminist Theory: From Margin to Center

Jennifer Guerra
“Caro patriarcato, le colpe che ci attribuisci non sono del nostro corpo. Hai sbagliato tutto. Non siamo arrabbiate perchè abbiamo "le nostre cose", perché siamo isteriche, o perché non scopiamo abbastanza. Non sono gli "istinti misteriosi" a guidarci, né i nostri ormoni.
[...]
Siamo arrabbiate perché le noste vite traboccano di desiderio, un desiderio che viene costantemente represso. Così cerchiamo spazi, occasioni, una voce per esprimerlo. Caro patriarcato, ci dici in continuazione che dovremmo essere contente di come stanno le cose, che noi stiamo esagerando. Ci sono le quote rosa, i sussidi di maternitá, le leggi di tutela. Ma questo non ci basta: "Vogliamo il pane, ma anche le rose". E non le chiediamo a te, ce le prendiamo da sole.”
Jennifer Guerra, Il corpo elettrico: Il desiderio nel femminismo che verrà

Tamara Tenenbaum
“La decostruzione non offre un sistema di valori chiari con cui ordinare quel che si deve o non si deve fare; non serve a separare il bene dal male e ancor meno i buoni dai cattivi. È uno sguardo sempre imperfetto, mai totalizzante, che non sceglie una determinata opzione perché è la migliore secondo un parametro infallibile, ma solo perché c’è sempre l’urgenza di prendere decisioni. Non possiamo sospendere il mondo finché non sappiamo cosa fare: bisogna continuare a vivere e a sbagliarci, e vedere cosa scaturisce dalle decisioni sbagliate.
[…]
Lo sguardo decostruttivo propone di rivedere le nostre pratiche, mettere in discussione i vincoli più stretti e le convinzioni più radicate. E non si tratta di pensare che “risolveremo il problema”, che da un momento all’altro troveremo la soluzione, che sapremo cosa fare: la decostruzione è il bisogno di continuare una conversazione che non ha fine.”
Tamara Tenenbaum, El fin del amor: Amar y follar en el siglo XXI

Jennifer Guerra
“Ho pensato alle cose che potrebbero toglierci: i diritti, su cui bisogna sempre vigilare e che non bisogna mai dare per scontati, i soldi - e quelli figuriamoci - , le libertà.
Ma c'è una cosa che non potranno mai toglierci: il corpo. Il corpo pieno, desiderante e straripante, il "corpo elettrico", come diceva Walt Whitman. Questa strana, meravigliosa macchina dove tutto è in lotta e allo stesso tempo in equilibrio.”
Jennifer Guerra, Il corpo elettrico: Il desiderio nel femminismo che verrà

Jennifer Guerra
“L'individualismo ci ha rese perennemente schiave della competizione, che si manifesta nei modi più subdoli, e quasi sempre in direzione del corpo.
[...]
Perse a rincorrere l'oro olimpico di vere donne, intente a mettere paletti tra brave e cattive femmine, abbiamo sacrificato l'individualità sull'altare dell'individualismo. E abbiamo fatto un casino.”
Jennifer Guerra, Il corpo elettrico: Il desiderio nel femminismo che verrà

Jennifer Guerra
“Caro patriarcato, le colpe che ci attribuisci non sono del nostro corpo. Hai sbagliato tutto. Non siamo arrabbiate perché abbiamo "le nostre cose", perché siamo isteriche, o perché non scopiamo abbastanza. Non sono gli "istinti misteriosi" a guidarci, né i nostri ormoni.
[...]
Siamo arrabbiate perché le nostre vite traboccano di desiderio, un desiderio che viene costantemente represso. Così cerchiamo spazi, occasioni, una voce per esprimerlo. Caro patriarcato, ci dici in continuazione che dovremmo essere contente di come stanno le cose, che noi stiamo esagerando. Ci sono le quote rosa, i sussidi di maternità, le leggi di tutela. Ma questo non ci basta: "Vogliamo il pane, ma anche le rose". E non le chiediamo a te, ce le prendiamo da sole.”
Jennifer Guerra, Il corpo elettrico: Il desiderio nel femminismo che verrà

Anna Banti
“«Vedranno chi è Artemisia» le vien detto. L'alterigia fanciullesca e un po' smargiassa della sua natura viene allora a confortarla, angelo nero e puerile, innocente e forte che torna pian piano a custodirla. Esso ignora l'umiltà, la dolcezza, il dubbio cauto e ombroso dello stato femminile; nulla trattiene il vento dalle sue ali.”
Anna Banti, Artemisia

Matteo Bussola
“A Isabella piaceva tantissimo fare l'amore, era qualcosa che mai avrebbe potuto negarsi.
Il video le venne benissimo, le piaceva ogni cosa.
In fondo, che faceva di male? Era giovane, bella, consenziente, si divertiva e faceva divertire il ragazzo che era con lei, perchè non avrebbe dovuto condividere la bellezza di quei corpi e di quella gioia?
Dopo qualche tempo, cominciarono a guardarla in modo diverso, ci furono risatine, qualche battuta. Sul muro della palazzina in cui abitava comparve la parola troia. Non c'era una persona che la trattasse come prima, non un vicino di casa, non un collega, al telefono sua madre continuava a piangere. "Ma perchè? Una ragazza che ha studiato tanto, perchè?"
Isabella era rimasta sola, a tutti gli effetti vittima di una sorta di revenge porn al contrario, una vendetta da parte di chi usava contro di lei la sua sessualità libera. Di che si vendicavano? Del fatto che fosse contenta, forse. Perchè il sesso le piaceva, perchè era la cosa più bella e naturale del mondo. La punivano per la sua gioia. Perchè non subiva il piacere altrui ma era protagonista del proprio.”
Matteo Bussola, Il rosmarino non capisce l'inverno

“Sappiate che ovunque si trovano uomini della vostra specie, ma ci vogliono secoli per fare donne come me”
Sarah I. Belmonte, La musa scarlatta

Virginia Woolf
“Giacché se la donna comincia a direr la verità, la figura nello specchio rimpicciolisce; l'uomo diventa meno adatto alla vita. Come potrebbe continuare a giudicare, a civilizzare gli indigeni, a legiferare, a scrivere libri, a indossare il tight e a pronunciare discorsi nei banchetti, se non fosse più in grado di vedersi riflesso, a colazione e a pranzo, almeno due volte più grande di quanto veramente sia?”
Virginia Woolf

Emilia Hart
“Forse un giorno, aggiunse, sarebbe arrivato un tempo più sicuro. Quando le donne avrebbero potuto percorrere la terra, esercitando il loro potere, eppure continuare a vivere. Fino a quel momento, però, io avrei dovuto tenere nascosto il mio dono, muovermi solo negli angoli più bui del mondo, come uno scarabeo nel terreno.”
Emilia Hart, Weyward

Michela Murgia
“La fuga salva. La fuga non è mancanza di coraggio. La fuga a volte è l'unico modo che hai di essere viva.”
Michela Murgia, Ricordatemi come vi pare. In memoria di me

Michela Murgia
“Mi auguro che la Chiesa si apra in futuro in maniera più deliberata. Non si possono fare cose che riguardano il genere umano tagliando fuori metà del genere umano.”
Michela Murgia, Ricordatemi come vi pare. In memoria di me

Michela Murgia
“Non era sempre necessario essere magnifica, eroica. Sarebbe bastato anche meno. A cinquantun anni mi sento come se avessi bruciato troppo. Troppa energia. Come fossi stata una candela con due stoppini. Mi chiedo se quello che sta succedendo non abbia a che fare col fatto che ho bruciato troppo. Se bruci tanto, fai tanta luce. Ma forse ne sarebbe bastata meno. Forse sarebbe bastato che non fossi io ogni volta quella che parlava per prima, quella che gridava più forte, che scriveva ciò che nessun'altra aveva il coraggio di scrivere, quella che si esponeva.”
Michela Murgia, Ricordatemi come vi pare. In memoria di me

Geneviève Fraisse
“In democrazia, l'eccezione può diventare la regola; in democrazia, si sottolinea la similitudine di tutti piuttosto che le differenze categoriali; in democrazia, la totalità degli esseri è teoricamente implicita. Ognuno di questi esseri (qui intendiamo "ognuna") può considerarsi individuo, soggetto, cittadino, creatore, uno, una tra tutti e tutte, in un vasto insieme. Ma "ognuna" è anche la persona che è solo l'"uno" singolare, senza l'obbligo di riconoscersi nella molteplicità del collettivo, mentre attinge allo stesso tempo, all'interno di questo collettivo, la possibilità di essere un "uno" singolare. Così l'universale, il particolare e il singolare si elaborano insieme. Tuttavia, l'idea che il percorso di una sola persona, per esempio di una donna fuori dal comune, testimoniasse il riconoscimento del "progresso" per tutte ha prevalso prima ma anche dopo la rottura democratica della Rivoluzione Francese; nella versione liberale, a conti fatti, che si fonda sulle potenzialità di una dinamica personale che diventa esemplare per tutti/e e per ciascuno/a.”
Geneviève Fraisse, Il mondo è sessuato: Femminismo e altre sovversioni (Figure)

« previous 1