Globalizzazione Quotes
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“Da tutto ciò che abbiamo letto e sentito dire, è chiaro che nell'ultimo stadio della "civiltà" gli uomini, per quello che riguarda la produzione dei beni, si erano cacciati in un circolo vizioso. Avevano raggiunto una meravigliosa capacità di produzione e, per darle uno sviluppo sempre maggiore, poco per volta avevano creato (o meglio avevano lasciato che si sviluppasse) un complicatissimo sistema di compravendita, che fu chiamato mercato mondiale. Questo mercato mondiale, una volta costituito, costrinse gli uomini a produrre un numero sempre crescente di beni, fossero necessari o no. E così, mentre non potevano esimersi, com'è ovvio, dalla fatica di produrre ciò che era realmente necessario, creavano senza interruzione tutta una serie di oggetti inutili o considerati artificiosamente necessari, i quali, sotto la ferrea legge del mercato mondiale di cui s'è detto, acquistavano la stessa importanza dei prodotti realmente necessari all'esistenza. In questo modo si lasciarono opprimere da un'immensa mole di lavoro, al solo scopo di salvaguardare quel loro squallido sistema. Poi proprio per questa ragione, dal momento che si erano imposti di barcollare sotto il peso orribile di una produzione inutile, diventò loro impossibile considerare il lavoro e i suoi frutti da qualunque altro punto di vista che non fosse l'incessante tentativo di impiegare la minore quantità di lavoro possibile per ogni tipo di prodotto, e allo stesso tempo di produrre quanti più oggetti fosse possibile. Tutto veniva sacrificato a quella che si chiamava “la riduzione dei costi di produzione”: la soddisfazione del lavoratore nel compiere il suo lavoro, non solo, ma addirittura il suo più elementare benessere, la salute, l'alimentazione, il vestiario, l'abitazione, il tempo libero, i divertimenti, l'educazione... la sua vita insomma, sulla bilancia non aveva neppure il peso di un granello di sabbia in confronto all'opprimente necessità di produrre a basso costo beni che in gran parte non valeva neanche la pena di produrre. Anzi, […] perfino i ricchi e i potenti, i padroni di quei poveri diavoli si adattavano a vivere in mezzo a viste, rumori e odori, che la natura umana aborre e cerca di sfuggire, per far sì che le loro ricchezze contribuissero al mantenimento di quella immane pazzia. L'intera società era infatti caduta nelle fauci di questo mostro insaziabile, la “produzione a basso costo” e vi era stata spinta dal mercato mondiale.”
― News from Nowhere
― News from Nowhere
“La civiltà tecnologica occidentale, velo dopo velo, sta ormai stendendo il suo anonimo sudario su tutte le culture del mondo, rendendole, almeno esteriormente, meno dissimili dalla nostra. La forza d'urto dell'imperialismo politico ed economico delle nazioni industrializzate è tale che in realtà le popolazioni autoctone sono costrette a capitolare. Non hanno scelta. La resa incondizionata porta con sé la disgregazione sociale, la degradazione morale, l'auto-disprezzo, il disorientamento. Popoli che da sempre si erano considerati il centro del mondo, i prediletti delle divinità, debbono ripiegare a un tratto su un'immagine del tutto opposta di se stessi; ora il loro posto è alla periferia estrema del genere umano: sono i reietti, gli ultimi.
La scomparsa progressiva della varietà nelle culture umane non è, come pensavano gli amministratori coloniali e i missionari, un segno luminoso del progresso; al contrario, nasconde un grave pericolo per tutti. Abdicando alla sua diversità a favore di un'unità passiva che può essere solo superficiale ed esteriore, l'umanità regredisce verso gli statici modelli delle società animali e si priva del suo più valido stimolo evolutivo.
Levi-Strauss a scritto: "Non bisogna dimenticare che un'umanità confusa in un genere di vita unico è inconcepibile, perché sarebbe un'umanità ossificata".”
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La scomparsa progressiva della varietà nelle culture umane non è, come pensavano gli amministratori coloniali e i missionari, un segno luminoso del progresso; al contrario, nasconde un grave pericolo per tutti. Abdicando alla sua diversità a favore di un'unità passiva che può essere solo superficiale ed esteriore, l'umanità regredisce verso gli statici modelli delle società animali e si priva del suo più valido stimolo evolutivo.
Levi-Strauss a scritto: "Non bisogna dimenticare che un'umanità confusa in un genere di vita unico è inconcepibile, perché sarebbe un'umanità ossificata".”
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