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Nazionalismo Quotes

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Robert Musil
“In Austria il patriottismo era un argomento tutto particolare. A differenza della Germania, dove i bambini imparavano semplicemente a disprezzare le guerre dei bambini austriaci, e si insegnava loro che i bambini francesi sono i nipoti di fiacchi libertini che, fossero anche in mille, se la danno a gambe non appena incontrano un soldato tedesco della milizia territoriale dotato di una folta barba. E, scambiati i ruoli e apportate le opportune modifiche, si insegnavano esattamente le stesse cose ai bambini francesi, russi e inglesi, che vantavano anche loro parecchie vittorie. Ora, i bambini sono dei fanfaroni, amano giocare a guardie e ladri e, qualora ne facciano parte, sono sempre pronti a ritenere la famiglia Y, residente nella grande via X, la più importante famiglia del mondo. È dunque facile conquistarli al patriottismo. In Austria invece la faccenda era un po’ più complicata. Gli austriaci infatti avevano sì vinto tutte le guerre della loro storia, ma dopo la maggior parte di esse avevano dovuto cedere qualche territorio. Una circostanza, questa, che induce alla riflessione, e Ulrich, nel suo componimento sull’amor di patria, scrisse che un vero patriota non deve mai reputare la propria patria la migliore di tutte; anzi, in un lampo di genio che gli parve particolarmente bello, benché fosse piuttosto abbagliato dal suo splendore che non consapevole del suo effettivo contenuto, a quella frase sospetta ne aveva aggiunta un’altra, e cioè che probabilmente anche Dio preferisce parlare del suo mondo al conjunctivus potentialis (hic dixerit quispiam qui si potrebbe obiettare…), perché Dio crea il mondo e intanto pensa che esso potrebbe benissimo essere diverso. Di questa frase era molto fiero, ma forse nel formularla non si era spiegato bene, perché ne era nata una gran confusione, e per poco non lo avevano espulso dalla scuola, anche se poi non fu preso alcun provvedimento, nell’impossibilità di decidere se quell’audace osservazione fosse un oltraggio alla patria o a Dio”
Robert Musil, The Man Without Qualities

Yuval Noah Harari
“Consumismo e nazionalismo fanno gli straordinari pur di farci immaginare che milioni di di estranei appartengano alla stessa comunità: una comunità fatta da noi, che dovremmo avere un passato comune, interessi comuni e un futuro comune. Non è una menzogna. È immaginazione. Come nei casi del denaro, delle società a responsabilità limitata e dei diritti umani, le nazioni e le tribù di consumatori sono realtà intersoggettive. Esse esistono unicamente nella nostra immaginazione collettiva, eppure il loro potere è immenso.

Yuval Noah Harari, Sapiens. Da animali a Dei. Breve storia dell'umanità, Giunti Editore/Bompiani, Firenze/Milano, 2019; pag. 451”
Yuval Noah Harari, Sapiens: A Brief History of Humankind

Isaiah Berlin
“Il nazionalismo non è la consapevolezza della realtà del carattere nazionale, né l'esserne fieri: significa credere nella missione unica della propria nazione, ritenuta intrinsecamente superiore agli scopi o atttibuti di tutto ciò che è fuori di essa.”
Isaiah Berlin, The Crooked Timber of Humanity: Chapters in the History of Ideas

Giovanni Sartori
“L'Onu è un baraccone di piccole virtù. Chi lo magnifica come una mirabile entità salvifica è un illuso e probabilmente un ipocrita.”
Giovanni Sartori

Abhijit Naskar
“Il mondo è la mia casa, l'umanità è la mia nazionalità.”
Abhijit Naskar

Abhijit Naskar
“Soprattutto, l’umano è la verità!
Tutte le strade portano alla gente.
Bella ciao, è ora di svegliarsi alla vita!
Divisione e divinità non possono andare insieme.”
Abhijit Naskar, Yüz Şiirlerin Yüzüğü (Ring of 100 Poems, Bilingual Edition): 100 Turkish Poems with Translations